The Project Gutenberg eBook, La Divina Comèdia: Complete, by Dante Alighieri, Translated by Ermes Culos This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included with this eBook or online at www.gutenberg.net ** This is a COPYRIGHTED Project Gutenberg eBook, Details Below ** ** Please follow the copyright guidelines in this file. ** INF-chant1 Inferno: Canto I INF-chant1-1 Nel mezzo del cammin di nostra vita INF-chant1-2 mi ritrovai per una selva oscura INF-chant1-3 che' la diritta via era smarrita. INF-chant1-4 Ahi quanto a dir qual era e` cosa dura INF-chant1-5 esta selva selvaggia e aspra e forte INF-chant1-6 che nel pensier rinova la paura! INF-chant1-7 Tant'e` amara che poco e` piu` morte; INF-chant1-8 ma per trattar del ben ch'i' vi trovai, INF-chant1-9 diro` de l'altre cose ch'i' v'ho scorte. INF-chant1-10 Io non so ben ridir com'i' v'intrai, INF-chant1-11 tant'era pien di sonno a quel punto INF-chant1-12 che la verace via abbandonai. INF-chant1-13 Ma poi ch'i' fui al pie` d'un colle giunto, INF-chant1-14 la` dove terminava quella valle INF-chant1-15 che m'avea di paura il cor compunto, INF-chant1-16 guardai in alto, e vidi le sue spalle INF-chant1-17 vestite gia` de' raggi del pianeta INF-chant1-18 che mena dritto altrui per ogne calle. INF-chant1-19 Allor fu la paura un poco queta INF-chant1-20 che nel lago del cor m'era durata INF-chant1-21 la notte ch'i' passai con tanta pieta. INF-chant1-22 E come quei che con lena affannata INF-chant1-23 uscito fuor del pelago a la riva INF-chant1-24 si volge a l'acqua perigliosa e guata, INF-chant1-25 cosi` l'animo mio, ch'ancor fuggiva, INF-chant1-26 si volse a retro a rimirar lo passo INF-chant1-27 che non lascio` gia` mai persona viva. INF-chant1-28 Poi ch'ei posato un poco il corpo lasso, INF-chant1-29 ripresi via per la piaggia diserta, INF-chant1-30 si` che 'l pie` fermo sempre era 'l piu` basso. INF-chant1-31 Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta, INF-chant1-32 una lonza leggera e presta molto, INF-chant1-33 che di pel macolato era coverta; INF-chant1-34 e non mi si partia dinanzi al volto, INF-chant1-35 anzi 'mpediva tanto il mio cammino, INF-chant1-36 ch'i' fui per ritornar piu` volte volto. INF-chant1-37 Temp'era dal principio del mattino, INF-chant1-38 e 'l sol montava 'n su` con quelle stelle INF-chant1-39 ch'eran con lui quando l'amor divino INF-chant1-40 mosse di prima quelle cose belle; INF-chant1-41 si` ch'a bene sperar m'era cagione INF-chant1-42 di quella fiera a la gaetta pelle INF-chant1-43 l'ora del tempo e la dolce stagione; INF-chant1-44 ma non si` che paura non mi desse INF-chant1-45 la vista che m'apparve d'un leone. INF-chant1-46 Questi parea che contra me venisse INF-chant1-47 con la test'alta e con rabbiosa fame, INF-chant1-48 si` che parea che l'aere ne tremesse. INF-chant1-49 Ed una lupa, che di tutte brame INF-chant1-50 sembiava carca ne la sua magrezza, INF-chant1-51 e molte genti fe' gia` viver grame, INF-chant1-52 questa mi porse tanto di gravezza INF-chant1-53 con la paura ch'uscia di sua vista, INF-chant1-54 ch'io perdei la speranza de l'altezza. INF-chant1-55 E qual e` quei che volontieri acquista, INF-chant1-56 e giugne 'l tempo che perder lo face, INF-chant1-57 che 'n tutt'i suoi pensier piange e s'attrista; INF-chant1-58 tal mi fece la bestia sanza pace, INF-chant1-59 che, venendomi 'ncontro, a poco a poco INF-chant1-60 mi ripigneva la` dove 'l sol tace. INF-chant1-61 Mentre ch'i' rovinava in basso loco, INF-chant1-62 dinanzi a li occhi mi si fu offerto INF-chant1-63 chi per lungo silenzio parea fioco. INF-chant1-64 Quando vidi costui nel gran diserto, INF-chant1-65 <>, gridai a lui, INF-chant1-66 <>. INF-chant1-67 Rispuosemi: <>. INF-chant1-79 <>, INF-chant1-81 rispuos'io lui con vergognosa fronte. INF-chant1-82 <>. INF-chant1-91 <>, INF-chant1-92 rispuose poi che lagrimar mi vide, INF-chant1-93 <>. INF-chant1-130 E io a lui: <>. INF-chant1-136 Allor si mosse, e io li tenni dietro. INF-chant2 Inferno: Canto II INF-chant2-1 Lo giorno se n'andava, e l'aere bruno INF-chant2-2 toglieva li animai che sono in terra INF-chant2-3 da le fatiche loro; e io sol uno INF-chant2-4 m'apparecchiava a sostener la guerra INF-chant2-5 si` del cammino e si` de la pietate, INF-chant2-6 che ritrarra` la mente che non erra. INF-chant2-7 O muse, o alto ingegno, or m'aiutate; INF-chant2-8 o mente che scrivesti cio` ch'io vidi, INF-chant2-9 qui si parra` la tua nobilitate. INF-chant2-10 Io cominciai: <>. INF-chant2-37 E qual e` quei che disvuol cio` che volle INF-chant2-38 e per novi pensier cangia proposta, INF-chant2-39 si` che dal cominciar tutto si tolle, INF-chant2-40 tal mi fec'io 'n quella oscura costa, INF-chant2-41 perche', pensando, consumai la 'mpresa INF-chant2-42 che fu nel cominciar cotanto tosta. INF-chant2-43 <>, INF-chant2-44 rispuose del magnanimo quell'ombra; INF-chant2-45 <>. INF-chant2-127 Quali fioretti dal notturno gelo INF-chant2-128 chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca INF-chant2-129 si drizzan tutti aperti in loro stelo, INF-chant2-130 tal mi fec'io di mia virtude stanca, INF-chant2-131 e tanto buono ardire al cor mi corse, INF-chant2-132 ch'i' cominciai come persona franca: INF-chant2-133 <>. INF-chant2-141 Cosi` li dissi; e poi che mosso fue, INF-chant2-142 intrai per lo cammino alto e silvestro. INF-chant3 Inferno: Canto III INF-chant3-1 Per me si va ne la citta` dolente, INF-chant3-2 per me si va ne l'etterno dolore, INF-chant3-3 per me si va tra la perduta gente. INF-chant3-4 Giustizia mosse il mio alto fattore: INF-chant3-5 fecemi la divina podestate, INF-chant3-6 la somma sapienza e 'l primo amore. INF-chant3-7 Dinanzi a me non fuor cose create INF-chant3-8 se non etterne, e io etterno duro. INF-chant3-9 Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate". INF-chant3-10 Queste parole di colore oscuro INF-chant3-11 vid'io scritte al sommo d'una porta; INF-chant3-12 per ch'io: <>. INF-chant3-13 Ed elli a me, come persona accorta: INF-chant3-14 <>. INF-chant3-19 E poi che la sua mano a la mia puose INF-chant3-20 con lieto volto, ond'io mi confortai, INF-chant3-21 mi mise dentro a le segrete cose. INF-chant3-22 Quivi sospiri, pianti e alti guai INF-chant3-23 risonavan per l'aere sanza stelle, INF-chant3-24 per ch'io al cominciar ne lagrimai. INF-chant3-25 Diverse lingue, orribili favelle, INF-chant3-26 parole di dolore, accenti d'ira, INF-chant3-27 voci alte e fioche, e suon di man con elle INF-chant3-28 facevano un tumulto, il qual s'aggira INF-chant3-29 sempre in quell'aura sanza tempo tinta, INF-chant3-30 come la rena quando turbo spira. INF-chant3-31 E io ch'avea d'error la testa cinta, INF-chant3-32 dissi: <>. INF-chant3-34 Ed elli a me: <>. INF-chant3-43 E io: <>. INF-chant3-45 Rispuose: <>. INF-chant3-52 E io, che riguardai, vidi una 'nsegna INF-chant3-53 che girando correva tanto ratta, INF-chant3-54 che d'ogne posa mi parea indegna; INF-chant3-55 e dietro le venia si` lunga tratta INF-chant3-56 di gente, ch'i' non averei creduto INF-chant3-57 che morte tanta n'avesse disfatta. INF-chant3-58 Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto, INF-chant3-59 vidi e conobbi l'ombra di colui INF-chant3-60 che fece per viltade il gran rifiuto. INF-chant3-61 Incontanente intesi e certo fui INF-chant3-62 che questa era la setta d'i cattivi, INF-chant3-63 a Dio spiacenti e a' nemici sui. INF-chant3-64 Questi sciaurati, che mai non fur vivi, INF-chant3-65 erano ignudi e stimolati molto INF-chant3-66 da mosconi e da vespe ch'eran ivi. INF-chant3-67 Elle rigavan lor di sangue il volto, INF-chant3-68 che, mischiato di lagrime, a' lor piedi INF-chant3-69 da fastidiosi vermi era ricolto. INF-chant3-70 E poi ch'a riguardar oltre mi diedi, INF-chant3-71 vidi genti a la riva d'un gran fiume; INF-chant3-72 per ch'io dissi: <>. INF-chant3-76 Ed elli a me: <>. INF-chant3-79 Allor con li occhi vergognosi e bassi, INF-chant3-80 temendo no 'l mio dir li fosse grave, INF-chant3-81 infino al fiume del parlar mi trassi. INF-chant3-82 Ed ecco verso noi venir per nave INF-chant3-83 un vecchio, bianco per antico pelo, INF-chant3-84 gridando: <>. INF-chant3-90 Ma poi che vide ch'io non mi partiva, INF-chant3-91 disse: <>. INF-chant3-94 E 'l duca lui: <>. INF-chant3-97 Quinci fuor quete le lanose gote INF-chant3-98 al nocchier de la livida palude, INF-chant3-99 che 'ntorno a li occhi avea di fiamme rote. INF-chant3-100 Ma quell'anime, ch'eran lasse e nude, INF-chant3-101 cangiar colore e dibattero i denti, INF-chant3-102 ratto che 'nteser le parole crude. INF-chant3-103 Bestemmiavano Dio e lor parenti, INF-chant3-104 l'umana spezie e 'l loco e 'l tempo e 'l seme INF-chant3-105 di lor semenza e di lor nascimenti. INF-chant3-106 Poi si ritrasser tutte quante insieme, INF-chant3-107 forte piangendo, a la riva malvagia INF-chant3-108 ch'attende ciascun uom che Dio non teme. INF-chant3-109 Caron dimonio, con occhi di bragia, INF-chant3-110 loro accennando, tutte le raccoglie; INF-chant3-111 batte col remo qualunque s'adagia. INF-chant3-112 Come d'autunno si levan le foglie INF-chant3-113 l'una appresso de l'altra, fin che 'l ramo INF-chant3-114 vede a la terra tutte le sue spoglie, INF-chant3-115 similemente il mal seme d'Adamo INF-chant3-116 gittansi di quel lito ad una ad una, INF-chant3-117 per cenni come augel per suo richiamo. INF-chant3-118 Cosi` sen vanno su per l'onda bruna, INF-chant3-119 e avanti che sien di la` discese, INF-chant3-120 anche di qua nuova schiera s'auna. INF-chant3-121 <>, disse 'l maestro cortese, INF-chant3-122 <>. INF-chant3-130 Finito questo, la buia campagna INF-chant3-131 tremo` si` forte, che de lo spavento INF-chant3-132 la mente di sudore ancor mi bagna. INF-chant3-133 La terra lagrimosa diede vento, INF-chant3-134 che baleno` una luce vermiglia INF-chant3-135 la qual mi vinse ciascun sentimento; INF-chant3-136 e caddi come l'uom cui sonno piglia. INF-chant4 Inferno: Canto IV INF-chant4-1 Ruppemi l'alto sonno ne la testa INF-chant4-2 un greve truono, si` ch'io mi riscossi INF-chant4-3 come persona ch'e` per forza desta; INF-chant4-4 e l'occhio riposato intorno mossi, INF-chant4-5 dritto levato, e fiso riguardai INF-chant4-6 per conoscer lo loco dov'io fossi. INF-chant4-7 Vero e` che 'n su la proda mi trovai INF-chant4-8 de la valle d'abisso dolorosa INF-chant4-9 che 'ntrono accoglie d'infiniti guai. INF-chant4-10 Oscura e profonda era e nebulosa INF-chant4-11 tanto che, per ficcar lo viso a fondo, INF-chant4-12 io non vi discernea alcuna cosa. INF-chant4-13 <>, INF-chant4-14 comincio` il poeta tutto smorto. INF-chant4-15 <>. INF-chant4-16 E io, che del color mi fui accorto, INF-chant4-17 dissi: <>. INF-chant4-19 Ed elli a me: <>. INF-chant4-23 Cosi` si mise e cosi` mi fe' intrare INF-chant4-24 nel primo cerchio che l'abisso cigne. INF-chant4-25 Quivi, secondo che per ascoltare, INF-chant4-26 non avea pianto mai che di sospiri, INF-chant4-27 che l'aura etterna facevan tremare; INF-chant4-28 cio` avvenia di duol sanza martiri INF-chant4-29 ch'avean le turbe, ch'eran molte e grandi, INF-chant4-30 d'infanti e di femmine e di viri. INF-chant4-31 Lo buon maestro a me: <>. INF-chant4-43 Gran duol mi prese al cor quando lo 'ntesi, INF-chant4-44 pero` che gente di molto valore INF-chant4-45 conobbi che 'n quel limbo eran sospesi. INF-chant4-46 <>, INF-chant4-47 comincia' io per voler esser certo INF-chant4-48 di quella fede che vince ogne errore: INF-chant4-49 <>. INF-chant4-51 E quei che 'ntese il mio parlar coverto, INF-chant4-52 rispuose: <>. INF-chant4-64 Non lasciavam l'andar perch'ei dicessi, INF-chant4-65 ma passavam la selva tuttavia, INF-chant4-66 la selva, dico, di spiriti spessi. INF-chant4-67 Non era lunga ancor la nostra via INF-chant4-68 di qua dal sonno, quand'io vidi un foco INF-chant4-69 ch'emisperio di tenebre vincia. INF-chant4-70 Di lungi n'eravamo ancora un poco, INF-chant4-71 ma non si` ch'io non discernessi in parte INF-chant4-72 ch'orrevol gente possedea quel loco. INF-chant4-73 <>. INF-chant4-76 E quelli a me: <>. INF-chant4-79 Intanto voce fu per me udita: INF-chant4-80 <>. INF-chant4-82 Poi che la voce fu restata e queta, INF-chant4-83 vidi quattro grand'ombre a noi venire: INF-chant4-84 sembianz'avevan ne' trista ne' lieta. INF-chant4-85 Lo buon maestro comincio` a dire: INF-chant4-86 <>. INF-chant4-94 Cosi` vid'i' adunar la bella scola INF-chant4-95 di quel segnor de l'altissimo canto INF-chant4-96 che sovra li altri com'aquila vola. INF-chant4-97 Da ch'ebber ragionato insieme alquanto, INF-chant4-98 volsersi a me con salutevol cenno, INF-chant4-99 e 'l mio maestro sorrise di tanto; INF-chant4-100 e piu` d'onore ancora assai mi fenno, INF-chant4-101 ch'e' si` mi fecer de la loro schiera, INF-chant4-102 si` ch'io fui sesto tra cotanto senno. INF-chant4-103 Cosi` andammo infino a la lumera, INF-chant4-104 parlando cose che 'l tacere e` bello, INF-chant4-105 si` com'era 'l parlar cola` dov'era. INF-chant4-106 Venimmo al pie` d'un nobile castello, INF-chant4-107 sette volte cerchiato d'alte mura, INF-chant4-108 difeso intorno d'un bel fiumicello. INF-chant4-109 Questo passammo come terra dura; INF-chant4-110 per sette porte intrai con questi savi: INF-chant4-111 giugnemmo in prato di fresca verdura. INF-chant4-112 Genti v'eran con occhi tardi e gravi, INF-chant4-113 di grande autorita` ne' lor sembianti: INF-chant4-114 parlavan rado, con voci soavi. INF-chant4-115 Traemmoci cosi` da l'un de' canti, INF-chant4-116 in loco aperto, luminoso e alto, INF-chant4-117 si` che veder si potien tutti quanti. INF-chant4-118 Cola` diritto, sovra 'l verde smalto, INF-chant4-119 mi fuor mostrati li spiriti magni, INF-chant4-120 che del vedere in me stesso m'essalto. INF-chant4-121 I' vidi Eletra con molti compagni, INF-chant4-122 tra ' quai conobbi Ettor ed Enea, INF-chant4-123 Cesare armato con li occhi grifagni. INF-chant4-124 Vidi Cammilla e la Pantasilea; INF-chant4-125 da l'altra parte, vidi 'l re Latino INF-chant4-126 che con Lavina sua figlia sedea. INF-chant4-127 Vidi quel Bruto che caccio` Tarquino, INF-chant4-128 Lucrezia, Iulia, Marzia e Corniglia; INF-chant4-129 e solo, in parte, vidi 'l Saladino. INF-chant4-130 Poi ch'innalzai un poco piu` le ciglia, INF-chant4-131 vidi 'l maestro di color che sanno INF-chant4-132 seder tra filosofica famiglia. INF-chant4-133 Tutti lo miran, tutti onor li fanno: INF-chant4-134 quivi vid'io Socrate e Platone, INF-chant4-135 che 'nnanzi a li altri piu` presso li stanno; INF-chant4-136 Democrito, che 'l mondo a caso pone, INF-chant4-137 Diogenes, Anassagora e Tale, INF-chant4-138 Empedocles, Eraclito e Zenone; INF-chant4-139 e vidi il buono accoglitor del quale, INF-chant4-140 Diascoride dico; e vidi Orfeo, INF-chant4-141 Tulio e Lino e Seneca morale; INF-chant4-142 Euclide geometra e Tolomeo, INF-chant4-143 Ipocrate, Avicenna e Galieno, INF-chant4-144 Averois, che 'l gran comento feo. INF-chant4-145 Io non posso ritrar di tutti a pieno, INF-chant4-146 pero` che si` mi caccia il lungo tema, INF-chant4-147 che molte volte al fatto il dir vien meno. INF-chant4-148 La sesta compagnia in due si scema: INF-chant4-149 per altra via mi mena il savio duca, INF-chant4-150 fuor de la queta, ne l'aura che trema. INF-chant4-151 E vegno in parte ove non e` che luca. INF-chant5 Inferno: Canto V INF-chant5-1 Cosi` discesi del cerchio primaio INF-chant5-2 giu` nel secondo, che men loco cinghia, INF-chant5-3 e tanto piu` dolor, che punge a guaio. INF-chant5-4 Stavvi Minos orribilmente, e ringhia: INF-chant5-5 essamina le colpe ne l'intrata; INF-chant5-6 giudica e manda secondo ch'avvinghia. INF-chant5-7 Dico che quando l'anima mal nata INF-chant5-8 li vien dinanzi, tutta si confessa; INF-chant5-9 e quel conoscitor de le peccata INF-chant5-10 vede qual loco d'inferno e` da essa; INF-chant5-11 cignesi con la coda tante volte INF-chant5-12 quantunque gradi vuol che giu` sia messa. INF-chant5-13 Sempre dinanzi a lui ne stanno molte; INF-chant5-14 vanno a vicenda ciascuna al giudizio; INF-chant5-15 dicono e odono, e poi son giu` volte. INF-chant5-16 <>, INF-chant5-17 disse Minos a me quando mi vide, INF-chant5-18 lasciando l'atto di cotanto offizio, INF-chant5-19 <>. INF-chant5-21 E 'l duca mio a lui: <>. INF-chant5-25 Or incomincian le dolenti note INF-chant5-26 a farmisi sentire; or son venuto INF-chant5-27 la` dove molto pianto mi percuote. INF-chant5-28 Io venni in loco d'ogne luce muto, INF-chant5-29 che mugghia come fa mar per tempesta, INF-chant5-30 se da contrari venti e` combattuto. INF-chant5-31 La bufera infernal, che mai non resta, INF-chant5-32 mena li spirti con la sua rapina; INF-chant5-33 voltando e percotendo li molesta. INF-chant5-34 Quando giungon davanti a la ruina, INF-chant5-35 quivi le strida, il compianto, il lamento; INF-chant5-36 bestemmian quivi la virtu` divina. INF-chant5-37 Intesi ch'a cosi` fatto tormento INF-chant5-38 enno dannati i peccator carnali, INF-chant5-39 che la ragion sommettono al talento. INF-chant5-40 E come li stornei ne portan l'ali INF-chant5-41 nel freddo tempo, a schiera larga e piena, INF-chant5-42 cosi` quel fiato li spiriti mali INF-chant5-43 di qua, di la`, di giu`, di su` li mena; INF-chant5-44 nulla speranza li conforta mai, INF-chant5-45 non che di posa, ma di minor pena. INF-chant5-46 E come i gru van cantando lor lai, INF-chant5-47 faccendo in aere di se' lunga riga, INF-chant5-48 cosi` vid'io venir, traendo guai, INF-chant5-49 ombre portate da la detta briga; INF-chant5-50 per ch'i' dissi: <>. INF-chant5-52 <>, mi disse quelli allotta, INF-chant5-54 <>; e piu` di mille INF-chant5-68 ombre mostrommi e nominommi a dito, INF-chant5-69 ch'amor di nostra vita dipartille. INF-chant5-70 Poscia ch'io ebbi il mio dottore udito INF-chant5-71 nomar le donne antiche e ' cavalieri, INF-chant5-72 pieta` mi giunse, e fui quasi smarrito. INF-chant5-73 I' cominciai: <>. INF-chant5-76 Ed elli a me: <>. INF-chant5-79 Si` tosto come il vento a noi li piega, INF-chant5-80 mossi la voce: <>. INF-chant5-82 Quali colombe dal disio chiamate INF-chant5-83 con l'ali alzate e ferme al dolce nido INF-chant5-84 vegnon per l'aere dal voler portate; INF-chant5-85 cotali uscir de la schiera ov'e` Dido, INF-chant5-86 a noi venendo per l'aere maligno, INF-chant5-87 si` forte fu l'affettuoso grido. INF-chant5-88 <>. INF-chant5-108 Queste parole da lor ci fuor porte. INF-chant5-109 Quand'io intesi quell'anime offense, INF-chant5-110 china' il viso e tanto il tenni basso, INF-chant5-111 fin che 'l poeta mi disse: <>. INF-chant5-112 Quando rispuosi, cominciai: <>. INF-chant5-115 Poi mi rivolsi a loro e parla' io, INF-chant5-116 e cominciai: <>. INF-chant5-121 E quella a me: <>. INF-chant5-139 Mentre che l'uno spirto questo disse, INF-chant5-140 l'altro piangea; si` che di pietade INF-chant5-141 io venni men cosi` com'io morisse. INF-chant5-142 E caddi come corpo morto cade. INF-chant6 Inferno: Canto VI INF-chant6-1 Al tornar de la mente, che si chiuse INF-chant6-2 dinanzi a la pieta` d'i due cognati, INF-chant6-3 che di trestizia tutto mi confuse, INF-chant6-4 novi tormenti e novi tormentati INF-chant6-5 mi veggio intorno, come ch'io mi mova INF-chant6-6 e ch'io mi volga, e come che io guati. INF-chant6-7 Io sono al terzo cerchio, de la piova INF-chant6-8 etterna, maladetta, fredda e greve; INF-chant6-9 regola e qualita` mai non l'e` nova. INF-chant6-10 Grandine grossa, acqua tinta e neve INF-chant6-11 per l'aere tenebroso si riversa; INF-chant6-12 pute la terra che questo riceve. INF-chant6-13 Cerbero, fiera crudele e diversa, INF-chant6-14 con tre gole caninamente latra INF-chant6-15 sovra la gente che quivi e` sommersa. INF-chant6-16 Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra, INF-chant6-17 e 'l ventre largo, e unghiate le mani; INF-chant6-18 graffia li spirti, ed iscoia ed isquatra. INF-chant6-19 Urlar li fa la pioggia come cani; INF-chant6-20 de l'un de' lati fanno a l'altro schermo; INF-chant6-21 volgonsi spesso i miseri profani. INF-chant6-22 Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo, INF-chant6-23 le bocche aperse e mostrocci le sanne; INF-chant6-24 non avea membro che tenesse fermo. INF-chant6-25 E 'l duca mio distese le sue spanne, INF-chant6-26 prese la terra, e con piene le pugna INF-chant6-27 la gitto` dentro a le bramose canne. INF-chant6-28 Qual e` quel cane ch'abbaiando agogna, INF-chant6-29 e si racqueta poi che 'l pasto morde, INF-chant6-30 che' solo a divorarlo intende e pugna, INF-chant6-31 cotai si fecer quelle facce lorde INF-chant6-32 de lo demonio Cerbero, che 'ntrona INF-chant6-33 l'anime si`, ch'esser vorrebber sorde. INF-chant6-34 Noi passavam su per l'ombre che adona INF-chant6-35 la greve pioggia, e ponavam le piante INF-chant6-36 sovra lor vanita` che par persona. INF-chant6-37 Elle giacean per terra tutte quante, INF-chant6-38 fuor d'una ch'a seder si levo`, ratto INF-chant6-39 ch'ella ci vide passarsi davante. INF-chant6-40 <>, INF-chant6-41 mi disse, <>. INF-chant6-43 E io a lui: <>. INF-chant6-49 Ed elli a me: <>. E piu` non fe' parola. INF-chant6-58 Io li rispuosi: <>. INF-chant6-64 E quelli a me: <>. INF-chant6-76 Qui puose fine al lagrimabil suono. INF-chant6-77 E io a lui: <>. INF-chant6-85 E quelli: <>. INF-chant6-91 Li diritti occhi torse allora in biechi; INF-chant6-92 guardommi un poco, e poi chino` la testa: INF-chant6-93 cadde con essa a par de li altri ciechi. INF-chant6-94 E 'l duca disse a me: <>. INF-chant6-100 Si` trapassammo per sozza mistura INF-chant6-101 de l'ombre e de la pioggia, a passi lenti, INF-chant6-102 toccando un poco la vita futura; INF-chant6-103 per ch'io dissi: <>. INF-chant6-106 Ed elli a me: <>. INF-chant6-112 Noi aggirammo a tondo quella strada, INF-chant6-113 parlando piu` assai ch'i' non ridico; INF-chant6-114 venimmo al punto dove si digrada: INF-chant6-115 quivi trovammo Pluto, il gran nemico. INF-chant7 Inferno: Canto VII INF-chant7-1 <>, INF-chant7-2 comincio` Pluto con la voce chioccia; INF-chant7-3 e quel savio gentil, che tutto seppe, INF-chant7-4 disse per confortarmi: <>. INF-chant7-7 Poi si rivolse a quella 'nfiata labbia, INF-chant7-8 e disse: <>. INF-chant7-13 Quali dal vento le gonfiate vele INF-chant7-14 caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, INF-chant7-15 tal cadde a terra la fiera crudele. INF-chant7-16 Cosi` scendemmo ne la quarta lacca INF-chant7-17 pigliando piu` de la dolente ripa INF-chant7-18 che 'l mal de l'universo tutto insacca. INF-chant7-19 Ahi giustizia di Dio! tante chi stipa INF-chant7-20 nove travaglie e pene quant'io viddi? INF-chant7-21 e perche' nostra colpa si` ne scipa? INF-chant7-22 Come fa l'onda la` sovra Cariddi, INF-chant7-23 che si frange con quella in cui s'intoppa, INF-chant7-24 cosi` convien che qui la gente riddi. INF-chant7-25 Qui vid'i' gente piu` ch'altrove troppa, INF-chant7-26 e d'una parte e d'altra, con grand'urli, INF-chant7-27 voltando pesi per forza di poppa. INF-chant7-28 Percoteansi 'ncontro; e poscia pur li` INF-chant7-29 si rivolgea ciascun, voltando a retro, INF-chant7-30 gridando: <> e <>. INF-chant7-31 Cosi` tornavan per lo cerchio tetro INF-chant7-32 da ogne mano a l'opposito punto, INF-chant7-33 gridandosi anche loro ontoso metro; INF-chant7-34 poi si volgea ciascun, quand'era giunto, INF-chant7-35 per lo suo mezzo cerchio a l'altra giostra. INF-chant7-36 E io, ch'avea lo cor quasi compunto, INF-chant7-37 dissi: <>. INF-chant7-40 Ed elli a me: <>. INF-chant7-49 E io: <>. INF-chant7-52 Ed elli a me: <>. INF-chant7-67 <>, diss'io, <>. INF-chant7-70 E quelli a me: <>. INF-chant7-100 Noi ricidemmo il cerchio a l'altra riva INF-chant7-101 sovr'una fonte che bolle e riversa INF-chant7-102 per un fossato che da lei deriva. INF-chant7-103 L'acqua era buia assai piu` che persa; INF-chant7-104 e noi, in compagnia de l'onde bige, INF-chant7-105 intrammo giu` per una via diversa. INF-chant7-106 In la palude va c'ha nome Stige INF-chant7-107 questo tristo ruscel, quand'e` disceso INF-chant7-108 al pie` de le maligne piagge grige. INF-chant7-109 E io, che di mirare stava inteso, INF-chant7-110 vidi genti fangose in quel pantano, INF-chant7-111 ignude tutte, con sembiante offeso. INF-chant7-112 Queste si percotean non pur con mano, INF-chant7-113 ma con la testa e col petto e coi piedi, INF-chant7-114 troncandosi co' denti a brano a brano. INF-chant7-115 Lo buon maestro disse: <>. INF-chant7-127 Cosi` girammo de la lorda pozza INF-chant7-128 grand'arco tra la ripa secca e 'l mezzo, INF-chant7-129 con li occhi volti a chi del fango ingozza. INF-chant7-130 Venimmo al pie` d'una torre al da sezzo. INF-chant8 Inferno: Canto VIII INF-chant8-1 Io dico, seguitando, ch'assai prima INF-chant8-2 che noi fossimo al pie` de l'alta torre, INF-chant8-3 li occhi nostri n'andar suso a la cima INF-chant8-4 per due fiammette che i vedemmo porre INF-chant8-5 e un'altra da lungi render cenno INF-chant8-6 tanto ch'a pena il potea l'occhio torre. INF-chant8-7 E io mi volsi al mar di tutto 'l senno; INF-chant8-8 dissi: <>. INF-chant8-10 Ed elli a me: <>. INF-chant8-13 Corda non pinse mai da se' saetta INF-chant8-14 che si` corresse via per l'aere snella, INF-chant8-15 com'io vidi una nave piccioletta INF-chant8-16 venir per l'acqua verso noi in quella, INF-chant8-17 sotto 'l governo d'un sol galeoto, INF-chant8-18 che gridava: <>. INF-chant8-19 <>, INF-chant8-20 disse lo mio segnore <>. INF-chant8-22 Qual e` colui che grande inganno ascolta INF-chant8-23 che li sia fatto, e poi se ne rammarca, INF-chant8-24 fecesi Flegias ne l'ira accolta. INF-chant8-25 Lo duca mio discese ne la barca, INF-chant8-26 e poi mi fece intrare appresso lui; INF-chant8-27 e sol quand'io fui dentro parve carca. INF-chant8-28 Tosto che 'l duca e io nel legno fui, INF-chant8-29 segando se ne va l'antica prora INF-chant8-30 de l'acqua piu` che non suol con altrui. INF-chant8-31 Mentre noi corravam la morta gora, INF-chant8-32 dinanzi mi si fece un pien di fango, INF-chant8-33 e disse: <>. INF-chant8-34 E io a lui: <>. INF-chant8-36 Rispuose: <>. INF-chant8-37 E io a lui: <>. INF-chant8-40 Allor distese al legno ambo le mani; INF-chant8-41 per che 'l maestro accorto lo sospinse, INF-chant8-42 dicendo: <>. INF-chant8-43 Lo collo poi con le braccia mi cinse; INF-chant8-44 basciommi 'l volto, e disse: <>. INF-chant8-52 E io: <>. INF-chant8-55 Ed elli a me: <>. INF-chant8-58 Dopo cio` poco vid'io quello strazio INF-chant8-59 far di costui a le fangose genti, INF-chant8-60 che Dio ancor ne lodo e ne ringrazio. INF-chant8-61 Tutti gridavano: <>; INF-chant8-62 e 'l fiorentino spirito bizzarro INF-chant8-63 in se' medesmo si volvea co' denti. INF-chant8-64 Quivi il lasciammo, che piu` non ne narro; INF-chant8-65 ma ne l'orecchie mi percosse un duolo, INF-chant8-66 per ch'io avante l'occhio intento sbarro. INF-chant8-67 Lo buon maestro disse: <>. INF-chant8-70 E io: <>. Ed ei mi disse: <>. INF-chant8-76 Noi pur giugnemmo dentro a l'alte fosse INF-chant8-77 che vallan quella terra sconsolata: INF-chant8-78 le mura mi parean che ferro fosse. INF-chant8-79 Non sanza prima far grande aggirata, INF-chant8-80 venimmo in parte dove il nocchier forte INF-chant8-81 <>, grido`: <>. INF-chant8-82 Io vidi piu` di mille in su le porte INF-chant8-83 da ciel piovuti, che stizzosamente INF-chant8-84 dicean: <>. INF-chant8-86 E 'l savio mio maestro fece segno INF-chant8-87 di voler lor parlar segretamente. INF-chant8-88 Allor chiusero un poco il gran disdegno, INF-chant8-89 e disser: <>. INF-chant8-94 Pensa, lettor, se io mi sconfortai INF-chant8-95 nel suon de le parole maladette, INF-chant8-96 che' non credetti ritornarci mai. INF-chant8-97 <>, diss'io, <>. INF-chant8-103 E quel segnor che li` m'avea menato, INF-chant8-104 mi disse: <>. INF-chant8-109 Cosi` sen va, e quivi m'abbandona INF-chant8-110 lo dolce padre, e io rimagno in forse, INF-chant8-111 che si` e no nel capo mi tenciona. INF-chant8-112 Udir non potti quello ch'a lor porse; INF-chant8-113 ma ei non stette la` con essi guari, INF-chant8-114 che ciascun dentro a pruova si ricorse. INF-chant8-115 Chiuser le porte que' nostri avversari INF-chant8-116 nel petto al mio segnor, che fuor rimase, INF-chant8-117 e rivolsesi a me con passi rari. INF-chant8-118 Li occhi a la terra e le ciglia avea rase INF-chant8-119 d'ogne baldanza, e dicea ne' sospiri: INF-chant8-120 <>. INF-chant8-121 E a me disse: <>. INF-chant9 Inferno: Canto IX INF-chant9-1 Quel color che vilta` di fuor mi pinse INF-chant9-2 veggendo il duca mio tornare in volta, INF-chant9-3 piu` tosto dentro il suo novo ristrinse. INF-chant9-4 Attento si fermo` com'uom ch'ascolta; INF-chant9-5 che' l'occhio nol potea menare a lunga INF-chant9-6 per l'aere nero e per la nebbia folta. INF-chant9-7 <>, INF-chant9-8 comincio` el, <>. INF-chant9-10 I' vidi ben si` com'ei ricoperse INF-chant9-11 lo cominciar con l'altro che poi venne, INF-chant9-12 che fur parole a le prime diverse; INF-chant9-13 ma nondimen paura il suo dir dienne, INF-chant9-14 perch'io traeva la parola tronca INF-chant9-15 forse a peggior sentenzia che non tenne. INF-chant9-16 <>. INF-chant9-19 Questa question fec'io; e quei <>, mi rispuose, <>. INF-chant9-34 E altro disse, ma non l'ho a mente; INF-chant9-35 pero` che l'occhio m'avea tutto tratto INF-chant9-36 ver' l'alta torre a la cima rovente, INF-chant9-37 dove in un punto furon dritte ratto INF-chant9-38 tre furie infernal di sangue tinte, INF-chant9-39 che membra feminine avieno e atto, INF-chant9-40 e con idre verdissime eran cinte; INF-chant9-41 serpentelli e ceraste avien per crine, INF-chant9-42 onde le fiere tempie erano avvinte. INF-chant9-43 E quei, che ben conobbe le meschine INF-chant9-44 de la regina de l'etterno pianto, INF-chant9-45 <>, mi disse, <>; e tacque a tanto. INF-chant9-49 Con l'unghie si fendea ciascuna il petto; INF-chant9-50 battiensi a palme, e gridavan si` alto, INF-chant9-51 ch'i' mi strinsi al poeta per sospetto. INF-chant9-52 <>, INF-chant9-53 dicevan tutte riguardando in giuso; INF-chant9-54 <>. INF-chant9-55 <>. INF-chant9-58 Cosi` disse 'l maestro; ed elli stessi INF-chant9-59 mi volse, e non si tenne a le mie mani, INF-chant9-60 che con le sue ancor non mi chiudessi. INF-chant9-61 O voi ch'avete li 'ntelletti sani, INF-chant9-62 mirate la dottrina che s'asconde INF-chant9-63 sotto 'l velame de li versi strani. INF-chant9-64 E gia` venia su per le torbide onde INF-chant9-65 un fracasso d'un suon, pien di spavento, INF-chant9-66 per cui tremavano amendue le sponde, INF-chant9-67 non altrimenti fatto che d'un vento INF-chant9-68 impetuoso per li avversi ardori, INF-chant9-69 che fier la selva e sanz'alcun rattento INF-chant9-70 li rami schianta, abbatte e porta fori; INF-chant9-71 dinanzi polveroso va superbo, INF-chant9-72 e fa fuggir le fiere e li pastori. INF-chant9-73 Gli occhi mi sciolse e disse: <>. INF-chant9-76 Come le rane innanzi a la nimica INF-chant9-77 biscia per l'acqua si dileguan tutte, INF-chant9-78 fin ch'a la terra ciascuna s'abbica, INF-chant9-79 vid'io piu` di mille anime distrutte INF-chant9-80 fuggir cosi` dinanzi ad un ch'al passo INF-chant9-81 passava Stige con le piante asciutte. INF-chant9-82 Dal volto rimovea quell'aere grasso, INF-chant9-83 menando la sinistra innanzi spesso; INF-chant9-84 e sol di quell'angoscia parea lasso. INF-chant9-85 Ben m'accorsi ch'elli era da ciel messo, INF-chant9-86 e volsimi al maestro; e quei fe' segno INF-chant9-87 ch'i' stessi queto ed inchinassi ad esso. INF-chant9-88 Ahi quanto mi parea pien di disdegno! INF-chant9-89 Venne a la porta, e con una verghetta INF-chant9-90 l'aperse, che non v'ebbe alcun ritegno. INF-chant9-91 <>, INF-chant9-92 comincio` elli in su l'orribil soglia, INF-chant9-93 <>. INF-chant9-100 Poi si rivolse per la strada lorda, INF-chant9-101 e non fe' motto a noi, ma fe' sembiante INF-chant9-102 d'omo cui altra cura stringa e morda INF-chant9-103 che quella di colui che li e` davante; INF-chant9-104 e noi movemmo i piedi inver' la terra, INF-chant9-105 sicuri appresso le parole sante. INF-chant9-106 Dentro li 'ntrammo sanz'alcuna guerra; INF-chant9-107 e io, ch'avea di riguardar disio INF-chant9-108 la condizion che tal fortezza serra, INF-chant9-109 com'io fui dentro, l'occhio intorno invio; INF-chant9-110 e veggio ad ogne man grande campagna INF-chant9-111 piena di duolo e di tormento rio. INF-chant9-112 Si` come ad Arli, ove Rodano stagna, INF-chant9-113 si` com'a Pola, presso del Carnaro INF-chant9-114 ch'Italia chiude e suoi termini bagna, INF-chant9-115 fanno i sepulcri tutt'il loco varo, INF-chant9-116 cosi` facevan quivi d'ogne parte, INF-chant9-117 salvo che 'l modo v'era piu` amaro; INF-chant9-118 che' tra gli avelli fiamme erano sparte, INF-chant9-119 per le quali eran si` del tutto accesi, INF-chant9-120 che ferro piu` non chiede verun'arte. INF-chant9-121 Tutti li lor coperchi eran sospesi, INF-chant9-122 e fuor n'uscivan si` duri lamenti, INF-chant9-123 che ben parean di miseri e d'offesi. INF-chant9-124 E io: <>. INF-chant9-127 Ed elli a me: <>. INF-chant9-132 E poi ch'a la man destra si fu volto, INF-chant9-133 passammo tra i martiri e li alti spaldi. INF-chant10 Inferno: Canto X INF-chant10-1 Ora sen va per un secreto calle, INF-chant10-2 tra 'l muro de la terra e li martiri, INF-chant10-3 lo mio maestro, e io dopo le spalle. INF-chant10-4 <>, cominciai, <>. INF-chant10-10 E quelli a me: <>. INF-chant10-19 E io: <>. INF-chant10-22 <>. INF-chant10-28 Subitamente questo suono uscio INF-chant10-29 d'una de l'arche; pero` m'accostai, INF-chant10-30 temendo, un poco piu` al duca mio. INF-chant10-31 Ed el mi disse: <>. INF-chant10-34 Io avea gia` il mio viso nel suo fitto; INF-chant10-35 ed el s'ergea col petto e con la fronte INF-chant10-36 com'avesse l'inferno a gran dispitto. INF-chant10-37 E l'animose man del duca e pronte INF-chant10-38 mi pinser tra le sepulture a lui, INF-chant10-39 dicendo: <>. INF-chant10-40 Com'io al pie` de la sua tomba fui, INF-chant10-41 guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso, INF-chant10-42 mi dimando`: <>. INF-chant10-43 Io ch'era d'ubidir disideroso, INF-chant10-44 non gliel celai, ma tutto gliel'apersi; INF-chant10-45 ond'ei levo` le ciglia un poco in suso; INF-chant10-46 poi disse: <>. INF-chant10-49 <>, INF-chant10-50 rispuos'io lui, <>. INF-chant10-52 Allor surse a la vista scoperchiata INF-chant10-53 un'ombra, lungo questa, infino al mento: INF-chant10-54 credo che s'era in ginocchie levata. INF-chant10-55 Dintorno mi guardo`, come talento INF-chant10-56 avesse di veder s'altri era meco; INF-chant10-57 e poi che 'l sospecciar fu tutto spento, INF-chant10-58 piangendo disse: <>. INF-chant10-61 E io a lui: <>. INF-chant10-64 Le sue parole e 'l modo de la pena INF-chant10-65 m'avean di costui gia` letto il nome; INF-chant10-66 pero` fu la risposta cosi` piena. INF-chant10-67 Di subito drizzato grido`: <>. INF-chant10-70 Quando s'accorse d'alcuna dimora INF-chant10-71 ch'io facea dinanzi a la risposta, INF-chant10-72 supin ricadde e piu` non parve fora. INF-chant10-73 Ma quell'altro magnanimo, a cui posta INF-chant10-74 restato m'era, non muto` aspetto, INF-chant10-75 ne' mosse collo, ne' piego` sua costa: INF-chant10-76 e se' continuando al primo detto, INF-chant10-77 <>, disse, <>. INF-chant10-85 Ond'io a lui: <>. INF-chant10-88 Poi ch'ebbe sospirando il capo mosso, INF-chant10-89 <>, disse, <>. INF-chant10-94 <>, INF-chant10-95 prega' io lui, <>. INF-chant10-100 <>, disse, <>. INF-chant10-109 Allor, come di mia colpa compunto, INF-chant10-110 dissi: <>. INF-chant10-115 E gia` 'l maestro mio mi richiamava; INF-chant10-116 per ch'i' pregai lo spirto piu` avaccio INF-chant10-117 che mi dicesse chi con lu' istava. INF-chant10-118 Dissemi: <>. INF-chant10-121 Indi s'ascose; e io inver' l'antico INF-chant10-122 poeta volsi i passi, ripensando INF-chant10-123 a quel parlar che mi parea nemico. INF-chant10-124 Elli si mosse; e poi, cosi` andando, INF-chant10-125 mi disse: <>. INF-chant10-126 E io li sodisfeci al suo dimando. INF-chant10-127 <>, mi comando` quel saggio. INF-chant10-129 <>, e drizzo` 'l dito: INF-chant10-130 <>. INF-chant10-133 Appresso mosse a man sinistra il piede: INF-chant10-134 lasciammo il muro e gimmo inver' lo mezzo INF-chant10-135 per un sentier ch'a una valle fiede, INF-chant10-136 che 'nfin la` su` facea spiacer suo lezzo. INF-chant11 Inferno: Canto XI INF-chant11-1 In su l'estremita` d'un'alta ripa INF-chant11-2 che facevan gran pietre rotte in cerchio INF-chant11-3 venimmo sopra piu` crudele stipa; INF-chant11-4 e quivi, per l'orribile soperchio INF-chant11-5 del puzzo che 'l profondo abisso gitta, INF-chant11-6 ci raccostammo, in dietro, ad un coperchio INF-chant11-7 d'un grand'avello, ov'io vidi una scritta INF-chant11-8 che dicea: "Anastasio papa guardo, INF-chant11-9 lo qual trasse Fotin de la via dritta". INF-chant11-10 <>. INF-chant11-13 Cosi` 'l maestro; e io <>, INF-chant11-14 dissi lui, <>. Ed elli: <>. INF-chant11-16 <>, INF-chant11-17 comincio` poi a dir, <>. INF-chant11-67 E io: <>. INF-chant11-76 Ed elli a me <>, INF-chant11-77 disse <>. INF-chant11-91 <>, INF-chant11-95 diss'io, <>. INF-chant11-97 <>, mi disse, <>. INF-chant12 Inferno: Canto XII INF-chant12-1 Era lo loco ov'a scender la riva INF-chant12-2 venimmo, alpestro e, per quel che v'er'anco, INF-chant12-3 tal, ch'ogne vista ne sarebbe schiva. INF-chant12-4 Qual e` quella ruina che nel fianco INF-chant12-5 di qua da Trento l'Adice percosse, INF-chant12-6 o per tremoto o per sostegno manco, INF-chant12-7 che da cima del monte, onde si mosse, INF-chant12-8 al piano e` si` la roccia discoscesa, INF-chant12-9 ch'alcuna via darebbe a chi su` fosse: INF-chant12-10 cotal di quel burrato era la scesa; INF-chant12-11 e 'n su la punta de la rotta lacca INF-chant12-12 l'infamia di Creti era distesa INF-chant12-13 che fu concetta ne la falsa vacca; INF-chant12-14 e quando vide noi, se' stesso morse, INF-chant12-15 si` come quei cui l'ira dentro fiacca. INF-chant12-16 Lo savio mio inver' lui grido`: <>. INF-chant12-22 Qual e` quel toro che si slaccia in quella INF-chant12-23 c'ha ricevuto gia` 'l colpo mortale, INF-chant12-24 che gir non sa, ma qua e la` saltella, INF-chant12-25 vid'io lo Minotauro far cotale; INF-chant12-26 e quello accorto grido`: <>. INF-chant12-28 Cosi` prendemmo via giu` per lo scarco INF-chant12-29 di quelle pietre, che spesso moviensi INF-chant12-30 sotto i miei piedi per lo novo carco. INF-chant12-31 Io gia pensando; e quei disse: <>. INF-chant12-49 Oh cieca cupidigia e ira folle, INF-chant12-50 che si` ci sproni ne la vita corta, INF-chant12-51 e ne l'etterna poi si` mal c'immolle! INF-chant12-52 Io vidi un'ampia fossa in arco torta, INF-chant12-53 come quella che tutto 'l piano abbraccia, INF-chant12-54 secondo ch'avea detto la mia scorta; INF-chant12-55 e tra 'l pie` de la ripa ed essa, in traccia INF-chant12-56 corrien centauri, armati di saette, INF-chant12-57 come solien nel mondo andare a caccia. INF-chant12-58 Veggendoci calar, ciascun ristette, INF-chant12-59 e de la schiera tre si dipartiro INF-chant12-60 con archi e asticciuole prima elette; INF-chant12-61 e l'un grido` da lungi: <>. INF-chant12-64 Lo mio maestro disse: <>. INF-chant12-67 Poi mi tento`, e disse: <>. INF-chant12-76 Noi ci appressammo a quelle fiere isnelle: INF-chant12-77 Chiron prese uno strale, e con la cocca INF-chant12-78 fece la barba in dietro a le mascelle. INF-chant12-79 Quando s'ebbe scoperta la gran bocca, INF-chant12-80 disse a' compagni: <>. INF-chant12-83 E 'l mio buon duca, che gia` li er'al petto, INF-chant12-84 dove le due nature son consorti, INF-chant12-85 rispuose: <>. INF-chant12-97 Chiron si volse in su la destra poppa, INF-chant12-98 e disse a Nesso: <>. INF-chant12-100 Or ci movemmo con la scorta fida INF-chant12-101 lungo la proda del bollor vermiglio, INF-chant12-102 dove i bolliti facieno alte strida. INF-chant12-103 Io vidi gente sotto infino al ciglio; INF-chant12-104 e 'l gran centauro disse: <>. INF-chant12-113 Allor mi volsi al poeta, e quei disse: INF-chant12-114 <>. INF-chant12-115 Poco piu` oltre il centauro s'affisse INF-chant12-116 sovr'una gente che 'nfino a la gola INF-chant12-117 parea che di quel bulicame uscisse. INF-chant12-118 Mostrocci un'ombra da l'un canto sola, INF-chant12-119 dicendo: <>. INF-chant12-121 Poi vidi gente che di fuor del rio INF-chant12-122 tenean la testa e ancor tutto 'l casso; INF-chant12-123 e di costoro assai riconobb'io. INF-chant12-124 Cosi` a piu` a piu` si facea basso INF-chant12-125 quel sangue, si` che cocea pur li piedi; INF-chant12-126 e quindi fu del fosso il nostro passo. INF-chant12-127 <>, INF-chant12-129 disse 'l centauro, <>. INF-chant12-139 Poi si rivolse, e ripassossi 'l guazzo. INF-chant13 Inferno: Canto XIII INF-chant13-1 Non era ancor di la` Nesso arrivato, INF-chant13-2 quando noi ci mettemmo per un bosco INF-chant13-3 che da neun sentiero era segnato. INF-chant13-4 Non fronda verde, ma di color fosco; INF-chant13-5 non rami schietti, ma nodosi e 'nvolti; INF-chant13-6 non pomi v'eran, ma stecchi con tosco: INF-chant13-7 non han si` aspri sterpi ne' si` folti INF-chant13-8 quelle fiere selvagge che 'n odio hanno INF-chant13-9 tra Cecina e Corneto i luoghi colti. INF-chant13-10 Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno, INF-chant13-11 che cacciar de le Strofade i Troiani INF-chant13-12 con tristo annunzio di futuro danno. INF-chant13-13 Ali hanno late, e colli e visi umani, INF-chant13-14 pie` con artigli, e pennuto 'l gran ventre; INF-chant13-15 fanno lamenti in su li alberi strani. INF-chant13-16 E 'l buon maestro <>, INF-chant13-18 mi comincio` a dire, <>. INF-chant13-22 Io sentia d'ogne parte trarre guai, INF-chant13-23 e non vedea persona che 'l facesse; INF-chant13-24 per ch'io tutto smarrito m'arrestai. INF-chant13-25 Cred'io ch'ei credette ch'io credesse INF-chant13-26 che tante voci uscisser, tra quei bronchi INF-chant13-27 da gente che per noi si nascondesse. INF-chant13-28 Pero` disse 'l maestro: <>. INF-chant13-31 Allor porsi la mano un poco avante, INF-chant13-32 e colsi un ramicel da un gran pruno; INF-chant13-33 e 'l tronco suo grido`: <>. INF-chant13-34 Da che fatto fu poi di sangue bruno, INF-chant13-35 ricomincio` a dir: <>. INF-chant13-40 Come d'un stizzo verde ch'arso sia INF-chant13-41 da l'un de'capi, che da l'altro geme INF-chant13-42 e cigola per vento che va via, INF-chant13-43 si` de la scheggia rotta usciva insieme INF-chant13-44 parole e sangue; ond'io lasciai la cima INF-chant13-45 cadere, e stetti come l'uom che teme. INF-chant13-46 <>, INF-chant13-47 rispuose 'l savio mio, <>. INF-chant13-55 E 'l tronco: <>. INF-chant13-79 Un poco attese, e poi <>, INF-chant13-80 disse 'l poeta a me, <>. INF-chant13-82 Ond'io a lui: <>. INF-chant13-85 Percio` ricomincio`: <>. INF-chant13-91 Allor soffio` il tronco forte, e poi INF-chant13-92 si converti` quel vento in cotal voce: INF-chant13-93 <>. INF-chant13-109 Noi eravamo ancora al tronco attesi, INF-chant13-110 credendo ch'altro ne volesse dire, INF-chant13-111 quando noi fummo d'un romor sorpresi, INF-chant13-112 similemente a colui che venire INF-chant13-113 sente 'l porco e la caccia a la sua posta, INF-chant13-114 ch'ode le bestie, e le frasche stormire. INF-chant13-115 Ed ecco due da la sinistra costa, INF-chant13-116 nudi e graffiati, fuggendo si` forte, INF-chant13-117 che de la selva rompieno ogni rosta. INF-chant13-118 Quel dinanzi: <>. INF-chant13-119 E l'altro, cui pareva tardar troppo, INF-chant13-120 gridava: <>. INF-chant13-122 E poi che forse li fallia la lena, INF-chant13-123 di se' e d'un cespuglio fece un groppo. INF-chant13-124 Di rietro a loro era la selva piena INF-chant13-125 di nere cagne, bramose e correnti INF-chant13-126 come veltri ch'uscisser di catena. INF-chant13-127 In quel che s'appiatto` miser li denti, INF-chant13-128 e quel dilaceraro a brano a brano; INF-chant13-129 poi sen portar quelle membra dolenti. INF-chant13-130 Presemi allor la mia scorta per mano, INF-chant13-131 e menommi al cespuglio che piangea, INF-chant13-132 per le rotture sanguinenti in vano. INF-chant13-133 <>, dicea, <>. INF-chant13-136 Quando 'l maestro fu sovr'esso fermo, INF-chant13-137 disse <>. INF-chant13-139 Ed elli a noi: <>. INF-chant14 Inferno: Canto XIV INF-chant14-1 Poi che la carita` del natio loco INF-chant14-2 mi strinse, raunai le fronde sparte, INF-chant14-3 e rende'le a colui, ch'era gia` fioco. INF-chant14-4 Indi venimmo al fine ove si parte INF-chant14-5 lo secondo giron dal terzo, e dove INF-chant14-6 si vede di giustizia orribil arte. INF-chant14-7 A ben manifestar le cose nove, INF-chant14-8 dico che arrivammo ad una landa INF-chant14-9 che dal suo letto ogne pianta rimove. INF-chant14-10 La dolorosa selva l'e` ghirlanda INF-chant14-11 intorno, come 'l fosso tristo ad essa: INF-chant14-12 quivi fermammo i passi a randa a randa. INF-chant14-13 Lo spazzo era una rena arida e spessa, INF-chant14-14 non d'altra foggia fatta che colei INF-chant14-15 che fu da' pie` di Caton gia` soppressa. INF-chant14-16 O vendetta di Dio, quanto tu dei INF-chant14-17 esser temuta da ciascun che legge INF-chant14-18 cio` che fu manifesto a li occhi miei! INF-chant14-19 D'anime nude vidi molte gregge INF-chant14-20 che piangean tutte assai miseramente, INF-chant14-21 e parea posta lor diversa legge. INF-chant14-22 Supin giacea in terra alcuna gente, INF-chant14-23 alcuna si sedea tutta raccolta, INF-chant14-24 e altra andava continuamente. INF-chant14-25 Quella che giva intorno era piu` molta, INF-chant14-26 e quella men che giacea al tormento, INF-chant14-27 ma piu` al duolo avea la lingua sciolta. INF-chant14-28 Sovra tutto 'l sabbion, d'un cader lento, INF-chant14-29 piovean di foco dilatate falde, INF-chant14-30 come di neve in alpe sanza vento. INF-chant14-31 Quali Alessandro in quelle parti calde INF-chant14-32 d'India vide sopra 'l suo stuolo INF-chant14-33 fiamme cadere infino a terra salde, INF-chant14-34 per ch'ei provide a scalpitar lo suolo INF-chant14-35 con le sue schiere, accio` che lo vapore INF-chant14-36 mei si stingueva mentre ch'era solo: INF-chant14-37 tale scendeva l'etternale ardore; INF-chant14-38 onde la rena s'accendea, com'esca INF-chant14-39 sotto focile, a doppiar lo dolore. INF-chant14-40 Sanza riposo mai era la tresca INF-chant14-41 de le misere mani, or quindi or quinci INF-chant14-42 escotendo da se' l'arsura fresca. INF-chant14-43 I' cominciai: <>. INF-chant14-49 E quel medesmo, che si fu accorto INF-chant14-50 ch'io domandava il mio duca di lui, INF-chant14-51 grido`: <>. INF-chant14-61 Allora il duca mio parlo` di forza INF-chant14-62 tanto, ch'i' non l'avea si` forte udito: INF-chant14-63 <>. INF-chant14-67 Poi si rivolse a me con miglior labbia INF-chant14-68 dicendo: <>. INF-chant14-76 Tacendo divenimmo la` 've spiccia INF-chant14-77 fuor de la selva un picciol fiumicello, INF-chant14-78 lo cui rossore ancor mi raccapriccia. INF-chant14-79 Quale del Bulicame esce ruscello INF-chant14-80 che parton poi tra lor le peccatrici, INF-chant14-81 tal per la rena giu` sen giva quello. INF-chant14-82 Lo fondo suo e ambo le pendici INF-chant14-83 fatt'era 'n pietra, e ' margini dallato; INF-chant14-84 per ch'io m'accorsi che 'l passo era lici. INF-chant14-85 <>. INF-chant14-91 Queste parole fuor del duca mio; INF-chant14-92 per ch'io 'l pregai che mi largisse 'l pasto INF-chant14-93 di cui largito m'avea il disio. INF-chant14-94 <>, INF-chant14-95 diss'elli allora, <>. INF-chant14-121 E io a lui: <>. INF-chant14-124 Ed elli a me: <>. INF-chant14-130 E io ancor: <>. INF-chant14-133 <>, INF-chant14-134 rispuose; <>. INF-chant14-139 Poi disse: <>. INF-chant15 Inferno: Canto XV INF-chant15-1 Ora cen porta l'un de' duri margini; INF-chant15-2 e 'l fummo del ruscel di sopra aduggia, INF-chant15-3 si` che dal foco salva l'acqua e li argini. INF-chant15-4 Quali Fiamminghi tra Guizzante e Bruggia, INF-chant15-5 temendo 'l fiotto che 'nver lor s'avventa, INF-chant15-6 fanno lo schermo perche' 'l mar si fuggia; INF-chant15-7 e quali Padoan lungo la Brenta, INF-chant15-8 per difender lor ville e lor castelli, INF-chant15-9 anzi che Carentana il caldo senta: INF-chant15-10 a tale imagine eran fatti quelli, INF-chant15-11 tutto che ne' si` alti ne' si` grossi, INF-chant15-12 qual che si fosse, lo maestro felli. INF-chant15-13 Gia` eravam da la selva rimossi INF-chant15-14 tanto, ch'i' non avrei visto dov'era, INF-chant15-15 perch'io in dietro rivolto mi fossi, INF-chant15-16 quando incontrammo d'anime una schiera INF-chant15-17 che venian lungo l'argine, e ciascuna INF-chant15-18 ci riguardava come suol da sera INF-chant15-19 guardare uno altro sotto nuova luna; INF-chant15-20 e si` ver' noi aguzzavan le ciglia INF-chant15-21 come 'l vecchio sartor fa ne la cruna. INF-chant15-22 Cosi` adocchiato da cotal famiglia, INF-chant15-23 fui conosciuto da un, che mi prese INF-chant15-24 per lo lembo e grido`: <>. INF-chant15-25 E io, quando 'l suo braccio a me distese, INF-chant15-26 ficcai li occhi per lo cotto aspetto, INF-chant15-27 si` che 'l viso abbrusciato non difese INF-chant15-28 la conoscenza sua al mio 'ntelletto; INF-chant15-29 e chinando la mano a la sua faccia, INF-chant15-30 rispuosi: <>. INF-chant15-31 E quelli: <>. INF-chant15-34 I' dissi lui: <>. INF-chant15-37 <>, disse, <>. INF-chant15-43 I' non osava scender de la strada INF-chant15-44 per andar par di lui; ma 'l capo chino INF-chant15-45 tenea com'uom che reverente vada. INF-chant15-46 El comincio`: <>. INF-chant15-49 <>, INF-chant15-50 rispuos'io lui, <>. INF-chant15-55 Ed elli a me: <>. INF-chant15-79 <>, INF-chant15-80 rispuos'io lui, <>. INF-chant15-97 Lo mio maestro allora in su la gota INF-chant15-98 destra si volse in dietro, e riguardommi; INF-chant15-99 poi disse: <>. INF-chant15-100 Ne' per tanto di men parlando vommi INF-chant15-101 con ser Brunetto, e dimando chi sono INF-chant15-102 li suoi compagni piu` noti e piu` sommi. INF-chant15-103 Ed elli a me: <>. INF-chant15-121 Poi si rivolse, e parve di coloro INF-chant15-122 che corrono a Verona il drappo verde INF-chant15-123 per la campagna; e parve di costoro INF-chant15-124 quelli che vince, non colui che perde. INF-chant16 Inferno: Canto XVI INF-chant16-1 Gia` era in loco onde s'udia 'l rimbombo INF-chant16-2 de l'acqua che cadea ne l'altro giro, INF-chant16-3 simile a quel che l'arnie fanno rombo, INF-chant16-4 quando tre ombre insieme si partiro, INF-chant16-5 correndo, d'una torma che passava INF-chant16-6 sotto la pioggia de l'aspro martiro. INF-chant16-7 Venian ver noi, e ciascuna gridava: INF-chant16-8 <>. INF-chant16-10 Ahime`, che piaghe vidi ne' lor membri INF-chant16-11 ricenti e vecchie, da le fiamme incese! INF-chant16-12 Ancor men duol pur ch'i' me ne rimembri. INF-chant16-13 A le lor grida il mio dottor s'attese; INF-chant16-14 volse 'l viso ver me, e: <>, INF-chant16-15 disse <>. INF-chant16-19 Ricominciar, come noi restammo, ei INF-chant16-20 l'antico verso; e quando a noi fuor giunti, INF-chant16-21 fenno una rota di se' tutti e trei. INF-chant16-22 Qual sogliono i campion far nudi e unti, INF-chant16-23 avvisando lor presa e lor vantaggio, INF-chant16-24 prima che sien tra lor battuti e punti, INF-chant16-25 cosi` rotando, ciascuno il visaggio INF-chant16-26 drizzava a me, si` che 'n contraro il collo INF-chant16-27 faceva ai pie` continuo viaggio. INF-chant16-28 E <>, INF-chant16-30 comincio` l'uno <>. INF-chant16-46 S'i' fossi stato dal foco coperto, INF-chant16-47 gittato mi sarei tra lor di sotto, INF-chant16-48 e credo che 'l dottor l'avria sofferto; INF-chant16-49 ma perch'io mi sarei brusciato e cotto, INF-chant16-50 vinse paura la mia buona voglia INF-chant16-51 che di loro abbracciar mi facea ghiotto. INF-chant16-52 Poi cominciai: <>. INF-chant16-64 <>, rispuose quelli ancora, INF-chant16-66 <>. INF-chant16-73 <>. INF-chant16-76 Cosi` gridai con la faccia levata; INF-chant16-77 e i tre, che cio` inteser per risposta, INF-chant16-78 guardar l'un l'altro com'al ver si guata. INF-chant16-79 <>, INF-chant16-80 rispuoser tutti <>. INF-chant16-86 Indi rupper la rota, e a fuggirsi INF-chant16-87 ali sembiar le gambe loro isnelle. INF-chant16-88 Un amen non saria potuto dirsi INF-chant16-89 tosto cosi` com'e' fuoro spariti; INF-chant16-90 per ch'al maestro parve di partirsi. INF-chant16-91 Io lo seguiva, e poco eravam iti, INF-chant16-92 che 'l suon de l'acqua n'era si` vicino, INF-chant16-93 che per parlar saremmo a pena uditi. INF-chant16-94 Come quel fiume c'ha proprio cammino INF-chant16-95 prima dal Monte Viso 'nver' levante, INF-chant16-96 da la sinistra costa d'Apennino, INF-chant16-97 che si chiama Acquacheta suso, avante INF-chant16-98 che si divalli giu` nel basso letto, INF-chant16-99 e a Forli` di quel nome e` vacante, INF-chant16-100 rimbomba la` sovra San Benedetto INF-chant16-101 de l'Alpe per cadere ad una scesa INF-chant16-102 ove dovea per mille esser recetto; INF-chant16-103 cosi`, giu` d'una ripa discoscesa, INF-chant16-104 trovammo risonar quell'acqua tinta, INF-chant16-105 si` che 'n poc'ora avria l'orecchia offesa. INF-chant16-106 Io avea una corda intorno cinta, INF-chant16-107 e con essa pensai alcuna volta INF-chant16-108 prender la lonza a la pelle dipinta. INF-chant16-109 Poscia ch'io l'ebbi tutta da me sciolta, INF-chant16-110 si` come 'l duca m'avea comandato, INF-chant16-111 porsila a lui aggroppata e ravvolta. INF-chant16-112 Ond'ei si volse inver' lo destro lato, INF-chant16-113 e alquanto di lunge da la sponda INF-chant16-114 la gitto` giuso in quell'alto burrato. INF-chant16-115 'E' pur convien che novita` risponda' INF-chant16-116 dicea fra me medesmo 'al novo cenno INF-chant16-117 che 'l maestro con l'occhio si` seconda'. INF-chant16-118 Ahi quanto cauti li uomini esser dienno INF-chant16-119 presso a color che non veggion pur l'ovra, INF-chant16-120 ma per entro i pensier miran col senno! INF-chant16-121 El disse a me: <>. INF-chant16-124 Sempre a quel ver c'ha faccia di menzogna INF-chant16-125 de' l'uom chiuder le labbra fin ch'el puote, INF-chant16-126 pero` che sanza colpa fa vergogna; INF-chant16-127 ma qui tacer nol posso; e per le note INF-chant16-128 di questa comedia, lettor, ti giuro, INF-chant16-129 s'elle non sien di lunga grazia vote, INF-chant16-130 ch'i' vidi per quell'aere grosso e scuro INF-chant16-131 venir notando una figura in suso, INF-chant16-132 maravigliosa ad ogne cor sicuro, INF-chant16-133 si` come torna colui che va giuso INF-chant16-134 talora a solver l'ancora ch'aggrappa INF-chant16-135 o scoglio o altro che nel mare e` chiuso, INF-chant16-136 che 'n su` si stende, e da pie` si rattrappa. INF-chant17 Inferno: Canto XVII INF-chant17-1 <>. INF-chant17-4 Si` comincio` lo mio duca a parlarmi; INF-chant17-5 e accennolle che venisse a proda INF-chant17-6 vicino al fin d'i passeggiati marmi. INF-chant17-7 E quella sozza imagine di froda INF-chant17-8 sen venne, e arrivo` la testa e 'l busto, INF-chant17-9 ma 'n su la riva non trasse la coda. INF-chant17-10 La faccia sua era faccia d'uom giusto, INF-chant17-11 tanto benigna avea di fuor la pelle, INF-chant17-12 e d'un serpente tutto l'altro fusto; INF-chant17-13 due branche avea pilose insin l'ascelle; INF-chant17-14 lo dosso e 'l petto e ambedue le coste INF-chant17-15 dipinti avea di nodi e di rotelle. INF-chant17-16 Con piu` color, sommesse e sovraposte INF-chant17-17 non fer mai drappi Tartari ne' Turchi, INF-chant17-18 ne' fuor tai tele per Aragne imposte. INF-chant17-19 Come tal volta stanno a riva i burchi, INF-chant17-20 che parte sono in acqua e parte in terra, INF-chant17-21 e come la` tra li Tedeschi lurchi INF-chant17-22 lo bivero s'assetta a far sua guerra, INF-chant17-23 cosi` la fiera pessima si stava INF-chant17-24 su l'orlo ch'e` di pietra e 'l sabbion serra. INF-chant17-25 Nel vano tutta sua coda guizzava, INF-chant17-26 torcendo in su` la venenosa forca INF-chant17-27 ch'a guisa di scorpion la punta armava. INF-chant17-28 Lo duca disse: <>. INF-chant17-31 Pero` scendemmo a la destra mammella, INF-chant17-32 e diece passi femmo in su lo stremo, INF-chant17-33 per ben cessar la rena e la fiammella. INF-chant17-34 E quando noi a lei venuti semo, INF-chant17-35 poco piu` oltre veggio in su la rena INF-chant17-36 gente seder propinqua al loco scemo. INF-chant17-37 Quivi 'l maestro <>, INF-chant17-39 mi disse, <>. INF-chant17-43 Cosi` ancor su per la strema testa INF-chant17-44 di quel settimo cerchio tutto solo INF-chant17-45 andai, dove sedea la gente mesta. INF-chant17-46 Per li occhi fora scoppiava lor duolo; INF-chant17-47 e` di qua, di la` soccorrien con le mani INF-chant17-48 quando a' vapori, e quando al caldo suolo: INF-chant17-49 non altrimenti fan di state i cani INF-chant17-50 or col ceffo, or col pie`, quando son morsi INF-chant17-51 o da pulci o da mosche o da tafani. INF-chant17-52 Poi che nel viso a certi li occhi porsi, INF-chant17-53 ne' quali 'l doloroso foco casca, INF-chant17-54 non ne conobbi alcun; ma io m'accorsi INF-chant17-55 che dal collo a ciascun pendea una tasca INF-chant17-56 ch'avea certo colore e certo segno, INF-chant17-57 e quindi par che 'l loro occhio si pasca. INF-chant17-58 E com'io riguardando tra lor vegno, INF-chant17-59 in una borsa gialla vidi azzurro INF-chant17-60 che d'un leone avea faccia e contegno. INF-chant17-61 Poi, procedendo di mio sguardo il curro, INF-chant17-62 vidine un'altra come sangue rossa, INF-chant17-63 mostrando un'oca bianca piu` che burro. INF-chant17-64 E un che d'una scrofa azzurra e grossa INF-chant17-65 segnato avea lo suo sacchetto bianco, INF-chant17-66 mi disse: <>. INF-chant17-74 Qui distorse la bocca e di fuor trasse INF-chant17-75 la lingua, come bue che 'l naso lecchi. INF-chant17-76 E io, temendo no 'l piu` star crucciasse INF-chant17-77 lui che di poco star m'avea 'mmonito, INF-chant17-78 torna'mi in dietro da l'anime lasse. INF-chant17-79 Trova' il duca mio ch'era salito INF-chant17-80 gia` su la groppa del fiero animale, INF-chant17-81 e disse a me: <>. INF-chant17-85 Qual e` colui che si` presso ha 'l riprezzo INF-chant17-86 de la quartana, c'ha gia` l'unghie smorte, INF-chant17-87 e triema tutto pur guardando 'l rezzo, INF-chant17-88 tal divenn'io a le parole porte; INF-chant17-89 ma vergogna mi fe' le sue minacce, INF-chant17-90 che innanzi a buon segnor fa servo forte. INF-chant17-91 I' m'assettai in su quelle spallacce; INF-chant17-92 si` volli dir, ma la voce non venne INF-chant17-93 com'io credetti: 'Fa che tu m'abbracce'. INF-chant17-94 Ma esso, ch'altra volta mi sovvenne INF-chant17-95 ad altro forse, tosto ch'i' montai INF-chant17-96 con le braccia m'avvinse e mi sostenne; INF-chant17-97 e disse: <>. INF-chant17-100 Come la navicella esce di loco INF-chant17-101 in dietro in dietro, si` quindi si tolse; INF-chant17-102 e poi ch'al tutto si senti` a gioco, INF-chant17-103 la` 'v'era 'l petto, la coda rivolse, INF-chant17-104 e quella tesa, come anguilla, mosse, INF-chant17-105 e con le branche l'aere a se' raccolse. INF-chant17-106 Maggior paura non credo che fosse INF-chant17-107 quando Fetonte abbandono` li freni, INF-chant17-108 per che 'l ciel, come pare ancor, si cosse; INF-chant17-109 ne' quando Icaro misero le reni INF-chant17-110 senti` spennar per la scaldata cera, INF-chant17-111 gridando il padre a lui <>, INF-chant17-112 che fu la mia, quando vidi ch'i' era INF-chant17-113 ne l'aere d'ogne parte, e vidi spenta INF-chant17-114 ogne veduta fuor che de la fera. INF-chant17-115 Ella sen va notando lenta lenta: INF-chant17-116 rota e discende, ma non me n'accorgo INF-chant17-117 se non che al viso e di sotto mi venta. INF-chant17-118 Io sentia gia` da la man destra il gorgo INF-chant17-119 far sotto noi un orribile scroscio, INF-chant17-120 per che con li occhi 'n giu` la testa sporgo. INF-chant17-121 Allor fu' io piu` timido a lo stoscio, INF-chant17-122 pero` ch'i' vidi fuochi e senti' pianti; INF-chant17-123 ond'io tremando tutto mi raccoscio. INF-chant17-124 E vidi poi, che' nol vedea davanti, INF-chant17-125 lo scendere e 'l girar per li gran mali INF-chant17-126 che s'appressavan da diversi canti. INF-chant17-127 Come 'l falcon ch'e` stato assai su l'ali, INF-chant17-128 che sanza veder logoro o uccello INF-chant17-129 fa dire al falconiere <>, INF-chant17-130 discende lasso onde si move isnello, INF-chant17-131 per cento rote, e da lunge si pone INF-chant17-132 dal suo maestro, disdegnoso e fello; INF-chant17-133 cosi` ne puose al fondo Gerione INF-chant17-134 al pie` al pie` de la stagliata rocca INF-chant17-135 e, discarcate le nostre persone, INF-chant17-136 si dileguo` come da corda cocca. INF-chant18 Inferno: Canto XVIII INF-chant18-1 Luogo e` in inferno detto Malebolge, INF-chant18-2 tutto di pietra di color ferrigno, INF-chant18-3 come la cerchia che dintorno il volge. INF-chant18-4 Nel dritto mezzo del campo maligno INF-chant18-5 vaneggia un pozzo assai largo e profondo, INF-chant18-6 di cui suo loco dicero` l'ordigno. INF-chant18-7 Quel cinghio che rimane adunque e` tondo INF-chant18-8 tra 'l pozzo e 'l pie` de l'alta ripa dura, INF-chant18-9 e ha distinto in dieci valli il fondo. INF-chant18-10 Quale, dove per guardia de le mura INF-chant18-11 piu` e piu` fossi cingon li castelli, INF-chant18-12 la parte dove son rende figura, INF-chant18-13 tale imagine quivi facean quelli; INF-chant18-14 e come a tai fortezze da' lor sogli INF-chant18-15 a la ripa di fuor son ponticelli, INF-chant18-16 cosi` da imo de la roccia scogli INF-chant18-17 movien che ricidien li argini e ' fossi INF-chant18-18 infino al pozzo che i tronca e raccogli. INF-chant18-19 In questo luogo, de la schiena scossi INF-chant18-20 di Gerion, trovammoci; e 'l poeta INF-chant18-21 tenne a sinistra, e io dietro mi mossi. INF-chant18-22 A la man destra vidi nova pieta, INF-chant18-23 novo tormento e novi frustatori, INF-chant18-24 di che la prima bolgia era repleta. INF-chant18-25 Nel fondo erano ignudi i peccatori; INF-chant18-26 dal mezzo in qua ci venien verso 'l volto, INF-chant18-27 di la` con noi, ma con passi maggiori, INF-chant18-28 come i Roman per l'essercito molto, INF-chant18-29 l'anno del giubileo, su per lo ponte INF-chant18-30 hanno a passar la gente modo colto, INF-chant18-31 che da l'un lato tutti hanno la fronte INF-chant18-32 verso 'l castello e vanno a Santo Pietro; INF-chant18-33 da l'altra sponda vanno verso 'l monte. INF-chant18-34 Di qua, di la`, su per lo sasso tetro INF-chant18-35 vidi demon cornuti con gran ferze, INF-chant18-36 che li battien crudelmente di retro. INF-chant18-37 Ahi come facean lor levar le berze INF-chant18-38 a le prime percosse! gia` nessuno INF-chant18-39 le seconde aspettava ne' le terze. INF-chant18-40 Mentr'io andava, li occhi miei in uno INF-chant18-41 furo scontrati; e io si` tosto dissi: INF-chant18-42 <>. INF-chant18-43 Per ch'io a figurarlo i piedi affissi; INF-chant18-44 e 'l dolce duca meco si ristette, INF-chant18-45 e assentio ch'alquanto in dietro gissi. INF-chant18-46 E quel frustato celar si credette INF-chant18-47 bassando 'l viso; ma poco li valse, INF-chant18-48 ch'io dissi: <>. INF-chant18-52 Ed elli a me: <>. INF-chant18-64 Cosi` parlando il percosse un demonio INF-chant18-65 de la sua scuriada, e disse: <>. INF-chant18-67 I' mi raggiunsi con la scorta mia; INF-chant18-68 poscia con pochi passi divenimmo INF-chant18-69 la` 'v'uno scoglio de la ripa uscia. INF-chant18-70 Assai leggeramente quel salimmo; INF-chant18-71 e volti a destra su per la sua scheggia, INF-chant18-72 da quelle cerchie etterne ci partimmo. INF-chant18-73 Quando noi fummo la` dov'el vaneggia INF-chant18-74 di sotto per dar passo a li sferzati, INF-chant18-75 lo duca disse: <>. INF-chant18-79 Del vecchio ponte guardavam la traccia INF-chant18-80 che venia verso noi da l'altra banda, INF-chant18-81 e che la ferza similmente scaccia. INF-chant18-82 E 'l buon maestro, sanza mia dimanda, INF-chant18-83 mi disse: <>. INF-chant18-100 Gia` eravam la` 've lo stretto calle INF-chant18-101 con l'argine secondo s'incrocicchia, INF-chant18-102 e fa di quello ad un altr'arco spalle. INF-chant18-103 Quindi sentimmo gente che si nicchia INF-chant18-104 ne l'altra bolgia e che col muso scuffa, INF-chant18-105 e se' medesma con le palme picchia. INF-chant18-106 Le ripe eran grommate d'una muffa, INF-chant18-107 per l'alito di giu` che vi s'appasta, INF-chant18-108 che con li occhi e col naso facea zuffa. INF-chant18-109 Lo fondo e` cupo si`, che non ci basta INF-chant18-110 loco a veder sanza montare al dosso INF-chant18-111 de l'arco, ove lo scoglio piu` sovrasta. INF-chant18-112 Quivi venimmo; e quindi giu` nel fosso INF-chant18-113 vidi gente attuffata in uno sterco INF-chant18-114 che da li uman privadi parea mosso. INF-chant18-115 E mentre ch'io la` giu` con l'occhio cerco, INF-chant18-116 vidi un col capo si` di merda lordo, INF-chant18-117 che non parea s'era laico o cherco. INF-chant18-118 Quei mi sgrido`: <>. INF-chant18-120 E io a lui: <>. INF-chant18-124 Ed elli allor, battendosi la zucca: INF-chant18-125 <>. INF-chant18-127 Appresso cio` lo duca <>, INF-chant18-128 mi disse <>. INF-chant19 Inferno: Canto XIX INF-chant19-1 O Simon mago, o miseri seguaci INF-chant19-2 che le cose di Dio, che di bontate INF-chant19-3 deon essere spose, e voi rapaci INF-chant19-4 per oro e per argento avolterate, INF-chant19-5 or convien che per voi suoni la tromba, INF-chant19-6 pero` che ne la terza bolgia state. INF-chant19-7 Gia` eravamo, a la seguente tomba, INF-chant19-8 montati de lo scoglio in quella parte INF-chant19-9 ch'a punto sovra mezzo 'l fosso piomba. INF-chant19-10 O somma sapienza, quanta e` l'arte INF-chant19-11 che mostri in cielo, in terra e nel mal mondo, INF-chant19-12 e quanto giusto tua virtu` comparte! INF-chant19-13 Io vidi per le coste e per lo fondo INF-chant19-14 piena la pietra livida di fori, INF-chant19-15 d'un largo tutti e ciascun era tondo. INF-chant19-16 Non mi parean men ampi ne' maggiori INF-chant19-17 che que' che son nel mio bel San Giovanni, INF-chant19-18 fatti per loco d'i battezzatori; INF-chant19-19 l'un de li quali, ancor non e` molt'anni, INF-chant19-20 rupp'io per un che dentro v'annegava: INF-chant19-21 e questo sia suggel ch'ogn'omo sganni. INF-chant19-22 Fuor de la bocca a ciascun soperchiava INF-chant19-23 d'un peccator li piedi e de le gambe INF-chant19-24 infino al grosso, e l'altro dentro stava. INF-chant19-25 Le piante erano a tutti accese intrambe; INF-chant19-26 per che si` forte guizzavan le giunte, INF-chant19-27 che spezzate averien ritorte e strambe. INF-chant19-28 Qual suole il fiammeggiar de le cose unte INF-chant19-29 muoversi pur su per la strema buccia, INF-chant19-30 tal era li` dai calcagni a le punte. INF-chant19-31 <>, INF-chant19-33 diss'io, <>. INF-chant19-34 Ed elli a me: <>. INF-chant19-37 E io: <>. INF-chant19-40 Allor venimmo in su l'argine quarto: INF-chant19-41 volgemmo e discendemmo a mano stanca INF-chant19-42 la` giu` nel fondo foracchiato e arto. INF-chant19-43 Lo buon maestro ancor de la sua anca INF-chant19-44 non mi dipuose, si` mi giunse al rotto INF-chant19-45 di quel che si piangeva con la zanca. INF-chant19-46 <>, INF-chant19-48 comincia' io a dir, <>. INF-chant19-49 Io stava come 'l frate che confessa INF-chant19-50 lo perfido assessin, che, poi ch'e` fitto, INF-chant19-51 richiama lui, per che la morte cessa. INF-chant19-52 Ed el grido`: <>. INF-chant19-58 Tal mi fec'io, quai son color che stanno, INF-chant19-59 per non intender cio` ch'e` lor risposto, INF-chant19-60 quasi scornati, e risponder non sanno. INF-chant19-61 Allor Virgilio disse: <>; INF-chant19-63 e io rispuosi come a me fu imposto. INF-chant19-64 Per che lo spirto tutti storse i piedi; INF-chant19-65 poi, sospirando e con voce di pianto, INF-chant19-66 mi disse: <>. INF-chant19-88 Io non so s'i' mi fui qui troppo folle, INF-chant19-89 ch'i' pur rispuosi lui a questo metro: INF-chant19-90 <>. INF-chant19-118 E mentr'io li cantava cotai note, INF-chant19-119 o ira o coscienza che 'l mordesse, INF-chant19-120 forte spingava con ambo le piote. INF-chant19-121 I' credo ben ch'al mio duca piacesse, INF-chant19-122 con si` contenta labbia sempre attese INF-chant19-123 lo suon de le parole vere espresse. INF-chant19-124 Pero` con ambo le braccia mi prese; INF-chant19-125 e poi che tutto su mi s'ebbe al petto, INF-chant19-126 rimonto` per la via onde discese. INF-chant19-127 Ne' si stanco` d'avermi a se' distretto, INF-chant19-128 si` men porto` sovra 'l colmo de l'arco INF-chant19-129 che dal quarto al quinto argine e` tragetto. INF-chant19-130 Quivi soavemente spuose il carco, INF-chant19-131 soave per lo scoglio sconcio ed erto INF-chant19-132 che sarebbe a le capre duro varco. INF-chant19-133 Indi un altro vallon mi fu scoperto. INF-chant20 Inferno: Canto XX INF-chant20-1 Di nova pena mi conven far versi INF-chant20-2 e dar matera al ventesimo canto INF-chant20-3 de la prima canzon ch'e` d'i sommersi. INF-chant20-4 Io era gia` disposto tutto quanto INF-chant20-5 a riguardar ne lo scoperto fondo, INF-chant20-6 che si bagnava d'angoscioso pianto; INF-chant20-7 e vidi gente per lo vallon tondo INF-chant20-8 venir, tacendo e lagrimando, al passo INF-chant20-9 che fanno le letane in questo mondo. INF-chant20-10 Come 'l viso mi scese in lor piu` basso, INF-chant20-11 mirabilmente apparve esser travolto INF-chant20-12 ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso; INF-chant20-13 che' da le reni era tornato 'l volto, INF-chant20-14 e in dietro venir li convenia, INF-chant20-15 perche' 'l veder dinanzi era lor tolto. INF-chant20-16 Forse per forza gia` di parlasia INF-chant20-17 si travolse cosi` alcun del tutto; INF-chant20-18 ma io nol vidi, ne' credo che sia. INF-chant20-19 Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto INF-chant20-20 di tua lezione, or pensa per te stesso INF-chant20-21 com'io potea tener lo viso asciutto, INF-chant20-22 quando la nostra imagine di presso INF-chant20-23 vidi si` torta, che 'l pianto de li occhi INF-chant20-24 le natiche bagnava per lo fesso. INF-chant20-25 Certo io piangea, poggiato a un de' rocchi INF-chant20-26 del duro scoglio, si` che la mia scorta INF-chant20-27 mi disse: <>. INF-chant20-100 E io: <>. INF-chant20-106 Allor mi disse: <>. INF-chant20-130 Si` mi parlava, e andavamo introcque. INF-chant21 Inferno: Canto XXI INF-chant21-1 Cosi` di ponte in ponte, altro parlando INF-chant21-2 che la mia comedia cantar non cura, INF-chant21-3 venimmo; e tenavamo il colmo, quando INF-chant21-4 restammo per veder l'altra fessura INF-chant21-5 di Malebolge e li altri pianti vani; INF-chant21-6 e vidila mirabilmente oscura. INF-chant21-7 Quale ne l'arzana` de' Viniziani INF-chant21-8 bolle l'inverno la tenace pece INF-chant21-9 a rimpalmare i legni lor non sani, INF-chant21-10 che' navicar non ponno - in quella vece INF-chant21-11 chi fa suo legno novo e chi ristoppa INF-chant21-12 le coste a quel che piu` viaggi fece; INF-chant21-13 chi ribatte da proda e chi da poppa; INF-chant21-14 altri fa remi e altri volge sarte; INF-chant21-15 chi terzeruolo e artimon rintoppa -; INF-chant21-16 tal, non per foco, ma per divin'arte, INF-chant21-17 bollia la` giuso una pegola spessa, INF-chant21-18 che 'nviscava la ripa d'ogne parte. INF-chant21-19 I' vedea lei, ma non vedea in essa INF-chant21-20 mai che le bolle che 'l bollor levava, INF-chant21-21 e gonfiar tutta, e riseder compressa. INF-chant21-22 Mentr'io la` giu` fisamente mirava, INF-chant21-23 lo duca mio, dicendo <>, INF-chant21-24 mi trasse a se' del loco dov'io stava. INF-chant21-25 Allor mi volsi come l'uom cui tarda INF-chant21-26 di veder quel che li convien fuggire INF-chant21-27 e cui paura subita sgagliarda, INF-chant21-28 che, per veder, non indugia 'l partire: INF-chant21-29 e vidi dietro a noi un diavol nero INF-chant21-30 correndo su per lo scoglio venire. INF-chant21-31 Ahi quant'elli era ne l'aspetto fero! INF-chant21-32 e quanto mi parea ne l'atto acerbo, INF-chant21-33 con l'ali aperte e sovra i pie` leggero! INF-chant21-34 L'omero suo, ch'era aguto e superbo, INF-chant21-35 carcava un peccator con ambo l'anche, INF-chant21-36 e quei tenea de' pie` ghermito 'l nerbo. INF-chant21-37 Del nostro ponte disse: <>. INF-chant21-43 La` giu` 'l butto`, e per lo scoglio duro INF-chant21-44 si volse; e mai non fu mastino sciolto INF-chant21-45 con tanta fretta a seguitar lo furo. INF-chant21-46 Quel s'attuffo`, e torno` su` convolto; INF-chant21-47 ma i demon che del ponte avean coperchio, INF-chant21-48 gridar: <>. INF-chant21-52 Poi l'addentar con piu` di cento raffi, INF-chant21-53 disser: <>. INF-chant21-55 Non altrimenti i cuoci a' lor vassalli INF-chant21-56 fanno attuffare in mezzo la caldaia INF-chant21-57 la carne con li uncin, perche' non galli. INF-chant21-58 Lo buon maestro <>, mi disse, <>. INF-chant21-64 Poscia passo` di la` dal co del ponte; INF-chant21-65 e com'el giunse in su la ripa sesta, INF-chant21-66 mestier li fu d'aver sicura fronte. INF-chant21-67 Con quel furore e con quella tempesta INF-chant21-68 ch'escono i cani a dosso al poverello INF-chant21-69 che di subito chiede ove s'arresta, INF-chant21-70 usciron quei di sotto al ponticello, INF-chant21-71 e volser contra lui tutt'i runcigli; INF-chant21-72 ma el grido`: <>. INF-chant21-76 Tutti gridaron: <>; INF-chant21-77 per ch'un si mosse - e li altri stetter fermi -, INF-chant21-78 e venne a lui dicendo: <>. INF-chant21-79 <>, disse 'l mio maestro, INF-chant21-81 <>. INF-chant21-85 Allor li fu l'orgoglio si` caduto, INF-chant21-86 ch'e' si lascio` cascar l'uncino a' piedi, INF-chant21-87 e disse a li altri: <>. INF-chant21-88 E 'l duca mio a me: <>. INF-chant21-91 Per ch'io mi mossi, e a lui venni ratto; INF-chant21-92 e i diavoli si fecer tutti avanti, INF-chant21-93 si` ch'io temetti ch'ei tenesser patto; INF-chant21-94 cosi` vid'io gia` temer li fanti INF-chant21-95 ch'uscivan patteggiati di Caprona, INF-chant21-96 veggendo se' tra nemici cotanti. INF-chant21-97 I' m'accostai con tutta la persona INF-chant21-98 lungo 'l mio duca, e non torceva li occhi INF-chant21-99 da la sembianza lor ch'era non buona. INF-chant21-100 Ei chinavan li raffi e <>, INF-chant21-101 diceva l'un con l'altro, <>. INF-chant21-102 E rispondien: <>. INF-chant21-103 Ma quel demonio che tenea sermone INF-chant21-104 col duca mio, si volse tutto presto, INF-chant21-105 e disse: <>. INF-chant21-106 Poi disse a noi: <>. INF-chant21-118 <>, INF-chant21-119 comincio` elli a dire, <>. INF-chant21-127 <>, INF-chant21-128 diss'io, <>. INF-chant21-133 Ed elli a me: <>. INF-chant21-136 Per l'argine sinistro volta dienno; INF-chant21-137 ma prima avea ciascun la lingua stretta INF-chant21-138 coi denti, verso lor duca, per cenno; INF-chant21-139 ed elli avea del cul fatto trombetta. INF-chant22 Inferno: Canto XXII INF-chant22-1 Io vidi gia` cavalier muover campo, INF-chant22-2 e cominciare stormo e far lor mostra, INF-chant22-3 e talvolta partir per loro scampo; INF-chant22-4 corridor vidi per la terra vostra, INF-chant22-5 o Aretini, e vidi gir gualdane, INF-chant22-6 fedir torneamenti e correr giostra; INF-chant22-7 quando con trombe, e quando con campane, INF-chant22-8 con tamburi e con cenni di castella, INF-chant22-9 e con cose nostrali e con istrane; INF-chant22-10 ne' gia` con si` diversa cennamella INF-chant22-11 cavalier vidi muover ne' pedoni, INF-chant22-12 ne' nave a segno di terra o di stella. INF-chant22-13 Noi andavam con li diece demoni. INF-chant22-14 Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa INF-chant22-15 coi santi, e in taverna coi ghiottoni. INF-chant22-16 Pur a la pegola era la mia 'ntesa, INF-chant22-17 per veder de la bolgia ogne contegno INF-chant22-18 e de la gente ch'entro v'era incesa. INF-chant22-19 Come i dalfini, quando fanno segno INF-chant22-20 a' marinar con l'arco de la schiena, INF-chant22-21 che s'argomentin di campar lor legno, INF-chant22-22 talor cosi`, ad alleggiar la pena, INF-chant22-23 mostrav'alcun de' peccatori il dosso INF-chant22-24 e nascondea in men che non balena. INF-chant22-25 E come a l'orlo de l'acqua d'un fosso INF-chant22-26 stanno i ranocchi pur col muso fuori, INF-chant22-27 si` che celano i piedi e l'altro grosso, INF-chant22-28 si` stavan d'ogne parte i peccatori; INF-chant22-29 ma come s'appressava Barbariccia, INF-chant22-30 cosi` si ritraen sotto i bollori. INF-chant22-31 I' vidi, e anco il cor me n'accapriccia, INF-chant22-32 uno aspettar cosi`, com'elli 'ncontra INF-chant22-33 ch'una rana rimane e l'altra spiccia; INF-chant22-34 e Graffiacan, che li era piu` di contra, INF-chant22-35 li arrunciglio` le 'mpegolate chiome INF-chant22-36 e trassel su`, che mi parve una lontra. INF-chant22-37 I' sapea gia` di tutti quanti 'l nome, INF-chant22-38 si` li notai quando fuorono eletti, INF-chant22-39 e poi ch'e' si chiamaro, attesi come. INF-chant22-40 <>, INF-chant22-42 gridavan tutti insieme i maladetti. INF-chant22-43 E io: <>. INF-chant22-46 Lo duca mio li s'accosto` allato; INF-chant22-47 domandollo ond'ei fosse, e quei rispuose: INF-chant22-48 <>. INF-chant22-55 E Ciriatto, a cui di bocca uscia INF-chant22-56 d'ogne parte una sanna come a porco, INF-chant22-57 li fe' sentir come l'una sdruscia. INF-chant22-58 Tra male gatte era venuto 'l sorco; INF-chant22-59 ma Barbariccia il chiuse con le braccia, INF-chant22-60 e disse: <>. INF-chant22-61 E al maestro mio volse la faccia: INF-chant22-62 <>, disse, <>. INF-chant22-64 Lo duca dunque: <>. E quelli: <>. INF-chant22-70 E Libicocco <>, INF-chant22-71 disse; e preseli 'l braccio col runciglio, INF-chant22-72 si` che, stracciando, ne porto` un lacerto. INF-chant22-73 Draghignazzo anco i volle dar di piglio INF-chant22-74 giuso a le gambe; onde 'l decurio loro INF-chant22-75 si volse intorno intorno con mal piglio. INF-chant22-76 Quand'elli un poco rappaciati fuoro, INF-chant22-77 a lui, ch'ancor mirava sua ferita, INF-chant22-78 domando` 'l duca mio sanza dimoro: INF-chant22-79 <>. INF-chant22-81 Ed ei rispuose: <>. INF-chant22-94 E 'l gran proposto, volto a Farfarello INF-chant22-95 che stralunava li occhi per fedire, INF-chant22-96 disse: <>. INF-chant22-97 <>, INF-chant22-98 ricomincio` lo spaurato appresso INF-chant22-99 <>. INF-chant22-106 Cagnazzo a cotal motto levo` 'l muso, INF-chant22-107 crollando 'l capo, e disse: <>. INF-chant22-109 Ond'ei, ch'avea lacciuoli a gran divizia, INF-chant22-110 rispuose: <>. INF-chant22-112 Alichin non si tenne e, di rintoppo INF-chant22-113 a li altri, disse a lui: <>. INF-chant22-118 O tu che leggi, udirai nuovo ludo: INF-chant22-119 ciascun da l'altra costa li occhi volse; INF-chant22-120 quel prima, ch'a cio` fare era piu` crudo. INF-chant22-121 Lo Navarrese ben suo tempo colse; INF-chant22-122 fermo` le piante a terra, e in un punto INF-chant22-123 salto` e dal proposto lor si sciolse. INF-chant22-124 Di che ciascun di colpa fu compunto, INF-chant22-125 ma quei piu` che cagion fu del difetto; INF-chant22-126 pero` si mosse e grido`: <>. INF-chant22-127 Ma poco i valse: che' l'ali al sospetto INF-chant22-128 non potero avanzar: quelli ando` sotto, INF-chant22-129 e quei drizzo` volando suso il petto: INF-chant22-130 non altrimenti l'anitra di botto, INF-chant22-131 quando 'l falcon s'appressa, giu` s'attuffa, INF-chant22-132 ed ei ritorna su` crucciato e rotto. INF-chant22-133 Irato Calcabrina de la buffa, INF-chant22-134 volando dietro li tenne, invaghito INF-chant22-135 che quei campasse per aver la zuffa; INF-chant22-136 e come 'l barattier fu disparito, INF-chant22-137 cosi` volse li artigli al suo compagno, INF-chant22-138 e fu con lui sopra 'l fosso ghermito. INF-chant22-139 Ma l'altro fu bene sparvier grifagno INF-chant22-140 ad artigliar ben lui, e amendue INF-chant22-141 cadder nel mezzo del bogliente stagno. INF-chant22-142 Lo caldo sghermitor subito fue; INF-chant22-143 ma pero` di levarsi era neente, INF-chant22-144 si` avieno inviscate l'ali sue. INF-chant22-145 Barbariccia, con li altri suoi dolente, INF-chant22-146 quattro ne fe' volar da l'altra costa INF-chant22-147 con tutt'i raffi, e assai prestamente INF-chant22-148 di qua, di la` discesero a la posta; INF-chant22-149 porser li uncini verso li 'mpaniati, INF-chant22-150 ch'eran gia` cotti dentro da la crosta; INF-chant22-151 e noi lasciammo lor cosi` 'mpacciati. INF-chant23 Inferno: Canto XXIII INF-chant23-1 Taciti, soli, sanza compagnia INF-chant23-2 n'andavam l'un dinanzi e l'altro dopo, INF-chant23-3 come frati minor vanno per via. INF-chant23-4 Volt'era in su la favola d'Isopo INF-chant23-5 lo mio pensier per la presente rissa, INF-chant23-6 dov'el parlo` de la rana e del topo; INF-chant23-7 che' piu` non si pareggia 'mo' e 'issa' INF-chant23-8 che l'un con l'altro fa, se ben s'accoppia INF-chant23-9 principio e fine con la mente fissa. INF-chant23-10 E come l'un pensier de l'altro scoppia, INF-chant23-11 cosi` nacque di quello un altro poi, INF-chant23-12 che la prima paura mi fe' doppia. INF-chant23-13 Io pensava cosi`: 'Questi per noi INF-chant23-14 sono scherniti con danno e con beffa INF-chant23-15 si` fatta, ch'assai credo che lor noi. INF-chant23-16 Se l'ira sovra 'l mal voler s'aggueffa, INF-chant23-17 ei ne verranno dietro piu` crudeli INF-chant23-18 che 'l cane a quella lievre ch'elli acceffa'. INF-chant23-19 Gia` mi sentia tutti arricciar li peli INF-chant23-20 de la paura e stava in dietro intento, INF-chant23-21 quand'io dissi: <>. INF-chant23-25 E quei: <>. INF-chant23-34 Gia` non compie' di tal consiglio rendere, INF-chant23-35 ch'io li vidi venir con l'ali tese INF-chant23-36 non molto lungi, per volerne prendere. INF-chant23-37 Lo duca mio di subito mi prese, INF-chant23-38 come la madre ch'al romore e` desta INF-chant23-39 e vede presso a se' le fiamme accese, INF-chant23-40 che prende il figlio e fugge e non s'arresta, INF-chant23-41 avendo piu` di lui che di se' cura, INF-chant23-42 tanto che solo una camiscia vesta; INF-chant23-43 e giu` dal collo de la ripa dura INF-chant23-44 supin si diede a la pendente roccia, INF-chant23-45 che l'un de' lati a l'altra bolgia tura. INF-chant23-46 Non corse mai si` tosto acqua per doccia INF-chant23-47 a volger ruota di molin terragno, INF-chant23-48 quand'ella piu` verso le pale approccia, INF-chant23-49 come 'l maestro mio per quel vivagno, INF-chant23-50 portandosene me sovra 'l suo petto, INF-chant23-51 come suo figlio, non come compagno. INF-chant23-52 A pena fuoro i pie` suoi giunti al letto INF-chant23-53 del fondo giu`, ch'e' furon in sul colle INF-chant23-54 sovresso noi; ma non li` era sospetto; INF-chant23-55 che' l'alta provedenza che lor volle INF-chant23-56 porre ministri de la fossa quinta, INF-chant23-57 poder di partirs'indi a tutti tolle. INF-chant23-58 La` giu` trovammo una gente dipinta INF-chant23-59 che giva intorno assai con lenti passi, INF-chant23-60 piangendo e nel sembiante stanca e vinta. INF-chant23-61 Elli avean cappe con cappucci bassi INF-chant23-62 dinanzi a li occhi, fatte de la taglia INF-chant23-63 che in Clugni` per li monaci fassi. INF-chant23-64 Di fuor dorate son, si` ch'elli abbaglia; INF-chant23-65 ma dentro tutte piombo, e gravi tanto, INF-chant23-66 che Federigo le mettea di paglia. INF-chant23-67 Oh in etterno faticoso manto! INF-chant23-68 Noi ci volgemmo ancor pur a man manca INF-chant23-69 con loro insieme, intenti al tristo pianto; INF-chant23-70 ma per lo peso quella gente stanca INF-chant23-71 venia si` pian, che noi eravam nuovi INF-chant23-72 di compagnia ad ogne mover d'anca. INF-chant23-73 Per ch'io al duca mio: <>. INF-chant23-76 E un che 'ntese la parola tosca, INF-chant23-77 di retro a noi grido`: <>. INF-chant23-80 Onde 'l duca si volse e disse: <>. INF-chant23-82 Ristetti, e vidi due mostrar gran fretta INF-chant23-83 de l'animo, col viso, d'esser meco; INF-chant23-84 ma tardavali 'l carco e la via stretta. INF-chant23-85 Quando fuor giunti, assai con l'occhio bieco INF-chant23-86 mi rimiraron sanza far parola; INF-chant23-87 poi si volsero in se', e dicean seco: INF-chant23-88 <>. INF-chant23-91 Poi disser me: <>. INF-chant23-94 E io a loro: <>. INF-chant23-100 E l'un rispuose a me: <>. INF-chant23-109 Io cominciai: <>; INF-chant23-110 ma piu` non dissi, ch'a l'occhio mi corse INF-chant23-111 un, crucifisso in terra con tre pali. INF-chant23-112 Quando mi vide, tutto si distorse, INF-chant23-113 soffiando ne la barba con sospiri; INF-chant23-114 e 'l frate Catalan, ch'a cio` s'accorse, INF-chant23-115 mi disse: <>. INF-chant23-124 Allor vid'io maravigliar Virgilio INF-chant23-125 sovra colui ch'era disteso in croce INF-chant23-126 tanto vilmente ne l'etterno essilio. INF-chant23-127 Poscia drizzo` al frate cotal voce: INF-chant23-128 <>. INF-chant23-133 Rispuose adunque: <>. INF-chant23-139 Lo duca stette un poco a testa china; INF-chant23-140 poi disse: <>. INF-chant23-142 E 'l frate: <>. INF-chant23-145 Appresso il duca a gran passi sen gi`, INF-chant23-146 turbato un poco d'ira nel sembiante; INF-chant23-147 ond'io da li 'ncarcati mi parti' INF-chant23-148 dietro a le poste de le care piante. INF-chant24 Inferno: Canto XXIV INF-chant24-1 In quella parte del giovanetto anno INF-chant24-2 che 'l sole i crin sotto l'Aquario tempra INF-chant24-3 e gia` le notti al mezzo di` sen vanno, INF-chant24-4 quando la brina in su la terra assempra INF-chant24-5 l'imagine di sua sorella bianca, INF-chant24-6 ma poco dura a la sua penna tempra, INF-chant24-7 lo villanello a cui la roba manca, INF-chant24-8 si leva, e guarda, e vede la campagna INF-chant24-9 biancheggiar tutta; ond'ei si batte l'anca, INF-chant24-10 ritorna in casa, e qua e la` si lagna, INF-chant24-11 come 'l tapin che non sa che si faccia; INF-chant24-12 poi riede, e la speranza ringavagna, INF-chant24-13 veggendo 'l mondo aver cangiata faccia INF-chant24-14 in poco d'ora, e prende suo vincastro, INF-chant24-15 e fuor le pecorelle a pascer caccia. INF-chant24-16 Cosi` mi fece sbigottir lo mastro INF-chant24-17 quand'io li vidi si` turbar la fronte, INF-chant24-18 e cosi` tosto al mal giunse lo 'mpiastro; INF-chant24-19 che', come noi venimmo al guasto ponte, INF-chant24-20 lo duca a me si volse con quel piglio INF-chant24-21 dolce ch'io vidi prima a pie` del monte. INF-chant24-22 Le braccia aperse, dopo alcun consiglio INF-chant24-23 eletto seco riguardando prima INF-chant24-24 ben la ruina, e diedemi di piglio. INF-chant24-25 E come quei ch'adopera ed estima, INF-chant24-26 che sempre par che 'nnanzi si proveggia, INF-chant24-27 cosi`, levando me su` ver la cima INF-chant24-28 d'un ronchione, avvisava un'altra scheggia INF-chant24-29 dicendo: <>. INF-chant24-31 Non era via da vestito di cappa, INF-chant24-32 che' noi a pena, ei lieve e io sospinto, INF-chant24-33 potavam su` montar di chiappa in chiappa. INF-chant24-34 E se non fosse che da quel precinto INF-chant24-35 piu` che da l'altro era la costa corta, INF-chant24-36 non so di lui, ma io sarei ben vinto. INF-chant24-37 Ma perche' Malebolge inver' la porta INF-chant24-38 del bassissimo pozzo tutta pende, INF-chant24-39 lo sito di ciascuna valle porta INF-chant24-40 che l'una costa surge e l'altra scende; INF-chant24-41 noi pur venimmo al fine in su la punta INF-chant24-42 onde l'ultima pietra si scoscende. INF-chant24-43 La lena m'era del polmon si` munta INF-chant24-44 quand'io fui su`, ch'i' non potea piu` oltre, INF-chant24-45 anzi m'assisi ne la prima giunta. INF-chant24-46 <>, INF-chant24-47 disse 'l maestro; <>. INF-chant24-58 Leva'mi allor, mostrandomi fornito INF-chant24-59 meglio di lena ch'i' non mi sentia; INF-chant24-60 e dissi: <>. INF-chant24-61 Su per lo scoglio prendemmo la via, INF-chant24-62 ch'era ronchioso, stretto e malagevole, INF-chant24-63 ed erto piu` assai che quel di pria. INF-chant24-64 Parlando andava per non parer fievole; INF-chant24-65 onde una voce usci` de l'altro fosso, INF-chant24-66 a parole formar disconvenevole. INF-chant24-67 Non so che disse, ancor che sovra 'l dosso INF-chant24-68 fossi de l'arco gia` che varca quivi; INF-chant24-69 ma chi parlava ad ire parea mosso. INF-chant24-70 Io era volto in giu`, ma li occhi vivi INF-chant24-71 non poteano ire al fondo per lo scuro; INF-chant24-72 per ch'io: <>. INF-chant24-76 <>, disse, <>. INF-chant24-79 Noi discendemmo il ponte da la testa INF-chant24-80 dove s'aggiugne con l'ottava ripa, INF-chant24-81 e poi mi fu la bolgia manifesta: INF-chant24-82 e vidivi entro terribile stipa INF-chant24-83 di serpenti, e di si` diversa mena INF-chant24-84 che la memoria il sangue ancor mi scipa. INF-chant24-85 Piu` non si vanti Libia con sua rena; INF-chant24-86 che' se chelidri, iaculi e faree INF-chant24-87 produce, e cencri con anfisibena, INF-chant24-88 ne' tante pestilenzie ne' si` ree INF-chant24-89 mostro` gia` mai con tutta l'Etiopia INF-chant24-90 ne' con cio` che di sopra al Mar Rosso ee. INF-chant24-91 Tra questa cruda e tristissima copia INF-chant24-92 correan genti nude e spaventate, INF-chant24-93 sanza sperar pertugio o elitropia: INF-chant24-94 con serpi le man dietro avean legate; INF-chant24-95 quelle ficcavan per le ren la coda INF-chant24-96 e 'l capo, ed eran dinanzi aggroppate. INF-chant24-97 Ed ecco a un ch'era da nostra proda, INF-chant24-98 s'avvento` un serpente che 'l trafisse INF-chant24-99 la` dove 'l collo a le spalle s'annoda. INF-chant24-100 Ne' O si` tosto mai ne' I si scrisse, INF-chant24-101 com'el s'accese e arse, e cener tutto INF-chant24-102 convenne che cascando divenisse; INF-chant24-103 e poi che fu a terra si` distrutto, INF-chant24-104 la polver si raccolse per se' stessa, INF-chant24-105 e 'n quel medesmo ritorno` di butto. INF-chant24-106 Cosi` per li gran savi si confessa INF-chant24-107 che la fenice more e poi rinasce, INF-chant24-108 quando al cinquecentesimo anno appressa; INF-chant24-109 erba ne' biado in sua vita non pasce, INF-chant24-110 ma sol d'incenso lagrime e d'amomo, INF-chant24-111 e nardo e mirra son l'ultime fasce. INF-chant24-112 E qual e` quel che cade, e non sa como, INF-chant24-113 per forza di demon ch'a terra il tira, INF-chant24-114 o d'altra oppilazion che lega l'omo, INF-chant24-115 quando si leva, che 'ntorno si mira INF-chant24-116 tutto smarrito de la grande angoscia INF-chant24-117 ch'elli ha sofferta, e guardando sospira: INF-chant24-118 tal era il peccator levato poscia. INF-chant24-119 Oh potenza di Dio, quant'e` severa, INF-chant24-120 che cotai colpi per vendetta croscia! INF-chant24-121 Lo duca il domando` poi chi ello era; INF-chant24-122 per ch'ei rispuose: <>. INF-chant24-127 E io al duca: <>. INF-chant24-130 E 'l peccator, che 'ntese, non s'infinse, INF-chant24-131 ma drizzo` verso me l'animo e 'l volto, INF-chant24-132 e di trista vergogna si dipinse; INF-chant24-133 poi disse: <>. INF-chant25 Inferno: Canto XXV INF-chant25-1 Al fine de le sue parole il ladro INF-chant25-2 le mani alzo` con amendue le fiche, INF-chant25-3 gridando: <>. INF-chant25-4 Da indi in qua mi fuor le serpi amiche, INF-chant25-5 perch'una li s'avvolse allora al collo, INF-chant25-6 come dicesse 'Non vo' che piu` diche'; INF-chant25-7 e un'altra a le braccia, e rilegollo, INF-chant25-8 ribadendo se' stessa si` dinanzi, INF-chant25-9 che non potea con esse dare un crollo. INF-chant25-10 Ahi Pistoia, Pistoia, che' non stanzi INF-chant25-11 d'incenerarti si` che piu` non duri, INF-chant25-12 poi che 'n mal fare il seme tuo avanzi? INF-chant25-13 Per tutt'i cerchi de lo 'nferno scuri INF-chant25-14 non vidi spirto in Dio tanto superbo, INF-chant25-15 non quel che cadde a Tebe giu` da' muri. INF-chant25-16 El si fuggi` che non parlo` piu` verbo; INF-chant25-17 e io vidi un centauro pien di rabbia INF-chant25-18 venir chiamando: <>. INF-chant25-19 Maremma non cred'io che tante n'abbia, INF-chant25-20 quante bisce elli avea su per la groppa INF-chant25-21 infin ove comincia nostra labbia. INF-chant25-22 Sovra le spalle, dietro da la coppa, INF-chant25-23 con l'ali aperte li giacea un draco; INF-chant25-24 e quello affuoca qualunque s'intoppa. INF-chant25-25 Lo mio maestro disse: <>. INF-chant25-34 Mentre che si` parlava, ed el trascorse INF-chant25-35 e tre spiriti venner sotto noi, INF-chant25-36 de' quali ne' io ne' 'l duca mio s'accorse, INF-chant25-37 se non quando gridar: <>; INF-chant25-38 per che nostra novella si ristette, INF-chant25-39 e intendemmo pur ad essi poi. INF-chant25-40 Io non li conoscea; ma ei seguette, INF-chant25-41 come suol seguitar per alcun caso, INF-chant25-42 che l'un nomar un altro convenette, INF-chant25-43 dicendo: <>; INF-chant25-44 per ch'io, accio` che 'l duca stesse attento, INF-chant25-45 mi puosi 'l dito su dal mento al naso. INF-chant25-46 Se tu se' or, lettore, a creder lento INF-chant25-47 cio` ch'io diro`, non sara` maraviglia, INF-chant25-48 che' io che 'l vidi, a pena il mi consento. INF-chant25-49 Com'io tenea levate in lor le ciglia, INF-chant25-50 e un serpente con sei pie` si lancia INF-chant25-51 dinanzi a l'uno, e tutto a lui s'appiglia. INF-chant25-52 Co' pie` di mezzo li avvinse la pancia, INF-chant25-53 e con li anterior le braccia prese; INF-chant25-54 poi li addento` e l'una e l'altra guancia; INF-chant25-55 li diretani a le cosce distese, INF-chant25-56 e miseli la coda tra 'mbedue, INF-chant25-57 e dietro per le ren su` la ritese. INF-chant25-58 Ellera abbarbicata mai non fue INF-chant25-59 ad alber si`, come l'orribil fiera INF-chant25-60 per l'altrui membra avviticchio` le sue. INF-chant25-61 Poi s'appiccar, come di calda cera INF-chant25-62 fossero stati, e mischiar lor colore, INF-chant25-63 ne' l'un ne' l'altro gia` parea quel ch'era: INF-chant25-64 come procede innanzi da l'ardore, INF-chant25-65 per lo papiro suso, un color bruno INF-chant25-66 che non e` nero ancora e 'l bianco more. INF-chant25-67 Li altri due 'l riguardavano, e ciascuno INF-chant25-68 gridava: <>. INF-chant25-70 Gia` eran li due capi un divenuti, INF-chant25-71 quando n'apparver due figure miste INF-chant25-72 in una faccia, ov'eran due perduti. INF-chant25-73 Fersi le braccia due di quattro liste; INF-chant25-74 le cosce con le gambe e 'l ventre e 'l casso INF-chant25-75 divenner membra che non fuor mai viste. INF-chant25-76 Ogne primaio aspetto ivi era casso: INF-chant25-77 due e nessun l'imagine perversa INF-chant25-78 parea; e tal sen gio con lento passo. INF-chant25-79 Come 'l ramarro sotto la gran fersa INF-chant25-80 dei di` canicular, cangiando sepe, INF-chant25-81 folgore par se la via attraversa, INF-chant25-82 si` pareva, venendo verso l'epe INF-chant25-83 de li altri due, un serpentello acceso, INF-chant25-84 livido e nero come gran di pepe; INF-chant25-85 e quella parte onde prima e` preso INF-chant25-86 nostro alimento, a l'un di lor trafisse; INF-chant25-87 poi cadde giuso innanzi lui disteso. INF-chant25-88 Lo trafitto 'l miro`, ma nulla disse; INF-chant25-89 anzi, co' pie` fermati, sbadigliava INF-chant25-90 pur come sonno o febbre l'assalisse. INF-chant25-91 Elli 'l serpente, e quei lui riguardava; INF-chant25-92 l'un per la piaga, e l'altro per la bocca INF-chant25-93 fummavan forte, e 'l fummo si scontrava. INF-chant25-94 Taccia Lucano ormai la` dove tocca INF-chant25-95 del misero Sabello e di Nasidio, INF-chant25-96 e attenda a udir quel ch'or si scocca. INF-chant25-97 Taccia di Cadmo e d'Aretusa Ovidio; INF-chant25-98 che' se quello in serpente e quella in fonte INF-chant25-99 converte poetando, io non lo 'nvidio; INF-chant25-100 che' due nature mai a fronte a fronte INF-chant25-101 non trasmuto` si` ch'amendue le forme INF-chant25-102 a cambiar lor matera fosser pronte. INF-chant25-103 Insieme si rispuosero a tai norme, INF-chant25-104 che 'l serpente la coda in forca fesse, INF-chant25-105 e il feruto ristrinse insieme l'orme. INF-chant25-106 Le gambe con le cosce seco stesse INF-chant25-107 s'appiccar si`, che 'n poco la giuntura INF-chant25-108 non facea segno alcun che si paresse. INF-chant25-109 Togliea la coda fessa la figura INF-chant25-110 che si perdeva la`, e la sua pelle INF-chant25-111 si facea molle, e quella di la` dura. INF-chant25-112 Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, INF-chant25-113 e i due pie` de la fiera, ch'eran corti, INF-chant25-114 tanto allungar quanto accorciavan quelle. INF-chant25-115 Poscia li pie` di retro, insieme attorti, INF-chant25-116 diventaron lo membro che l'uom cela, INF-chant25-117 e 'l misero del suo n'avea due porti. INF-chant25-118 Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela INF-chant25-119 di color novo, e genera 'l pel suso INF-chant25-120 per l'una parte e da l'altra il dipela, INF-chant25-121 l'un si levo` e l'altro cadde giuso, INF-chant25-122 non torcendo pero` le lucerne empie, INF-chant25-123 sotto le quai ciascun cambiava muso. INF-chant25-124 Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, INF-chant25-125 e di troppa matera ch'in la` venne INF-chant25-126 uscir li orecchi de le gote scempie; INF-chant25-127 cio` che non corse in dietro e si ritenne INF-chant25-128 di quel soverchio, fe' naso a la faccia INF-chant25-129 e le labbra ingrosso` quanto convenne. INF-chant25-130 Quel che giacea, il muso innanzi caccia, INF-chant25-131 e li orecchi ritira per la testa INF-chant25-132 come face le corna la lumaccia; INF-chant25-133 e la lingua, ch'avea unita e presta INF-chant25-134 prima a parlar, si fende, e la forcuta INF-chant25-135 ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta. INF-chant25-136 L'anima ch'era fiera divenuta, INF-chant25-137 suffolando si fugge per la valle, INF-chant25-138 e l'altro dietro a lui parlando sputa. INF-chant25-139 Poscia li volse le novelle spalle, INF-chant25-140 e disse a l'altro: <>. INF-chant25-142 Cosi` vid'io la settima zavorra INF-chant25-143 mutare e trasmutare; e qui mi scusi INF-chant25-144 la novita` se fior la penna abborra. INF-chant25-145 E avvegna che li occhi miei confusi INF-chant25-146 fossero alquanto e l'animo smagato, INF-chant25-147 non poter quei fuggirsi tanto chiusi, INF-chant25-148 ch'i' non scorgessi ben Puccio Sciancato; INF-chant25-149 ed era quel che sol, di tre compagni INF-chant25-150 che venner prima, non era mutato; INF-chant25-151 l'altr'era quel che tu, Gaville, piagni. INF-chant26 Inferno: Canto XXVI INF-chant26-1 Godi, Fiorenza, poi che se' si` grande, INF-chant26-2 che per mare e per terra batti l'ali, INF-chant26-3 e per lo 'nferno tuo nome si spande! INF-chant26-4 Tra li ladron trovai cinque cotali INF-chant26-5 tuoi cittadini onde mi ven vergogna, INF-chant26-6 e tu in grande orranza non ne sali. INF-chant26-7 Ma se presso al mattin del ver si sogna, INF-chant26-8 tu sentirai di qua da picciol tempo INF-chant26-9 di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna. INF-chant26-10 E se gia` fosse, non saria per tempo. INF-chant26-11 Cosi` foss'ei, da che pur esser dee! INF-chant26-12 che' piu` mi gravera`, com'piu` m'attempo. INF-chant26-13 Noi ci partimmo, e su per le scalee INF-chant26-14 che n'avea fatto iborni a scender pria, INF-chant26-15 rimonto` 'l duca mio e trasse mee; INF-chant26-16 e proseguendo la solinga via, INF-chant26-17 tra le schegge e tra ' rocchi de lo scoglio INF-chant26-18 lo pie` sanza la man non si spedia. INF-chant26-19 Allor mi dolsi, e ora mi ridoglio INF-chant26-20 quando drizzo la mente a cio` ch'io vidi, INF-chant26-21 e piu` lo 'ngegno affreno ch'i' non soglio, INF-chant26-22 perche' non corra che virtu` nol guidi; INF-chant26-23 si` che, se stella bona o miglior cosa INF-chant26-24 m'ha dato 'l ben, ch'io stessi nol m'invidi. INF-chant26-25 Quante 'l villan ch'al poggio si riposa, INF-chant26-26 nel tempo che colui che 'l mondo schiara INF-chant26-27 la faccia sua a noi tien meno ascosa, INF-chant26-28 come la mosca cede alla zanzara, INF-chant26-29 vede lucciole giu` per la vallea, INF-chant26-30 forse cola` dov'e' vendemmia e ara: INF-chant26-31 di tante fiamme tutta risplendea INF-chant26-32 l'ottava bolgia, si` com'io m'accorsi INF-chant26-33 tosto che fui la` 've 'l fondo parea. INF-chant26-34 E qual colui che si vengio` con li orsi INF-chant26-35 vide 'l carro d'Elia al dipartire, INF-chant26-36 quando i cavalli al cielo erti levorsi, INF-chant26-37 che nol potea si` con li occhi seguire, INF-chant26-38 ch'el vedesse altro che la fiamma sola, INF-chant26-39 si` come nuvoletta, in su` salire: INF-chant26-40 tal si move ciascuna per la gola INF-chant26-41 del fosso, che' nessuna mostra 'l furto, INF-chant26-42 e ogne fiamma un peccatore invola. INF-chant26-43 Io stava sovra 'l ponte a veder surto, INF-chant26-44 si` che s'io non avessi un ronchion preso, INF-chant26-45 caduto sarei giu` sanz'esser urto. INF-chant26-46 E 'l duca che mi vide tanto atteso, INF-chant26-47 disse: <>. INF-chant26-49 <>, rispuos'io, <>. INF-chant26-55 Rispuose a me: <>. INF-chant26-64 <>, diss'io, <>. INF-chant26-70 Ed elli a me: <>. INF-chant26-76 Poi che la fiamma fu venuta quivi INF-chant26-77 dove parve al mio duca tempo e loco, INF-chant26-78 in questa forma lui parlare audivi: INF-chant26-79 <>. INF-chant26-85 Lo maggior corno de la fiamma antica INF-chant26-86 comincio` a crollarsi mormorando INF-chant26-87 pur come quella cui vento affatica; INF-chant26-88 indi la cima qua e la` menando, INF-chant26-89 come fosse la lingua che parlasse, INF-chant26-90 gitto` voce di fuori, e disse: <>. INF-chant27 Inferno: Canto XXVII INF-chant27-1 Gia` era dritta in su` la fiamma e queta INF-chant27-2 per non dir piu`, e gia` da noi sen gia INF-chant27-3 con la licenza del dolce poeta, INF-chant27-4 quand'un'altra, che dietro a lei venia, INF-chant27-5 ne fece volger li occhi a la sua cima INF-chant27-6 per un confuso suon che fuor n'uscia. INF-chant27-7 Come 'l bue cicilian che mugghio` prima INF-chant27-8 col pianto di colui, e cio` fu dritto, INF-chant27-9 che l'avea temperato con sua lima, INF-chant27-10 mugghiava con la voce de l'afflitto, INF-chant27-11 si` che, con tutto che fosse di rame, INF-chant27-12 pur el pareva dal dolor trafitto; INF-chant27-13 cosi`, per non aver via ne' forame INF-chant27-14 dal principio nel foco, in suo linguaggio INF-chant27-15 si convertian le parole grame. INF-chant27-16 Ma poscia ch'ebber colto lor viaggio INF-chant27-17 su per la punta, dandole quel guizzo INF-chant27-18 che dato avea la lingua in lor passaggio, INF-chant27-19 udimmo dire: <>. INF-chant27-31 Io era in giuso ancora attento e chino, INF-chant27-32 quando il mio duca mi tento` di costa, INF-chant27-33 dicendo: <>. INF-chant27-34 E io, ch'avea gia` pronta la risposta, INF-chant27-35 sanza indugio a parlare incominciai: INF-chant27-36 <>. INF-chant27-58 Poscia che 'l foco alquanto ebbe rugghiato INF-chant27-59 al modo suo, l'aguta punta mosse INF-chant27-60 di qua, di la`, e poi die` cotal fiato: INF-chant27-61 <>. INF-chant27-130 Quand'elli ebbe 'l suo dir cosi` compiuto, INF-chant27-131 la fiamma dolorando si partio, INF-chant27-132 torcendo e dibattendo 'l corno aguto. INF-chant27-133 Noi passamm'oltre, e io e 'l duca mio, INF-chant27-134 su per lo scoglio infino in su l'altr'arco INF-chant27-135 che cuopre 'l fosso in che si paga il fio INF-chant27-136 a quei che scommettendo acquistan carco. INF-chant28 Inferno: Canto XXVIII INF-chant28-1 Chi poria mai pur con parole sciolte INF-chant28-2 dicer del sangue e de le piaghe a pieno INF-chant28-3 ch'i' ora vidi, per narrar piu` volte? INF-chant28-4 Ogne lingua per certo verria meno INF-chant28-5 per lo nostro sermone e per la mente INF-chant28-6 c'hanno a tanto comprender poco seno. INF-chant28-7 S'el s'aunasse ancor tutta la gente INF-chant28-8 che gia` in su la fortunata terra INF-chant28-9 di Puglia, fu del suo sangue dolente INF-chant28-10 per li Troiani e per la lunga guerra INF-chant28-11 che de l'anella fe' si` alte spoglie, INF-chant28-12 come Livio scrive, che non erra, INF-chant28-13 con quella che sentio di colpi doglie INF-chant28-14 per contastare a Ruberto Guiscardo; INF-chant28-15 e l'altra il cui ossame ancor s'accoglie INF-chant28-16 a Ceperan, la` dove fu bugiardo INF-chant28-17 ciascun Pugliese, e la` da Tagliacozzo, INF-chant28-18 dove sanz'arme vinse il vecchio Alardo; INF-chant28-19 e qual forato suo membro e qual mozzo INF-chant28-20 mostrasse, d'aequar sarebbe nulla INF-chant28-21 il modo de la nona bolgia sozzo. INF-chant28-22 Gia` veggia, per mezzul perdere o lulla, INF-chant28-23 com'io vidi un, cosi` non si pertugia, INF-chant28-24 rotto dal mento infin dove si trulla. INF-chant28-25 Tra le gambe pendevan le minugia; INF-chant28-26 la corata pareva e 'l tristo sacco INF-chant28-27 che merda fa di quel che si trangugia. INF-chant28-28 Mentre che tutto in lui veder m'attacco, INF-chant28-29 guardommi, e con le man s'aperse il petto, INF-chant28-30 dicendo: <>. INF-chant28-46 <>, INF-chant28-47 rispuose 'l mio maestro <>. INF-chant28-52 Piu` fuor di cento che, quando l'udiro, INF-chant28-53 s'arrestaron nel fosso a riguardarmi INF-chant28-54 per maraviglia obliando il martiro. INF-chant28-55 <>. INF-chant28-61 Poi che l'un pie` per girsene sospese, INF-chant28-62 Maometto mi disse esta parola; INF-chant28-63 indi a partirsi in terra lo distese. INF-chant28-64 Un altro, che forata avea la gola INF-chant28-65 e tronco 'l naso infin sotto le ciglia, INF-chant28-66 e non avea mai ch'una orecchia sola, INF-chant28-67 ristato a riguardar per maraviglia INF-chant28-68 con li altri, innanzi a li altri apri` la canna, INF-chant28-69 ch'era di fuor d'ogni parte vermiglia, INF-chant28-70 e disse: <>. INF-chant28-91 E io a lui: <>. INF-chant28-94 Allor puose la mano a la mascella INF-chant28-95 d'un suo compagno e la bocca li aperse, INF-chant28-96 gridando: <>. INF-chant28-100 Oh quanto mi pareva sbigottito INF-chant28-101 con la lingua tagliata ne la strozza INF-chant28-102 Curio, ch'a dir fu cosi` ardito! INF-chant28-103 E un ch'avea l'una e l'altra man mozza, INF-chant28-104 levando i moncherin per l'aura fosca, INF-chant28-105 si` che 'l sangue facea la faccia sozza, INF-chant28-106 grido`: <>. INF-chant28-109 E io li aggiunsi: <>; INF-chant28-110 per ch'elli, accumulando duol con duolo, INF-chant28-111 sen gio come persona trista e matta. INF-chant28-112 Ma io rimasi a riguardar lo stuolo, INF-chant28-113 e vidi cosa, ch'io avrei paura, INF-chant28-114 sanza piu` prova, di contarla solo; INF-chant28-115 se non che coscienza m'assicura, INF-chant28-116 la buona compagnia che l'uom francheggia INF-chant28-117 sotto l'asbergo del sentirsi pura. INF-chant28-118 Io vidi certo, e ancor par ch'io 'l veggia, INF-chant28-119 un busto sanza capo andar si` come INF-chant28-120 andavan li altri de la trista greggia; INF-chant28-121 e 'l capo tronco tenea per le chiome, INF-chant28-122 pesol con mano a guisa di lanterna; INF-chant28-123 e quel mirava noi e dicea: <>. INF-chant28-124 Di se' facea a se' stesso lucerna, INF-chant28-125 ed eran due in uno e uno in due: INF-chant28-126 com'esser puo`, quei sa che si` governa. INF-chant28-127 Quando diritto al pie` del ponte fue, INF-chant28-128 levo` 'l braccio alto con tutta la testa, INF-chant28-129 per appressarne le parole sue, INF-chant28-130 che fuoro: <>. INF-chant29 Inferno: Canto XXIX INF-chant29-1 La molta gente e le diverse piaghe INF-chant29-2 avean le luci mie si` inebriate, INF-chant29-3 che de lo stare a piangere eran vaghe. INF-chant29-4 Ma Virgilio mi disse: <>. INF-chant29-13 <>, rispuos'io appresso, INF-chant29-14 <>. INF-chant29-16 Parte sen giva, e io retro li andava, INF-chant29-17 lo duca, gia` faccendo la risposta, INF-chant29-18 e soggiugnendo: <>. INF-chant29-22 Allor disse 'l maestro: <>. INF-chant29-31 <>, diss'io, INF-chant29-33 <>. INF-chant29-37 Cosi` parlammo infino al loco primo INF-chant29-38 che de lo scoglio l'altra valle mostra, INF-chant29-39 se piu` lume vi fosse, tutto ad imo. INF-chant29-40 Quando noi fummo sor l'ultima chiostra INF-chant29-41 di Malebolge, si` che i suoi conversi INF-chant29-42 potean parere a la veduta nostra, INF-chant29-43 lamenti saettaron me diversi, INF-chant29-44 che di pieta` ferrati avean li strali; INF-chant29-45 ond'io li orecchi con le man copersi. INF-chant29-46 Qual dolor fora, se de li spedali, INF-chant29-47 di Valdichiana tra 'l luglio e 'l settembre INF-chant29-48 e di Maremma e di Sardigna i mali INF-chant29-49 fossero in una fossa tutti 'nsembre, INF-chant29-50 tal era quivi, e tal puzzo n'usciva INF-chant29-51 qual suol venir de le marcite membre. INF-chant29-52 Noi discendemmo in su l'ultima riva INF-chant29-53 del lungo scoglio, pur da man sinistra; INF-chant29-54 e allor fu la mia vista piu` viva INF-chant29-55 giu` ver lo fondo, la 've la ministra INF-chant29-56 de l'alto Sire infallibil giustizia INF-chant29-57 punisce i falsador che qui registra. INF-chant29-58 Non credo ch'a veder maggior tristizia INF-chant29-59 fosse in Egina il popol tutto infermo, INF-chant29-60 quando fu l'aere si` pien di malizia, INF-chant29-61 che li animali, infino al picciol vermo, INF-chant29-62 cascaron tutti, e poi le genti antiche, INF-chant29-63 secondo che i poeti hanno per fermo, INF-chant29-64 si ristorar di seme di formiche; INF-chant29-65 ch'era a veder per quella oscura valle INF-chant29-66 languir li spirti per diverse biche. INF-chant29-67 Qual sovra 'l ventre, e qual sovra le spalle INF-chant29-68 l'un de l'altro giacea, e qual carpone INF-chant29-69 si trasmutava per lo tristo calle. INF-chant29-70 Passo passo andavam sanza sermone, INF-chant29-71 guardando e ascoltando li ammalati, INF-chant29-72 che non potean levar le lor persone. INF-chant29-73 Io vidi due sedere a se' poggiati, INF-chant29-74 com'a scaldar si poggia tegghia a tegghia, INF-chant29-75 dal capo al pie` di schianze macolati; INF-chant29-76 e non vidi gia` mai menare stregghia INF-chant29-77 a ragazzo aspettato dal segnorso, INF-chant29-78 ne' a colui che mal volontier vegghia, INF-chant29-79 come ciascun menava spesso il morso INF-chant29-80 de l'unghie sopra se' per la gran rabbia INF-chant29-81 del pizzicor, che non ha piu` soccorso; INF-chant29-82 e si` traevan giu` l'unghie la scabbia, INF-chant29-83 come coltel di scardova le scaglie INF-chant29-84 o d'altro pesce che piu` larghe l'abbia. INF-chant29-85 <>, INF-chant29-86 comincio` 'l duca mio a l'un di loro, INF-chant29-87 <>. INF-chant29-91 <>, rispuose l'un piangendo; INF-chant29-93 <>. INF-chant29-94 E 'l duca disse: <>. INF-chant29-97 Allor si ruppe lo comun rincalzo; INF-chant29-98 e tremando ciascuno a me si volse INF-chant29-99 con altri che l'udiron di rimbalzo. INF-chant29-100 Lo buon maestro a me tutto s'accolse, INF-chant29-101 dicendo: <>; INF-chant29-102 e io incominciai, poscia ch'ei volse: INF-chant29-103 <>. INF-chant29-109 <>, INF-chant29-110 rispuose l'un, <>. INF-chant29-121 E io dissi al poeta: <>. INF-chant29-124 Onde l'altro lebbroso, che m'intese, INF-chant29-125 rispuose al detto mio: <>. INF-chant30 Inferno: Canto XXX INF-chant30-1 Nel tempo che Iunone era crucciata INF-chant30-2 per Semele` contra 'l sangue tebano, INF-chant30-3 come mostro` una e altra fiata, INF-chant30-4 Atamante divenne tanto insano, INF-chant30-5 che veggendo la moglie con due figli INF-chant30-6 andar carcata da ciascuna mano, INF-chant30-7 grido`: <>; INF-chant30-9 e poi distese i dispietati artigli, INF-chant30-10 prendendo l'un ch'avea nome Learco, INF-chant30-11 e rotollo e percosselo ad un sasso; INF-chant30-12 e quella s'annego` con l'altro carco. INF-chant30-13 E quando la fortuna volse in basso INF-chant30-14 l'altezza de' Troian che tutto ardiva, INF-chant30-15 si` che 'nsieme col regno il re fu casso, INF-chant30-16 Ecuba trista, misera e cattiva, INF-chant30-17 poscia che vide Polissena morta, INF-chant30-18 e del suo Polidoro in su la riva INF-chant30-19 del mar si fu la dolorosa accorta, INF-chant30-20 forsennata latro` si` come cane; INF-chant30-21 tanto il dolor le fe' la mente torta. INF-chant30-22 Ma ne' di Tebe furie ne' troiane INF-chant30-23 si vider mai in alcun tanto crude, INF-chant30-24 non punger bestie, nonche' membra umane, INF-chant30-25 quant'io vidi in due ombre smorte e nude, INF-chant30-26 che mordendo correvan di quel modo INF-chant30-27 che 'l porco quando del porcil si schiude. INF-chant30-28 L'una giunse a Capocchio, e in sul nodo INF-chant30-29 del collo l'assanno`, si` che, tirando, INF-chant30-30 grattar li fece il ventre al fondo sodo. INF-chant30-31 E l'Aretin che rimase, tremando INF-chant30-32 mi disse: <>. INF-chant30-34 <>, diss'io lui, <>. INF-chant30-37 Ed elli a me: <>. INF-chant30-46 E poi che i due rabbiosi fuor passati INF-chant30-47 sovra cu' io avea l'occhio tenuto, INF-chant30-48 rivolsilo a guardar li altri mal nati. INF-chant30-49 Io vidi un, fatto a guisa di leuto, INF-chant30-50 pur ch'elli avesse avuta l'anguinaia INF-chant30-51 tronca da l'altro che l'uomo ha forcuto. INF-chant30-52 La grave idropesi`, che si` dispaia INF-chant30-53 le membra con l'omor che mal converte, INF-chant30-54 che 'l viso non risponde a la ventraia, INF-chant30-55 facea lui tener le labbra aperte INF-chant30-56 come l'etico fa, che per la sete INF-chant30-57 l'un verso 'l mento e l'altro in su` rinverte. INF-chant30-58 <>, INF-chant30-60 diss'elli a noi, <>. INF-chant30-91 E io a lui: <>. INF-chant30-94 <>, INF-chant30-95 rispuose, <>. INF-chant30-100 E l'un di lor, che si reco` a noia INF-chant30-101 forse d'esser nomato si` oscuro, INF-chant30-102 col pugno li percosse l'epa croia. INF-chant30-103 Quella sono` come fosse un tamburo; INF-chant30-104 e mastro Adamo li percosse il volto INF-chant30-105 col braccio suo, che non parve men duro, INF-chant30-106 dicendo a lui: <>. INF-chant30-109 Ond'ei rispuose: <>. INF-chant30-112 E l'idropico: <>. INF-chant30-115 <>, INF-chant30-116 disse Sinon; <>. INF-chant30-118 <>, INF-chant30-119 rispuose quel ch'avea infiata l'epa; INF-chant30-120 <>. INF-chant30-121 <>, INF-chant30-122 disse 'l Greco, <>. INF-chant30-124 Allora il monetier: <>. INF-chant30-130 Ad ascoltarli er'io del tutto fisso, INF-chant30-131 quando 'l maestro mi disse: <>. INF-chant30-133 Quand'io 'l senti' a me parlar con ira, INF-chant30-134 volsimi verso lui con tal vergogna, INF-chant30-135 ch'ancor per la memoria mi si gira. INF-chant30-136 Qual e` colui che suo dannaggio sogna, INF-chant30-137 che sognando desidera sognare, INF-chant30-138 si` che quel ch'e`, come non fosse, agogna, INF-chant30-139 tal mi fec'io, non possendo parlare, INF-chant30-140 che disiava scusarmi, e scusava INF-chant30-141 me tuttavia, e nol mi credea fare. INF-chant30-142 <>, INF-chant30-143 disse 'l maestro, <>. INF-chant31 Inferno: Canto XXXI INF-chant31-1 Una medesma lingua pria mi morse, INF-chant31-2 si` che mi tinse l'una e l'altra guancia, INF-chant31-3 e poi la medicina mi riporse; INF-chant31-4 cosi` od'io che solea far la lancia INF-chant31-5 d'Achille e del suo padre esser cagione INF-chant31-6 prima di trista e poi di buona mancia. INF-chant31-7 Noi demmo il dosso al misero vallone INF-chant31-8 su per la ripa che 'l cinge dintorno, INF-chant31-9 attraversando sanza alcun sermone. INF-chant31-10 Quiv'era men che notte e men che giorno, INF-chant31-11 si` che 'l viso m'andava innanzi poco; INF-chant31-12 ma io senti' sonare un alto corno, INF-chant31-13 tanto ch'avrebbe ogne tuon fatto fioco, INF-chant31-14 che, contra se' la sua via seguitando, INF-chant31-15 dirizzo` li occhi miei tutti ad un loco. INF-chant31-16 Dopo la dolorosa rotta, quando INF-chant31-17 Carlo Magno perde' la santa gesta, INF-chant31-18 non sono` si` terribilmente Orlando. INF-chant31-19 Poco portai in la` volta la testa, INF-chant31-20 che me parve veder molte alte torri; INF-chant31-21 ond'io: <>. INF-chant31-22 Ed elli a me: <>. INF-chant31-28 Poi caramente mi prese per mano, INF-chant31-29 e disse: <>. INF-chant31-34 Come quando la nebbia si dissipa, INF-chant31-35 lo sguardo a poco a poco raffigura INF-chant31-36 cio` che cela 'l vapor che l'aere stipa, INF-chant31-37 cosi` forando l'aura grossa e scura, INF-chant31-38 piu` e piu` appressando ver' la sponda, INF-chant31-39 fuggiemi errore e cresciemi paura; INF-chant31-40 pero` che come su la cerchia tonda INF-chant31-41 Montereggion di torri si corona, INF-chant31-42 cosi` la proda che 'l pozzo circonda INF-chant31-43 torreggiavan di mezza la persona INF-chant31-44 li orribili giganti, cui minaccia INF-chant31-45 Giove del cielo ancora quando tuona. INF-chant31-46 E io scorgeva gia` d'alcun la faccia, INF-chant31-47 le spalle e 'l petto e del ventre gran parte, INF-chant31-48 e per le coste giu` ambo le braccia. INF-chant31-49 Natura certo, quando lascio` l'arte INF-chant31-50 di si` fatti animali, assai fe' bene INF-chant31-51 per torre tali essecutori a Marte. INF-chant31-52 E s'ella d'elefanti e di balene INF-chant31-53 non si pente, chi guarda sottilmente, INF-chant31-54 piu` giusta e piu` discreta la ne tene; INF-chant31-55 che' dove l'argomento de la mente INF-chant31-56 s'aggiugne al mal volere e a la possa, INF-chant31-57 nessun riparo vi puo` far la gente. INF-chant31-58 La faccia sua mi parea lunga e grossa INF-chant31-59 come la pina di San Pietro a Roma, INF-chant31-60 e a sua proporzione eran l'altre ossa; INF-chant31-61 si` che la ripa, ch'era perizoma INF-chant31-62 dal mezzo in giu`, ne mostrava ben tanto INF-chant31-63 di sovra, che di giugnere a la chioma INF-chant31-64 tre Frison s'averien dato mal vanto; INF-chant31-65 pero` ch'i' ne vedea trenta gran palmi INF-chant31-66 dal loco in giu` dov'omo affibbia 'l manto. INF-chant31-67 <>, INF-chant31-68 comincio` a gridar la fiera bocca, INF-chant31-69 cui non si convenia piu` dolci salmi. INF-chant31-70 E 'l duca mio ver lui: <>. INF-chant31-76 Poi disse a me: <>. INF-chant31-82 Facemmo adunque piu` lungo viaggio, INF-chant31-83 volti a sinistra; e al trar d'un balestro, INF-chant31-84 trovammo l'altro assai piu` fero e maggio. INF-chant31-85 A cigner lui qual che fosse 'l maestro, INF-chant31-86 non so io dir, ma el tenea soccinto INF-chant31-87 dinanzi l'altro e dietro il braccio destro INF-chant31-88 d'una catena che 'l tenea avvinto INF-chant31-89 dal collo in giu`, si` che 'n su lo scoperto INF-chant31-90 si ravvolgea infino al giro quinto. INF-chant31-91 <>, INF-chant31-93 disse 'l mio duca, <>. INF-chant31-97 E io a lui: <>. INF-chant31-100 Ond'ei rispuose: <>. INF-chant31-106 Non fu tremoto gia` tanto rubesto, INF-chant31-107 che scotesse una torre cosi` forte, INF-chant31-108 come Fialte a scuotersi fu presto. INF-chant31-109 Allor temett'io piu` che mai la morte, INF-chant31-110 e non v'era mestier piu` che la dotta, INF-chant31-111 s'io non avessi viste le ritorte. INF-chant31-112 Noi procedemmo piu` avante allotta, INF-chant31-113 e venimmo ad Anteo, che ben cinque alle, INF-chant31-114 sanza la testa, uscia fuor de la grotta. INF-chant31-115 <>. INF-chant31-130 Cosi` disse 'l maestro; e quelli in fretta INF-chant31-131 le man distese, e prese 'l duca mio, INF-chant31-132 ond'Ercule senti` gia` grande stretta. INF-chant31-133 Virgilio, quando prender si sentio, INF-chant31-134 disse a me: <>; INF-chant31-135 poi fece si` ch'un fascio era elli e io. INF-chant31-136 Qual pare a riguardar la Carisenda INF-chant31-137 sotto 'l chinato, quando un nuvol vada INF-chant31-138 sovr'essa si`, ched ella incontro penda; INF-chant31-139 tal parve Anteo a me che stava a bada INF-chant31-140 di vederlo chinare, e fu tal ora INF-chant31-141 ch'i' avrei voluto ir per altra strada. INF-chant31-142 Ma lievemente al fondo che divora INF-chant31-143 Lucifero con Giuda, ci sposo`; INF-chant31-144 ne' si` chinato, li` fece dimora, INF-chant31-145 e come albero in nave si levo`. INF-chant32 Inferno: Canto XXXII INF-chant32-1 S'io avessi le rime aspre e chiocce, INF-chant32-2 come si converrebbe al tristo buco INF-chant32-3 sovra 'l qual pontan tutte l'altre rocce, INF-chant32-4 io premerei di mio concetto il suco INF-chant32-5 piu` pienamente; ma perch'io non l'abbo, INF-chant32-6 non sanza tema a dicer mi conduco; INF-chant32-7 che' non e` impresa da pigliare a gabbo INF-chant32-8 discriver fondo a tutto l'universo, INF-chant32-9 ne' da lingua che chiami mamma o babbo. INF-chant32-10 Ma quelle donne aiutino il mio verso INF-chant32-11 ch'aiutaro Anfione a chiuder Tebe, INF-chant32-12 si` che dal fatto il dir non sia diverso. INF-chant32-13 Oh sovra tutte mal creata plebe INF-chant32-14 che stai nel loco onde parlare e` duro, INF-chant32-15 mei foste state qui pecore o zebe! INF-chant32-16 Come noi fummo giu` nel pozzo scuro INF-chant32-17 sotto i pie` del gigante assai piu` bassi, INF-chant32-18 e io mirava ancora a l'alto muro, INF-chant32-19 dicere udi'mi: <>. INF-chant32-22 Per ch'io mi volsi, e vidimi davante INF-chant32-23 e sotto i piedi un lago che per gelo INF-chant32-24 avea di vetro e non d'acqua sembiante. INF-chant32-25 Non fece al corso suo si` grosso velo INF-chant32-26 di verno la Danoia in Osterlicchi, INF-chant32-27 ne' Tanai la` sotto 'l freddo cielo, INF-chant32-28 com'era quivi; che se Tambernicchi INF-chant32-29 vi fosse su` caduto, o Pietrapana, INF-chant32-30 non avria pur da l'orlo fatto cricchi. INF-chant32-31 E come a gracidar si sta la rana INF-chant32-32 col muso fuor de l'acqua, quando sogna INF-chant32-33 di spigolar sovente la villana; INF-chant32-34 livide, insin la` dove appar vergogna INF-chant32-35 eran l'ombre dolenti ne la ghiaccia, INF-chant32-36 mettendo i denti in nota di cicogna. INF-chant32-37 Ognuna in giu` tenea volta la faccia; INF-chant32-38 da bocca il freddo, e da li occhi il cor tristo INF-chant32-39 tra lor testimonianza si procaccia. INF-chant32-40 Quand'io m'ebbi dintorno alquanto visto, INF-chant32-41 volsimi a' piedi, e vidi due si` stretti, INF-chant32-42 che 'l pel del capo avieno insieme misto. INF-chant32-43 <>, INF-chant32-44 diss'io, <>. E quei piegaro i colli; INF-chant32-45 e poi ch'ebber li visi a me eretti, INF-chant32-46 li occhi lor, ch'eran pria pur dentro molli, INF-chant32-47 gocciar su per le labbra, e 'l gelo strinse INF-chant32-48 le lagrime tra essi e riserrolli. INF-chant32-49 Con legno legno spranga mai non cinse INF-chant32-50 forte cosi`; ond'ei come due becchi INF-chant32-51 cozzaro insieme, tanta ira li vinse. INF-chant32-52 E un ch'avea perduti ambo li orecchi INF-chant32-53 per la freddura, pur col viso in giue, INF-chant32-54 disse: <>. INF-chant32-70 Poscia vid'io mille visi cagnazzi INF-chant32-71 fatti per freddo; onde mi vien riprezzo, INF-chant32-72 e verra` sempre, de' gelati guazzi. INF-chant32-73 E mentre ch'andavamo inver' lo mezzo INF-chant32-74 al quale ogne gravezza si rauna, INF-chant32-75 e io tremava ne l'etterno rezzo; INF-chant32-76 se voler fu o destino o fortuna, INF-chant32-77 non so; ma, passeggiando tra le teste, INF-chant32-78 forte percossi 'l pie` nel viso ad una. INF-chant32-79 Piangendo mi sgrido`: <>. INF-chant32-82 E io: <>. INF-chant32-85 Lo duca stette, e io dissi a colui INF-chant32-86 che bestemmiava duramente ancora: INF-chant32-87 <>. INF-chant32-88 <>, rispuose, <>. INF-chant32-91 <>, INF-chant32-92 fu mia risposta, <>. INF-chant32-94 Ed elli a me: <>. INF-chant32-97 Allor lo presi per la cuticagna, INF-chant32-98 e dissi: <>. INF-chant32-100 Ond'elli a me: <>. INF-chant32-103 Io avea gia` i capelli in mano avvolti, INF-chant32-104 e tratto glien'avea piu` d'una ciocca, INF-chant32-105 latrando lui con li occhi in giu` raccolti, INF-chant32-106 quando un altro grido`: <>. INF-chant32-109 <>, diss'io, <>. INF-chant32-112 <>, rispuose, <>. INF-chant32-124 Noi eravam partiti gia` da ello, INF-chant32-125 ch'io vidi due ghiacciati in una buca, INF-chant32-126 si` che l'un capo a l'altro era cappello; INF-chant32-127 e come 'l pan per fame si manduca, INF-chant32-128 cosi` 'l sovran li denti a l'altro pose INF-chant32-129 la` 've 'l cervel s'aggiugne con la nuca: INF-chant32-130 non altrimenti Tideo si rose INF-chant32-131 le tempie a Menalippo per disdegno, INF-chant32-132 che quei faceva il teschio e l'altre cose. INF-chant32-133 <>, diss'io, <>. INF-chant33 Inferno: Canto XXXIII INF-chant33-1 La bocca sollevo` dal fiero pasto INF-chant33-2 quel peccator, forbendola a'capelli INF-chant33-3 del capo ch'elli avea di retro guasto. INF-chant33-4 Poi comincio`: <>. INF-chant33-76 Quand'ebbe detto cio`, con li occhi torti INF-chant33-77 riprese 'l teschio misero co'denti, INF-chant33-78 che furo a l'osso, come d'un can, forti. INF-chant33-79 Ahi Pisa, vituperio de le genti INF-chant33-80 del bel paese la` dove 'l si` suona, INF-chant33-81 poi che i vicini a te punir son lenti, INF-chant33-82 muovasi la Capraia e la Gorgona, INF-chant33-83 e faccian siepe ad Arno in su la foce, INF-chant33-84 si` ch'elli annieghi in te ogne persona! INF-chant33-85 Che' se 'l conte Ugolino aveva voce INF-chant33-86 d'aver tradita te de le castella, INF-chant33-87 non dovei tu i figliuoi porre a tal croce. INF-chant33-88 Innocenti facea l'eta` novella, INF-chant33-89 novella Tebe, Uguiccione e 'l Brigata INF-chant33-90 e li altri due che 'l canto suso appella. INF-chant33-91 Noi passammo oltre, la` 've la gelata INF-chant33-92 ruvidamente un'altra gente fascia, INF-chant33-93 non volta in giu`, ma tutta riversata. INF-chant33-94 Lo pianto stesso li` pianger non lascia, INF-chant33-95 e 'l duol che truova in su li occhi rintoppo, INF-chant33-96 si volge in entro a far crescer l'ambascia; INF-chant33-97 che' le lagrime prime fanno groppo, INF-chant33-98 e si` come visiere di cristallo, INF-chant33-99 riempion sotto 'l ciglio tutto il coppo. INF-chant33-100 E avvegna che, si` come d'un callo, INF-chant33-101 per la freddura ciascun sentimento INF-chant33-102 cessato avesse del mio viso stallo, INF-chant33-103 gia` mi parea sentire alquanto vento: INF-chant33-104 per ch'io: <>. INF-chant33-106 Ond'elli a me: <>. INF-chant33-109 E un de' tristi de la fredda crosta INF-chant33-110 grido` a noi: <>. INF-chant33-115 Per ch'io a lui: <>. INF-chant33-118 Rispuose adunque: <>. INF-chant33-121 <>, diss'io lui, <>. INF-chant33-122 Ed elli a me: <>. INF-chant33-139 <>, diss'io lui, <>. INF-chant33-142 <>, diss'el, <>. E io non gliel'apersi; INF-chant33-150 e cortesia fu lui esser villano. INF-chant33-151 Ahi Genovesi, uomini diversi INF-chant33-152 d'ogne costume e pien d'ogne magagna, INF-chant33-153 perche' non siete voi del mondo spersi? INF-chant33-154 Che' col peggiore spirto di Romagna INF-chant33-155 trovai di voi un tal, che per sua opra INF-chant33-156 in anima in Cocito gia` si bagna, INF-chant33-157 e in corpo par vivo ancor di sopra. INF-chant34 Inferno: Canto XXXIV INF-chant34-1 <>, INF-chant34-3 disse 'l maestro mio <>. INF-chant34-4 Come quando una grossa nebbia spira, INF-chant34-5 o quando l'emisperio nostro annotta, INF-chant34-6 par di lungi un molin che 'l vento gira, INF-chant34-7 veder mi parve un tal dificio allotta; INF-chant34-8 poi per lo vento mi ristrinsi retro INF-chant34-9 al duca mio; che' non li` era altra grotta. INF-chant34-10 Gia` era, e con paura il metto in metro, INF-chant34-11 la` dove l'ombre tutte eran coperte, INF-chant34-12 e trasparien come festuca in vetro. INF-chant34-13 Altre sono a giacere; altre stanno erte, INF-chant34-14 quella col capo e quella con le piante; INF-chant34-15 altra, com'arco, il volto a' pie` rinverte. INF-chant34-16 Quando noi fummo fatti tanto avante, INF-chant34-17 ch'al mio maestro piacque di mostrarmi INF-chant34-18 la creatura ch'ebbe il bel sembiante, INF-chant34-19 d'innanzi mi si tolse e fe' restarmi, INF-chant34-20 <>, dicendo, <>. INF-chant34-22 Com'io divenni allor gelato e fioco, INF-chant34-23 nol dimandar, lettor, ch'i' non lo scrivo, INF-chant34-24 pero` ch'ogne parlar sarebbe poco. INF-chant34-25 Io non mori' e non rimasi vivo: INF-chant34-26 pensa oggimai per te, s'hai fior d'ingegno, INF-chant34-27 qual io divenni, d'uno e d'altro privo. INF-chant34-28 Lo 'mperador del doloroso regno INF-chant34-29 da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia; INF-chant34-30 e piu` con un gigante io mi convegno, INF-chant34-31 che i giganti non fan con le sue braccia: INF-chant34-32 vedi oggimai quant'esser dee quel tutto INF-chant34-33 ch'a cosi` fatta parte si confaccia. INF-chant34-34 S'el fu si` bel com'elli e` ora brutto, INF-chant34-35 e contra 'l suo fattore alzo` le ciglia, INF-chant34-36 ben dee da lui proceder ogne lutto. INF-chant34-37 Oh quanto parve a me gran maraviglia INF-chant34-38 quand'io vidi tre facce a la sua testa! INF-chant34-39 L'una dinanzi, e quella era vermiglia; INF-chant34-40 l'altr'eran due, che s'aggiugnieno a questa INF-chant34-41 sovresso 'l mezzo di ciascuna spalla, INF-chant34-42 e se' giugnieno al loco de la cresta: INF-chant34-43 e la destra parea tra bianca e gialla; INF-chant34-44 la sinistra a vedere era tal, quali INF-chant34-45 vegnon di la` onde 'l Nilo s'avvalla. INF-chant34-46 Sotto ciascuna uscivan due grand'ali, INF-chant34-47 quanto si convenia a tanto uccello: INF-chant34-48 vele di mar non vid'io mai cotali. INF-chant34-49 Non avean penne, ma di vispistrello INF-chant34-50 era lor modo; e quelle svolazzava, INF-chant34-51 si` che tre venti si movean da ello: INF-chant34-52 quindi Cocito tutto s'aggelava. INF-chant34-53 Con sei occhi piangea, e per tre menti INF-chant34-54 gocciava 'l pianto e sanguinosa bava. INF-chant34-55 Da ogne bocca dirompea co' denti INF-chant34-56 un peccatore, a guisa di maciulla, INF-chant34-57 si` che tre ne facea cosi` dolenti. INF-chant34-58 A quel dinanzi il mordere era nulla INF-chant34-59 verso 'l graffiar, che talvolta la schiena INF-chant34-60 rimanea de la pelle tutta brulla. INF-chant34-61 <>, INF-chant34-62 disse 'l maestro, <>. INF-chant34-70 Com'a lui piacque, il collo li avvinghiai; INF-chant34-71 ed el prese di tempo e loco poste, INF-chant34-72 e quando l'ali fuoro aperte assai, INF-chant34-73 appiglio` se' a le vellute coste; INF-chant34-74 di vello in vello giu` discese poscia INF-chant34-75 tra 'l folto pelo e le gelate croste. INF-chant34-76 Quando noi fummo la` dove la coscia INF-chant34-77 si volge, a punto in sul grosso de l'anche, INF-chant34-78 lo duca, con fatica e con angoscia, INF-chant34-79 volse la testa ov'elli avea le zanche, INF-chant34-80 e aggrappossi al pel com'om che sale, INF-chant34-81 si` che 'n inferno i' credea tornar anche. INF-chant34-82 <>, INF-chant34-83 disse 'l maestro, ansando com'uom lasso, INF-chant34-84 <>. INF-chant34-85 Poi usci` fuor per lo foro d'un sasso, INF-chant34-86 e puose me in su l'orlo a sedere; INF-chant34-87 appresso porse a me l'accorto passo. INF-chant34-88 Io levai li occhi e credetti vedere INF-chant34-89 Lucifero com'io l'avea lasciato, INF-chant34-90 e vidili le gambe in su` tenere; INF-chant34-91 e s'io divenni allora travagliato, INF-chant34-92 la gente grossa il pensi, che non vede INF-chant34-93 qual e` quel punto ch'io avea passato. INF-chant34-94 <>, disse 'l maestro, <>. INF-chant34-97 Non era camminata di palagio INF-chant34-98 la` 'v'eravam, ma natural burella INF-chant34-99 ch'avea mal suolo e di lume disagio. INF-chant34-100 <>, diss'io quando fui dritto, INF-chant34-102 <>. INF-chant34-106 Ed elli a me: <>. INF-chant34-127 Luogo e` la` giu` da Belzebu` remoto INF-chant34-128 tanto quanto la tomba si distende, INF-chant34-129 che non per vista, ma per suono e` noto INF-chant34-130 d'un ruscelletto che quivi discende INF-chant34-131 per la buca d'un sasso, ch'elli ha roso, INF-chant34-132 col corso ch'elli avvolge, e poco pende. INF-chant34-133 Lo duca e io per quel cammino ascoso INF-chant34-134 intrammo a ritornar nel chiaro mondo; INF-chant34-135 e sanza cura aver d'alcun riposo, INF-chant34-136 salimmo su`, el primo e io secondo, INF-chant34-137 tanto ch'i' vidi de le cose belle INF-chant34-138 che porta 'l ciel, per un pertugio tondo. INF-chant34-139 E quindi uscimmo a riveder le stelle. PUR-chant1 Purgatorio: Canto I PUR-chant1-1 Per correr miglior acque alza le vele PUR-chant1-2 omai la navicella del mio ingegno, PUR-chant1-3 che lascia dietro a se' mar si` crudele; PUR-chant1-4 e cantero` di quel secondo regno PUR-chant1-5 dove l'umano spirito si purga PUR-chant1-6 e di salire al ciel diventa degno. PUR-chant1-7 Ma qui la morta poesi` resurga, PUR-chant1-8 o sante Muse, poi che vostro sono; PUR-chant1-9 e qui Caliope` alquanto surga, PUR-chant1-10 seguitando il mio canto con quel suono PUR-chant1-11 di cui le Piche misere sentiro PUR-chant1-12 lo colpo tal, che disperar perdono. PUR-chant1-13 Dolce color d'oriental zaffiro, PUR-chant1-14 che s'accoglieva nel sereno aspetto PUR-chant1-15 del mezzo, puro infino al primo giro, PUR-chant1-16 a li occhi miei ricomincio` diletto, PUR-chant1-17 tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta PUR-chant1-18 che m'avea contristati li occhi e 'l petto. PUR-chant1-19 Lo bel pianeto che d'amar conforta PUR-chant1-20 faceva tutto rider l'oriente, PUR-chant1-21 velando i Pesci ch'erano in sua scorta. PUR-chant1-22 I' mi volsi a man destra, e puosi mente PUR-chant1-23 a l'altro polo, e vidi quattro stelle PUR-chant1-24 non viste mai fuor ch'a la prima gente. PUR-chant1-25 Goder pareva 'l ciel di lor fiammelle: PUR-chant1-26 oh settentrional vedovo sito, PUR-chant1-27 poi che privato se' di mirar quelle! PUR-chant1-28 Com'io da loro sguardo fui partito, PUR-chant1-29 un poco me volgendo a l 'altro polo, PUR-chant1-30 la` onde il Carro gia` era sparito, PUR-chant1-31 vidi presso di me un veglio solo, PUR-chant1-32 degno di tanta reverenza in vista, PUR-chant1-33 che piu` non dee a padre alcun figliuolo. PUR-chant1-34 Lunga la barba e di pel bianco mista PUR-chant1-35 portava, a' suoi capelli simigliante, PUR-chant1-36 de' quai cadeva al petto doppia lista. PUR-chant1-37 Li raggi de le quattro luci sante PUR-chant1-38 fregiavan si` la sua faccia di lume, PUR-chant1-39 ch'i' 'l vedea come 'l sol fosse davante. PUR-chant1-40 <>, PUR-chant1-42 diss'el, movendo quelle oneste piume. PUR-chant1-43 <>. PUR-chant1-49 Lo duca mio allor mi die` di piglio, PUR-chant1-50 e con parole e con mani e con cenni PUR-chant1-51 reverenti mi fe' le gambe e 'l ciglio. PUR-chant1-52 Poscia rispuose lui: <>. PUR-chant1-85 <>, diss'elli allora, PUR-chant1-87 <>. PUR-chant1-109 Cosi` spari`; e io su` mi levai PUR-chant1-110 sanza parlare, e tutto mi ritrassi PUR-chant1-111 al duca mio, e li occhi a lui drizzai. PUR-chant1-112 El comincio`: <>. PUR-chant1-115 L'alba vinceva l'ora mattutina PUR-chant1-116 che fuggia innanzi, si` che di lontano PUR-chant1-117 conobbi il tremolar de la marina. PUR-chant1-118 Noi andavam per lo solingo piano PUR-chant1-119 com'om che torna a la perduta strada, PUR-chant1-120 che 'nfino ad essa li pare ire in vano. PUR-chant1-121 Quando noi fummo la` 've la rugiada PUR-chant1-122 pugna col sole, per essere in parte PUR-chant1-123 dove, ad orezza, poco si dirada, PUR-chant1-124 ambo le mani in su l'erbetta sparte PUR-chant1-125 soavemente 'l mio maestro pose: PUR-chant1-126 ond'io, che fui accorto di sua arte, PUR-chant1-127 porsi ver' lui le guance lagrimose: PUR-chant1-128 ivi mi fece tutto discoverto PUR-chant1-129 quel color che l'inferno mi nascose. PUR-chant1-130 Venimmo poi in sul lito diserto, PUR-chant1-131 che mai non vide navicar sue acque PUR-chant1-132 omo, che di tornar sia poscia esperto. PUR-chant1-133 Quivi mi cinse si` com'altrui piacque: PUR-chant1-134 oh maraviglia! che' qual elli scelse PUR-chant1-135 l'umile pianta, cotal si rinacque PUR-chant1-136 subitamente la` onde l'avelse. PUR-chant2 Purgatorio: Canto II PUR-chant2-1 Gia` era 'l sole a l'orizzonte giunto PUR-chant2-2 lo cui meridian cerchio coverchia PUR-chant2-3 Ierusalem col suo piu` alto punto; PUR-chant2-4 e la notte, che opposita a lui cerchia, PUR-chant2-5 uscia di Gange fuor con le Bilance, PUR-chant2-6 che le caggion di man quando soverchia; PUR-chant2-7 si` che le bianche e le vermiglie guance, PUR-chant2-8 la` dov'i' era, de la bella Aurora PUR-chant2-9 per troppa etate divenivan rance. PUR-chant2-10 Noi eravam lunghesso mare ancora, PUR-chant2-11 come gente che pensa a suo cammino, PUR-chant2-12 che va col cuore e col corpo dimora. PUR-chant2-13 Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, PUR-chant2-14 per li grossi vapor Marte rosseggia PUR-chant2-15 giu` nel ponente sovra 'l suol marino, PUR-chant2-16 cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia, PUR-chant2-17 un lume per lo mar venir si` ratto, PUR-chant2-18 che 'l muover suo nessun volar pareggia. PUR-chant2-19 Dal qual com'io un poco ebbi ritratto PUR-chant2-20 l'occhio per domandar lo duca mio, PUR-chant2-21 rividil piu` lucente e maggior fatto. PUR-chant2-22 Poi d'ogne lato ad esso m'appario PUR-chant2-23 un non sapeva che bianco, e di sotto PUR-chant2-24 a poco a poco un altro a lui uscio. PUR-chant2-25 Lo mio maestro ancor non facea motto, PUR-chant2-26 mentre che i primi bianchi apparver ali; PUR-chant2-27 allor che ben conobbe il galeotto, PUR-chant2-28 grido`: <>. PUR-chant2-37 Poi, come piu` e piu` verso noi venne PUR-chant2-38 l'uccel divino, piu` chiaro appariva: PUR-chant2-39 per che l'occhio da presso nol sostenne, PUR-chant2-40 ma chinail giuso; e quei sen venne a riva PUR-chant2-41 con un vasello snelletto e leggero, PUR-chant2-42 tanto che l'acqua nulla ne 'nghiottiva. PUR-chant2-43 Da poppa stava il celestial nocchiero, PUR-chant2-44 tal che faria beato pur descripto; PUR-chant2-45 e piu` di cento spirti entro sediero. PUR-chant2-46 'In exitu Israel de Aegypto' PUR-chant2-47 cantavan tutti insieme ad una voce PUR-chant2-48 con quanto di quel salmo e` poscia scripto. PUR-chant2-49 Poi fece il segno lor di santa croce; PUR-chant2-50 ond'ei si gittar tutti in su la piaggia; PUR-chant2-51 ed el sen gi`, come venne, veloce. PUR-chant2-52 La turba che rimase li`, selvaggia PUR-chant2-53 parea del loco, rimirando intorno PUR-chant2-54 come colui che nove cose assaggia. PUR-chant2-55 Da tutte parti saettava il giorno PUR-chant2-56 lo sol, ch'avea con le saette conte PUR-chant2-57 di mezzo 'l ciel cacciato Capricorno, PUR-chant2-58 quando la nova gente alzo` la fronte PUR-chant2-59 ver' noi, dicendo a noi: <>. PUR-chant2-61 E Virgilio rispuose: <>. PUR-chant2-67 L'anime, che si fuor di me accorte, PUR-chant2-68 per lo spirare, ch'i' era ancor vivo, PUR-chant2-69 maravigliando diventaro smorte. PUR-chant2-70 E come a messagger che porta ulivo PUR-chant2-71 tragge la gente per udir novelle, PUR-chant2-72 e di calcar nessun si mostra schivo, PUR-chant2-73 cosi` al viso mio s'affisar quelle PUR-chant2-74 anime fortunate tutte quante, PUR-chant2-75 quasi obliando d'ire a farsi belle. PUR-chant2-76 Io vidi una di lor trarresi avante PUR-chant2-77 per abbracciarmi con si` grande affetto, PUR-chant2-78 che mosse me a far lo somigliante. PUR-chant2-79 Ohi ombre vane, fuor che ne l'aspetto! PUR-chant2-80 tre volte dietro a lei le mani avvinsi, PUR-chant2-81 e tante mi tornai con esse al petto. PUR-chant2-82 Di maraviglia, credo, mi dipinsi; PUR-chant2-83 per che l'ombra sorrise e si ritrasse, PUR-chant2-84 e io, seguendo lei, oltre mi pinsi. PUR-chant2-85 Soavemente disse ch'io posasse; PUR-chant2-86 allor conobbi chi era, e pregai PUR-chant2-87 che, per parlarmi, un poco s'arrestasse. PUR-chant2-88 Rispuosemi: <>. PUR-chant2-91 <>, PUR-chant2-93 diss'io; <>. PUR-chant2-94 Ed elli a me: <>. PUR-chant2-106 E io: <>. PUR-chant2-112 'Amor che ne la mente mi ragiona' PUR-chant2-113 comincio` elli allor si` dolcemente, PUR-chant2-114 che la dolcezza ancor dentro mi suona. PUR-chant2-115 Lo mio maestro e io e quella gente PUR-chant2-116 ch'eran con lui parevan si` contenti, PUR-chant2-117 come a nessun toccasse altro la mente. PUR-chant2-118 Noi eravam tutti fissi e attenti PUR-chant2-119 a le sue note; ed ecco il veglio onesto PUR-chant2-120 gridando: <>. PUR-chant2-124 Come quando, cogliendo biado o loglio, PUR-chant2-125 li colombi adunati a la pastura, PUR-chant2-126 queti, sanza mostrar l'usato orgoglio, PUR-chant2-127 se cosa appare ond'elli abbian paura, PUR-chant2-128 subitamente lasciano star l'esca, PUR-chant2-129 perch'assaliti son da maggior cura; PUR-chant2-130 cosi` vid'io quella masnada fresca PUR-chant2-131 lasciar lo canto, e fuggir ver' la costa, PUR-chant2-132 com'om che va, ne' sa dove riesca: PUR-chant2-133 ne' la nostra partita fu men tosta. PUR-chant3 Purgatorio: Canto III PUR-chant3-1 Avvegna che la subitana fuga PUR-chant3-2 dispergesse color per la campagna, PUR-chant3-3 rivolti al monte ove ragion ne fruga, PUR-chant3-4 i' mi ristrinsi a la fida compagna: PUR-chant3-5 e come sare' io sanza lui corso? PUR-chant3-6 chi m'avria tratto su per la montagna? PUR-chant3-7 El mi parea da se' stesso rimorso: PUR-chant3-8 o dignitosa coscienza e netta, PUR-chant3-9 come t'e` picciol fallo amaro morso! PUR-chant3-10 Quando li piedi suoi lasciar la fretta, PUR-chant3-11 che l'onestade ad ogn'atto dismaga, PUR-chant3-12 la mente mia, che prima era ristretta, PUR-chant3-13 lo 'ntento rallargo`, si` come vaga, PUR-chant3-14 e diedi 'l viso mio incontr'al poggio PUR-chant3-15 che 'nverso 'l ciel piu` alto si dislaga. PUR-chant3-16 Lo sol, che dietro fiammeggiava roggio, PUR-chant3-17 rotto m'era dinanzi a la figura, PUR-chant3-18 ch'avea in me de' suoi raggi l'appoggio. PUR-chant3-19 Io mi volsi dallato con paura PUR-chant3-20 d'essere abbandonato, quand'io vidi PUR-chant3-21 solo dinanzi a me la terra oscura; PUR-chant3-22 e 'l mio conforto: <>, PUR-chant3-23 a dir mi comincio` tutto rivolto; PUR-chant3-24 <>; e qui chino` la fronte, PUR-chant3-45 e piu` non disse, e rimase turbato. PUR-chant3-46 Noi divenimmo intanto a pie` del monte; PUR-chant3-47 quivi trovammo la roccia si` erta, PUR-chant3-48 che 'ndarno vi sarien le gambe pronte. PUR-chant3-49 Tra Lerice e Turbia la piu` diserta, PUR-chant3-50 la piu` rotta ruina e` una scala, PUR-chant3-51 verso di quella, agevole e aperta. PUR-chant3-52 <>, PUR-chant3-53 disse 'l maestro mio fermando 'l passo, PUR-chant3-54 <>. PUR-chant3-55 E mentre ch'e' tenendo 'l viso basso PUR-chant3-56 essaminava del cammin la mente, PUR-chant3-57 e io mirava suso intorno al sasso, PUR-chant3-58 da man sinistra m'appari` una gente PUR-chant3-59 d'anime, che movieno i pie` ver' noi, PUR-chant3-60 e non pareva, si` venian lente. PUR-chant3-61 <>, diss'io, <>. PUR-chant3-64 Guardo` allora, e con libero piglio PUR-chant3-65 rispuose: <>. PUR-chant3-67 Ancora era quel popol di lontano, PUR-chant3-68 i' dico dopo i nostri mille passi, PUR-chant3-69 quanto un buon gittator trarria con mano, PUR-chant3-70 quando si strinser tutti ai duri massi PUR-chant3-71 de l'alta ripa, e stetter fermi e stretti PUR-chant3-72 com'a guardar, chi va dubbiando, stassi. PUR-chant3-73 <>, PUR-chant3-74 Virgilio incomincio`, <>. PUR-chant3-79 Come le pecorelle escon del chiuso PUR-chant3-80 a una, a due, a tre, e l'altre stanno PUR-chant3-81 timidette atterrando l'occhio e 'l muso; PUR-chant3-82 e cio` che fa la prima, e l'altre fanno, PUR-chant3-83 addossandosi a lei, s'ella s'arresta, PUR-chant3-84 semplici e quete, e lo 'mperche' non sanno; PUR-chant3-85 si` vid'io muovere a venir la testa PUR-chant3-86 di quella mandra fortunata allotta, PUR-chant3-87 pudica in faccia e ne l'andare onesta. PUR-chant3-88 Come color dinanzi vider rotta PUR-chant3-89 la luce in terra dal mio destro canto, PUR-chant3-90 si` che l'ombra era da me a la grotta, PUR-chant3-91 restaro, e trasser se' in dietro alquanto, PUR-chant3-92 e tutti li altri che venieno appresso, PUR-chant3-93 non sappiendo 'l perche', fenno altrettanto. PUR-chant3-94 <>. PUR-chant3-100 Cosi` 'l maestro; e quella gente degna PUR-chant3-101 <>, disse, <>, PUR-chant3-102 coi dossi de le man faccendo insegna. PUR-chant3-103 E un di loro incomincio`: <>. PUR-chant3-106 Io mi volsi ver lui e guardail fiso: PUR-chant3-107 biondo era e bello e di gentile aspetto, PUR-chant3-108 ma l'un de' cigli un colpo avea diviso. PUR-chant3-109 Quand'io mi fui umilmente disdetto PUR-chant3-110 d'averlo visto mai, el disse: <>; PUR-chant3-111 e mostrommi una piaga a sommo 'l petto. PUR-chant3-112 Poi sorridendo disse: <>. PUR-chant4 Purgatorio: Canto IV PUR-chant4-1 Quando per dilettanze o ver per doglie, PUR-chant4-2 che alcuna virtu` nostra comprenda PUR-chant4-3 l'anima bene ad essa si raccoglie, PUR-chant4-4 par ch'a nulla potenza piu` intenda; PUR-chant4-5 e questo e` contra quello error che crede PUR-chant4-6 ch'un'anima sovr'altra in noi s'accenda. PUR-chant4-7 E pero`, quando s'ode cosa o vede PUR-chant4-8 che tegna forte a se' l'anima volta, PUR-chant4-9 vassene 'l tempo e l'uom non se n'avvede; PUR-chant4-10 ch'altra potenza e` quella che l'ascolta, PUR-chant4-11 e altra e` quella c'ha l'anima intera: PUR-chant4-12 questa e` quasi legata, e quella e` sciolta. PUR-chant4-13 Di cio` ebb'io esperienza vera, PUR-chant4-14 udendo quello spirto e ammirando; PUR-chant4-15 che' ben cinquanta gradi salito era PUR-chant4-16 lo sole, e io non m'era accorto, quando PUR-chant4-17 venimmo ove quell'anime ad una PUR-chant4-18 gridaro a noi: <>. PUR-chant4-19 Maggiore aperta molte volte impruna PUR-chant4-20 con una forcatella di sue spine PUR-chant4-21 l'uom de la villa quando l'uva imbruna, PUR-chant4-22 che non era la calla onde saline PUR-chant4-23 lo duca mio, e io appresso, soli, PUR-chant4-24 come da noi la schiera si partine. PUR-chant4-25 Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, PUR-chant4-26 montasi su in Bismantova 'n Cacume PUR-chant4-27 con esso i pie`; ma qui convien ch'om voli; PUR-chant4-28 dico con l'ale snelle e con le piume PUR-chant4-29 del gran disio, di retro a quel condotto PUR-chant4-30 che speranza mi dava e facea lume. PUR-chant4-31 Noi salavam per entro 'l sasso rotto, PUR-chant4-32 e d'ogne lato ne stringea lo stremo, PUR-chant4-33 e piedi e man volea il suol di sotto. PUR-chant4-34 Poi che noi fummo in su l'orlo suppremo PUR-chant4-35 de l'alta ripa, a la scoperta piaggia, PUR-chant4-36 <>, diss'io, <>. PUR-chant4-37 Ed elli a me: <>. PUR-chant4-40 Lo sommo er'alto che vincea la vista, PUR-chant4-41 e la costa superba piu` assai PUR-chant4-42 che da mezzo quadrante a centro lista. PUR-chant4-43 Io era lasso, quando cominciai: PUR-chant4-44 <>. PUR-chant4-46 <>, disse, <>, PUR-chant4-47 additandomi un balzo poco in sue PUR-chant4-48 che da quel lato il poggio tutto gira. PUR-chant4-49 Si` mi spronaron le parole sue, PUR-chant4-50 ch'i' mi sforzai carpando appresso lui, PUR-chant4-51 tanto che 'l cinghio sotto i pie` mi fue. PUR-chant4-52 A seder ci ponemmo ivi ambedui PUR-chant4-53 volti a levante ond'eravam saliti, PUR-chant4-54 che suole a riguardar giovare altrui. PUR-chant4-55 Li occhi prima drizzai ai bassi liti; PUR-chant4-56 poscia li alzai al sole, e ammirava PUR-chant4-57 che da sinistra n'eravam feriti. PUR-chant4-58 Ben s'avvide il poeta ch'io stava PUR-chant4-59 stupido tutto al carro de la luce, PUR-chant4-60 ove tra noi e Aquilone intrava. PUR-chant4-61 Ond'elli a me: <>. PUR-chant4-76 <> diss'io, <>. PUR-chant4-88 Ed elli a me: <>. PUR-chant4-97 E com'elli ebbe sua parola detta, PUR-chant4-98 una voce di presso sono`: <>. PUR-chant4-100 Al suon di lei ciascun di noi si torse, PUR-chant4-101 e vedemmo a mancina un gran petrone, PUR-chant4-102 del qual ne' io ne' ei prima s'accorse. PUR-chant4-103 La` ci traemmo; e ivi eran persone PUR-chant4-104 che si stavano a l'ombra dietro al sasso PUR-chant4-105 come l'uom per negghienza a star si pone. PUR-chant4-106 E un di lor, che mi sembiava lasso, PUR-chant4-107 sedeva e abbracciava le ginocchia, PUR-chant4-108 tenendo 'l viso giu` tra esse basso. PUR-chant4-109 <>, diss'io, <>. PUR-chant4-112 Allor si volse a noi e puose mente, PUR-chant4-113 movendo 'l viso pur su per la coscia, PUR-chant4-114 e disse: <>. PUR-chant4-115 Conobbi allor chi era, e quella angoscia PUR-chant4-116 che m'avacciava un poco ancor la lena, PUR-chant4-117 non m'impedi` l'andare a lui; e poscia PUR-chant4-118 ch'a lui fu' giunto, alzo` la testa a pena, PUR-chant4-119 dicendo: <>. PUR-chant4-121 Li atti suoi pigri e le corte parole PUR-chant4-122 mosser le labbra mie un poco a riso; PUR-chant4-123 poi cominciai: <>. PUR-chant4-127 Ed elli: <>. PUR-chant4-136 E gia` il poeta innanzi mi saliva, PUR-chant4-137 e dicea: <>. PUR-chant5 Purgatorio: Canto V PUR-chant5-1 Io era gia` da quell'ombre partito, PUR-chant5-2 e seguitava l'orme del mio duca, PUR-chant5-3 quando di retro a me, drizzando 'l dito, PUR-chant5-4 una grido`: <>. PUR-chant5-7 Li occhi rivolsi al suon di questo motto, PUR-chant5-8 e vidile guardar per maraviglia PUR-chant5-9 pur me, pur me, e 'l lume ch'era rotto. PUR-chant5-10 <>, PUR-chant5-11 disse 'l maestro, <>. PUR-chant5-19 Che potea io ridir, se non <>? PUR-chant5-20 Dissilo, alquanto del color consperso PUR-chant5-21 che fa l'uom di perdon talvolta degno. PUR-chant5-22 E 'ntanto per la costa di traverso PUR-chant5-23 venivan genti innanzi a noi un poco, PUR-chant5-24 cantando 'Miserere' a verso a verso. PUR-chant5-25 Quando s'accorser ch'i' non dava loco PUR-chant5-26 per lo mio corpo al trapassar d'i raggi, PUR-chant5-27 mutar lor canto in un <> lungo e roco; PUR-chant5-28 e due di loro, in forma di messaggi, PUR-chant5-29 corsero incontr'a noi e dimandarne: PUR-chant5-30 <>. PUR-chant5-31 E 'l mio maestro: <>. PUR-chant5-37 Vapori accesi non vid'io si` tosto PUR-chant5-38 di prima notte mai fender sereno, PUR-chant5-39 ne', sol calando, nuvole d'agosto, PUR-chant5-40 che color non tornasser suso in meno; PUR-chant5-41 e, giunti la`, con li altri a noi dier volta PUR-chant5-42 come schiera che scorre sanza freno. PUR-chant5-43 <>, disse 'l poeta: PUR-chant5-45 <>. PUR-chant5-46 <>, PUR-chant5-48 venian gridando, <>. PUR-chant5-58 E io: <>. PUR-chant5-64 E uno incomincio`: <>. PUR-chant5-85 Poi disse un altro: <>. PUR-chant5-91 E io a lui: <>. PUR-chant5-94 <>, rispuos'elli, <>. PUR-chant5-130 <>, PUR-chant5-132 seguito` 'l terzo spirito al secondo, PUR-chant5-133 <>. PUR-chant6 Purgatorio: Canto VI PUR-chant6-1 Quando si parte il gioco de la zara, PUR-chant6-2 colui che perde si riman dolente, PUR-chant6-3 repetendo le volte, e tristo impara; PUR-chant6-4 con l'altro se ne va tutta la gente; PUR-chant6-5 qual va dinanzi, e qual di dietro il prende, PUR-chant6-6 e qual dallato li si reca a mente; PUR-chant6-7 el non s'arresta, e questo e quello intende; PUR-chant6-8 a cui porge la man, piu` non fa pressa; PUR-chant6-9 e cosi` da la calca si difende. PUR-chant6-10 Tal era io in quella turba spessa, PUR-chant6-11 volgendo a loro, e qua e la`, la faccia, PUR-chant6-12 e promettendo mi sciogliea da essa. PUR-chant6-13 Quiv'era l'Aretin che da le braccia PUR-chant6-14 fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte, PUR-chant6-15 e l'altro ch'annego` correndo in caccia. PUR-chant6-16 Quivi pregava con le mani sporte PUR-chant6-17 Federigo Novello, e quel da Pisa PUR-chant6-18 che fe' parer lo buon Marzucco forte. PUR-chant6-19 Vidi conte Orso e l'anima divisa PUR-chant6-20 dal corpo suo per astio e per inveggia, PUR-chant6-21 com'e' dicea, non per colpa commisa; PUR-chant6-22 Pier da la Broccia dico; e qui proveggia, PUR-chant6-23 mentr'e` di qua, la donna di Brabante, PUR-chant6-24 si` che pero` non sia di peggior greggia. PUR-chant6-25 Come libero fui da tutte quante PUR-chant6-26 quell'ombre che pregar pur ch'altri prieghi, PUR-chant6-27 si` che s'avacci lor divenir sante, PUR-chant6-28 io cominciai: <>. PUR-chant6-34 Ed elli a me: <>. PUR-chant6-49 E io: <>. PUR-chant6-52 <>, PUR-chant6-53 rispuose, <>. PUR-chant6-61 Venimmo a lei: o anima lombarda, PUR-chant6-62 come ti stavi altera e disdegnosa PUR-chant6-63 e nel mover de li occhi onesta e tarda! PUR-chant6-64 Ella non ci dicea alcuna cosa, PUR-chant6-65 ma lasciavane gir, solo sguardando PUR-chant6-66 a guisa di leon quando si posa. PUR-chant6-67 Pur Virgilio si trasse a lei, pregando PUR-chant6-68 che ne mostrasse la miglior salita; PUR-chant6-69 e quella non rispuose al suo dimando, PUR-chant6-70 ma di nostro paese e de la vita PUR-chant6-71 ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava PUR-chant6-72 <>, e l'ombra, tutta in se' romita, PUR-chant6-73 surse ver' lui del loco ove pria stava, PUR-chant6-74 dicendo: <>; e l'un l'altro abbracciava. PUR-chant6-76 Ahi serva Italia, di dolore ostello, PUR-chant6-77 nave sanza nocchiere in gran tempesta, PUR-chant6-78 non donna di province, ma bordello! PUR-chant6-79 Quell'anima gentil fu cosi` presta, PUR-chant6-80 sol per lo dolce suon de la sua terra, PUR-chant6-81 di fare al cittadin suo quivi festa; PUR-chant6-82 e ora in te non stanno sanza guerra PUR-chant6-83 li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode PUR-chant6-84 di quei ch'un muro e una fossa serra. PUR-chant6-85 Cerca, misera, intorno da le prode PUR-chant6-86 le tue marine, e poi ti guarda in seno, PUR-chant6-87 s'alcuna parte in te di pace gode. PUR-chant6-88 Che val perche' ti racconciasse il freno PUR-chant6-89 Iustiniano, se la sella e` vota? PUR-chant6-90 Sanz'esso fora la vergogna meno. PUR-chant6-91 Ahi gente che dovresti esser devota, PUR-chant6-92 e lasciar seder Cesare in la sella, PUR-chant6-93 se bene intendi cio` che Dio ti nota, PUR-chant6-94 guarda come esta fiera e` fatta fella PUR-chant6-95 per non esser corretta da li sproni, PUR-chant6-96 poi che ponesti mano a la predella. PUR-chant6-97 O Alberto tedesco ch'abbandoni PUR-chant6-98 costei ch'e` fatta indomita e selvaggia, PUR-chant6-99 e dovresti inforcar li suoi arcioni, PUR-chant6-100 giusto giudicio da le stelle caggia PUR-chant6-101 sovra 'l tuo sangue, e sia novo e aperto, PUR-chant6-102 tal che 'l tuo successor temenza n'aggia! PUR-chant6-103 Ch'avete tu e 'l tuo padre sofferto, PUR-chant6-104 per cupidigia di costa` distretti, PUR-chant6-105 che 'l giardin de lo 'mperio sia diserto. PUR-chant6-106 Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, PUR-chant6-107 Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura: PUR-chant6-108 color gia` tristi, e questi con sospetti! PUR-chant6-109 Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura PUR-chant6-110 d'i tuoi gentili, e cura lor magagne; PUR-chant6-111 e vedrai Santafior com'e` oscura! PUR-chant6-112 Vieni a veder la tua Roma che piagne PUR-chant6-113 vedova e sola, e di` e notte chiama: PUR-chant6-114 <>. PUR-chant6-115 Vieni a veder la gente quanto s'ama! PUR-chant6-116 e se nulla di noi pieta` ti move, PUR-chant6-117 a vergognar ti vien de la tua fama. PUR-chant6-118 E se licito m'e`, o sommo Giove PUR-chant6-119 che fosti in terra per noi crucifisso, PUR-chant6-120 son li giusti occhi tuoi rivolti altrove? PUR-chant6-121 O e` preparazion che ne l'abisso PUR-chant6-122 del tuo consiglio fai per alcun bene PUR-chant6-123 in tutto de l'accorger nostro scisso? PUR-chant6-124 Che' le citta` d'Italia tutte piene PUR-chant6-125 son di tiranni, e un Marcel diventa PUR-chant6-126 ogne villan che parteggiando viene. PUR-chant6-127 Fiorenza mia, ben puoi esser contenta PUR-chant6-128 di questa digression che non ti tocca, PUR-chant6-129 merce' del popol tuo che si argomenta. PUR-chant6-130 Molti han giustizia in cuore, e tardi scocca PUR-chant6-131 per non venir sanza consiglio a l'arco; PUR-chant6-132 ma il popol tuo l'ha in sommo de la bocca. PUR-chant6-133 Molti rifiutan lo comune incarco; PUR-chant6-134 ma il popol tuo solicito risponde PUR-chant6-135 sanza chiamare, e grida: <>. PUR-chant6-136 Or ti fa lieta, che' tu hai ben onde: PUR-chant6-137 tu ricca, tu con pace, e tu con senno! PUR-chant6-138 S'io dico 'l ver, l'effetto nol nasconde. PUR-chant6-139 Atene e Lacedemona, che fenno PUR-chant6-140 l'antiche leggi e furon si` civili, PUR-chant6-141 fecero al viver bene un picciol cenno PUR-chant6-142 verso di te, che fai tanto sottili PUR-chant6-143 provedimenti, ch'a mezzo novembre PUR-chant6-144 non giugne quel che tu d'ottobre fili. PUR-chant6-145 Quante volte, del tempo che rimembre, PUR-chant6-146 legge, moneta, officio e costume PUR-chant6-147 hai tu mutato e rinovate membre! PUR-chant6-148 E se ben ti ricordi e vedi lume, PUR-chant6-149 vedrai te somigliante a quella inferma PUR-chant6-150 che non puo` trovar posa in su le piume, PUR-chant6-151 ma con dar volta suo dolore scherma. PUR-chant7 Purgatorio: Canto VII PUR-chant7-1 Poscia che l'accoglienze oneste e liete PUR-chant7-2 furo iterate tre e quattro volte, PUR-chant7-3 Sordel si trasse, e disse: <>. PUR-chant7-4 <>. PUR-chant7-9 Cosi` rispuose allora il duca mio. PUR-chant7-10 Qual e` colui che cosa innanzi se' PUR-chant7-11 subita vede ond'e' si maraviglia, PUR-chant7-12 che crede e non, dicendo <>, PUR-chant7-13 tal parve quelli; e poi chino` le ciglia, PUR-chant7-14 e umilmente ritorno` ver' lui, PUR-chant7-15 e abbracciol la` 've 'l minor s'appiglia. PUR-chant7-16 <>, disse, <>. PUR-chant7-22 <>, PUR-chant7-23 rispuose lui, <>. PUR-chant7-40 Rispuose: <>. PUR-chant7-49 <>, fu risposto. <>. PUR-chant7-52 E 'l buon Sordello in terra frego` 'l dito, PUR-chant7-53 dicendo: <>. PUR-chant7-61 Allora il mio segnor, quasi ammirando, PUR-chant7-62 <>, disse, <>. PUR-chant7-64 Poco allungati c'eravam di lici, PUR-chant7-65 quand'io m'accorsi che 'l monte era scemo, PUR-chant7-66 a guisa che i vallon li sceman quici. PUR-chant7-67 <>, disse quell'ombra, <>. PUR-chant7-70 Tra erto e piano era un sentiero schembo, PUR-chant7-71 che ne condusse in fianco de la lacca, PUR-chant7-72 la` dove piu` ch'a mezzo muore il lembo. PUR-chant7-73 Oro e argento fine, cocco e biacca, PUR-chant7-74 indaco, legno lucido e sereno, PUR-chant7-75 fresco smeraldo in l'ora che si fiacca, PUR-chant7-76 da l'erba e da li fior, dentr'a quel seno PUR-chant7-77 posti, ciascun saria di color vinto, PUR-chant7-78 come dal suo maggiore e` vinto il meno. PUR-chant7-79 Non avea pur natura ivi dipinto, PUR-chant7-80 ma di soavita` di mille odori PUR-chant7-81 vi facea uno incognito e indistinto. PUR-chant7-82 'Salve, Regina' in sul verde e 'n su' fiori PUR-chant7-83 quindi seder cantando anime vidi, PUR-chant7-84 che per la valle non parean di fuori. PUR-chant7-85 <>, PUR-chant7-86 comincio` 'l Mantoan che ci avea volti, PUR-chant7-87 <>. PUR-chant8 Purgatorio: Canto VIII PUR-chant8-1 Era gia` l'ora che volge il disio PUR-chant8-2 ai navicanti e 'ntenerisce il core PUR-chant8-3 lo di` c'han detto ai dolci amici addio; PUR-chant8-4 e che lo novo peregrin d'amore PUR-chant8-5 punge, se ode squilla di lontano PUR-chant8-6 che paia il giorno pianger che si more; PUR-chant8-7 quand'io incominciai a render vano PUR-chant8-8 l'udire e a mirare una de l'alme PUR-chant8-9 surta, che l'ascoltar chiedea con mano. PUR-chant8-10 Ella giunse e levo` ambo le palme, PUR-chant8-11 ficcando li occhi verso l'oriente, PUR-chant8-12 come dicesse a Dio: 'D'altro non calme'. PUR-chant8-13 'Te lucis ante' si` devotamente PUR-chant8-14 le uscio di bocca e con si` dolci note, PUR-chant8-15 che fece me a me uscir di mente; PUR-chant8-16 e l'altre poi dolcemente e devote PUR-chant8-17 seguitar lei per tutto l'inno intero, PUR-chant8-18 avendo li occhi a le superne rote. PUR-chant8-19 Aguzza qui, lettor, ben li occhi al vero, PUR-chant8-20 che' 'l velo e` ora ben tanto sottile, PUR-chant8-21 certo che 'l trapassar dentro e` leggero. PUR-chant8-22 Io vidi quello essercito gentile PUR-chant8-23 tacito poscia riguardare in sue PUR-chant8-24 quasi aspettando, palido e umile; PUR-chant8-25 e vidi uscir de l'alto e scender giue PUR-chant8-26 due angeli con due spade affocate, PUR-chant8-27 tronche e private de le punte sue. PUR-chant8-28 Verdi come fogliette pur mo nate PUR-chant8-29 erano in veste, che da verdi penne PUR-chant8-30 percosse traean dietro e ventilate. PUR-chant8-31 L'un poco sovra noi a star si venne, PUR-chant8-32 e l'altro scese in l'opposita sponda, PUR-chant8-33 si` che la gente in mezzo si contenne. PUR-chant8-34 Ben discernea in lor la testa bionda; PUR-chant8-35 ma ne la faccia l'occhio si smarria, PUR-chant8-36 come virtu` ch'a troppo si confonda. PUR-chant8-37 <>, PUR-chant8-38 disse Sordello, <>. PUR-chant8-40 Ond'io, che non sapeva per qual calle, PUR-chant8-41 mi volsi intorno, e stretto m'accostai, PUR-chant8-42 tutto gelato, a le fidate spalle. PUR-chant8-43 E Sordello anco: <>. PUR-chant8-46 Solo tre passi credo ch'i' scendesse, PUR-chant8-47 e fui di sotto, e vidi un che mirava PUR-chant8-48 pur me, come conoscer mi volesse. PUR-chant8-49 Temp'era gia` che l'aere s'annerava, PUR-chant8-50 ma non si` che tra li occhi suoi e ' miei PUR-chant8-51 non dichiarisse cio` che pria serrava. PUR-chant8-52 Ver' me si fece, e io ver' lui mi fei: PUR-chant8-53 giudice Nin gentil, quanto mi piacque PUR-chant8-54 quando ti vidi non esser tra ' rei! PUR-chant8-55 Nullo bel salutar tra noi si tacque; PUR-chant8-56 poi dimando`: <>. PUR-chant8-58 <>, diss'io lui, <>. PUR-chant8-61 E come fu la mia risposta udita, PUR-chant8-62 Sordello ed elli in dietro si raccolse PUR-chant8-63 come gente di subito smarrita. PUR-chant8-64 L'uno a Virgilio e l'altro a un si volse PUR-chant8-65 che sedea li`, gridando: <>. PUR-chant8-67 Poi, volto a me: <>. PUR-chant8-82 Cosi` dicea, segnato de la stampa, PUR-chant8-83 nel suo aspetto, di quel dritto zelo PUR-chant8-84 che misuratamente in core avvampa. PUR-chant8-85 Li occhi miei ghiotti andavan pur al cielo, PUR-chant8-86 pur la` dove le stelle son piu` tarde, PUR-chant8-87 si` come rota piu` presso a lo stelo. PUR-chant8-88 E 'l duca mio: <>. PUR-chant8-89 E io a lui: <>. PUR-chant8-91 Ond'elli a me: <>. PUR-chant8-94 Com'ei parlava, e Sordello a se' il trasse PUR-chant8-95 dicendo: <>; PUR-chant8-96 e drizzo` il dito perche' 'n la` guardasse. PUR-chant8-97 Da quella parte onde non ha riparo PUR-chant8-98 la picciola vallea, era una biscia, PUR-chant8-99 forse qual diede ad Eva il cibo amaro. PUR-chant8-100 Tra l'erba e ' fior venia la mala striscia, PUR-chant8-101 volgendo ad ora ad or la testa, e 'l dosso PUR-chant8-102 leccando come bestia che si liscia. PUR-chant8-103 Io non vidi, e pero` dicer non posso, PUR-chant8-104 come mosser li astor celestiali; PUR-chant8-105 ma vidi bene e l'uno e l'altro mosso. PUR-chant8-106 Sentendo fender l'aere a le verdi ali, PUR-chant8-107 fuggi` 'l serpente, e li angeli dier volta, PUR-chant8-108 suso a le poste rivolando iguali. PUR-chant8-109 L'ombra che s'era al giudice raccolta PUR-chant8-110 quando chiamo`, per tutto quello assalto PUR-chant8-111 punto non fu da me guardare sciolta. PUR-chant8-112 <>, PUR-chant8-115 comincio` ella, <>. PUR-chant8-121 <>, diss'io lui, <>. PUR-chant8-133 Ed elli: <>. PUR-chant9 Purgatorio: Canto IX PUR-chant9-1 La concubina di Titone antico PUR-chant9-2 gia` s'imbiancava al balco d'oriente, PUR-chant9-3 fuor de le braccia del suo dolce amico; PUR-chant9-4 di gemme la sua fronte era lucente, PUR-chant9-5 poste in figura del freddo animale PUR-chant9-6 che con la coda percuote la gente; PUR-chant9-7 e la notte, de' passi con che sale, PUR-chant9-8 fatti avea due nel loco ov'eravamo, PUR-chant9-9 e 'l terzo gia` chinava in giuso l'ale; PUR-chant9-10 quand'io, che meco avea di quel d'Adamo, PUR-chant9-11 vinto dal sonno, in su l'erba inchinai PUR-chant9-12 la` 've gia` tutti e cinque sedavamo. PUR-chant9-13 Ne l'ora che comincia i tristi lai PUR-chant9-14 la rondinella presso a la mattina, PUR-chant9-15 forse a memoria de' suo' primi guai, PUR-chant9-16 e che la mente nostra, peregrina PUR-chant9-17 piu` da la carne e men da' pensier presa, PUR-chant9-18 a le sue vision quasi e` divina, PUR-chant9-19 in sogno mi parea veder sospesa PUR-chant9-20 un'aguglia nel ciel con penne d'oro, PUR-chant9-21 con l'ali aperte e a calare intesa; PUR-chant9-22 ed esser mi parea la` dove fuoro PUR-chant9-23 abbandonati i suoi da Ganimede, PUR-chant9-24 quando fu ratto al sommo consistoro. PUR-chant9-25 Fra me pensava: 'Forse questa fiede PUR-chant9-26 pur qui per uso, e forse d'altro loco PUR-chant9-27 disdegna di portarne suso in piede'. PUR-chant9-28 Poi mi parea che, poi rotata un poco, PUR-chant9-29 terribil come folgor discendesse, PUR-chant9-30 e me rapisse suso infino al foco. PUR-chant9-31 Ivi parea che ella e io ardesse; PUR-chant9-32 e si` lo 'ncendio imaginato cosse, PUR-chant9-33 che convenne che 'l sonno si rompesse. PUR-chant9-34 Non altrimenti Achille si riscosse, PUR-chant9-35 li occhi svegliati rivolgendo in giro PUR-chant9-36 e non sappiendo la` dove si fosse, PUR-chant9-37 quando la madre da Chiron a Schiro PUR-chant9-38 trafuggo` lui dormendo in le sue braccia, PUR-chant9-39 la` onde poi li Greci il dipartiro; PUR-chant9-40 che mi scoss'io, si` come da la faccia PUR-chant9-41 mi fuggi` 'l sonno, e diventa' ismorto, PUR-chant9-42 come fa l'uom che, spaventato, agghiaccia. PUR-chant9-43 Dallato m'era solo il mio conforto, PUR-chant9-44 e 'l sole er'alto gia` piu` che due ore, PUR-chant9-45 e 'l viso m'era a la marina torto. PUR-chant9-46 <>, disse il mio segnore; PUR-chant9-47 <>. PUR-chant9-64 A guisa d'uom che 'n dubbio si raccerta PUR-chant9-65 e che muta in conforto sua paura, PUR-chant9-66 poi che la verita` li e` discoperta, PUR-chant9-67 mi cambia' io; e come sanza cura PUR-chant9-68 vide me 'l duca mio, su per lo balzo PUR-chant9-69 si mosse, e io di rietro inver' l'altura. PUR-chant9-70 Lettor, tu vedi ben com'io innalzo PUR-chant9-71 la mia matera, e pero` con piu` arte PUR-chant9-72 non ti maravigliar s'io la rincalzo. PUR-chant9-73 Noi ci appressammo, ed eravamo in parte, PUR-chant9-74 che la` dove pareami prima rotto, PUR-chant9-75 pur come un fesso che muro diparte, PUR-chant9-76 vidi una porta, e tre gradi di sotto PUR-chant9-77 per gire ad essa, di color diversi, PUR-chant9-78 e un portier ch'ancor non facea motto. PUR-chant9-79 E come l'occhio piu` e piu` v'apersi, PUR-chant9-80 vidil seder sovra 'l grado sovrano, PUR-chant9-81 tal ne la faccia ch'io non lo soffersi; PUR-chant9-82 e una spada nuda avea in mano, PUR-chant9-83 che reflettea i raggi si` ver' noi, PUR-chant9-84 ch'io drizzava spesso il viso in vano. PUR-chant9-85 <>, PUR-chant9-86 comincio` elli a dire, <>. PUR-chant9-88 <>, PUR-chant9-89 rispuose 'l mio maestro a lui, <>. PUR-chant9-91 <>, PUR-chant9-92 ricomincio` il cortese portinaio: PUR-chant9-93 <>. PUR-chant9-94 La` ne venimmo; e lo scaglion primaio PUR-chant9-95 bianco marmo era si` pulito e terso, PUR-chant9-96 ch'io mi specchiai in esso qual io paio. PUR-chant9-97 Era il secondo tinto piu` che perso, PUR-chant9-98 d'una petrina ruvida e arsiccia, PUR-chant9-99 crepata per lo lungo e per traverso. PUR-chant9-100 Lo terzo, che di sopra s'ammassiccia, PUR-chant9-101 porfido mi parea, si` fiammeggiante, PUR-chant9-102 come sangue che fuor di vena spiccia. PUR-chant9-103 Sovra questo tenea ambo le piante PUR-chant9-104 l'angel di Dio, sedendo in su la soglia, PUR-chant9-105 che mi sembiava pietra di diamante. PUR-chant9-106 Per li tre gradi su` di buona voglia PUR-chant9-107 mi trasse il duca mio, dicendo: <>. PUR-chant9-109 Divoto mi gittai a' santi piedi; PUR-chant9-110 misericordia chiesi e ch'el m'aprisse, PUR-chant9-111 ma tre volte nel petto pria mi diedi. PUR-chant9-112 Sette P ne la fronte mi descrisse PUR-chant9-113 col punton de la spada, e <>, disse. PUR-chant9-115 Cenere, o terra che secca si cavi, PUR-chant9-116 d'un color fora col suo vestimento; PUR-chant9-117 e di sotto da quel trasse due chiavi. PUR-chant9-118 L'una era d'oro e l'altra era d'argento; PUR-chant9-119 pria con la bianca e poscia con la gialla PUR-chant9-120 fece a la porta si`, ch'i' fu' contento. PUR-chant9-121 <>, PUR-chant9-123 diss'elli a noi, <>. PUR-chant9-130 Poi pinse l'uscio a la porta sacrata, PUR-chant9-131 dicendo: <>. PUR-chant9-133 E quando fuor ne' cardini distorti PUR-chant9-134 li spigoli di quella regge sacra, PUR-chant9-135 che di metallo son sonanti e forti, PUR-chant9-136 non rugghio` si` ne' si mostro` si` acra PUR-chant9-137 Tarpea, come tolto le fu il buono PUR-chant9-138 Metello, per che poi rimase macra. PUR-chant9-139 Io mi rivolsi attento al primo tuono, PUR-chant9-140 e 'Te Deum laudamus' mi parea PUR-chant9-141 udire in voce mista al dolce suono. PUR-chant9-142 Tale imagine a punto mi rendea PUR-chant9-143 cio` ch'io udiva, qual prender si suole PUR-chant9-144 quando a cantar con organi si stea; PUR-chant9-145 ch'or si` or no s'intendon le parole. PUR-chant10 Purgatorio: Canto X PUR-chant10-1 Poi fummo dentro al soglio de la porta PUR-chant10-2 che 'l mal amor de l'anime disusa, PUR-chant10-3 perche' fa parer dritta la via torta, PUR-chant10-4 sonando la senti' esser richiusa; PUR-chant10-5 e s'io avesse li occhi volti ad essa, PUR-chant10-6 qual fora stata al fallo degna scusa? PUR-chant10-7 Noi salavam per una pietra fessa, PUR-chant10-8 che si moveva e d'una e d'altra parte, PUR-chant10-9 si` come l'onda che fugge e s'appressa. PUR-chant10-10 <>, PUR-chant10-11 comincio` 'l duca mio, <>. PUR-chant10-13 E questo fece i nostri passi scarsi, PUR-chant10-14 tanto che pria lo scemo de la luna PUR-chant10-15 rigiunse al letto suo per ricorcarsi, PUR-chant10-16 che noi fossimo fuor di quella cruna; PUR-chant10-17 ma quando fummo liberi e aperti PUR-chant10-18 su` dove il monte in dietro si rauna, PUR-chant10-19 io stancato e amendue incerti PUR-chant10-20 di nostra via, restammo in su un piano PUR-chant10-21 solingo piu` che strade per diserti. PUR-chant10-22 Da la sua sponda, ove confina il vano, PUR-chant10-23 al pie` de l'alta ripa che pur sale, PUR-chant10-24 misurrebbe in tre volte un corpo umano; PUR-chant10-25 e quanto l'occhio mio potea trar d'ale, PUR-chant10-26 or dal sinistro e or dal destro fianco, PUR-chant10-27 questa cornice mi parea cotale. PUR-chant10-28 La` su` non eran mossi i pie` nostri anco, PUR-chant10-29 quand'io conobbi quella ripa intorno PUR-chant10-30 che dritto di salita aveva manco, PUR-chant10-31 esser di marmo candido e addorno PUR-chant10-32 d'intagli si`, che non pur Policleto, PUR-chant10-33 ma la natura li` avrebbe scorno. PUR-chant10-34 L'angel che venne in terra col decreto PUR-chant10-35 de la molt'anni lagrimata pace, PUR-chant10-36 ch'aperse il ciel del suo lungo divieto, PUR-chant10-37 dinanzi a noi pareva si` verace PUR-chant10-38 quivi intagliato in un atto soave, PUR-chant10-39 che non sembiava imagine che tace. PUR-chant10-40 Giurato si saria ch'el dicesse 'Ave!'; PUR-chant10-41 perche' iv'era imaginata quella PUR-chant10-42 ch'ad aprir l'alto amor volse la chiave; PUR-chant10-43 e avea in atto impressa esta favella PUR-chant10-44 'Ecce ancilla Dei', propriamente PUR-chant10-45 come figura in cera si suggella. PUR-chant10-46 <>, PUR-chant10-47 disse 'l dolce maestro, che m'avea PUR-chant10-48 da quella parte onde 'l cuore ha la gente. PUR-chant10-49 Per ch'i' mi mossi col viso, e vedea PUR-chant10-50 di retro da Maria, da quella costa PUR-chant10-51 onde m'era colui che mi movea, PUR-chant10-52 un'altra storia ne la roccia imposta; PUR-chant10-53 per ch'io varcai Virgilio, e fe'mi presso, PUR-chant10-54 accio` che fosse a li occhi miei disposta. PUR-chant10-55 Era intagliato li` nel marmo stesso PUR-chant10-56 lo carro e ' buoi, traendo l'arca santa, PUR-chant10-57 per che si teme officio non commesso. PUR-chant10-58 Dinanzi parea gente; e tutta quanta, PUR-chant10-59 partita in sette cori, a' due mie' sensi PUR-chant10-60 faceva dir l'un <>, l'altro <>. PUR-chant10-61 Similemente al fummo de li 'ncensi PUR-chant10-62 che v'era imaginato, li occhi e 'l naso PUR-chant10-63 e al si` e al no discordi fensi. PUR-chant10-64 Li` precedeva al benedetto vaso, PUR-chant10-65 trescando alzato, l'umile salmista, PUR-chant10-66 e piu` e men che re era in quel caso. PUR-chant10-67 Di contra, effigiata ad una vista PUR-chant10-68 d'un gran palazzo, Micol ammirava PUR-chant10-69 si` come donna dispettosa e trista. PUR-chant10-70 I' mossi i pie` del loco dov'io stava, PUR-chant10-71 per avvisar da presso un'altra istoria, PUR-chant10-72 che di dietro a Micol mi biancheggiava. PUR-chant10-73 Quiv'era storiata l'alta gloria PUR-chant10-74 del roman principato, il cui valore PUR-chant10-75 mosse Gregorio a la sua gran vittoria; PUR-chant10-76 i' dico di Traiano imperadore; PUR-chant10-77 e una vedovella li era al freno, PUR-chant10-78 di lagrime atteggiata e di dolore. PUR-chant10-79 Intorno a lui parea calcato e pieno PUR-chant10-80 di cavalieri, e l'aguglie ne l'oro PUR-chant10-81 sovr'essi in vista al vento si movieno. PUR-chant10-82 La miserella intra tutti costoro PUR-chant10-83 pareva dir: <>; PUR-chant10-85 ed elli a lei rispondere: <>; e quella: <>, PUR-chant10-87 come persona in cui dolor s'affretta, PUR-chant10-88 <>; ed ei: <>; ed ella: <>; PUR-chant10-91 ond'elli: <>. PUR-chant10-94 Colui che mai non vide cosa nova PUR-chant10-95 produsse esto visibile parlare, PUR-chant10-96 novello a noi perche' qui non si trova. PUR-chant10-97 Mentr'io mi dilettava di guardare PUR-chant10-98 l'imagini di tante umilitadi, PUR-chant10-99 e per lo fabbro loro a veder care, PUR-chant10-100 <>, PUR-chant10-101 mormorava il poeta, <>. PUR-chant10-103 Li occhi miei ch'a mirare eran contenti PUR-chant10-104 per veder novitadi ond'e' son vaghi, PUR-chant10-105 volgendosi ver' lui non furon lenti. PUR-chant10-106 Non vo' pero`, lettor, che tu ti smaghi PUR-chant10-107 di buon proponimento per udire PUR-chant10-108 come Dio vuol che 'l debito si paghi. PUR-chant10-109 Non attender la forma del martire: PUR-chant10-110 pensa la succession; pensa ch'al peggio, PUR-chant10-111 oltre la gran sentenza non puo` ire. PUR-chant10-112 Io cominciai: <>. PUR-chant10-115 Ed elli a me: <>. PUR-chant10-121 O superbi cristian, miseri lassi, PUR-chant10-122 che, de la vista de la mente infermi, PUR-chant10-123 fidanza avete ne' retrosi passi, PUR-chant10-124 non v'accorgete voi che noi siam vermi PUR-chant10-125 nati a formar l'angelica farfalla, PUR-chant10-126 che vola a la giustizia sanza schermi? PUR-chant10-127 Di che l'animo vostro in alto galla, PUR-chant10-128 poi siete quasi antomata in difetto, PUR-chant10-129 si` come vermo in cui formazion falla? PUR-chant10-130 Come per sostentar solaio o tetto, PUR-chant10-131 per mensola talvolta una figura PUR-chant10-132 si vede giugner le ginocchia al petto, PUR-chant10-133 la qual fa del non ver vera rancura PUR-chant10-134 nascere 'n chi la vede; cosi` fatti PUR-chant10-135 vid'io color, quando puosi ben cura. PUR-chant10-136 Vero e` che piu` e meno eran contratti PUR-chant10-137 secondo ch'avien piu` e meno a dosso; PUR-chant10-138 e qual piu` pazienza avea ne li atti, PUR-chant10-139 piangendo parea dicer: 'Piu` non posso'. PUR-chant11 Purgatorio: Canto XI PUR-chant11-1 <>. PUR-chant11-25 Cosi` a se' e noi buona ramogna PUR-chant11-26 quell'ombre orando, andavan sotto 'l pondo, PUR-chant11-27 simile a quel che tal volta si sogna, PUR-chant11-28 disparmente angosciate tutte a tondo PUR-chant11-29 e lasse su per la prima cornice, PUR-chant11-30 purgando la caligine del mondo. PUR-chant11-31 Se di la` sempre ben per noi si dice, PUR-chant11-32 di qua che dire e far per lor si puote PUR-chant11-33 da quei ch'hanno al voler buona radice? PUR-chant11-34 Ben si de' loro atar lavar le note PUR-chant11-35 che portar quinci, si` che, mondi e lievi, PUR-chant11-36 possano uscire a le stellate ruote. PUR-chant11-37 <>. PUR-chant11-46 Le lor parole, che rendero a queste PUR-chant11-47 che dette avea colui cu' io seguiva, PUR-chant11-48 non fur da cui venisser manifeste; PUR-chant11-49 ma fu detto: <>. PUR-chant11-73 Ascoltando chinai in giu` la faccia; PUR-chant11-74 e un di lor, non questi che parlava, PUR-chant11-75 si torse sotto il peso che li 'mpaccia, PUR-chant11-76 e videmi e conobbemi e chiamava, PUR-chant11-77 tenendo li occhi con fatica fisi PUR-chant11-78 a me che tutto chin con loro andava. PUR-chant11-79 <>, diss'io lui, <>. PUR-chant11-82 <>, diss'elli, <>. PUR-chant11-118 E io a lui: <>. PUR-chant11-121 <>, rispuose, <>. PUR-chant11-127 E io: <>. PUR-chant11-133 <>, disse, PUR-chant11-134 <>. PUR-chant12 Purgatorio: Canto XII PUR-chant12-1 Di pari, come buoi che vanno a giogo, PUR-chant12-2 m'andava io con quell'anima carca, PUR-chant12-3 fin che 'l sofferse il dolce pedagogo. PUR-chant12-4 Ma quando disse: <>; PUR-chant12-7 dritto si` come andar vuolsi rife'mi PUR-chant12-8 con la persona, avvegna che i pensieri PUR-chant12-9 mi rimanessero e chinati e scemi. PUR-chant12-10 Io m'era mosso, e seguia volontieri PUR-chant12-11 del mio maestro i passi, e amendue PUR-chant12-12 gia` mostravam com'eravam leggeri; PUR-chant12-13 ed el mi disse: <>. PUR-chant12-16 Come, perche' di lor memoria sia, PUR-chant12-17 sovra i sepolti le tombe terragne PUR-chant12-18 portan segnato quel ch'elli eran pria, PUR-chant12-19 onde li` molte volte si ripiagne PUR-chant12-20 per la puntura de la rimembranza, PUR-chant12-21 che solo a' pii da` de le calcagne; PUR-chant12-22 si` vid'io li`, ma di miglior sembianza PUR-chant12-23 secondo l'artificio, figurato PUR-chant12-24 quanto per via di fuor del monte avanza. PUR-chant12-25 Vedea colui che fu nobil creato PUR-chant12-26 piu` ch'altra creatura, giu` dal cielo PUR-chant12-27 folgoreggiando scender, da l'un lato. PUR-chant12-28 Vedea Briareo, fitto dal telo PUR-chant12-29 celestial giacer, da l'altra parte, PUR-chant12-30 grave a la terra per lo mortal gelo. PUR-chant12-31 Vedea Timbreo, vedea Pallade e Marte, PUR-chant12-32 armati ancora, intorno al padre loro, PUR-chant12-33 mirar le membra d'i Giganti sparte. PUR-chant12-34 Vedea Nembrot a pie` del gran lavoro PUR-chant12-35 quasi smarrito, e riguardar le genti PUR-chant12-36 che 'n Sennaar con lui superbi fuoro. PUR-chant12-37 O Niobe`, con che occhi dolenti PUR-chant12-38 vedea io te segnata in su la strada, PUR-chant12-39 tra sette e sette tuoi figliuoli spenti! PUR-chant12-40 O Saul, come in su la propria spada PUR-chant12-41 quivi parevi morto in Gelboe`, PUR-chant12-42 che poi non senti` pioggia ne' rugiada! PUR-chant12-43 O folle Aragne, si` vedea io te PUR-chant12-44 gia` mezza ragna, trista in su li stracci PUR-chant12-45 de l'opera che mal per te si fe'. PUR-chant12-46 O Roboam, gia` non par che minacci PUR-chant12-47 quivi 'l tuo segno; ma pien di spavento PUR-chant12-48 nel porta un carro, sanza ch'altri il cacci. PUR-chant12-49 Mostrava ancor lo duro pavimento PUR-chant12-50 come Almeon a sua madre fe' caro PUR-chant12-51 parer lo sventurato addornamento. PUR-chant12-52 Mostrava come i figli si gittaro PUR-chant12-53 sovra Sennacherib dentro dal tempio, PUR-chant12-54 e come, morto lui, quivi il lasciaro. PUR-chant12-55 Mostrava la ruina e 'l crudo scempio PUR-chant12-56 che fe' Tamiri, quando disse a Ciro: PUR-chant12-57 <>. PUR-chant12-58 Mostrava come in rotta si fuggiro PUR-chant12-59 li Assiri, poi che fu morto Oloferne, PUR-chant12-60 e anche le reliquie del martiro. PUR-chant12-61 Vedeva Troia in cenere e in caverne; PUR-chant12-62 o Ilion, come te basso e vile PUR-chant12-63 mostrava il segno che li` si discerne! PUR-chant12-64 Qual di pennel fu maestro o di stile PUR-chant12-65 che ritraesse l'ombre e ' tratti ch'ivi PUR-chant12-66 mirar farieno uno ingegno sottile? PUR-chant12-67 Morti li morti e i vivi parean vivi: PUR-chant12-68 non vide mei di me chi vide il vero, PUR-chant12-69 quant'io calcai, fin che chinato givi. PUR-chant12-70 Or superbite, e via col viso altero, PUR-chant12-71 figliuoli d'Eva, e non chinate il volto PUR-chant12-72 si` che veggiate il vostro mal sentero! PUR-chant12-73 Piu` era gia` per noi del monte volto PUR-chant12-74 e del cammin del sole assai piu` speso PUR-chant12-75 che non stimava l'animo non sciolto, PUR-chant12-76 quando colui che sempre innanzi atteso PUR-chant12-77 andava, comincio`: <>. PUR-chant12-85 Io era ben del suo ammonir uso PUR-chant12-86 pur di non perder tempo, si` che 'n quella PUR-chant12-87 materia non potea parlarmi chiuso. PUR-chant12-88 A noi venia la creatura bella, PUR-chant12-89 biancovestito e ne la faccia quale PUR-chant12-90 par tremolando mattutina stella. PUR-chant12-91 Le braccia aperse, e indi aperse l'ale; PUR-chant12-92 disse: <>. PUR-chant12-97 Menocci ove la roccia era tagliata; PUR-chant12-98 quivi mi batte' l'ali per la fronte; PUR-chant12-99 poi mi promise sicura l'andata. PUR-chant12-100 Come a man destra, per salire al monte PUR-chant12-101 dove siede la chiesa che soggioga PUR-chant12-102 la ben guidata sopra Rubaconte, PUR-chant12-103 si rompe del montar l'ardita foga PUR-chant12-104 per le scalee che si fero ad etade PUR-chant12-105 ch'era sicuro il quaderno e la doga; PUR-chant12-106 cosi` s'allenta la ripa che cade PUR-chant12-107 quivi ben ratta da l'altro girone; PUR-chant12-108 ma quinci e quindi l'alta pietra rade. PUR-chant12-109 Noi volgendo ivi le nostre persone, PUR-chant12-110 'Beati pauperes spiritu!' voci PUR-chant12-111 cantaron si`, che nol diria sermone. PUR-chant12-112 Ahi quanto son diverse quelle foci PUR-chant12-113 da l'infernali! che' quivi per canti PUR-chant12-114 s'entra, e la` giu` per lamenti feroci. PUR-chant12-115 Gia` montavam su per li scaglion santi, PUR-chant12-116 ed esser mi parea troppo piu` lieve PUR-chant12-117 che per lo pian non mi parea davanti. PUR-chant12-118 Ond'io: <>. PUR-chant12-121 Rispuose: <>. PUR-chant12-127 Allor fec'io come color che vanno PUR-chant12-128 con cosa in capo non da lor saputa, PUR-chant12-129 se non che ' cenni altrui sospecciar fanno; PUR-chant12-130 per che la mano ad accertar s'aiuta, PUR-chant12-131 e cerca e truova e quello officio adempie PUR-chant12-132 che non si puo` fornir per la veduta; PUR-chant12-133 e con le dita de la destra scempie PUR-chant12-134 trovai pur sei le lettere che 'ncise PUR-chant12-135 quel da le chiavi a me sovra le tempie: PUR-chant12-136 a che guardando, il mio duca sorrise. PUR-chant13 Purgatorio: Canto XIII PUR-chant13-1 Noi eravamo al sommo de la scala, PUR-chant13-2 dove secondamente si risega PUR-chant13-3 lo monte che salendo altrui dismala. PUR-chant13-4 Ivi cosi` una cornice lega PUR-chant13-5 dintorno il poggio, come la primaia; PUR-chant13-6 se non che l'arco suo piu` tosto piega. PUR-chant13-7 Ombra non li` e` ne' segno che si paia: PUR-chant13-8 parsi la ripa e parsi la via schietta PUR-chant13-9 col livido color de la petraia. PUR-chant13-10 <>, PUR-chant13-11 ragionava il poeta, <>. PUR-chant13-13 Poi fisamente al sole li occhi porse; PUR-chant13-14 fece del destro lato a muover centro, PUR-chant13-15 e la sinistra parte di se' torse. PUR-chant13-16 <>, PUR-chant13-18 dicea, <>. PUR-chant13-22 Quanto di qua per un migliaio si conta, PUR-chant13-23 tanto di la` eravam noi gia` iti, PUR-chant13-24 con poco tempo, per la voglia pronta; PUR-chant13-25 e verso noi volar furon sentiti, PUR-chant13-26 non pero` visti, spiriti parlando PUR-chant13-27 a la mensa d'amor cortesi inviti. PUR-chant13-28 La prima voce che passo` volando PUR-chant13-29 'Vinum non habent' altamente disse, PUR-chant13-30 e dietro a noi l'ando` reiterando. PUR-chant13-31 E prima che del tutto non si udisse PUR-chant13-32 per allungarsi, un'altra 'I' sono Oreste' PUR-chant13-33 passo` gridando, e anco non s'affisse. PUR-chant13-34 <>, diss'io, <>. PUR-chant13-35 E com'io domandai, ecco la terza PUR-chant13-36 dicendo: 'Amate da cui male aveste'. PUR-chant13-37 E 'l buon maestro: <>. PUR-chant13-46 Allora piu` che prima li occhi apersi; PUR-chant13-47 guarda'mi innanzi, e vidi ombre con manti PUR-chant13-48 al color de la pietra non diversi. PUR-chant13-49 E poi che fummo un poco piu` avanti, PUR-chant13-50 udia gridar: 'Maria, ora per noi': PUR-chant13-51 gridar 'Michele' e 'Pietro', e 'Tutti santi'. PUR-chant13-52 Non credo che per terra vada ancoi PUR-chant13-53 omo si` duro, che non fosse punto PUR-chant13-54 per compassion di quel ch'i' vidi poi; PUR-chant13-55 che', quando fui si` presso di lor giunto, PUR-chant13-56 che li atti loro a me venivan certi, PUR-chant13-57 per li occhi fui di grave dolor munto. PUR-chant13-58 Di vil ciliccio mi parean coperti, PUR-chant13-59 e l'un sofferia l'altro con la spalla, PUR-chant13-60 e tutti da la ripa eran sofferti. PUR-chant13-61 Cosi` li ciechi a cui la roba falla PUR-chant13-62 stanno a' perdoni a chieder lor bisogna, PUR-chant13-63 e l'uno il capo sopra l'altro avvalla, PUR-chant13-64 perche' 'n altrui pieta` tosto si pogna, PUR-chant13-65 non pur per lo sonar de le parole, PUR-chant13-66 ma per la vista che non meno agogna. PUR-chant13-67 E come a li orbi non approda il sole, PUR-chant13-68 cosi` a l'ombre quivi, ond'io parlo ora, PUR-chant13-69 luce del ciel di se' largir non vole; PUR-chant13-70 che' a tutti un fil di ferro i cigli fora PUR-chant13-71 e cusce si`, come a sparvier selvaggio PUR-chant13-72 si fa pero` che queto non dimora. PUR-chant13-73 A me pareva, andando, fare oltraggio, PUR-chant13-74 veggendo altrui, non essendo veduto: PUR-chant13-75 per ch'io mi volsi al mio consiglio saggio. PUR-chant13-76 Ben sapev'ei che volea dir lo muto; PUR-chant13-77 e pero` non attese mia dimanda, PUR-chant13-78 ma disse: <>. PUR-chant13-79 Virgilio mi venia da quella banda PUR-chant13-80 de la cornice onde cader si puote, PUR-chant13-81 perche' da nulla sponda s'inghirlanda; PUR-chant13-82 da l'altra parte m'eran le divote PUR-chant13-83 ombre, che per l'orribile costura PUR-chant13-84 premevan si`, che bagnavan le gote. PUR-chant13-85 Volsimi a loro e <>, PUR-chant13-86 incominciai, <>. PUR-chant13-94 <>. PUR-chant13-97 Questo mi parve per risposta udire PUR-chant13-98 piu` innanzi alquanto che la` dov'io stava, PUR-chant13-99 ond'io mi feci ancor piu` la` sentire. PUR-chant13-100 Tra l'altre vidi un'ombra ch'aspettava PUR-chant13-101 in vista; e se volesse alcun dir 'Come?', PUR-chant13-102 lo mento a guisa d'orbo in su` levava. PUR-chant13-103 <>, diss'io, <>. PUR-chant13-106 <>, rispuose, <>. PUR-chant13-133 <
  • >, diss'io, <>. PUR-chant13-139 Ed ella a me: <>. PUR-chant13-141 E io: <>. PUR-chant13-145 <>, PUR-chant13-146 rispuose, <>. PUR-chant14 Purgatorio: Canto XIV PUR-chant14-1 <>. PUR-chant14-4 <>. PUR-chant14-7 Cosi` due spirti, l'uno a l'altro chini, PUR-chant14-8 ragionavan di me ivi a man dritta; PUR-chant14-9 poi fer li visi, per dirmi, supini; PUR-chant14-10 e disse l'uno: <>. PUR-chant14-16 E io: <>. PUR-chant14-22 <>, allora mi rispuose PUR-chant14-24 quei che diceva pria, <>. PUR-chant14-25 E l'altro disse lui: <>. PUR-chant14-28 E l'ombra che di cio` domandata era, PUR-chant14-29 si sdebito` cosi`: <>. PUR-chant14-67 Com'a l'annunzio di dogliosi danni PUR-chant14-68 si turba il viso di colui ch'ascolta, PUR-chant14-69 da qual che parte il periglio l'assanni, PUR-chant14-70 cosi` vid'io l'altr'anima, che volta PUR-chant14-71 stava a udir, turbarsi e farsi trista, PUR-chant14-72 poi ch'ebbe la parola a se' raccolta. PUR-chant14-73 Lo dir de l'una e de l'altra la vista PUR-chant14-74 mi fer voglioso di saper lor nomi, PUR-chant14-75 e dimanda ne fei con prieghi mista; PUR-chant14-76 per che lo spirto che di pria parlomi PUR-chant14-77 ricomincio`: <>. PUR-chant14-127 Noi sapavam che quell'anime care PUR-chant14-128 ci sentivano andar; pero`, tacendo, PUR-chant14-129 facean noi del cammin confidare. PUR-chant14-130 Poi fummo fatti soli procedendo, PUR-chant14-131 folgore parve quando l'aere fende, PUR-chant14-132 voce che giunse di contra dicendo: PUR-chant14-133 'Anciderammi qualunque m'apprende'; PUR-chant14-134 e fuggi` come tuon che si dilegua, PUR-chant14-135 se subito la nuvola scoscende. PUR-chant14-136 Come da lei l'udir nostro ebbe triegua, PUR-chant14-137 ed ecco l'altra con si` gran fracasso, PUR-chant14-138 che somiglio` tonar che tosto segua: PUR-chant14-139 <>; PUR-chant14-140 e allor, per ristrignermi al poeta, PUR-chant14-141 in destro feci e non innanzi il passo. PUR-chant14-142 Gia` era l'aura d'ogne parte queta; PUR-chant14-143 ed el mi disse: <>. PUR-chant15 Purgatorio: Canto XV PUR-chant15-1 Quanto tra l'ultimar de l'ora terza PUR-chant15-2 e 'l principio del di` par de la spera PUR-chant15-3 che sempre a guisa di fanciullo scherza, PUR-chant15-4 tanto pareva gia` inver' la sera PUR-chant15-5 essere al sol del suo corso rimaso; PUR-chant15-6 vespero la`, e qui mezza notte era. PUR-chant15-7 E i raggi ne ferien per mezzo 'l naso, PUR-chant15-8 perche' per noi girato era si` 'l monte, PUR-chant15-9 che gia` dritti andavamo inver' l'occaso, PUR-chant15-10 quand'io senti' a me gravar la fronte PUR-chant15-11 a lo splendore assai piu` che di prima, PUR-chant15-12 e stupor m'eran le cose non conte; PUR-chant15-13 ond'io levai le mani inver' la cima PUR-chant15-14 de le mie ciglia, e fecimi 'l solecchio, PUR-chant15-15 che del soverchio visibile lima. PUR-chant15-16 Come quando da l'acqua o da lo specchio PUR-chant15-17 salta lo raggio a l'opposita parte, PUR-chant15-18 salendo su per lo modo parecchio PUR-chant15-19 a quel che scende, e tanto si diparte PUR-chant15-20 dal cader de la pietra in igual tratta, PUR-chant15-21 si` come mostra esperienza e arte; PUR-chant15-22 cosi` mi parve da luce rifratta PUR-chant15-23 quivi dinanzi a me esser percosso; PUR-chant15-24 per che a fuggir la mia vista fu ratta. PUR-chant15-25 <>, PUR-chant15-27 diss'io, <>. PUR-chant15-28 <>, a me rispuose: PUR-chant15-30 <>. PUR-chant15-34 Poi giunti fummo a l'angel benedetto, PUR-chant15-35 con lieta voce disse: <>. PUR-chant15-37 Noi montavam, gia` partiti di linci, PUR-chant15-38 e 'Beati misericordes!' fue PUR-chant15-39 cantato retro, e 'Godi tu che vinci!'. PUR-chant15-40 Lo mio maestro e io soli amendue PUR-chant15-41 suso andavamo; e io pensai, andando, PUR-chant15-42 prode acquistar ne le parole sue; PUR-chant15-43 e dirizza'mi a lui si` dimandando: PUR-chant15-44 <>. PUR-chant15-46 Per ch'elli a me: <>. PUR-chant15-58 <>, PUR-chant15-59 diss'io, <>. PUR-chant15-64 Ed elli a me: <>. PUR-chant15-82 Com'io voleva dicer 'Tu m'appaghe', PUR-chant15-83 vidimi giunto in su l'altro girone, PUR-chant15-84 si` che tacer mi fer le luci vaghe. PUR-chant15-85 Ivi mi parve in una visione PUR-chant15-86 estatica di subito esser tratto, PUR-chant15-87 e vedere in un tempio piu` persone; PUR-chant15-88 e una donna, in su l'entrar, con atto PUR-chant15-89 dolce di madre dicer: <>. E come qui si tacque, PUR-chant15-93 cio` che pareva prima, dispario. PUR-chant15-94 Indi m'apparve un'altra con quell'acque PUR-chant15-95 giu` per le gote che 'l dolor distilla PUR-chant15-96 quando di gran dispetto in altrui nacque, PUR-chant15-97 e dir: <>. PUR-chant15-102 E 'l segnor mi parea, benigno e mite, PUR-chant15-103 risponder lei con viso temperato: PUR-chant15-104 <>, PUR-chant15-106 Poi vidi genti accese in foco d'ira PUR-chant15-107 con pietre un giovinetto ancider, forte PUR-chant15-108 gridando a se' pur: <>. PUR-chant15-109 E lui vedea chinarsi, per la morte PUR-chant15-110 che l'aggravava gia`, inver' la terra, PUR-chant15-111 ma de li occhi facea sempre al ciel porte, PUR-chant15-112 orando a l'alto Sire, in tanta guerra, PUR-chant15-113 che perdonasse a' suoi persecutori, PUR-chant15-114 con quello aspetto che pieta` diserra. PUR-chant15-115 Quando l'anima mia torno` di fori PUR-chant15-116 a le cose che son fuor di lei vere, PUR-chant15-117 io riconobbi i miei non falsi errori. PUR-chant15-118 Lo duca mio, che mi potea vedere PUR-chant15-119 far si` com'om che dal sonno si slega, PUR-chant15-120 disse: <>. PUR-chant15-124 <>, diss'io, <>. PUR-chant15-127 Ed ei: <>. PUR-chant15-139 Noi andavam per lo vespero, attenti PUR-chant15-140 oltre quanto potean li occhi allungarsi PUR-chant15-141 contra i raggi serotini e lucenti. PUR-chant15-142 Ed ecco a poco a poco un fummo farsi PUR-chant15-143 verso di noi come la notte oscuro; PUR-chant15-144 ne' da quello era loco da cansarsi. PUR-chant15-145 Questo ne tolse li occhi e l'aere puro. PUR-chant16 Purgatorio: Canto XVI PUR-chant16-1 Buio d'inferno e di notte privata PUR-chant16-2 d'ogne pianeto, sotto pover cielo, PUR-chant16-3 quant'esser puo` di nuvol tenebrata, PUR-chant16-4 non fece al viso mio si` grosso velo PUR-chant16-5 come quel fummo ch'ivi ci coperse, PUR-chant16-6 ne' a sentir di cosi` aspro pelo, PUR-chant16-7 che l'occhio stare aperto non sofferse; PUR-chant16-8 onde la scorta mia saputa e fida PUR-chant16-9 mi s'accosto` e l'omero m'offerse. PUR-chant16-10 Si` come cieco va dietro a sua guida PUR-chant16-11 per non smarrirsi e per non dar di cozzo PUR-chant16-12 in cosa che 'l molesti, o forse ancida, PUR-chant16-13 m'andava io per l'aere amaro e sozzo, PUR-chant16-14 ascoltando il mio duca che diceva PUR-chant16-15 pur: <>. PUR-chant16-16 Io sentia voci, e ciascuna pareva PUR-chant16-17 pregar per pace e per misericordia PUR-chant16-18 l'Agnel di Dio che le peccata leva. PUR-chant16-19 Pur 'Agnus Dei' eran le loro essordia; PUR-chant16-20 una parola in tutte era e un modo, PUR-chant16-21 si` che parea tra esse ogne concordia. PUR-chant16-22 <>, PUR-chant16-23 diss'io. Ed elli a me: <>. PUR-chant16-25 <>. PUR-chant16-28 Cosi` per una voce detto fue; PUR-chant16-29 onde 'l maestro mio disse: <>. PUR-chant16-31 E io: <>. PUR-chant16-34 <>, PUR-chant16-35 rispuose; <>. PUR-chant16-37 Allora incominciai: <>. PUR-chant16-46 <>. PUR-chant16-50 Cosi` rispuose, e soggiunse: <>. PUR-chant16-52 E io a lui: <>. PUR-chant16-64 Alto sospir, che duolo strinse in <>, PUR-chant16-65 mise fuor prima; e poi comincio`: <>. PUR-chant16-130 <>, diss'io, <>. PUR-chant16-136 <>, PUR-chant16-137 rispuose a me; <>. PUR-chant16-145 Cosi` torno`, e piu` non volle udirmi. PUR-chant17 Purgatorio: Canto XVII PUR-chant17-1 Ricorditi, lettor, se mai ne l'alpe PUR-chant17-2 ti colse nebbia per la qual vedessi PUR-chant17-3 non altrimenti che per pelle talpe, PUR-chant17-4 come, quando i vapori umidi e spessi PUR-chant17-5 a diradar cominciansi, la spera PUR-chant17-6 del sol debilemente entra per essi; PUR-chant17-7 e fia la tua imagine leggera PUR-chant17-8 in giugnere a veder com'io rividi PUR-chant17-9 lo sole in pria, che gia` nel corcar era. PUR-chant17-10 Si`, pareggiando i miei co' passi fidi PUR-chant17-11 del mio maestro, usci' fuor di tal nube PUR-chant17-12 ai raggi morti gia` ne' bassi lidi. PUR-chant17-13 O imaginativa che ne rube PUR-chant17-14 talvolta si` di fuor, ch'om non s'accorge PUR-chant17-15 perche' dintorno suonin mille tube, PUR-chant17-16 chi move te, se 'l senso non ti porge? PUR-chant17-17 Moveti lume che nel ciel s'informa, PUR-chant17-18 per se' o per voler che giu` lo scorge. PUR-chant17-19 De l'empiezza di lei che muto` forma PUR-chant17-20 ne l'uccel ch'a cantar piu` si diletta, PUR-chant17-21 ne l'imagine mia apparve l'orma; PUR-chant17-22 e qui fu la mia mente si` ristretta PUR-chant17-23 dentro da se', che di fuor non venia PUR-chant17-24 cosa che fosse allor da lei ricetta. PUR-chant17-25 Poi piovve dentro a l'alta fantasia PUR-chant17-26 un crucifisso dispettoso e fero PUR-chant17-27 ne la sua vista, e cotal si moria; PUR-chant17-28 intorno ad esso era il grande Assuero, PUR-chant17-29 Ester sua sposa e 'l giusto Mardoceo, PUR-chant17-30 che fu al dire e al far cosi` intero. PUR-chant17-31 E come questa imagine rompeo PUR-chant17-32 se' per se' stessa, a guisa d'una bulla PUR-chant17-33 cui manca l'acqua sotto qual si feo, PUR-chant17-34 surse in mia visione una fanciulla PUR-chant17-35 piangendo forte, e dicea: <>. PUR-chant17-40 Come si frange il sonno ove di butto PUR-chant17-41 nova luce percuote il viso chiuso, PUR-chant17-42 che fratto guizza pria che muoia tutto; PUR-chant17-43 cosi` l'imaginar mio cadde giuso PUR-chant17-44 tosto che lume il volto mi percosse, PUR-chant17-45 maggior assai che quel ch'e` in nostro uso. PUR-chant17-46 I' mi volgea per veder ov'io fosse, PUR-chant17-47 quando una voce disse <>, PUR-chant17-48 che da ogne altro intento mi rimosse; PUR-chant17-49 e fece la mia voglia tanto pronta PUR-chant17-50 di riguardar chi era che parlava, PUR-chant17-51 che mai non posa, se non si raffronta. PUR-chant17-52 Ma come al sol che nostra vista grava PUR-chant17-53 e per soverchio sua figura vela, PUR-chant17-54 cosi` la mia virtu` quivi mancava. PUR-chant17-55 <>. PUR-chant17-64 Cosi` disse il mio duca, e io con lui PUR-chant17-65 volgemmo i nostri passi ad una scala; PUR-chant17-66 e tosto ch'io al primo grado fui, PUR-chant17-67 senti'mi presso quasi un muover d'ala PUR-chant17-68 e ventarmi nel viso e dir: 'Beati PUR-chant17-69 pacifici, che son sanz'ira mala!'. PUR-chant17-70 Gia` eran sovra noi tanto levati PUR-chant17-71 li ultimi raggi che la notte segue, PUR-chant17-72 che le stelle apparivan da piu` lati. PUR-chant17-73 'O virtu` mia, perche' si` ti dilegue?', PUR-chant17-74 fra me stesso dicea, che' mi sentiva PUR-chant17-75 la possa de le gambe posta in triegue. PUR-chant17-76 Noi eravam dove piu` non saliva PUR-chant17-77 la scala su`, ed eravamo affissi, PUR-chant17-78 pur come nave ch'a la piaggia arriva. PUR-chant17-79 E io attesi un poco, s'io udissi PUR-chant17-80 alcuna cosa nel novo girone; PUR-chant17-81 poi mi volsi al maestro mio, e dissi: PUR-chant17-82 <>. PUR-chant17-85 Ed elli a me: <>. PUR-chant17-91 <>, PUR-chant17-92 comincio` el, <>. PUR-chant18 Purgatorio: Canto XVIII PUR-chant18-1 Posto avea fine al suo ragionamento PUR-chant18-2 l'alto dottore, e attento guardava PUR-chant18-3 ne la mia vista s'io parea contento; PUR-chant18-4 e io, cui nova sete ancor frugava, PUR-chant18-5 di fuor tacea, e dentro dicea: 'Forse PUR-chant18-6 lo troppo dimandar ch'io fo li grava'. PUR-chant18-7 Ma quel padre verace, che s'accorse PUR-chant18-8 del timido voler che non s'apriva, PUR-chant18-9 parlando, di parlare ardir mi porse. PUR-chant18-10 Ond'io: <>. PUR-chant18-16 <>, disse, <>. PUR-chant18-40 <>, PUR-chant18-41 rispuos'io lui, <>. PUR-chant18-46 Ed elli a me: <>. PUR-chant18-76 La luna, quasi a mezza notte tarda, PUR-chant18-77 facea le stelle a noi parer piu` rade, PUR-chant18-78 fatta com'un secchion che tuttor arda; PUR-chant18-79 e correa contro 'l ciel per quelle strade PUR-chant18-80 che 'l sole infiamma allor che quel da Roma PUR-chant18-81 tra Sardi e ' Corsi il vede quando cade. PUR-chant18-82 E quell'ombra gentil per cui si noma PUR-chant18-83 Pietola piu` che villa mantoana, PUR-chant18-84 del mio carcar diposta avea la soma; PUR-chant18-85 per ch'io, che la ragione aperta e piana PUR-chant18-86 sovra le mie quistioni avea ricolta, PUR-chant18-87 stava com'om che sonnolento vana. PUR-chant18-88 Ma questa sonnolenza mi fu tolta PUR-chant18-89 subitamente da gente che dopo PUR-chant18-90 le nostre spalle a noi era gia` volta. PUR-chant18-91 E quale Ismeno gia` vide e Asopo PUR-chant18-92 lungo di se` di notte furia e calca, PUR-chant18-93 pur che i Teban di Bacco avesser uopo, PUR-chant18-94 cotal per quel giron suo passo falca, PUR-chant18-95 per quel ch'io vidi di color, venendo, PUR-chant18-96 cui buon volere e giusto amor cavalca. PUR-chant18-97 Tosto fur sovr'a noi, perche' correndo PUR-chant18-98 si movea tutta quella turba magna; PUR-chant18-99 e due dinanzi gridavan piangendo: PUR-chant18-100 <>. PUR-chant18-103 <>, gridavan li altri appresso, PUR-chant18-105 <>. PUR-chant18-106 <>. PUR-chant18-112 Parole furon queste del mio duca; PUR-chant18-113 e un di quelli spirti disse: <>. PUR-chant18-127 Io non so se piu` disse o s'ei si tacque, PUR-chant18-128 tant'era gia` di la` da noi trascorso; PUR-chant18-129 ma questo intesi, e ritener mi piacque. PUR-chant18-130 E quei che m'era ad ogne uopo soccorso PUR-chant18-131 disse: <>. PUR-chant18-133 Di retro a tutti dicean: <>. PUR-chant18-139 Poi quando fuor da noi tanto divise PUR-chant18-140 quell'ombre, che veder piu` non potiersi, PUR-chant18-141 novo pensiero dentro a me si mise, PUR-chant18-142 del qual piu` altri nacquero e diversi; PUR-chant18-143 e tanto d'uno in altro vaneggiai, PUR-chant18-144 che li occhi per vaghezza ricopersi, PUR-chant18-145 e 'l pensamento in sogno trasmutai. PUR-chant19 Purgatorio: Canto XIX PUR-chant19-1 Ne l'ora che non puo` 'l calor diurno PUR-chant19-2 intepidar piu` 'l freddo de la luna, PUR-chant19-3 vinto da terra, e talor da Saturno PUR-chant19-4 - quando i geomanti lor Maggior Fortuna PUR-chant19-5 veggiono in oriiente, innanzi a l'alba, PUR-chant19-6 surger per via che poco le sta bruna -, PUR-chant19-7 mi venne in sogno una femmina balba, PUR-chant19-8 ne li occhi guercia, e sovra i pie` distorta, PUR-chant19-9 con le man monche, e di colore scialba. PUR-chant19-10 Io la mirava; e come 'l sol conforta PUR-chant19-11 le fredde membra che la notte aggrava, PUR-chant19-12 cosi` lo sguardo mio le facea scorta PUR-chant19-13 la lingua, e poscia tutta la drizzava PUR-chant19-14 in poco d'ora, e lo smarrito volto, PUR-chant19-15 com' amor vuol, cosi` le colorava. PUR-chant19-16 Poi ch'ell' avea 'l parlar cosi` disciolto, PUR-chant19-17 cominciava a cantar si`, che con pena PUR-chant19-18 da lei avrei mio intento rivolto. PUR-chant19-19 <>, cantava, <>. PUR-chant19-25 Ancor non era sua bocca richiusa, PUR-chant19-26 quand' una donna apparve santa e presta PUR-chant19-27 lunghesso me per far colei confusa. PUR-chant19-28 <>, PUR-chant19-29 fieramente dicea; ed el venia PUR-chant19-30 con li occhi fitti pur in quella onesta. PUR-chant19-31 L'altra prendea, e dinanzi l'apria PUR-chant19-32 fendendo i drappi, e mostravami 'l ventre; PUR-chant19-33 quel mi sveglio` col puzzo che n'uscia. PUR-chant19-34 Io mossi li occhi, e 'l buon maestro: <>, dicea, <>. PUR-chant19-37 Su` mi levai, e tutti eran gia` pieni PUR-chant19-38 de l'alto di` i giron del sacro monte, PUR-chant19-39 e andavam col sol novo a le reni. PUR-chant19-40 Seguendo lui, portava la mia fronte PUR-chant19-41 come colui che l'ha di pensier carca, PUR-chant19-42 che fa di se' un mezzo arco di ponte; PUR-chant19-43 quand' io udi' <> PUR-chant19-44 parlare in modo soave e benigno, PUR-chant19-45 qual non si sente in questa mortal marca. PUR-chant19-46 Con l'ali aperte, che parean di cigno, PUR-chant19-47 volseci in su` colui che si` parlonne PUR-chant19-48 tra due pareti del duro macigno. PUR-chant19-49 Mosse le penne poi e ventilonne, PUR-chant19-50 'Qui lugent' affermando esser beati, PUR-chant19-51 ch'avran di consolar l'anime donne. PUR-chant19-52 <>, PUR-chant19-53 la guida mia incomincio` a dirmi, PUR-chant19-54 poco amendue da l'angel sormontati. PUR-chant19-55 E io: <>. PUR-chant19-58 <>, disse, <>. PUR-chant19-64 Quale 'l falcon, che prima a' pie' si mira, PUR-chant19-65 indi si volge al grido e si protende PUR-chant19-66 per lo disio del pasto che la` il tira, PUR-chant19-67 tal mi fec' io; e tal, quanto si fende PUR-chant19-68 la roccia per dar via a chi va suso, PUR-chant19-69 n'andai infin dove 'l cerchiar si prende. PUR-chant19-70 Com'io nel quinto giro fui dischiuso, PUR-chant19-71 vidi gente per esso che piangea, PUR-chant19-72 giacendo a terra tutta volta in giuso. PUR-chant19-73 'Adhaesit pavimento anima mea' PUR-chant19-74 sentia dir lor con si` alti sospiri, PUR-chant19-75 che la parola a pena s'intendea. PUR-chant19-76 <>. PUR-chant19-79 <>. PUR-chant19-82 Cosi` prego` 'l poeta, e si` risposto PUR-chant19-83 poco dinanzi a noi ne fu; per ch'io PUR-chant19-84 nel parlare avvisai l'altro nascosto, PUR-chant19-85 e volsi li occhi a li occhi al segnor mio: PUR-chant19-86 ond' elli m'assenti` con lieto cenno PUR-chant19-87 cio` che chiedea la vista del disio. PUR-chant19-88 Poi ch'io potei di me fare a mio senno, PUR-chant19-89 trassimi sovra quella creatura PUR-chant19-90 le cui parole pria notar mi fenno, PUR-chant19-91 dicendo: <>. PUR-chant19-97 Ed elli a me: <>. PUR-chant19-127 Io m'era inginocchiato e volea dire; PUR-chant19-128 ma com' io cominciai ed el s'accorse, PUR-chant19-129 solo ascoltando, del mio reverire, PUR-chant19-130 <>, disse, <>. PUR-chant19-131 E io a lui: <>. PUR-chant19-133 <>, PUR-chant19-134 rispuose; <>. PUR-chant20 Purgatorio: Canto XX PUR-chant20-1 Contra miglior voler voler mal pugna; PUR-chant20-2 onde contra 'l piacer mio, per piacerli, PUR-chant20-3 trassi de l'acqua non sazia la spugna. PUR-chant20-4 Mossimi; e 'l duca mio si mosse per li PUR-chant20-5 luoghi spediti pur lungo la roccia, PUR-chant20-6 come si va per muro stretto a' merli; PUR-chant20-7 che' la gente che fonde a goccia a goccia PUR-chant20-8 per li occhi il mal che tutto 'l mondo occupa, PUR-chant20-9 da l'altra parte in fuor troppo s'approccia. PUR-chant20-10 Maladetta sie tu, antica lupa, PUR-chant20-11 che piu` che tutte l'altre bestie hai preda PUR-chant20-12 per la tua fame sanza fine cupa! PUR-chant20-13 O ciel, nel cui girar par che si creda PUR-chant20-14 le condizion di qua giu` trasmutarsi, PUR-chant20-15 quando verra` per cui questa disceda? PUR-chant20-16 Noi andavam con passi lenti e scarsi, PUR-chant20-17 e io attento a l'ombre, ch'i' sentia PUR-chant20-18 pietosamente piangere e lagnarsi; PUR-chant20-19 e per ventura udi' <> PUR-chant20-20 dinanzi a noi chiamar cosi` nel pianto PUR-chant20-21 come fa donna che in parturir sia; PUR-chant20-22 e seguitar: <>. PUR-chant20-25 Seguentemente intesi: <>. PUR-chant20-28 Queste parole m'eran si` piaciute, PUR-chant20-29 ch'io mi trassi oltre per aver contezza PUR-chant20-30 di quello spirto onde parean venute. PUR-chant20-31 Esso parlava ancor de la larghezza PUR-chant20-32 che fece Niccolo` a le pulcelle, PUR-chant20-33 per condurre ad onor lor giovinezza. PUR-chant20-34 <>, dissi, <>. PUR-chant20-40 Ed elli: <>. PUR-chant20-124 Noi eravam partiti gia` da esso, PUR-chant20-125 e brigavam di soverchiar la strada PUR-chant20-126 tanto quanto al poder n'era permesso, PUR-chant20-127 quand'io senti', come cosa che cada, PUR-chant20-128 tremar lo monte; onde mi prese un gelo PUR-chant20-129 qual prender suol colui ch'a morte vada. PUR-chant20-130 Certo non si scoteo si` forte Delo, PUR-chant20-131 pria che Latona in lei facesse 'l nido PUR-chant20-132 a parturir li due occhi del cielo. PUR-chant20-133 Poi comincio` da tutte parti un grido PUR-chant20-134 tal, che 'l maestro inverso me si feo, PUR-chant20-135 dicendo: <>. PUR-chant20-136 'Gloria in excelsis' tutti 'Deo' PUR-chant20-137 dicean, per quel ch'io da' vicin compresi, PUR-chant20-138 onde intender lo grido si poteo. PUR-chant20-139 No' istavamo immobili e sospesi PUR-chant20-140 come i pastor che prima udir quel canto, PUR-chant20-141 fin che 'l tremar cesso` ed el compiesi. PUR-chant20-142 Poi ripigliammo nostro cammin santo, PUR-chant20-143 guardando l'ombre che giacean per terra, PUR-chant20-144 tornate gia` in su l'usato pianto. PUR-chant20-145 Nulla ignoranza mai con tanta guerra PUR-chant20-146 mi fe' desideroso di sapere, PUR-chant20-147 se la memoria mia in cio` non erra, PUR-chant20-148 quanta pareami allor, pensando, avere; PUR-chant20-149 ne' per la fretta dimandare er'oso, PUR-chant20-150 ne' per me li` potea cosa vedere: PUR-chant20-151 cosi` m'andava timido e pensoso. PUR-chant21 Purgatorio: Canto XXI PUR-chant21-1 a sete natural che mai non sazia PUR-chant21-2 se non con l'acqua onde la femminetta PUR-chant21-3 samaritana domando` la grazia, PUR-chant21-4 mi travagliava, e pungeami la fretta PUR-chant21-5 per la 'mpacciata via dietro al mio duca, PUR-chant21-6 e condoleami a la giusta vendetta. PUR-chant21-7 Ed ecco, si` come ne scrive Luca PUR-chant21-8 che Cristo apparve a' due ch'erano in via, PUR-chant21-9 gia` surto fuor de la sepulcral buca, PUR-chant21-10 ci apparve un'ombra, e dietro a noi venia, PUR-chant21-11 dal pie` guardando la turba che giace; PUR-chant21-12 ne' ci addemmo di lei, si` parlo` pria, PUR-chant21-13 dicendo; <>. PUR-chant21-14 Noi ci volgemmo subiti, e Virgilio PUR-chant21-15 rendeli 'l cenno ch'a cio` si conface. PUR-chant21-16 Poi comincio`: <>. PUR-chant21-19 <>, diss'elli, e parte andavam forte: PUR-chant21-20 <>. PUR-chant21-22 E 'l dottor mio: <>. PUR-chant21-37 Si` mi die`, dimandando, per la cruna PUR-chant21-38 del mio disio, che pur con la speranza PUR-chant21-39 si fece la mia sete men digiuna. PUR-chant21-40 Quei comincio`: <>. PUR-chant21-73 Cosi` ne disse; e pero` ch'el si gode PUR-chant21-74 tanto del ber quant'e` grande la sete. PUR-chant21-75 non saprei dir quant'el mi fece prode. PUR-chant21-76 E 'l savio duca: <>. PUR-chant21-82 <>, rispuose quello spirto, PUR-chant21-87 <>. PUR-chant21-103 Volser Virgilio a me queste parole PUR-chant21-104 con viso che, tacendo, disse 'Taci'; PUR-chant21-105 ma non puo` tutto la virtu` che vuole; PUR-chant21-106 che' riso e pianto son tanto seguaci PUR-chant21-107 a la passion di che ciascun si spicca, PUR-chant21-108 che men seguon voler ne' piu` veraci. PUR-chant21-109 Io pur sorrisi come l'uom ch'ammicca; PUR-chant21-110 per che l'ombra si tacque, e riguardommi PUR-chant21-111 ne li occhi ove 'l sembiante piu` si ficca; PUR-chant21-112 e <>, PUR-chant21-113 disse, <>. PUR-chant21-115 Or son io d'una parte e d'altra preso: PUR-chant21-116 l'una mi fa tacer, l'altra scongiura PUR-chant21-117 ch'io dica; ond'io sospiro, e sono inteso PUR-chant21-118 dal mio maestro, e <>, PUR-chant21-119 mi dice, <>. PUR-chant21-121 Ond'io: <>. PUR-chant21-130 Gia` s'inchinava ad abbracciar li piedi PUR-chant21-131 al mio dottor, ma el li disse: <>. PUR-chant21-133 Ed ei surgendo: <>. PUR-chant22 Purgatorio: Canto XXII PUR-chant22-1 Gia` era l'angel dietro a noi rimaso, PUR-chant22-2 l'angel che n'avea volti al sesto giro, PUR-chant22-3 avendomi dal viso un colpo raso; PUR-chant22-4 e quei c'hanno a giustizia lor disiro PUR-chant22-5 detto n'avea beati, e le sue voci PUR-chant22-6 con 'sitiunt', sanz'altro, cio` forniro. PUR-chant22-7 E io piu` lieve che per l'altre foci PUR-chant22-8 m'andava, si` che sanz'alcun labore PUR-chant22-9 seguiva in su` li spiriti veloci; PUR-chant22-10 quando Virgilio incomincio`: <>. PUR-chant22-25 Queste parole Stazio mover fenno PUR-chant22-26 un poco a riso pria; poscia rispuose: PUR-chant22-27 <>. PUR-chant22-55 <>, PUR-chant22-57 disse 'l cantor de' buccolici carmi, PUR-chant22-58 <>. PUR-chant22-64 Ed elli a lui: <>. PUR-chant22-100 <>, PUR-chant22-101 rispuose il duca mio, <>. PUR-chant22-115 Tacevansi ambedue gia` li poeti, PUR-chant22-116 di novo attenti a riguardar dintorno, PUR-chant22-117 liberi da saliri e da pareti; PUR-chant22-118 e gia` le quattro ancelle eran del giorno PUR-chant22-119 rimase a dietro, e la quinta era al temo, PUR-chant22-120 drizzando pur in su` l'ardente corno, PUR-chant22-121 quando il mio duca: <>. PUR-chant22-124 Cosi` l'usanza fu li` nostra insegna, PUR-chant22-125 e prendemmo la via con men sospetto PUR-chant22-126 per l'assentir di quell'anima degna. PUR-chant22-127 Elli givan dinanzi, e io soletto PUR-chant22-128 di retro, e ascoltava i lor sermoni, PUR-chant22-129 ch'a poetar mi davano intelletto. PUR-chant22-130 Ma tosto ruppe le dolci ragioni PUR-chant22-131 un alber che trovammo in mezza strada, PUR-chant22-132 con pomi a odorar soavi e buoni; PUR-chant22-133 e come abete in alto si digrada PUR-chant22-134 di ramo in ramo, cosi` quello in giuso, PUR-chant22-135 cred'io, perche' persona su` non vada. PUR-chant22-136 Dal lato onde 'l cammin nostro era chiuso, PUR-chant22-137 cadea de l'alta roccia un liquor chiaro PUR-chant22-138 e si spandeva per le foglie suso. PUR-chant22-139 Li due poeti a l'alber s'appressaro; PUR-chant22-140 e una voce per entro le fronde PUR-chant22-141 grido`: <>. PUR-chant22-142 Poi disse: <>. PUR-chant23 Purgatorio: Canto XXIII PUR-chant23-1 Mentre che li occhi per la fronda verde PUR-chant23-2 ficcava io si` come far suole PUR-chant23-3 chi dietro a li uccellin sua vita perde, PUR-chant23-4 lo piu` che padre mi dicea: <>. PUR-chant23-7 Io volsi 'l viso, e 'l passo non men tosto, PUR-chant23-8 appresso i savi, che parlavan sie, PUR-chant23-9 che l'andar mi facean di nullo costo. PUR-chant23-10 Ed ecco piangere e cantar s'udie PUR-chant23-11 'Labia mea, Domine' per modo PUR-chant23-12 tal, che diletto e doglia parturie. PUR-chant23-13 <>, PUR-chant23-14 comincia' io; ed elli: <>. PUR-chant23-16 Si` come i peregrin pensosi fanno, PUR-chant23-17 giugnendo per cammin gente non nota, PUR-chant23-18 che si volgono ad essa e non restanno, PUR-chant23-19 cosi` di retro a noi, piu` tosto mota, PUR-chant23-20 venendo e trapassando ci ammirava PUR-chant23-21 d'anime turba tacita e devota. PUR-chant23-22 Ne li occhi era ciascuna oscura e cava, PUR-chant23-23 palida ne la faccia, e tanto scema, PUR-chant23-24 che da l'ossa la pelle s'informava. PUR-chant23-25 Non credo che cosi` a buccia strema PUR-chant23-26 Erisittone fosse fatto secco, PUR-chant23-27 per digiunar, quando piu` n'ebbe tema. PUR-chant23-28 Io dicea fra me stesso pensando: 'Ecco PUR-chant23-29 la gente che perde' Ierusalemme, PUR-chant23-30 quando Maria nel figlio die` di becco!' PUR-chant23-31 Parean l'occhiaie anella sanza gemme: PUR-chant23-32 chi nel viso de li uomini legge 'omo' PUR-chant23-33 ben avria quivi conosciuta l'emme. PUR-chant23-34 Chi crederebbe che l'odor d'un pomo PUR-chant23-35 si` governasse, generando brama, PUR-chant23-36 e quel d'un'acqua, non sappiendo como? PUR-chant23-37 Gia` era in ammirar che si` li affama, PUR-chant23-38 per la cagione ancor non manifesta PUR-chant23-39 di lor magrezza e di lor trista squama, PUR-chant23-40 ed ecco del profondo de la testa PUR-chant23-41 volse a me li occhi un'ombra e guardo` fiso; PUR-chant23-42 poi grido` forte: <>. PUR-chant23-43 Mai non l'avrei riconosciuto al viso; PUR-chant23-44 ma ne la voce sua mi fu palese PUR-chant23-45 cio` che l'aspetto in se' avea conquiso. PUR-chant23-46 Questa favilla tutta mi raccese PUR-chant23-47 mia conoscenza a la cangiata labbia, PUR-chant23-48 e ravvisai la faccia di Forese. PUR-chant23-49 <>, pregava, <>. PUR-chant23-55 <>, PUR-chant23-57 rispuos'io lui, <>. PUR-chant23-61 Ed elli a me: <>. PUR-chant23-76 E io a lui: <>. PUR-chant23-85 Ond'elli a me: <>. PUR-chant23-115 Per ch'io a lui: <>, PUR-chant23-121 e 'l sol mostrai; <>, PUR-chant23-131 e addita'lo; <>. PUR-chant24 Purgatorio: Canto XXIV PUR-chant24-1 Ne' 'l dir l'andar, ne' l'andar lui piu` lento PUR-chant24-2 facea, ma ragionando andavam forte, PUR-chant24-3 si` come nave pinta da buon vento; PUR-chant24-4 e l'ombre, che parean cose rimorte, PUR-chant24-5 per le fosse de li occhi ammirazione PUR-chant24-6 traean di me, di mio vivere accorte. PUR-chant24-7 E io, continuando al mio sermone, PUR-chant24-8 dissi: <>. PUR-chant24-13 <>. PUR-chant24-16 Si` disse prima; e poi: <>, e mostro` col dito, <>. PUR-chant24-25 Molti altri mi nomo` ad uno ad uno; PUR-chant24-26 e del nomar parean tutti contenti, PUR-chant24-27 si` ch'io pero` non vidi un atto bruno. PUR-chant24-28 Vidi per fame a voto usar li denti PUR-chant24-29 Ubaldin da la Pila e Bonifazio PUR-chant24-30 che pasturo` col rocco molte genti. PUR-chant24-31 Vidi messer Marchese, ch'ebbe spazio PUR-chant24-32 gia` di bere a Forli` con men secchezza, PUR-chant24-33 e si` fu tal, che non si senti` sazio. PUR-chant24-34 Ma come fa chi guarda e poi s'apprezza PUR-chant24-35 piu` d'un che d'altro, fei a quel da Lucca, PUR-chant24-36 che piu` parea di me aver contezza. PUR-chant24-37 El mormorava; e non so che <> PUR-chant24-38 sentiv'io la`, ov'el sentia la piaga PUR-chant24-39 de la giustizia che si` li pilucca. PUR-chant24-40 <>, diss'io, <>. PUR-chant24-43 <>, PUR-chant24-44 comincio` el, <>. PUR-chant24-52 E io a lui: <>. PUR-chant24-55 <>, diss'elli, <>; PUR-chant24-63 e, quasi contentato, si tacette. PUR-chant24-64 Come li augei che vernan lungo 'l Nilo, PUR-chant24-65 alcuna volta in aere fanno schiera, PUR-chant24-66 poi volan piu` a fretta e vanno in filo, PUR-chant24-67 cosi` tutta la gente che li` era, PUR-chant24-68 volgendo 'l viso, raffretto` suo passo, PUR-chant24-69 e per magrezza e per voler leggera. PUR-chant24-70 E come l'uom che di trottare e` lasso, PUR-chant24-71 lascia andar li compagni, e si` passeggia PUR-chant24-72 fin che si sfoghi l'affollar del casso, PUR-chant24-73 si` lascio` trapassar la santa greggia PUR-chant24-74 Forese, e dietro meco sen veniva, PUR-chant24-75 dicendo: <>. PUR-chant24-76 <>, rispuos'io lui, <>. PUR-chant24-82 <>, diss'el; <>, PUR-chant24-89 e drizzo` li ochi al ciel, <>. PUR-chant24-94 Qual esce alcuna volta di gualoppo PUR-chant24-95 lo cavalier di schiera che cavalchi, PUR-chant24-96 e va per farsi onor del primo intoppo, PUR-chant24-97 tal si parti` da noi con maggior valchi; PUR-chant24-98 e io rimasi in via con esso i due PUR-chant24-99 che fuor del mondo si` gran marescalchi. PUR-chant24-100 E quando innanzi a noi intrato fue, PUR-chant24-101 che li occhi miei si fero a lui seguaci, PUR-chant24-102 come la mente a le parole sue, PUR-chant24-103 parvermi i rami gravidi e vivaci PUR-chant24-104 d'un altro pomo, e non molto lontani PUR-chant24-105 per esser pur allora volto in laci. PUR-chant24-106 Vidi gente sott'esso alzar le mani PUR-chant24-107 e gridar non so che verso le fronde, PUR-chant24-108 quasi bramosi fantolini e vani, PUR-chant24-109 che pregano, e 'l pregato non risponde, PUR-chant24-110 ma, per fare esser ben la voglia acuta, PUR-chant24-111 tien alto lor disio e nol nasconde. PUR-chant24-112 Poi si parti` si` come ricreduta; PUR-chant24-113 e noi venimmo al grande arbore adesso, PUR-chant24-114 che tanti prieghi e lagrime rifiuta. PUR-chant24-115 <>. PUR-chant24-118 Si` tra le frasche non so chi diceva; PUR-chant24-119 per che Virgilio e Stazio e io, ristretti, PUR-chant24-120 oltre andavam dal lato che si leva. PUR-chant24-121 <>, dicea, <>. PUR-chant24-127 Si` accostati a l'un d'i due vivagni PUR-chant24-128 passammo, udendo colpe de la gola PUR-chant24-129 seguite gia` da miseri guadagni. PUR-chant24-130 Poi, rallargati per la strada sola, PUR-chant24-131 ben mille passi e piu` ci portar oltre, PUR-chant24-132 contemplando ciascun sanza parola. PUR-chant24-133 <>. PUR-chant24-134 subita voce disse; ond'io mi scossi PUR-chant24-135 come fan bestie spaventate e poltre. PUR-chant24-136 Drizzai la testa per veder chi fossi; PUR-chant24-137 e gia` mai non si videro in fornace PUR-chant24-138 vetri o metalli si` lucenti e rossi, PUR-chant24-139 com'io vidi un che dicea: <>. PUR-chant24-142 L'aspetto suo m'avea la vista tolta; PUR-chant24-143 per ch'io mi volsi dietro a' miei dottori, PUR-chant24-144 com'om che va secondo ch'elli ascolta. PUR-chant24-145 E quale, annunziatrice de li albori, PUR-chant24-146 l'aura di maggio movesi e olezza, PUR-chant24-147 tutta impregnata da l'erba e da' fiori; PUR-chant24-148 tal mi senti' un vento dar per mezza PUR-chant24-149 la fronte, e ben senti' mover la piuma, PUR-chant24-150 che fe' sentir d'ambrosia l'orezza. PUR-chant24-151 E senti' dir: <>. PUR-chant25 Purgatorio: Canto XXV PUR-chant25-1 Ora era onde 'l salir non volea storpio; PUR-chant25-2 che' 'l sole avea il cerchio di merigge PUR-chant25-3 lasciato al Tauro e la notte a lo Scorpio: PUR-chant25-4 per che, come fa l'uom che non s'affigge PUR-chant25-5 ma vassi a la via sua, che che li appaia, PUR-chant25-6 se di bisogno stimolo il trafigge, PUR-chant25-7 cosi` intrammo noi per la callaia, PUR-chant25-8 uno innanzi altro prendendo la scala PUR-chant25-9 che per artezza i salitor dispaia. PUR-chant25-10 E quale il cicognin che leva l'ala PUR-chant25-11 per voglia di volare, e non s'attenta PUR-chant25-12 d'abbandonar lo nido, e giu` la cala; PUR-chant25-13 tal era io con voglia accesa e spenta PUR-chant25-14 di dimandar, venendo infino a l'atto PUR-chant25-15 che fa colui ch'a dicer s'argomenta. PUR-chant25-16 Non lascio`, per l'andar che fosse ratto, PUR-chant25-17 lo dolce padre mio, ma disse: <>. PUR-chant25-19 Allor sicuramente apri' la bocca PUR-chant25-20 e cominciai: <>. PUR-chant25-22 <>, disse, <>. PUR-chant25-31 <>, PUR-chant25-32 rispuose Stazio, <>. PUR-chant25-34 Poi comincio`: <>. PUR-chant25-109 E gia` venuto a l'ultima tortura PUR-chant25-110 s'era per noi, e volto a la man destra, PUR-chant25-111 ed eravamo attenti ad altra cura. PUR-chant25-112 Quivi la ripa fiamma in fuor balestra, PUR-chant25-113 e la cornice spira fiato in suso PUR-chant25-114 che la reflette e via da lei sequestra; PUR-chant25-115 ond'ir ne convenia dal lato schiuso PUR-chant25-116 ad uno ad uno; e io temea 'l foco PUR-chant25-117 quinci, e quindi temeva cader giuso. PUR-chant25-118 Lo duca mio dicea: <>. PUR-chant25-121 'Summae Deus clementiae' nel seno PUR-chant25-122 al grande ardore allora udi' cantando, PUR-chant25-123 che di volger mi fe' caler non meno; PUR-chant25-124 e vidi spirti per la fiamma andando; PUR-chant25-125 per ch'io guardava a loro e a' miei passi PUR-chant25-126 compartendo la vista a quando a quando. PUR-chant25-127 Appresso il fine ch'a quell'inno fassi, PUR-chant25-128 gridavano alto: 'Virum non cognosco'; PUR-chant25-129 indi ricominciavan l'inno bassi. PUR-chant25-130 Finitolo, anco gridavano: <>. PUR-chant25-133 Indi al cantar tornavano; indi donne PUR-chant25-134 gridavano e mariti che fuor casti PUR-chant25-135 come virtute e matrimonio imponne. PUR-chant25-136 E questo modo credo che lor basti PUR-chant25-137 per tutto il tempo che 'l foco li abbruscia: PUR-chant25-138 con tal cura conviene e con tai pasti PUR-chant25-139 che la piaga da sezzo si ricuscia. PUR-chant26 Purgatorio: Canto XXVI PUR-chant26-1 Mentre che si` per l'orlo, uno innanzi altro, PUR-chant26-2 ce n'andavamo, e spesso il buon maestro PUR-chant26-3 diceami: <>; PUR-chant26-4 feriami il sole in su l'omero destro, PUR-chant26-5 che gia`, raggiando, tutto l'occidente PUR-chant26-6 mutava in bianco aspetto di cilestro; PUR-chant26-7 e io facea con l'ombra piu` rovente PUR-chant26-8 parer la fiamma; e pur a tanto indizio PUR-chant26-9 vidi molt'ombre, andando, poner mente. PUR-chant26-10 Questa fu la cagion che diede inizio PUR-chant26-11 loro a parlar di me; e cominciarsi PUR-chant26-12 a dir: <>; PUR-chant26-13 poi verso me, quanto potean farsi, PUR-chant26-14 certi si fero, sempre con riguardo PUR-chant26-15 di non uscir dove non fosser arsi. PUR-chant26-16 <>. PUR-chant26-25 Si` mi parlava un d'essi; e io mi fora PUR-chant26-26 gia` manifesto, s'io non fossi atteso PUR-chant26-27 ad altra novita` ch'apparve allora; PUR-chant26-28 che' per lo mezzo del cammino acceso PUR-chant26-29 venne gente col viso incontro a questa, PUR-chant26-30 la qual mi fece a rimirar sospeso. PUR-chant26-31 Li` veggio d'ogne parte farsi presta PUR-chant26-32 ciascun'ombra e basciarsi una con una PUR-chant26-33 sanza restar, contente a brieve festa; PUR-chant26-34 cosi` per entro loro schiera bruna PUR-chant26-35 s'ammusa l'una con l'altra formica, PUR-chant26-36 forse a spiar lor via e lor fortuna. PUR-chant26-37 Tosto che parton l'accoglienza amica, PUR-chant26-38 prima che 'l primo passo li` trascorra, PUR-chant26-39 sopragridar ciascuna s'affatica: PUR-chant26-40 la nova gente: <>; PUR-chant26-41 e l'altra: <>. PUR-chant26-43 Poi, come grue ch'a le montagne Rife PUR-chant26-44 volasser parte, e parte inver' l'arene, PUR-chant26-45 queste del gel, quelle del sole schife, PUR-chant26-46 l'una gente sen va, l'altra sen vene; PUR-chant26-47 e tornan, lagrimando, a' primi canti PUR-chant26-48 e al gridar che piu` lor si convene; PUR-chant26-49 e raccostansi a me, come davanti, PUR-chant26-50 essi medesmi che m'avean pregato, PUR-chant26-51 attenti ad ascoltar ne' lor sembianti. PUR-chant26-52 Io, che due volte avea visto lor grato, PUR-chant26-53 incominciai: <>. PUR-chant26-67 Non altrimenti stupido si turba PUR-chant26-68 lo montanaro, e rimirando ammuta, PUR-chant26-69 quando rozzo e salvatico s'inurba, PUR-chant26-70 che ciascun'ombra fece in sua paruta; PUR-chant26-71 ma poi che furon di stupore scarche, PUR-chant26-72 lo qual ne li alti cuor tosto s'attuta, PUR-chant26-73 <>, PUR-chant26-74 ricomincio` colei che pria m'inchiese, PUR-chant26-75 <>. PUR-chant26-94 Quali ne la tristizia di Ligurgo PUR-chant26-95 si fer due figli a riveder la madre, PUR-chant26-96 tal mi fec'io, ma non a tanto insurgo, PUR-chant26-97 quand'io odo nomar se' stesso il padre PUR-chant26-98 mio e de li altri miei miglior che mai PUR-chant26-99 rime d'amore usar dolci e leggiadre; PUR-chant26-100 e sanza udire e dir pensoso andai PUR-chant26-101 lunga fiata rimirando lui, PUR-chant26-102 ne', per lo foco, in la` piu` m'appressai. PUR-chant26-103 Poi che di riguardar pasciuto fui, PUR-chant26-104 tutto m'offersi pronto al suo servigio PUR-chant26-105 con l'affermar che fa credere altrui. PUR-chant26-106 Ed elli a me: <>. PUR-chant26-112 E io a lui: <
  • >. PUR-chant26-115 <>, disse, <>, e addito` un spirto innanzi, PUR-chant26-117 <>. PUR-chant26-133 Poi, forse per dar luogo altrui secondo PUR-chant26-134 che presso avea, disparve per lo foco, PUR-chant26-135 come per l'acqua il pesce andando al fondo. PUR-chant26-136 Io mi fei al mostrato innanzi un poco, PUR-chant26-137 e dissi ch'al suo nome il mio disire PUR-chant26-138 apparecchiava grazioso loco. PUR-chant26-139 El comincio` liberamente a dire: PUR-chant26-140 <>. PUR-chant26-148 Poi s'ascose nel foco che li affina. PUR-chant27 Purgatorio: Canto XXVII PUR-chant27-1 Si` come quando i primi raggi vibra PUR-chant27-2 la` dove il suo fattor lo sangue sparse, PUR-chant27-3 cadendo Ibero sotto l'alta Libra, PUR-chant27-4 e l'onde in Gange da nona riarse, PUR-chant27-5 si` stava il sole; onde 'l giorno sen giva, PUR-chant27-6 come l'angel di Dio lieto ci apparse. PUR-chant27-7 Fuor de la fiamma stava in su la riva, PUR-chant27-8 e cantava 'Beati mundo corde!'. PUR-chant27-9 in voce assai piu` che la nostra viva. PUR-chant27-10 Poscia <>, PUR-chant27-13 ci disse come noi li fummo presso; PUR-chant27-14 per ch'io divenni tal, quando lo 'ntesi, PUR-chant27-15 qual e` colui che ne la fossa e` messo. PUR-chant27-16 In su le man commesse mi protesi, PUR-chant27-17 guardando il foco e imaginando forte PUR-chant27-18 umani corpi gia` veduti accesi. PUR-chant27-19 Volsersi verso me le buone scorte; PUR-chant27-20 e Virgilio mi disse: <>. PUR-chant27-33 E io pur fermo e contra coscienza. PUR-chant27-34 Quando mi vide star pur fermo e duro, PUR-chant27-35 turbato un poco disse: <>. PUR-chant27-37 Come al nome di Tisbe aperse il ciglio PUR-chant27-38 Piramo in su la morte, e riguardolla, PUR-chant27-39 allor che 'l gelso divento` vermiglio; PUR-chant27-40 cosi`, la mia durezza fatta solla, PUR-chant27-41 mi volsi al savio duca, udendo il nome PUR-chant27-42 che ne la mente sempre mi rampolla. PUR-chant27-43 Ond'ei crollo` la fronte e disse: <>; indi sorrise PUR-chant27-45 come al fanciul si fa ch'e` vinto al pome. PUR-chant27-46 Poi dentro al foco innanzi mi si mise, PUR-chant27-47 pregando Stazio che venisse retro, PUR-chant27-48 che pria per lunga strada ci divise. PUR-chant27-49 Si` com'fui dentro, in un bogliente vetro PUR-chant27-50 gittato mi sarei per rinfrescarmi, PUR-chant27-51 tant'era ivi lo 'ncendio sanza metro. PUR-chant27-52 Lo dolce padre mio, per confortarmi, PUR-chant27-53 pur di Beatrice ragionando andava, PUR-chant27-54 dicendo: <
  • >. PUR-chant27-55 Guidavaci una voce che cantava PUR-chant27-56 di la`; e noi, attenti pur a lei, PUR-chant27-57 venimmo fuor la` ove si montava. PUR-chant27-58 'Venite, benedicti Patris mei', PUR-chant27-59 sono` dentro a un lume che li` era, PUR-chant27-60 tal che mi vinse e guardar nol potei. PUR-chant27-61 <>, soggiunse, <>. PUR-chant27-64 Dritta salia la via per entro 'l sasso PUR-chant27-65 verso tal parte ch'io toglieva i raggi PUR-chant27-66 dinanzi a me del sol ch'era gia` basso. PUR-chant27-67 E di pochi scaglion levammo i saggi, PUR-chant27-68 che 'l sol corcar, per l'ombra che si spense, PUR-chant27-69 sentimmo dietro e io e li miei saggi. PUR-chant27-70 E pria che 'n tutte le sue parti immense PUR-chant27-71 fosse orizzonte fatto d'uno aspetto, PUR-chant27-72 e notte avesse tutte sue dispense, PUR-chant27-73 ciascun di noi d'un grado fece letto; PUR-chant27-74 che' la natura del monte ci affranse PUR-chant27-75 la possa del salir piu` e 'l diletto. PUR-chant27-76 Quali si stanno ruminando manse PUR-chant27-77 le capre, state rapide e proterve PUR-chant27-78 sovra le cime avante che sien pranse, PUR-chant27-79 tacite a l'ombra, mentre che 'l sol ferve, PUR-chant27-80 guardate dal pastor, che 'n su la verga PUR-chant27-81 poggiato s'e` e lor di posa serve; PUR-chant27-82 e quale il mandrian che fori alberga, PUR-chant27-83 lungo il pecuglio suo queto pernotta, PUR-chant27-84 guardando perche' fiera non lo sperga; PUR-chant27-85 tali eravamo tutti e tre allotta, PUR-chant27-86 io come capra, ed ei come pastori, PUR-chant27-87 fasciati quinci e quindi d'alta grotta. PUR-chant27-88 Poco parer potea li` del di fori; PUR-chant27-89 ma, per quel poco, vedea io le stelle PUR-chant27-90 di lor solere e piu` chiare e maggiori. PUR-chant27-91 Si` ruminando e si` mirando in quelle, PUR-chant27-92 mi prese il sonno; il sonno che sovente, PUR-chant27-93 anzi che 'l fatto sia, sa le novelle. PUR-chant27-94 Ne l'ora, credo, che de l'oriente, PUR-chant27-95 prima raggio` nel monte Citerea, PUR-chant27-96 che di foco d'amor par sempre ardente, PUR-chant27-97 giovane e bella in sogno mi parea PUR-chant27-98 donna vedere andar per una landa PUR-chant27-99 cogliendo fiori; e cantando dicea: PUR-chant27-100 <>. PUR-chant27-109 E gia` per li splendori antelucani, PUR-chant27-110 che tanto a' pellegrin surgon piu` grati, PUR-chant27-111 quanto, tornando, albergan men lontani, PUR-chant27-112 le tenebre fuggian da tutti lati, PUR-chant27-113 e 'l sonno mio con esse; ond'io leva'mi, PUR-chant27-114 veggendo i gran maestri gia` levati. PUR-chant27-115 <>. PUR-chant27-118 Virgilio inverso me queste cotali PUR-chant27-119 parole uso`; e mai non furo strenne PUR-chant27-120 che fosser di piacere a queste iguali. PUR-chant27-121 Tanto voler sopra voler mi venne PUR-chant27-122 de l'esser su`, ch'ad ogne passo poi PUR-chant27-123 al volo mi sentia crescer le penne. PUR-chant27-124 Come la scala tutta sotto noi PUR-chant27-125 fu corsa e fummo in su 'l grado superno, PUR-chant27-126 in me ficco` Virgilio li occhi suoi, PUR-chant27-127 e disse: <>. PUR-chant28 Purgatorio: Canto XXVIII PUR-chant28-1 Vago gia` di cercar dentro e dintorno PUR-chant28-2 la divina foresta spessa e viva, PUR-chant28-3 ch'a li occhi temperava il novo giorno, PUR-chant28-4 sanza piu` aspettar, lasciai la riva, PUR-chant28-5 prendendo la campagna lento lento PUR-chant28-6 su per lo suol che d'ogne parte auliva. PUR-chant28-7 Un'aura dolce, sanza mutamento PUR-chant28-8 avere in se', mi feria per la fronte PUR-chant28-9 non di piu` colpo che soave vento; PUR-chant28-10 per cui le fronde, tremolando, pronte PUR-chant28-11 tutte quante piegavano a la parte PUR-chant28-12 u' la prim'ombra gitta il santo monte; PUR-chant28-13 non pero` dal loro esser dritto sparte PUR-chant28-14 tanto, che li augelletti per le cime PUR-chant28-15 lasciasser d'operare ogne lor arte; PUR-chant28-16 ma con piena letizia l'ore prime, PUR-chant28-17 cantando, ricevieno intra le foglie, PUR-chant28-18 che tenevan bordone a le sue rime, PUR-chant28-19 tal qual di ramo in ramo si raccoglie PUR-chant28-20 per la pineta in su 'l lito di Chiassi, PUR-chant28-21 quand'Eolo scilocco fuor discioglie. PUR-chant28-22 Gia` m'avean trasportato i lenti passi PUR-chant28-23 dentro a la selva antica tanto, ch'io PUR-chant28-24 non potea rivedere ond'io mi 'ntrassi; PUR-chant28-25 ed ecco piu` andar mi tolse un rio, PUR-chant28-26 che 'nver' sinistra con sue picciole onde PUR-chant28-27 piegava l'erba che 'n sua ripa uscio. PUR-chant28-28 Tutte l'acque che son di qua piu` monde, PUR-chant28-29 parrieno avere in se' mistura alcuna, PUR-chant28-30 verso di quella, che nulla nasconde, PUR-chant28-31 avvegna che si mova bruna bruna PUR-chant28-32 sotto l'ombra perpetua, che mai PUR-chant28-33 raggiar non lascia sole ivi ne' luna. PUR-chant28-34 Coi pie` ristretti e con li occhi passai PUR-chant28-35 di la` dal fiumicello, per mirare PUR-chant28-36 la gran variazion d'i freschi mai; PUR-chant28-37 e la` m'apparve, si` com'elli appare PUR-chant28-38 subitamente cosa che disvia PUR-chant28-39 per maraviglia tutto altro pensare, PUR-chant28-40 una donna soletta che si gia PUR-chant28-41 e cantando e scegliendo fior da fiore PUR-chant28-42 ond'era pinta tutta la sua via. PUR-chant28-43 <>, PUR-chant28-47 diss'io a lei, <>. PUR-chant28-52 Come si volge, con le piante strette PUR-chant28-53 a terra e intra se', donna che balli, PUR-chant28-54 e piede innanzi piede a pena mette, PUR-chant28-55 volsesi in su i vermigli e in su i gialli PUR-chant28-56 fioretti verso me, non altrimenti PUR-chant28-57 che vergine che li occhi onesti avvalli; PUR-chant28-58 e fece i prieghi miei esser contenti, PUR-chant28-59 si` appressando se', che 'l dolce suono PUR-chant28-60 veniva a me co' suoi intendimenti. PUR-chant28-61 Tosto che fu la` dove l'erbe sono PUR-chant28-62 bagnate gia` da l'onde del bel fiume, PUR-chant28-63 di levar li occhi suoi mi fece dono. PUR-chant28-64 Non credo che splendesse tanto lume PUR-chant28-65 sotto le ciglia a Venere, trafitta PUR-chant28-66 dal figlio fuor di tutto suo costume. PUR-chant28-67 Ella ridea da l'altra riva dritta, PUR-chant28-68 trattando piu` color con le sue mani, PUR-chant28-69 che l'alta terra sanza seme gitta. PUR-chant28-70 Tre passi ci facea il fiume lontani; PUR-chant28-71 ma Elesponto, la` 've passo` Serse, PUR-chant28-72 ancora freno a tutti orgogli umani, PUR-chant28-73 piu` odio da Leandro non sofferse PUR-chant28-74 per mareggiare intra Sesto e Abido, PUR-chant28-75 che quel da me perch'allor non s'aperse. PUR-chant28-76 <>, PUR-chant28-77 comincio` ella, <>. PUR-chant28-85 <>, diss'io, <>. PUR-chant28-88 Ond'ella: <>. PUR-chant28-145 Io mi rivolsi 'n dietro allora tutto PUR-chant28-146 a' miei poeti, e vidi che con riso PUR-chant28-147 udito avean l'ultimo costrutto; PUR-chant28-148 poi a la bella donna torna' il viso. PUR-chant29 Purgatorio: Canto XXIX PUR-chant29-1 Cantando come donna innamorata, PUR-chant29-2 continuo` col fin di sue parole: PUR-chant29-3 'Beati quorum tecta sunt peccata!'. PUR-chant29-4 E come ninfe che si givan sole PUR-chant29-5 per le salvatiche ombre, disiando PUR-chant29-6 qual di veder, qual di fuggir lo sole, PUR-chant29-7 allor si mosse contra 'l fiume, andando PUR-chant29-8 su per la riva; e io pari di lei, PUR-chant29-9 picciol passo con picciol seguitando. PUR-chant29-10 Non eran cento tra ' suoi passi e ' miei, PUR-chant29-11 quando le ripe igualmente dier volta, PUR-chant29-12 per modo ch'a levante mi rendei. PUR-chant29-13 Ne' ancor fu cosi` nostra via molta, PUR-chant29-14 quando la donna tutta a me si torse, PUR-chant29-15 dicendo: <>. PUR-chant29-16 Ed ecco un lustro subito trascorse PUR-chant29-17 da tutte parti per la gran foresta, PUR-chant29-18 tal che di balenar mi mise in forse. PUR-chant29-19 Ma perche' 'l balenar, come vien, resta, PUR-chant29-20 e quel, durando, piu` e piu` splendeva, PUR-chant29-21 nel mio pensier dicea: 'Che cosa e` questa?'. PUR-chant29-22 E una melodia dolce correva PUR-chant29-23 per l'aere luminoso; onde buon zelo PUR-chant29-24 mi fe' riprender l'ardimento d'Eva, PUR-chant29-25 che la` dove ubidia la terra e 'l cielo, PUR-chant29-26 femmina, sola e pur teste' formata, PUR-chant29-27 non sofferse di star sotto alcun velo; PUR-chant29-28 sotto 'l qual se divota fosse stata, PUR-chant29-29 avrei quelle ineffabili delizie PUR-chant29-30 sentite prima e piu` lunga fiata. PUR-chant29-31 Mentr'io m'andava tra tante primizie PUR-chant29-32 de l'etterno piacer tutto sospeso, PUR-chant29-33 e disioso ancora a piu` letizie, PUR-chant29-34 dinanzi a noi, tal quale un foco acceso, PUR-chant29-35 ci si fe' l'aere sotto i verdi rami; PUR-chant29-36 e 'l dolce suon per canti era gia` inteso. PUR-chant29-37 O sacrosante Vergini, se fami, PUR-chant29-38 freddi o vigilie mai per voi soffersi, PUR-chant29-39 cagion mi sprona ch'io merce' vi chiami. PUR-chant29-40 Or convien che Elicona per me versi, PUR-chant29-41 e Uranie m'aiuti col suo coro PUR-chant29-42 forti cose a pensar mettere in versi. PUR-chant29-43 Poco piu` oltre, sette alberi d'oro PUR-chant29-44 falsava nel parere il lungo tratto PUR-chant29-45 del mezzo ch'era ancor tra noi e loro; PUR-chant29-46 ma quand'i' fui si` presso di lor fatto, PUR-chant29-47 che l'obietto comun, che 'l senso inganna, PUR-chant29-48 non perdea per distanza alcun suo atto, PUR-chant29-49 la virtu` ch'a ragion discorso ammanna, PUR-chant29-50 si` com'elli eran candelabri apprese, PUR-chant29-51 e ne le voci del cantare 'Osanna'. PUR-chant29-52 Di sopra fiammeggiava il bello arnese PUR-chant29-53 piu` chiaro assai che luna per sereno PUR-chant29-54 di mezza notte nel suo mezzo mese. PUR-chant29-55 Io mi rivolsi d'ammirazion pieno PUR-chant29-56 al buon Virgilio, ed esso mi rispuose PUR-chant29-57 con vista carca di stupor non meno. PUR-chant29-58 Indi rendei l'aspetto a l'alte cose PUR-chant29-59 che si movieno incontr'a noi si` tardi, PUR-chant29-60 che foran vinte da novelle spose. PUR-chant29-61 La donna mi sgrido`: <>. PUR-chant29-64 Genti vid'io allor, come a lor duci, PUR-chant29-65 venire appresso, vestite di bianco; PUR-chant29-66 e tal candor di qua gia` mai non fuci. PUR-chant29-67 L'acqua imprendea dal sinistro fianco, PUR-chant29-68 e rendea me la mia sinistra costa, PUR-chant29-69 s'io riguardava in lei, come specchio anco. PUR-chant29-70 Quand'io da la mia riva ebbi tal posta, PUR-chant29-71 che solo il fiume mi facea distante, PUR-chant29-72 per veder meglio ai passi diedi sosta, PUR-chant29-73 e vidi le fiammelle andar davante, PUR-chant29-74 lasciando dietro a se' l'aere dipinto, PUR-chant29-75 e di tratti pennelli avean sembiante; PUR-chant29-76 si` che li` sopra rimanea distinto PUR-chant29-77 di sette liste, tutte in quei colori PUR-chant29-78 onde fa l'arco il Sole e Delia il cinto. PUR-chant29-79 Questi ostendali in dietro eran maggiori PUR-chant29-80 che la mia vista; e, quanto a mio avviso, PUR-chant29-81 diece passi distavan quei di fori. PUR-chant29-82 Sotto cosi` bel ciel com'io diviso, PUR-chant29-83 ventiquattro seniori, a due a due, PUR-chant29-84 coronati venien di fiordaliso. PUR-chant29-85 Tutti cantavan: <>. PUR-chant29-88 Poscia che i fiori e l'altre fresche erbette PUR-chant29-89 a rimpetto di me da l'altra sponda PUR-chant29-90 libere fuor da quelle genti elette, PUR-chant29-91 si` come luce luce in ciel seconda, PUR-chant29-92 vennero appresso lor quattro animali, PUR-chant29-93 coronati ciascun di verde fronda. PUR-chant29-94 Ognuno era pennuto di sei ali; PUR-chant29-95 le penne piene d'occhi; e li occhi d'Argo, PUR-chant29-96 se fosser vivi, sarebber cotali. PUR-chant29-97 A descriver lor forme piu` non spargo PUR-chant29-98 rime, lettor; ch'altra spesa mi strigne, PUR-chant29-99 tanto ch'a questa non posso esser largo; PUR-chant29-100 ma leggi Ezechiel, che li dipigne PUR-chant29-101 come li vide da la fredda parte PUR-chant29-102 venir con vento e con nube e con igne; PUR-chant29-103 e quali i troverai ne le sue carte, PUR-chant29-104 tali eran quivi, salvo ch'a le penne PUR-chant29-105 Giovanni e` meco e da lui si diparte. PUR-chant29-106 Lo spazio dentro a lor quattro contenne PUR-chant29-107 un carro, in su due rote, triunfale, PUR-chant29-108 ch'al collo d'un grifon tirato venne. PUR-chant29-109 Esso tendeva in su` l'una e l'altra ale PUR-chant29-110 tra la mezzana e le tre e tre liste, PUR-chant29-111 si` ch'a nulla, fendendo, facea male. PUR-chant29-112 Tanto salivan che non eran viste; PUR-chant29-113 le membra d'oro avea quant'era uccello, PUR-chant29-114 e bianche l'altre, di vermiglio miste. PUR-chant29-115 Non che Roma di carro cosi` bello PUR-chant29-116 rallegrasse Affricano, o vero Augusto, PUR-chant29-117 ma quel del Sol saria pover con ello; PUR-chant29-118 quel del Sol che, sviando, fu combusto PUR-chant29-119 per l'orazion de la Terra devota, PUR-chant29-120 quando fu Giove arcanamente giusto. PUR-chant29-121 Tre donne in giro da la destra rota PUR-chant29-122 venian danzando; l'una tanto rossa PUR-chant29-123 ch'a pena fora dentro al foco nota; PUR-chant29-124 l'altr'era come se le carni e l'ossa PUR-chant29-125 fossero state di smeraldo fatte; PUR-chant29-126 la terza parea neve teste' mossa; PUR-chant29-127 e or parean da la bianca tratte, PUR-chant29-128 or da la rossa; e dal canto di questa PUR-chant29-129 l'altre toglien l'andare e tarde e ratte. PUR-chant29-130 Da la sinistra quattro facean festa, PUR-chant29-131 in porpore vestite, dietro al modo PUR-chant29-132 d'una di lor ch'avea tre occhi in testa. PUR-chant29-133 Appresso tutto il pertrattato nodo PUR-chant29-134 vidi due vecchi in abito dispari, PUR-chant29-135 ma pari in atto e onesto e sodo. PUR-chant29-136 L'un si mostrava alcun de' famigliari PUR-chant29-137 di quel sommo Ipocrate che natura PUR-chant29-138 a li animali fe' ch'ell'ha piu` cari; PUR-chant29-139 mostrava l'altro la contraria cura PUR-chant29-140 con una spada lucida e aguta, PUR-chant29-141 tal che di qua dal rio mi fe' paura. PUR-chant29-142 Poi vidi quattro in umile paruta; PUR-chant29-143 e di retro da tutti un vecchio solo PUR-chant29-144 venir, dormendo, con la faccia arguta. PUR-chant29-145 E questi sette col primaio stuolo PUR-chant29-146 erano abituati, ma di gigli PUR-chant29-147 dintorno al capo non facean brolo, PUR-chant29-148 anzi di rose e d'altri fior vermigli; PUR-chant29-149 giurato avria poco lontano aspetto PUR-chant29-150 che tutti ardesser di sopra da' cigli. PUR-chant29-151 E quando il carro a me fu a rimpetto, PUR-chant29-152 un tuon s'udi`, e quelle genti degne PUR-chant29-153 parvero aver l'andar piu` interdetto, PUR-chant29-154 fermandosi ivi con le prime insegne. PUR-chant30 Purgatorio: Canto XXX PUR-chant30-1 Quando il settentrion del primo cielo, PUR-chant30-2 che ne' occaso mai seppe ne' orto PUR-chant30-3 ne' d'altra nebbia che di colpa velo, PUR-chant30-4 e che faceva li` ciascun accorto PUR-chant30-5 di suo dover, come 'l piu` basso face PUR-chant30-6 qual temon gira per venire a porto, PUR-chant30-7 fermo s'affisse: la gente verace, PUR-chant30-8 venuta prima tra 'l grifone ed esso, PUR-chant30-9 al carro volse se' come a sua pace; PUR-chant30-10 e un di loro, quasi da ciel messo, PUR-chant30-11 'Veni, sponsa, de Libano' cantando PUR-chant30-12 grido` tre volte, e tutti li altri appresso. PUR-chant30-13 Quali i beati al novissimo bando PUR-chant30-14 surgeran presti ognun di sua caverna, PUR-chant30-15 la revestita voce alleluiando, PUR-chant30-16 cotali in su la divina basterna PUR-chant30-17 si levar cento, ad vocem tanti senis, PUR-chant30-18 ministri e messaggier di vita etterna. PUR-chant30-19 Tutti dicean: 'Benedictus qui venis!', PUR-chant30-20 e fior gittando e di sopra e dintorno, PUR-chant30-21 'Manibus, oh, date lilia plenis!'. PUR-chant30-22 Io vidi gia` nel cominciar del giorno PUR-chant30-23 la parte oriental tutta rosata, PUR-chant30-24 e l'altro ciel di bel sereno addorno; PUR-chant30-25 e la faccia del sol nascere ombrata, PUR-chant30-26 si` che per temperanza di vapori PUR-chant30-27 l'occhio la sostenea lunga fiata: PUR-chant30-28 cosi` dentro una nuvola di fiori PUR-chant30-29 che da le mani angeliche saliva PUR-chant30-30 e ricadeva in giu` dentro e di fori, PUR-chant30-31 sovra candido vel cinta d'uliva PUR-chant30-32 donna m'apparve, sotto verde manto PUR-chant30-33 vestita di color di fiamma viva. PUR-chant30-34 E lo spirito mio, che gia` cotanto PUR-chant30-35 tempo era stato ch'a la sua presenza PUR-chant30-36 non era di stupor, tremando, affranto, PUR-chant30-37 sanza de li occhi aver piu` conoscenza, PUR-chant30-38 per occulta virtu` che da lei mosse, PUR-chant30-39 d'antico amor senti` la gran potenza. PUR-chant30-40 Tosto che ne la vista mi percosse PUR-chant30-41 l'alta virtu` che gia` m'avea trafitto PUR-chant30-42 prima ch'io fuor di puerizia fosse, PUR-chant30-43 volsimi a la sinistra col respitto PUR-chant30-44 col quale il fantolin corre a la mamma PUR-chant30-45 quando ha paura o quando elli e` afflitto, PUR-chant30-46 per dicere a Virgilio: 'Men che dramma PUR-chant30-47 di sangue m'e` rimaso che non tremi: PUR-chant30-48 conosco i segni de l'antica fiamma'. PUR-chant30-49 Ma Virgilio n'avea lasciati scemi PUR-chant30-50 di se', Virgilio dolcissimo patre, PUR-chant30-51 Virgilio a cui per mia salute die'mi; PUR-chant30-52 ne' quantunque perdeo l'antica matre, PUR-chant30-53 valse a le guance nette di rugiada, PUR-chant30-54 che, lagrimando, non tornasser atre. PUR-chant30-55 <>. PUR-chant30-58 Quasi ammiraglio che in poppa e in prora PUR-chant30-59 viene a veder la gente che ministra PUR-chant30-60 per li altri legni, e a ben far l'incora; PUR-chant30-61 in su la sponda del carro sinistra, PUR-chant30-62 quando mi volsi al suon del nome mio, PUR-chant30-63 che di necessita` qui si registra, PUR-chant30-64 vidi la donna che pria m'appario PUR-chant30-65 velata sotto l'angelica festa, PUR-chant30-66 drizzar li occhi ver' me di qua dal rio. PUR-chant30-67 Tutto che 'l vel che le scendea di testa, PUR-chant30-68 cerchiato de le fronde di Minerva, PUR-chant30-69 non la lasciasse parer manifesta, PUR-chant30-70 regalmente ne l'atto ancor proterva PUR-chant30-71 continuo` come colui che dice PUR-chant30-72 e 'l piu` caldo parlar dietro reserva: PUR-chant30-73 <>. PUR-chant30-76 Li occhi mi cadder giu` nel chiaro fonte; PUR-chant30-77 ma veggendomi in esso, i trassi a l'erba, PUR-chant30-78 tanta vergogna mi gravo` la fronte. PUR-chant30-79 Cosi` la madre al figlio par superba, PUR-chant30-80 com'ella parve a me; perche' d'amaro PUR-chant30-81 sente il sapor de la pietade acerba. PUR-chant30-82 Ella si tacque; e li angeli cantaro PUR-chant30-83 di subito 'In te, Domine, speravi'; PUR-chant30-84 ma oltre 'pedes meos' non passaro. PUR-chant30-85 Si` come neve tra le vive travi PUR-chant30-86 per lo dosso d'Italia si congela, PUR-chant30-87 soffiata e stretta da li venti schiavi, PUR-chant30-88 poi, liquefatta, in se' stessa trapela, PUR-chant30-89 pur che la terra che perde ombra spiri, PUR-chant30-90 si` che par foco fonder la candela; PUR-chant30-91 cosi` fui sanza lagrime e sospiri PUR-chant30-92 anzi 'l cantar di quei che notan sempre PUR-chant30-93 dietro a le note de li etterni giri; PUR-chant30-94 ma poi che 'ntesi ne le dolci tempre PUR-chant30-95 lor compatire a me, par che se detto PUR-chant30-96 avesser: 'Donna, perche' si` lo stempre?', PUR-chant30-97 lo gel che m'era intorno al cor ristretto, PUR-chant30-98 spirito e acqua fessi, e con angoscia PUR-chant30-99 de la bocca e de li occhi usci` del petto. PUR-chant30-100 Ella, pur ferma in su la detta coscia PUR-chant30-101 del carro stando, a le sustanze pie PUR-chant30-102 volse le sue parole cosi` poscia: PUR-chant30-103 <>. PUR-chant31 Purgatorio: Canto XXXI PUR-chant31-1 <>, PUR-chant31-2 volgendo suo parlare a me per punta, PUR-chant31-3 che pur per taglio m'era paruto acro, PUR-chant31-4 ricomincio`, seguendo sanza cunta, PUR-chant31-5 <>. PUR-chant31-7 Era la mia virtu` tanto confusa, PUR-chant31-8 che la voce si mosse, e pria si spense PUR-chant31-9 che da li organi suoi fosse dischiusa. PUR-chant31-10 Poco sofferse; poi disse: <>. PUR-chant31-13 Confusione e paura insieme miste PUR-chant31-14 mi pinsero un tal <> fuor de la bocca, PUR-chant31-15 al quale intender fuor mestier le viste. PUR-chant31-16 Come balestro frange, quando scocca PUR-chant31-17 da troppa tesa la sua corda e l'arco, PUR-chant31-18 e con men foga l'asta il segno tocca, PUR-chant31-19 si` scoppia' io sottesso grave carco, PUR-chant31-20 fuori sgorgando lagrime e sospiri, PUR-chant31-21 e la voce allento` per lo suo varco. PUR-chant31-22 Ond'ella a me: <>. PUR-chant31-31 Dopo la tratta d'un sospiro amaro, PUR-chant31-32 a pena ebbi la voce che rispuose, PUR-chant31-33 e le labbra a fatica la formaro. PUR-chant31-34 Piangendo dissi: <>. PUR-chant31-37 Ed ella: <>. PUR-chant31-64 Quali fanciulli, vergognando, muti PUR-chant31-65 con li occhi a terra stannosi, ascoltando PUR-chant31-66 e se' riconoscendo e ripentuti, PUR-chant31-67 tal mi stav'io; ed ella disse: <>. PUR-chant31-70 Con men di resistenza si dibarba PUR-chant31-71 robusto cerro, o vero al nostral vento PUR-chant31-72 o vero a quel de la terra di Iarba, PUR-chant31-73 ch'io non levai al suo comando il mento; PUR-chant31-74 e quando per la barba il viso chiese, PUR-chant31-75 ben conobbi il velen de l'argomento. PUR-chant31-76 E come la mia faccia si distese, PUR-chant31-77 posarsi quelle prime creature PUR-chant31-78 da loro aspersion l'occhio comprese; PUR-chant31-79 e le mie luci, ancor poco sicure, PUR-chant31-80 vider Beatrice volta in su la fiera PUR-chant31-81 ch'e` sola una persona in due nature. PUR-chant31-82 Sotto 'l suo velo e oltre la rivera PUR-chant31-83 vincer pariemi piu` se' stessa antica, PUR-chant31-84 vincer che l'altre qui, quand'ella c'era. PUR-chant31-85 Di penter si` mi punse ivi l'ortica PUR-chant31-86 che di tutte altre cose qual mi torse PUR-chant31-87 piu` nel suo amor, piu` mi si fe' nemica. PUR-chant31-88 Tanta riconoscenza il cor mi morse, PUR-chant31-89 ch'io caddi vinto; e quale allora femmi, PUR-chant31-90 salsi colei che la cagion mi porse. PUR-chant31-91 Poi, quando il cor virtu` di fuor rendemmi, PUR-chant31-92 la donna ch'io avea trovata sola PUR-chant31-93 sopra me vidi, e dicea: <>. PUR-chant31-94 Tratto m'avea nel fiume infin la gola, PUR-chant31-95 e tirandosi me dietro sen giva PUR-chant31-96 sovresso l'acqua lieve come scola. PUR-chant31-97 Quando fui presso a la beata riva, PUR-chant31-98 'Asperges me' si` dolcemente udissi, PUR-chant31-99 che nol so rimembrar, non ch'io lo scriva. PUR-chant31-100 La bella donna ne le braccia aprissi; PUR-chant31-101 abbracciommi la testa e mi sommerse PUR-chant31-102 ove convenne ch'io l'acqua inghiottissi. PUR-chant31-103 Indi mi tolse, e bagnato m'offerse PUR-chant31-104 dentro a la danza de le quattro belle; PUR-chant31-105 e ciascuna del braccio mi coperse. PUR-chant31-106 <>. PUR-chant31-112 Cosi` cantando cominciaro; e poi PUR-chant31-113 al petto del grifon seco menarmi, PUR-chant31-114 ove Beatrice stava volta a noi. PUR-chant31-115 Disser: <>. PUR-chant31-118 Mille disiri piu` che fiamma caldi PUR-chant31-119 strinsermi li occhi a li occhi rilucenti, PUR-chant31-120 che pur sopra 'l grifone stavan saldi. PUR-chant31-121 Come in lo specchio il sol, non altrimenti PUR-chant31-122 la doppia fiera dentro vi raggiava, PUR-chant31-123 or con altri, or con altri reggimenti. PUR-chant31-124 Pensa, lettor, s'io mi maravigliava, PUR-chant31-125 quando vedea la cosa in se' star queta, PUR-chant31-126 e ne l'idolo suo si trasmutava. PUR-chant31-127 Mentre che piena di stupore e lieta PUR-chant31-128 l'anima mia gustava di quel cibo PUR-chant31-129 che, saziando di se', di se' asseta, PUR-chant31-130 se' dimostrando di piu` alto tribo PUR-chant31-131 ne li atti, l'altre tre si fero avanti, PUR-chant31-132 danzando al loro angelico caribo. PUR-chant31-133 <>, PUR-chant31-134 era la sua canzone, <>. PUR-chant31-139 O isplendor di viva luce etterna, PUR-chant31-140 chi palido si fece sotto l'ombra PUR-chant31-141 si` di Parnaso, o bevve in sua cisterna, PUR-chant31-142 che non paresse aver la mente ingombra, PUR-chant31-143 tentando a render te qual tu paresti PUR-chant31-144 la` dove armonizzando il ciel t'adombra, PUR-chant31-145 quando ne l'aere aperto ti solvesti? PUR-chant32 Purgatorio: Canto XXXII PUR-chant32-1 Tant'eran li occhi miei fissi e attenti PUR-chant32-2 a disbramarsi la decenne sete, PUR-chant32-3 che li altri sensi m'eran tutti spenti. PUR-chant32-4 Ed essi quinci e quindi avien parete PUR-chant32-5 di non caler - cosi` lo santo riso PUR-chant32-6 a se' traeli con l'antica rete! -; PUR-chant32-7 quando per forza mi fu volto il viso PUR-chant32-8 ver' la sinistra mia da quelle dee, PUR-chant32-9 perch'io udi' da loro un <>; PUR-chant32-10 e la disposizion ch'a veder ee PUR-chant32-11 ne li occhi pur teste' dal sol percossi, PUR-chant32-12 sanza la vista alquanto esser mi fee. PUR-chant32-13 Ma poi ch'al poco il viso riformossi PUR-chant32-14 (e dico 'al poco' per rispetto al molto PUR-chant32-15 sensibile onde a forza mi rimossi), PUR-chant32-16 vidi 'n sul braccio destro esser rivolto PUR-chant32-17 lo glorioso essercito, e tornarsi PUR-chant32-18 col sole e con le sette fiamme al volto. PUR-chant32-19 Come sotto li scudi per salvarsi PUR-chant32-20 volgesi schiera, e se' gira col segno, PUR-chant32-21 prima che possa tutta in se' mutarsi; PUR-chant32-22 quella milizia del celeste regno PUR-chant32-23 che procedeva, tutta trapassonne PUR-chant32-24 pria che piegasse il carro il primo legno. PUR-chant32-25 Indi a le rote si tornar le donne, PUR-chant32-26 e 'l grifon mosse il benedetto carco PUR-chant32-27 si`, che pero` nulla penna crollonne. PUR-chant32-28 La bella donna che mi trasse al varco PUR-chant32-29 e Stazio e io seguitavam la rota PUR-chant32-30 che fe' l'orbita sua con minore arco. PUR-chant32-31 Si` passeggiando l'alta selva vota, PUR-chant32-32 colpa di quella ch'al serpente crese, PUR-chant32-33 temprava i passi un'angelica nota. PUR-chant32-34 Forse in tre voli tanto spazio prese PUR-chant32-35 disfrenata saetta, quanto eramo PUR-chant32-36 rimossi, quando Beatrice scese. PUR-chant32-37 Io senti' mormorare a tutti <>; PUR-chant32-38 poi cerchiaro una pianta dispogliata PUR-chant32-39 di foglie e d'altra fronda in ciascun ramo. PUR-chant32-40 La coma sua, che tanto si dilata PUR-chant32-41 piu` quanto piu` e` su`, fora da l'Indi PUR-chant32-42 ne' boschi lor per altezza ammirata. PUR-chant32-43 <>. PUR-chant32-46 Cosi` dintorno a l'albero robusto PUR-chant32-47 gridaron li altri; e l'animal binato: PUR-chant32-48 <>. PUR-chant32-49 E volto al temo ch'elli avea tirato, PUR-chant32-50 trasselo al pie` de la vedova frasca, PUR-chant32-51 e quel di lei a lei lascio` legato. PUR-chant32-52 Come le nostre piante, quando casca PUR-chant32-53 giu` la gran luce mischiata con quella PUR-chant32-54 che raggia dietro a la celeste lasca, PUR-chant32-55 turgide fansi, e poi si rinovella PUR-chant32-56 di suo color ciascuna, pria che 'l sole PUR-chant32-57 giunga li suoi corsier sotto altra stella; PUR-chant32-58 men che di rose e piu` che di viole PUR-chant32-59 colore aprendo, s'innovo` la pianta, PUR-chant32-60 che prima avea le ramora si` sole. PUR-chant32-61 Io non lo 'ntesi, ne' qui non si canta PUR-chant32-62 l'inno che quella gente allor cantaro, PUR-chant32-63 ne' la nota soffersi tutta quanta. PUR-chant32-64 S'io potessi ritrar come assonnaro PUR-chant32-65 li occhi spietati udendo di Siringa, PUR-chant32-66 li occhi a cui pur vegghiar costo` si` caro; PUR-chant32-67 come pintor che con essempro pinga, PUR-chant32-68 disegnerei com'io m'addormentai; PUR-chant32-69 ma qual vuol sia che l'assonnar ben finga. PUR-chant32-70 Pero` trascorro a quando mi svegliai, PUR-chant32-71 e dico ch'un splendor mi squarcio` 'l velo PUR-chant32-72 del sonno e un chiamar: <>. PUR-chant32-73 Quali a veder de' fioretti del melo PUR-chant32-74 che del suo pome li angeli fa ghiotti PUR-chant32-75 e perpetue nozze fa nel cielo, PUR-chant32-76 Pietro e Giovanni e Iacopo condotti PUR-chant32-77 e vinti, ritornaro a la parola PUR-chant32-78 da la qual furon maggior sonni rotti, PUR-chant32-79 e videro scemata loro scuola PUR-chant32-80 cosi` di Moise` come d'Elia, PUR-chant32-81 e al maestro suo cangiata stola; PUR-chant32-82 tal torna' io, e vidi quella pia PUR-chant32-83 sovra me starsi che conducitrice PUR-chant32-84 fu de' miei passi lungo 'l fiume pria. PUR-chant32-85 E tutto in dubbio dissi: <>. PUR-chant32-86 Ond'ella: <>. PUR-chant32-91 E se piu` fu lo suo parlar diffuso, PUR-chant32-92 non so, pero` che gia` ne li occhi m'era PUR-chant32-93 quella ch'ad altro intender m'avea chiuso. PUR-chant32-94 Sola sedeasi in su la terra vera, PUR-chant32-95 come guardia lasciata li` del plaustro PUR-chant32-96 che legar vidi a la biforme fera. PUR-chant32-97 In cerchio le facean di se' claustro PUR-chant32-98 le sette ninfe, con quei lumi in mano PUR-chant32-99 che son sicuri d'Aquilone e d'Austro. PUR-chant32-100 <>. PUR-chant32-106 Cosi` Beatrice; e io, che tutto ai piedi PUR-chant32-107 d'i suoi comandamenti era divoto, PUR-chant32-108 la mente e li occhi ov'ella volle diedi. PUR-chant32-109 Non scese mai con si` veloce moto PUR-chant32-110 foco di spessa nube, quando piove PUR-chant32-111 da quel confine che piu` va remoto, PUR-chant32-112 com'io vidi calar l'uccel di Giove PUR-chant32-113 per l'alber giu`, rompendo de la scorza, PUR-chant32-114 non che d'i fiori e de le foglie nove; PUR-chant32-115 e feri` 'l carro di tutta sua forza; PUR-chant32-116 ond'el piego` come nave in fortuna, PUR-chant32-117 vinta da l'onda, or da poggia, or da orza. PUR-chant32-118 Poscia vidi avventarsi ne la cuna PUR-chant32-119 del triunfal veiculo una volpe PUR-chant32-120 che d'ogne pasto buon parea digiuna; PUR-chant32-121 ma, riprendendo lei di laide colpe, PUR-chant32-122 la donna mia la volse in tanta futa PUR-chant32-123 quanto sofferser l'ossa sanza polpe. PUR-chant32-124 Poscia per indi ond'era pria venuta, PUR-chant32-125 l'aguglia vidi scender giu` ne l'arca PUR-chant32-126 del carro e lasciar lei di se' pennuta; PUR-chant32-127 e qual esce di cuor che si rammarca, PUR-chant32-128 tal voce usci` del cielo e cotal disse: PUR-chant32-129 <>. PUR-chant32-130 Poi parve a me che la terra s'aprisse PUR-chant32-131 tr'ambo le ruote, e vidi uscirne un drago PUR-chant32-132 che per lo carro su` la coda fisse; PUR-chant32-133 e come vespa che ritragge l'ago, PUR-chant32-134 a se' traendo la coda maligna, PUR-chant32-135 trasse del fondo, e gissen vago vago. PUR-chant32-136 Quel che rimase, come da gramigna PUR-chant32-137 vivace terra, da la piuma, offerta PUR-chant32-138 forse con intenzion sana e benigna, PUR-chant32-139 si ricoperse, e funne ricoperta PUR-chant32-140 e l'una e l'altra rota e 'l temo, in tanto PUR-chant32-141 che piu` tiene un sospir la bocca aperta. PUR-chant32-142 Trasformato cosi` 'l dificio santo PUR-chant32-143 mise fuor teste per le parti sue, PUR-chant32-144 tre sovra 'l temo e una in ciascun canto. PUR-chant32-145 Le prime eran cornute come bue, PUR-chant32-146 ma le quattro un sol corno avean per fronte: PUR-chant32-147 simile mostro visto ancor non fue. PUR-chant32-148 Sicura, quasi rocca in alto monte, PUR-chant32-149 seder sovresso una puttana sciolta PUR-chant32-150 m'apparve con le ciglia intorno pronte; PUR-chant32-151 e come perche' non li fosse tolta, PUR-chant32-152 vidi di costa a lei dritto un gigante; PUR-chant32-153 e baciavansi insieme alcuna volta. PUR-chant32-154 Ma perche' l'occhio cupido e vagante PUR-chant32-155 a me rivolse, quel feroce drudo PUR-chant32-156 la flagello` dal capo infin le piante; PUR-chant32-157 poi, di sospetto pieno e d'ira crudo, PUR-chant32-158 disciolse il mostro, e trassel per la selva, PUR-chant32-159 tanto che sol di lei mi fece scudo PUR-chant32-160 a la puttana e a la nova belva. PUR-chant33 Purgatorio: Canto XXXIII PUR-chant33-1 'Deus, venerunt gentes', alternando PUR-chant33-2 or tre or quattro dolce salmodia, PUR-chant33-3 le donne incominciaro, e lagrimando; PUR-chant33-4 e Beatrice sospirosa e pia, PUR-chant33-5 quelle ascoltava si` fatta, che poco PUR-chant33-6 piu` a la croce si cambio` Maria. PUR-chant33-7 Ma poi che l'altre vergini dier loco PUR-chant33-8 a lei di dir, levata dritta in pe`, PUR-chant33-9 rispuose, colorata come foco: PUR-chant33-10 'Modicum, et non videbitis me; PUR-chant33-11 et iterum, sorelle mie dilette, PUR-chant33-12 modicum, et vos videbitis me'. PUR-chant33-13 Poi le si mise innanzi tutte e sette, PUR-chant33-14 e dopo se', solo accennando, mosse PUR-chant33-15 me e la donna e 'l savio che ristette. PUR-chant33-16 Cosi` sen giva; e non credo che fosse PUR-chant33-17 lo decimo suo passo in terra posto, PUR-chant33-18 quando con li occhi li occhi mi percosse; PUR-chant33-19 e con tranquillo aspetto <>, PUR-chant33-20 mi disse, <>. PUR-chant33-22 Si` com'io fui, com'io dovea, seco, PUR-chant33-23 dissemi: <>. PUR-chant33-25 Come a color che troppo reverenti PUR-chant33-26 dinanzi a suo maggior parlando sono, PUR-chant33-27 che non traggon la voce viva ai denti. PUR-chant33-28 avvenne a me, che sanza intero suono PUR-chant33-29 incominciai: <>. PUR-chant33-31 Ed ella a me: <>. PUR-chant33-79 E io: <>. PUR-chant33-85 <>, disse, <>. PUR-chant33-91 Ond'io rispuosi lei: <>. PUR-chant33-94 <>, PUR-chant33-95 sorridendo rispuose, <>. PUR-chant33-103 E piu` corusco e con piu` lenti passi PUR-chant33-104 teneva il sole il cerchio di merigge, PUR-chant33-105 che qua e la`, come li aspetti, fassi PUR-chant33-106 quando s'affisser, si` come s'affigge PUR-chant33-107 chi va dinanzi a gente per iscorta PUR-chant33-108 se trova novitate o sue vestigge, PUR-chant33-109 le sette donne al fin d'un'ombra smorta, PUR-chant33-110 qual sotto foglie verdi e rami nigri PUR-chant33-111 sovra suoi freddi rivi l'Alpe porta. PUR-chant33-112 Dinanzi ad esse Eufrates e Tigri PUR-chant33-113 veder mi parve uscir d'una fontana, PUR-chant33-114 e, quasi amici, dipartirsi pigri. PUR-chant33-115 <>. PUR-chant33-118 Per cotal priego detto mi fu: <>. E qui rispuose, PUR-chant33-120 come fa chi da colpa si dislega, PUR-chant33-121 la bella donna: <>. PUR-chant33-124 E Beatrice: <>. PUR-chant33-130 Come anima gentil, che non fa scusa, PUR-chant33-131 ma fa sua voglia de la voglia altrui PUR-chant33-132 tosto che e` per segno fuor dischiusa; PUR-chant33-133 cosi`, poi che da essa preso fui, PUR-chant33-134 la bella donna mossesi, e a Stazio PUR-chant33-135 donnescamente disse: <>. PUR-chant33-136 S'io avessi, lettor, piu` lungo spazio PUR-chant33-137 da scrivere, i' pur cantere' in parte PUR-chant33-138 lo dolce ber che mai non m'avria sazio; PUR-chant33-139 ma perche' piene son tutte le carte PUR-chant33-140 ordite a questa cantica seconda, PUR-chant33-141 non mi lascia piu` ir lo fren de l'arte. PUR-chant33-142 Io ritornai da la santissima onda PUR-chant33-143 rifatto si` come piante novelle PUR-chant33-144 rinnovellate di novella fronda, PUR-chant33-145 puro e disposto a salire alle stelle. PUR-chant33-146 End of this Project Gutenberg E-text of PUR-chant33-147 Divina Commedia di Dante: Purgatorio [7-bit text] PAR-chant1 Paradiso: Canto I PAR-chant1-1 La gloria di colui che tutto move PAR-chant1-2 per l'universo penetra, e risplende PAR-chant1-3 in una parte piu` e meno altrove. PAR-chant1-4 Nel ciel che piu` de la sua luce prende PAR-chant1-5 fu' io, e vidi cose che ridire PAR-chant1-6 ne' sa ne' puo` chi di la` su` discende; PAR-chant1-7 perche' appressando se' al suo disire, PAR-chant1-8 nostro intelletto si profonda tanto, PAR-chant1-9 che dietro la memoria non puo` ire. PAR-chant1-10 Veramente quant'io del regno santo PAR-chant1-11 ne la mia mente potei far tesoro, PAR-chant1-12 sara` ora materia del mio canto. PAR-chant1-13 O buono Appollo, a l'ultimo lavoro PAR-chant1-14 fammi del tuo valor si` fatto vaso, PAR-chant1-15 come dimandi a dar l'amato alloro. PAR-chant1-16 Infino a qui l'un giogo di Parnaso PAR-chant1-17 assai mi fu; ma or con amendue PAR-chant1-18 m'e` uopo intrar ne l'aringo rimaso. PAR-chant1-19 Entra nel petto mio, e spira tue PAR-chant1-20 si` come quando Marsia traesti PAR-chant1-21 de la vagina de le membra sue. PAR-chant1-22 O divina virtu`, se mi ti presti PAR-chant1-23 tanto che l'ombra del beato regno PAR-chant1-24 segnata nel mio capo io manifesti, PAR-chant1-25 vedra'mi al pie` del tuo diletto legno PAR-chant1-26 venire, e coronarmi de le foglie PAR-chant1-27 che la materia e tu mi farai degno. PAR-chant1-28 Si` rade volte, padre, se ne coglie PAR-chant1-29 per triunfare o cesare o poeta, PAR-chant1-30 colpa e vergogna de l'umane voglie, PAR-chant1-31 che parturir letizia in su la lieta PAR-chant1-32 delfica deita` dovria la fronda PAR-chant1-33 peneia, quando alcun di se' asseta. PAR-chant1-34 Poca favilla gran fiamma seconda: PAR-chant1-35 forse di retro a me con miglior voci PAR-chant1-36 si preghera` perche' Cirra risponda. PAR-chant1-37 Surge ai mortali per diverse foci PAR-chant1-38 la lucerna del mondo; ma da quella PAR-chant1-39 che quattro cerchi giugne con tre croci, PAR-chant1-40 con miglior corso e con migliore stella PAR-chant1-41 esce congiunta, e la mondana cera PAR-chant1-42 piu` a suo modo tempera e suggella. PAR-chant1-43 Fatto avea di la` mane e di qua sera PAR-chant1-44 tal foce, e quasi tutto era la` bianco PAR-chant1-45 quello emisperio, e l'altra parte nera, PAR-chant1-46 quando Beatrice in sul sinistro fianco PAR-chant1-47 vidi rivolta e riguardar nel sole: PAR-chant1-48 aquila si` non li s'affisse unquanco. PAR-chant1-49 E si` come secondo raggio suole PAR-chant1-50 uscir del primo e risalire in suso, PAR-chant1-51 pur come pelegrin che tornar vuole, PAR-chant1-52 cosi` de l'atto suo, per li occhi infuso PAR-chant1-53 ne l'imagine mia, il mio si fece, PAR-chant1-54 e fissi li occhi al sole oltre nostr'uso. PAR-chant1-55 Molto e` licito la`, che qui non lece PAR-chant1-56 a le nostre virtu`, merce' del loco PAR-chant1-57 fatto per proprio de l'umana spece. PAR-chant1-58 Io nol soffersi molto, ne' si` poco, PAR-chant1-59 ch'io nol vedessi sfavillar dintorno, PAR-chant1-60 com'ferro che bogliente esce del foco; PAR-chant1-61 e di subito parve giorno a giorno PAR-chant1-62 essere aggiunto, come quei che puote PAR-chant1-63 avesse il ciel d'un altro sole addorno. PAR-chant1-64 Beatrice tutta ne l'etterne rote PAR-chant1-65 fissa con li occhi stava; e io in lei PAR-chant1-66 le luci fissi, di la` su` rimote. PAR-chant1-67 Nel suo aspetto tal dentro mi fei, PAR-chant1-68 qual si fe' Glauco nel gustar de l'erba PAR-chant1-69 che 'l fe' consorto in mar de li altri dei. PAR-chant1-70 Trasumanar significar per verba PAR-chant1-71 non si poria; pero` l'essemplo basti PAR-chant1-72 a cui esperienza grazia serba. PAR-chant1-73 S'i' era sol di me quel che creasti PAR-chant1-74 novellamente, amor che 'l ciel governi, PAR-chant1-75 tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti. PAR-chant1-76 Quando la rota che tu sempiterni PAR-chant1-77 desiderato, a se' mi fece atteso PAR-chant1-78 con l'armonia che temperi e discerni, PAR-chant1-79 parvemi tanto allor del cielo acceso PAR-chant1-80 de la fiamma del sol, che pioggia o fiume PAR-chant1-81 lago non fece alcun tanto disteso. PAR-chant1-82 La novita` del suono e 'l grande lume PAR-chant1-83 di lor cagion m'accesero un disio PAR-chant1-84 mai non sentito di cotanto acume. PAR-chant1-85 Ond'ella, che vedea me si` com'io, PAR-chant1-86 a quietarmi l'animo commosso, PAR-chant1-87 pria ch'io a dimandar, la bocca aprio, PAR-chant1-88 e comincio`: <>. PAR-chant1-94 S'io fui del primo dubbio disvestito PAR-chant1-95 per le sorrise parolette brevi, PAR-chant1-96 dentro ad un nuovo piu` fu' inretito, PAR-chant1-97 e dissi: <>. PAR-chant1-100 Ond'ella, appresso d'un pio sospiro, PAR-chant1-101 li occhi drizzo` ver' me con quel sembiante PAR-chant1-102 che madre fa sovra figlio deliro, PAR-chant1-103 e comincio`: <>. PAR-chant1-142 Quinci rivolse inver' lo cielo il viso. PAR-chant2 Paradiso: Canto II PAR-chant2-1 O voi che siete in piccioletta barca, PAR-chant2-2 desiderosi d'ascoltar, seguiti PAR-chant2-3 dietro al mio legno che cantando varca, PAR-chant2-4 tornate a riveder li vostri liti: PAR-chant2-5 non vi mettete in pelago, che' forse, PAR-chant2-6 perdendo me, rimarreste smarriti. PAR-chant2-7 L'acqua ch'io prendo gia` mai non si corse; PAR-chant2-8 Minerva spira, e conducemi Appollo, PAR-chant2-9 e nove Muse mi dimostran l'Orse. PAR-chant2-10 Voialtri pochi che drizzaste il collo PAR-chant2-11 per tempo al pan de li angeli, del quale PAR-chant2-12 vivesi qui ma non sen vien satollo, PAR-chant2-13 metter potete ben per l'alto sale PAR-chant2-14 vostro navigio, servando mio solco PAR-chant2-15 dinanzi a l'acqua che ritorna equale. PAR-chant2-16 Que' gloriosi che passaro al Colco PAR-chant2-17 non s'ammiraron come voi farete, PAR-chant2-18 quando Iason vider fatto bifolco. PAR-chant2-19 La concreata e perpetua sete PAR-chant2-20 del deiforme regno cen portava PAR-chant2-21 veloci quasi come 'l ciel vedete. PAR-chant2-22 Beatrice in suso, e io in lei guardava; PAR-chant2-23 e forse in tanto in quanto un quadrel posa PAR-chant2-24 e vola e da la noce si dischiava, PAR-chant2-25 giunto mi vidi ove mirabil cosa PAR-chant2-26 mi torse il viso a se'; e pero` quella PAR-chant2-27 cui non potea mia cura essere ascosa, PAR-chant2-28 volta ver' me, si` lieta come bella, PAR-chant2-29 <>, mi disse, PAR-chant2-30 <>. PAR-chant2-31 Parev'a me che nube ne coprisse PAR-chant2-32 lucida, spessa, solida e pulita, PAR-chant2-33 quasi adamante che lo sol ferisse. PAR-chant2-34 Per entro se' l'etterna margarita PAR-chant2-35 ne ricevette, com'acqua recepe PAR-chant2-36 raggio di luce permanendo unita. PAR-chant2-37 S'io era corpo, e qui non si concepe PAR-chant2-38 com'una dimensione altra patio, PAR-chant2-39 ch'esser convien se corpo in corpo repe, PAR-chant2-40 accender ne dovria piu` il disio PAR-chant2-41 di veder quella essenza in che si vede PAR-chant2-42 come nostra natura e Dio s'unio. PAR-chant2-43 Li` si vedra` cio` che tenem per fede, PAR-chant2-44 non dimostrato, ma fia per se' noto PAR-chant2-45 a guisa del ver primo che l'uom crede. PAR-chant2-46 Io rispuosi: <>. PAR-chant2-52 Ella sorrise alquanto, e poi <>, mi disse, <>. PAR-chant2-59 E io: <>. PAR-chant2-61 Ed ella: <>. PAR-chant3 Paradiso: Canto III PAR-chant3-1 Quel sol che pria d'amor mi scaldo` 'l petto, PAR-chant3-2 di bella verita` m'avea scoverto, PAR-chant3-3 provando e riprovando, il dolce aspetto; PAR-chant3-4 e io, per confessar corretto e certo PAR-chant3-5 me stesso, tanto quanto si convenne PAR-chant3-6 leva' il capo a proferer piu` erto; PAR-chant3-7 ma visione apparve che ritenne PAR-chant3-8 a se' me tanto stretto, per vedersi, PAR-chant3-9 che di mia confession non mi sovvenne. PAR-chant3-10 Quali per vetri trasparenti e tersi, PAR-chant3-11 o ver per acque nitide e tranquille, PAR-chant3-12 non si` profonde che i fondi sien persi, PAR-chant3-13 tornan d'i nostri visi le postille PAR-chant3-14 debili si`, che perla in bianca fronte PAR-chant3-15 non vien men forte a le nostre pupille; PAR-chant3-16 tali vid'io piu` facce a parlar pronte; PAR-chant3-17 per ch'io dentro a l'error contrario corsi PAR-chant3-18 a quel ch'accese amor tra l'omo e 'l fonte. PAR-chant3-19 Subito si` com'io di lor m'accorsi, PAR-chant3-20 quelle stimando specchiati sembianti, PAR-chant3-21 per veder di cui fosser, li occhi torsi; PAR-chant3-22 e nulla vidi, e ritorsili avanti PAR-chant3-23 dritti nel lume de la dolce guida, PAR-chant3-24 che, sorridendo, ardea ne li occhi santi. PAR-chant3-25 <>, PAR-chant3-26 mi disse, <>. PAR-chant3-34 E io a l'ombra che parea piu` vaga PAR-chant3-35 di ragionar, drizza'mi, e cominciai, PAR-chant3-36 quasi com'uom cui troppa voglia smaga: PAR-chant3-37 <>. PAR-chant3-42 Ond'ella, pronta e con occhi ridenti: PAR-chant3-43 <>. PAR-chant3-58 Ond'io a lei: <>. PAR-chant3-67 Con quelle altr'ombre pria sorrise un poco; PAR-chant3-68 da indi mi rispuose tanto lieta, PAR-chant3-69 ch'arder parea d'amor nel primo foco: PAR-chant3-70 <>. PAR-chant3-88 Chiaro mi fu allor come ogne dove PAR-chant3-89 in cielo e` paradiso, etsi la grazia PAR-chant3-90 del sommo ben d'un modo non vi piove. PAR-chant3-91 Ma si` com'elli avvien, s'un cibo sazia PAR-chant3-92 e d'un altro rimane ancor la gola, PAR-chant3-93 che quel si chere e di quel si ringrazia, PAR-chant3-94 cosi` fec'io con atto e con parola, PAR-chant3-95 per apprender da lei qual fu la tela PAR-chant3-96 onde non trasse infino a co la spuola. PAR-chant3-97 <>, mi disse, <>. PAR-chant3-121 Cosi` parlommi, e poi comincio` 'Ave, PAR-chant3-122 Maria' cantando, e cantando vanio PAR-chant3-123 come per acqua cupa cosa grave. PAR-chant3-124 La vista mia, che tanto lei seguio PAR-chant3-125 quanto possibil fu, poi che la perse, PAR-chant3-126 volsesi al segno di maggior disio, PAR-chant3-127 e a Beatrice tutta si converse; PAR-chant3-128 ma quella folgoro` nel mio sguardo PAR-chant3-129 si` che da prima il viso non sofferse; PAR-chant3-130 e cio` mi fece a dimandar piu` tardo. PAR-chant4 Paradiso: Canto IV PAR-chant4-1 Intra due cibi, distanti e moventi PAR-chant4-2 d'un modo, prima si morria di fame, PAR-chant4-3 che liber'omo l'un recasse ai denti; PAR-chant4-4 si` si starebbe un agno intra due brame PAR-chant4-5 di fieri lupi, igualmente temendo; PAR-chant4-6 si` si starebbe un cane intra due dame: PAR-chant4-7 per che, s'i' mi tacea, me non riprendo, PAR-chant4-8 da li miei dubbi d'un modo sospinto, PAR-chant4-9 poi ch'era necessario, ne' commendo. PAR-chant4-10 Io mi tacea, ma 'l mio disir dipinto PAR-chant4-11 m'era nel viso, e 'l dimandar con ello, PAR-chant4-12 piu` caldo assai che per parlar distinto. PAR-chant4-13 Fe' si` Beatrice qual fe' Daniello, PAR-chant4-14 Nabuccodonosor levando d'ira, PAR-chant4-15 che l'avea fatto ingiustamente fello; PAR-chant4-16 e disse: <>. PAR-chant4-115 Cotal fu l'ondeggiar del santo rio PAR-chant4-116 ch'usci` del fonte ond'ogne ver deriva; PAR-chant4-117 tal puose in pace uno e altro disio. PAR-chant4-118 <>, PAR-chant4-119 diss'io appresso, <>. PAR-chant4-139 Beatrice mi guardo` con li occhi pieni PAR-chant4-140 di faville d'amor cosi` divini, PAR-chant4-141 che, vinta, mia virtute die` le reni, PAR-chant4-142 e quasi mi perdei con li occhi chini. PAR-chant5 Paradiso: Canto V PAR-chant5-1 <>. PAR-chant5-16 Si` comincio` Beatrice questo canto; PAR-chant5-17 e si` com'uom che suo parlar non spezza, PAR-chant5-18 continuo` cosi` 'l processo santo: PAR-chant5-19 <>. PAR-chant5-85 Cosi` Beatrice a me com'io scrivo; PAR-chant5-86 poi si rivolse tutta disiante PAR-chant5-87 a quella parte ove 'l mondo e` piu` vivo. PAR-chant5-88 Lo suo tacere e 'l trasmutar sembiante PAR-chant5-89 puoser silenzio al mio cupido ingegno, PAR-chant5-90 che gia` nuove questioni avea davante; PAR-chant5-91 e si` come saetta che nel segno PAR-chant5-92 percuote pria che sia la corda queta, PAR-chant5-93 cosi` corremmo nel secondo regno. PAR-chant5-94 Quivi la donna mia vid'io si` lieta, PAR-chant5-95 come nel lume di quel ciel si mise, PAR-chant5-96 che piu` lucente se ne fe' 'l pianeta. PAR-chant5-97 E se la stella si cambio` e rise, PAR-chant5-98 qual mi fec'io che pur da mia natura PAR-chant5-99 trasmutabile son per tutte guise! PAR-chant5-100 Come 'n peschiera ch'e` tranquilla e pura PAR-chant5-101 traggonsi i pesci a cio` che vien di fori PAR-chant5-102 per modo che lo stimin lor pastura, PAR-chant5-103 si` vid'io ben piu` di mille splendori PAR-chant5-104 trarsi ver' noi, e in ciascun s'udia: PAR-chant5-105 <>. PAR-chant5-106 E si` come ciascuno a noi venia, PAR-chant5-107 vedeasi l'ombra piena di letizia PAR-chant5-108 nel folgor chiaro che di lei uscia. PAR-chant5-109 Pensa, lettor, se quel che qui s'inizia PAR-chant5-110 non procedesse, come tu avresti PAR-chant5-111 di piu` savere angosciosa carizia; PAR-chant5-112 e per te vederai come da questi PAR-chant5-113 m'era in disio d'udir lor condizioni, PAR-chant5-114 si` come a li occhi mi fur manifesti. PAR-chant5-115 <>. PAR-chant5-121 Cosi` da un di quelli spirti pii PAR-chant5-122 detto mi fu; e da Beatrice: <>. PAR-chant5-124 <>. PAR-chant5-130 Questo diss'io diritto alla lumera PAR-chant5-131 che pria m'avea parlato; ond'ella fessi PAR-chant5-132 lucente piu` assai di quel ch'ell'era. PAR-chant5-133 Si` come il sol che si cela elli stessi PAR-chant5-134 per troppa luce, come 'l caldo ha rose PAR-chant5-135 le temperanze d'i vapori spessi, PAR-chant5-136 per piu` letizia si` mi si nascose PAR-chant5-137 dentro al suo raggio la figura santa; PAR-chant5-138 e cosi` chiusa chiusa mi rispuose PAR-chant5-139 nel modo che 'l seguente canto canta. PAR-chant6 Paradiso: Canto VI PAR-chant6-1 <>. PAR-chant7 Paradiso: Canto VII PAR-chant7-1 <>. PAR-chant7-4 Cosi`, volgendosi a la nota sua, PAR-chant7-5 fu viso a me cantare essa sustanza, PAR-chant7-6 sopra la qual doppio lume s'addua: PAR-chant7-7 ed essa e l'altre mossero a sua danza, PAR-chant7-8 e quasi velocissime faville, PAR-chant7-9 mi si velar di subita distanza. PAR-chant7-10 Io dubitava e dicea 'Dille, dille!' PAR-chant7-11 fra me, 'dille', dicea, 'a la mia donna PAR-chant7-12 che mi diseta con le dolci stille'. PAR-chant7-13 Ma quella reverenza che s'indonna PAR-chant7-14 di tutto me, pur per Be e per ice, PAR-chant7-15 mi richinava come l'uom ch'assonna. PAR-chant7-16 Poco sofferse me cotal Beatrice PAR-chant7-17 e comincio`, raggiandomi d'un riso PAR-chant7-18 tal, che nel foco faria l'uom felice: PAR-chant7-19 <>. PAR-chant8 Paradiso: Canto VIII PAR-chant8-1 Solea creder lo mondo in suo periclo PAR-chant8-2 che la bella Ciprigna il folle amore PAR-chant8-3 raggiasse, volta nel terzo epiciclo; PAR-chant8-4 per che non pur a lei faceano onore PAR-chant8-5 di sacrificio e di votivo grido PAR-chant8-6 le genti antiche ne l'antico errore; PAR-chant8-7 ma Dione onoravano e Cupido, PAR-chant8-8 quella per madre sua, questo per figlio, PAR-chant8-9 e dicean ch'el sedette in grembo a Dido; PAR-chant8-10 e da costei ond'io principio piglio PAR-chant8-11 pigliavano il vocabol de la stella PAR-chant8-12 che 'l sol vagheggia or da coppa or da ciglio. PAR-chant8-13 Io non m'accorsi del salire in ella; PAR-chant8-14 ma d'esservi entro mi fe' assai fede PAR-chant8-15 la donna mia ch'i' vidi far piu` bella. PAR-chant8-16 E come in fiamma favilla si vede, PAR-chant8-17 e come in voce voce si discerne, PAR-chant8-18 quand'una e` ferma e altra va e riede, PAR-chant8-19 vid'io in essa luce altre lucerne PAR-chant8-20 muoversi in giro piu` e men correnti, PAR-chant8-21 al modo, credo, di lor viste interne. PAR-chant8-22 Di fredda nube non disceser venti, PAR-chant8-23 o visibili o no, tanto festini, PAR-chant8-24 che non paressero impediti e lenti PAR-chant8-25 a chi avesse quei lumi divini PAR-chant8-26 veduti a noi venir, lasciando il giro PAR-chant8-27 pria cominciato in li alti Serafini; PAR-chant8-28 e dentro a quei che piu` innanzi appariro PAR-chant8-29 sonava 'Osanna' si`, che unque poi PAR-chant8-30 di riudir non fui sanza disiro. PAR-chant8-31 Indi si fece l'un piu` presso a noi PAR-chant8-32 e solo incomincio`: <>. PAR-chant8-40 Poscia che li occhi miei si fuoro offerti PAR-chant8-41 a la mia donna reverenti, ed essa PAR-chant8-42 fatti li avea di se' contenti e certi, PAR-chant8-43 rivolsersi a la luce che promessa PAR-chant8-44 tanto s'avea, e <> fue PAR-chant8-45 la voce mia di grande affetto impressa. PAR-chant8-46 E quanta e quale vid'io lei far piue PAR-chant8-47 per allegrezza nova che s'accrebbe, PAR-chant8-48 quando parlai, a l'allegrezze sue! PAR-chant8-49 Cosi` fatta, mi disse: <>. PAR-chant8-85 <>. PAR-chant8-94 Questo io a lui; ed elli a me: <>. PAR-chant8-113 E io: <>. PAR-chant8-115 Ond'elli ancora: <>. PAR-chant8-117 <>, rispuos'io; <>. PAR-chant8-118 <>. PAR-chant8-121 Si` venne deducendo infino a quici; PAR-chant8-122 poscia conchiuse: <>. PAR-chant9 Paradiso: Canto IX PAR-chant9-1 Da poi che Carlo tuo, bella Clemenza, PAR-chant9-2 m'ebbe chiarito, mi narro` li 'nganni PAR-chant9-3 che ricever dovea la sua semenza; PAR-chant9-4 ma disse: <>; PAR-chant9-5 si` ch'io non posso dir se non che pianto PAR-chant9-6 giusto verra` di retro ai vostri danni. PAR-chant9-7 E gia` la vita di quel lume santo PAR-chant9-8 rivolta s'era al Sol che la riempie PAR-chant9-9 come quel ben ch'a ogne cosa e` tanto. PAR-chant9-10 Ahi anime ingannate e fatture empie, PAR-chant9-11 che da si` fatto ben torcete i cuori, PAR-chant9-12 drizzando in vanita` le vostre tempie! PAR-chant9-13 Ed ecco un altro di quelli splendori PAR-chant9-14 ver' me si fece, e 'l suo voler piacermi PAR-chant9-15 significava nel chiarir di fori. PAR-chant9-16 Li occhi di Beatrice, ch'eran fermi PAR-chant9-17 sovra me, come pria, di caro assenso PAR-chant9-18 al mio disio certificato fermi. PAR-chant9-19 <>, dissi, <>. PAR-chant9-22 Onde la luce che m'era ancor nova, PAR-chant9-23 del suo profondo, ond'ella pria cantava, PAR-chant9-24 seguette come a cui di ben far giova: PAR-chant9-25 <>. PAR-chant9-64 Qui si tacette; e fecemi sembiante PAR-chant9-65 che fosse ad altro volta, per la rota PAR-chant9-66 in che si mise com'era davante. PAR-chant9-67 L'altra letizia, che m'era gia` nota PAR-chant9-68 per cara cosa, mi si fece in vista PAR-chant9-69 qual fin balasso in che lo sol percuota. PAR-chant9-70 Per letiziar la` su` fulgor s'acquista, PAR-chant9-71 si` come riso qui; ma giu` s'abbuia PAR-chant9-72 l'ombra di fuor, come la mente e` trista. PAR-chant9-73 <>, PAR-chant9-74 diss'io, <>. PAR-chant9-82 <>, PAR-chant9-83 incominciaro allor le sue parole, PAR-chant9-84 <>. PAR-chant10 Paradiso: Canto X PAR-chant10-1 Guardando nel suo Figlio con l'Amore PAR-chant10-2 che l'uno e l'altro etternalmente spira, PAR-chant10-3 lo primo e ineffabile Valore PAR-chant10-4 quanto per mente e per loco si gira PAR-chant10-5 con tant'ordine fe', ch'esser non puote PAR-chant10-6 sanza gustar di lui chi cio` rimira. PAR-chant10-7 Leva dunque, lettore, a l'alte rote PAR-chant10-8 meco la vista, dritto a quella parte PAR-chant10-9 dove l'un moto e l'altro si percuote; PAR-chant10-10 e li` comincia a vagheggiar ne l'arte PAR-chant10-11 di quel maestro che dentro a se' l'ama, PAR-chant10-12 tanto che mai da lei l'occhio non parte. PAR-chant10-13 Vedi come da indi si dirama PAR-chant10-14 l'oblico cerchio che i pianeti porta, PAR-chant10-15 per sodisfare al mondo che li chiama. PAR-chant10-16 Che se la strada lor non fosse torta, PAR-chant10-17 molta virtu` nel ciel sarebbe in vano, PAR-chant10-18 e quasi ogne potenza qua giu` morta; PAR-chant10-19 e se dal dritto piu` o men lontano PAR-chant10-20 fosse 'l partire, assai sarebbe manco PAR-chant10-21 e giu` e su` de l'ordine mondano. PAR-chant10-22 Or ti riman, lettor, sovra 'l tuo banco, PAR-chant10-23 dietro pensando a cio` che si preliba, PAR-chant10-24 s'esser vuoi lieto assai prima che stanco. PAR-chant10-25 Messo t'ho innanzi: omai per te ti ciba; PAR-chant10-26 che' a se' torce tutta la mia cura PAR-chant10-27 quella materia ond'io son fatto scriba. PAR-chant10-28 Lo ministro maggior de la natura, PAR-chant10-29 che del valor del ciel lo mondo imprenta PAR-chant10-30 e col suo lume il tempo ne misura, PAR-chant10-31 con quella parte che su` si rammenta PAR-chant10-32 congiunto, si girava per le spire PAR-chant10-33 in che piu` tosto ognora s'appresenta; PAR-chant10-34 e io era con lui; ma del salire PAR-chant10-35 non m'accors'io, se non com'uom s'accorge, PAR-chant10-36 anzi 'l primo pensier, del suo venire. PAR-chant10-37 E' Beatrice quella che si` scorge PAR-chant10-38 di bene in meglio, si` subitamente PAR-chant10-39 che l'atto suo per tempo non si sporge. PAR-chant10-40 Quant'esser convenia da se' lucente PAR-chant10-41 quel ch'era dentro al sol dov'io entra'mi, PAR-chant10-42 non per color, ma per lume parvente! PAR-chant10-43 Perch'io lo 'ngegno e l'arte e l'uso chiami, PAR-chant10-44 si` nol direi che mai s'imaginasse; PAR-chant10-45 ma creder puossi e di veder si brami. PAR-chant10-46 E se le fantasie nostre son basse PAR-chant10-47 a tanta altezza, non e` maraviglia; PAR-chant10-48 che' sopra 'l sol non fu occhio ch'andasse. PAR-chant10-49 Tal era quivi la quarta famiglia PAR-chant10-50 de l'alto Padre, che sempre la sazia, PAR-chant10-51 mostrando come spira e come figlia. PAR-chant10-52 E Beatrice comincio`: <>. PAR-chant10-55 Cor di mortal non fu mai si` digesto PAR-chant10-56 a divozione e a rendersi a Dio PAR-chant10-57 con tutto 'l suo gradir cotanto presto, PAR-chant10-58 come a quelle parole mi fec'io; PAR-chant10-59 e si` tutto 'l mio amore in lui si mise, PAR-chant10-60 che Beatrice eclisso` ne l'oblio. PAR-chant10-61 Non le dispiacque; ma si` se ne rise, PAR-chant10-62 che lo splendor de li occhi suoi ridenti PAR-chant10-63 mia mente unita in piu` cose divise. PAR-chant10-64 Io vidi piu` folgor vivi e vincenti PAR-chant10-65 far di noi centro e di se' far corona, PAR-chant10-66 piu` dolci in voce che in vista lucenti: PAR-chant10-67 cosi` cinger la figlia di Latona PAR-chant10-68 vedem talvolta, quando l'aere e` pregno, PAR-chant10-69 si` che ritenga il fil che fa la zona. PAR-chant10-70 Ne la corte del cielo, ond'io rivegno, PAR-chant10-71 si trovan molte gioie care e belle PAR-chant10-72 tanto che non si posson trar del regno; PAR-chant10-73 e 'l canto di quei lumi era di quelle; PAR-chant10-74 chi non s'impenna si` che la` su` voli, PAR-chant10-75 dal muto aspetti quindi le novelle. PAR-chant10-76 Poi, si` cantando, quelli ardenti soli PAR-chant10-77 si fuor girati intorno a noi tre volte, PAR-chant10-78 come stelle vicine a' fermi poli, PAR-chant10-79 donne mi parver, non da ballo sciolte, PAR-chant10-80 ma che s'arrestin tacite, ascoltando PAR-chant10-81 fin che le nove note hanno ricolte. PAR-chant10-82 E dentro a l'un senti' cominciar: <>. PAR-chant10-139 Indi, come orologio che ne chiami PAR-chant10-140 ne l'ora che la sposa di Dio surge PAR-chant10-141 a mattinar lo sposo perche' l'ami, PAR-chant10-142 che l'una parte e l'altra tira e urge, PAR-chant10-143 tin tin sonando con si` dolce nota, PAR-chant10-144 che 'l ben disposto spirto d'amor turge; PAR-chant10-145 cosi` vid'io la gloriosa rota PAR-chant10-146 muoversi e render voce a voce in tempra PAR-chant10-147 e in dolcezza ch'esser non po` nota PAR-chant10-148 se non cola` dove gioir s'insempra. PAR-chant11 Paradiso: Canto XI PAR-chant11-1 O insensata cura de' mortali, PAR-chant11-2 quanto son difettivi silogismi PAR-chant11-3 quei che ti fanno in basso batter l'ali! PAR-chant11-4 Chi dietro a iura, e chi ad amforismi PAR-chant11-5 sen giva, e chi seguendo sacerdozio, PAR-chant11-6 e chi regnar per forza o per sofismi, PAR-chant11-7 e chi rubare, e chi civil negozio, PAR-chant11-8 chi nel diletto de la carne involto PAR-chant11-9 s'affaticava e chi si dava a l'ozio, PAR-chant11-10 quando, da tutte queste cose sciolto, PAR-chant11-11 con Beatrice m'era suso in cielo PAR-chant11-12 cotanto gloriosamente accolto. PAR-chant11-13 Poi che ciascuno fu tornato ne lo PAR-chant11-14 punto del cerchio in che avanti s'era, PAR-chant11-15 fermossi, come a candellier candelo. PAR-chant11-16 E io senti' dentro a quella lumera PAR-chant11-17 che pria m'avea parlato, sorridendo PAR-chant11-18 incominciar, faccendosi piu` mera: PAR-chant11-19 <>. PAR-chant12 Paradiso: Canto XII PAR-chant12-1 Si` tosto come l'ultima parola PAR-chant12-2 la benedetta fiamma per dir tolse, PAR-chant12-3 a rotar comincio` la santa mola; PAR-chant12-4 e nel suo giro tutta non si volse PAR-chant12-5 prima ch'un'altra di cerchio la chiuse, PAR-chant12-6 e moto a moto e canto a canto colse; PAR-chant12-7 canto che tanto vince nostre muse, PAR-chant12-8 nostre serene in quelle dolci tube, PAR-chant12-9 quanto primo splendor quel ch'e' refuse. PAR-chant12-10 Come si volgon per tenera nube PAR-chant12-11 due archi paralelli e concolori, PAR-chant12-12 quando Iunone a sua ancella iube, PAR-chant12-13 nascendo di quel d'entro quel di fori, PAR-chant12-14 a guisa del parlar di quella vaga PAR-chant12-15 ch'amor consunse come sol vapori; PAR-chant12-16 e fanno qui la gente esser presaga, PAR-chant12-17 per lo patto che Dio con Noe` puose, PAR-chant12-18 del mondo che gia` mai piu` non s'allaga: PAR-chant12-19 cosi` di quelle sempiterne rose PAR-chant12-20 volgiensi circa noi le due ghirlande, PAR-chant12-21 e si` l'estrema a l'intima rispuose. PAR-chant12-22 Poi che 'l tripudio e l'altra festa grande, PAR-chant12-23 si` del cantare e si` del fiammeggiarsi PAR-chant12-24 luce con luce gaudiose e blande, PAR-chant12-25 insieme a punto e a voler quetarsi, PAR-chant12-26 pur come li occhi ch'al piacer che i move PAR-chant12-27 conviene insieme chiudere e levarsi; PAR-chant12-28 del cor de l'una de le luci nove PAR-chant12-29 si mosse voce, che l'ago a la stella PAR-chant12-30 parer mi fece in volgermi al suo dove; PAR-chant12-31 e comincio`: <>. PAR-chant13 Paradiso: Canto XIII PAR-chant13-1 Imagini, chi bene intender cupe PAR-chant13-2 quel ch'i' or vidi - e ritegna l'image, PAR-chant13-3 mentre ch'io dico, come ferma rupe -, PAR-chant13-4 quindici stelle che 'n diverse plage PAR-chant13-5 lo ciel avvivan di tanto sereno PAR-chant13-6 che soperchia de l'aere ogne compage; PAR-chant13-7 imagini quel carro a cu' il seno PAR-chant13-8 basta del nostro cielo e notte e giorno, PAR-chant13-9 si` ch'al volger del temo non vien meno; PAR-chant13-10 imagini la bocca di quel corno PAR-chant13-11 che si comincia in punta de lo stelo PAR-chant13-12 a cui la prima rota va dintorno, PAR-chant13-13 aver fatto di se' due segni in cielo, PAR-chant13-14 qual fece la figliuola di Minoi PAR-chant13-15 allora che senti` di morte il gelo; PAR-chant13-16 e l'un ne l'altro aver li raggi suoi, PAR-chant13-17 e amendue girarsi per maniera PAR-chant13-18 che l'uno andasse al primo e l'altro al poi; PAR-chant13-19 e avra` quasi l'ombra de la vera PAR-chant13-20 costellazione e de la doppia danza PAR-chant13-21 che circulava il punto dov'io era: PAR-chant13-22 poi ch'e` tanto di la` da nostra usanza, PAR-chant13-23 quanto di la` dal mover de la Chiana PAR-chant13-24 si move il ciel che tutti li altri avanza. PAR-chant13-25 Li` si canto` non Bacco, non Peana, PAR-chant13-26 ma tre persone in divina natura, PAR-chant13-27 e in una persona essa e l'umana. PAR-chant13-28 Compie' 'l cantare e 'l volger sua misura; PAR-chant13-29 e attesersi a noi quei santi lumi, PAR-chant13-30 felicitando se' di cura in cura. PAR-chant13-31 Ruppe il silenzio ne' concordi numi PAR-chant13-32 poscia la luce in che mirabil vita PAR-chant13-33 del poverel di Dio narrata fumi, PAR-chant13-34 e disse: <>. PAR-chant14 Paradiso: Canto XIV PAR-chant14-1 Dal centro al cerchio, e si` dal cerchio al centro PAR-chant14-2 movesi l'acqua in un ritondo vaso, PAR-chant14-3 secondo ch'e` percosso fuori o dentro: PAR-chant14-4 ne la mia mente fe' subito caso PAR-chant14-5 questo ch'io dico, si` come si tacque PAR-chant14-6 la gloriosa vita di Tommaso, PAR-chant14-7 per la similitudine che nacque PAR-chant14-8 del suo parlare e di quel di Beatrice, PAR-chant14-9 a cui si` cominciar, dopo lui, piacque: PAR-chant14-10 <>. PAR-chant14-19 Come, da piu` letizia pinti e tratti, PAR-chant14-20 a la fiata quei che vanno a rota PAR-chant14-21 levan la voce e rallegrano li atti, PAR-chant14-22 cosi`, a l'orazion pronta e divota, PAR-chant14-23 li santi cerchi mostrar nova gioia PAR-chant14-24 nel torneare e ne la mira nota. PAR-chant14-25 Qual si lamenta perche' qui si moia PAR-chant14-26 per viver cola` su`, non vide quive PAR-chant14-27 lo refrigerio de l'etterna ploia. PAR-chant14-28 Quell'uno e due e tre che sempre vive PAR-chant14-29 e regna sempre in tre e 'n due e 'n uno, PAR-chant14-30 non circunscritto, e tutto circunscrive, PAR-chant14-31 tre volte era cantato da ciascuno PAR-chant14-32 di quelli spirti con tal melodia, PAR-chant14-33 ch'ad ogne merto saria giusto muno. PAR-chant14-34 E io udi' ne la luce piu` dia PAR-chant14-35 del minor cerchio una voce modesta, PAR-chant14-36 forse qual fu da l'angelo a Maria, PAR-chant14-37 risponder: <>. PAR-chant14-61 Tanto mi parver subiti e accorti PAR-chant14-62 e l'uno e l'altro coro a dicer <>, PAR-chant14-63 che ben mostrar disio d'i corpi morti: PAR-chant14-64 forse non pur per lor, ma per le mamme, PAR-chant14-65 per li padri e per li altri che fuor cari PAR-chant14-66 anzi che fosser sempiterne fiamme. PAR-chant14-67 Ed ecco intorno, di chiarezza pari, PAR-chant14-68 nascere un lustro sopra quel che v'era, PAR-chant14-69 per guisa d'orizzonte che rischiari. PAR-chant14-70 E si` come al salir di prima sera PAR-chant14-71 comincian per lo ciel nove parvenze, PAR-chant14-72 si` che la vista pare e non par vera, PAR-chant14-73 parvemi li` novelle sussistenze PAR-chant14-74 cominciare a vedere, e fare un giro PAR-chant14-75 di fuor da l'altre due circunferenze. PAR-chant14-76 Oh vero sfavillar del Santo Spiro! PAR-chant14-77 come si fece subito e candente PAR-chant14-78 a li occhi miei che, vinti, nol soffriro! PAR-chant14-79 Ma Beatrice si` bella e ridente PAR-chant14-80 mi si mostro`, che tra quelle vedute PAR-chant14-81 si vuol lasciar che non seguir la mente. PAR-chant14-82 Quindi ripreser li occhi miei virtute PAR-chant14-83 a rilevarsi; e vidimi translato PAR-chant14-84 sol con mia donna in piu` alta salute. PAR-chant14-85 Ben m'accors'io ch'io era piu` levato, PAR-chant14-86 per l'affocato riso de la stella, PAR-chant14-87 che mi parea piu` roggio che l'usato. PAR-chant14-88 Con tutto 'l core e con quella favella PAR-chant14-89 ch'e` una in tutti, a Dio feci olocausto, PAR-chant14-90 qual conveniesi a la grazia novella. PAR-chant14-91 E non er'anco del mio petto essausto PAR-chant14-92 l'ardor del sacrificio, ch'io conobbi PAR-chant14-93 esso litare stato accetto e fausto; PAR-chant14-94 che' con tanto lucore e tanto robbi PAR-chant14-95 m'apparvero splendor dentro a due raggi, PAR-chant14-96 ch'io dissi: <>. PAR-chant14-97 Come distinta da minori e maggi PAR-chant14-98 lumi biancheggia tra ' poli del mondo PAR-chant14-99 Galassia si`, che fa dubbiar ben saggi; PAR-chant14-100 si` costellati facean nel profondo PAR-chant14-101 Marte quei raggi il venerabil segno PAR-chant14-102 che fan giunture di quadranti in tondo. PAR-chant14-103 Qui vince la memoria mia lo 'ngegno; PAR-chant14-104 che' quella croce lampeggiava Cristo, PAR-chant14-105 si` ch'io non so trovare essempro degno; PAR-chant14-106 ma chi prende sua croce e segue Cristo, PAR-chant14-107 ancor mi scusera` di quel ch'io lasso, PAR-chant14-108 vedendo in quell'albor balenar Cristo. PAR-chant14-109 Di corno in corno e tra la cima e 'l basso PAR-chant14-110 si movien lumi, scintillando forte PAR-chant14-111 nel congiugnersi insieme e nel trapasso: PAR-chant14-112 cosi` si veggion qui diritte e torte, PAR-chant14-113 veloci e tarde, rinovando vista, PAR-chant14-114 le minuzie d'i corpi, lunghe e corte, PAR-chant14-115 moversi per lo raggio onde si lista PAR-chant14-116 talvolta l'ombra che, per sua difesa, PAR-chant14-117 la gente con ingegno e arte acquista. PAR-chant14-118 E come giga e arpa, in tempra tesa PAR-chant14-119 di molte corde, fa dolce tintinno PAR-chant14-120 a tal da cui la nota non e` intesa, PAR-chant14-121 cosi` da' lumi che li` m'apparinno PAR-chant14-122 s'accogliea per la croce una melode PAR-chant14-123 che mi rapiva, sanza intender l'inno. PAR-chant14-124 Ben m'accors'io ch'elli era d'alte lode, PAR-chant14-125 pero` ch'a me venia <> e <> PAR-chant14-126 come a colui che non intende e ode. PAR-chant14-127 Io m'innamorava tanto quinci, PAR-chant14-128 che 'nfino a li` non fu alcuna cosa PAR-chant14-129 che mi legasse con si` dolci vinci. PAR-chant14-130 Forse la mia parola par troppo osa, PAR-chant14-131 posponendo il piacer de li occhi belli, PAR-chant14-132 ne' quai mirando mio disio ha posa; PAR-chant14-133 ma chi s'avvede che i vivi suggelli PAR-chant14-134 d'ogne bellezza piu` fanno piu` suso, PAR-chant14-135 e ch'io non m'era li` rivolto a quelli, PAR-chant14-136 escusar puommi di quel ch'io m'accuso PAR-chant14-137 per escusarmi, e vedermi dir vero: PAR-chant14-138 che' 'l piacer santo non e` qui dischiuso, PAR-chant14-139 perche' si fa, montando, piu` sincero. PAR-chant15 Paradiso: Canto XV PAR-chant15-1 Benigna volontade in che si liqua PAR-chant15-2 sempre l'amor che drittamente spira, PAR-chant15-3 come cupidita` fa ne la iniqua, PAR-chant15-4 silenzio puose a quella dolce lira, PAR-chant15-5 e fece quietar le sante corde PAR-chant15-6 che la destra del cielo allenta e tira. PAR-chant15-7 Come saranno a' giusti preghi sorde PAR-chant15-8 quelle sustanze che, per darmi voglia PAR-chant15-9 ch'io le pregassi, a tacer fur concorde? PAR-chant15-10 Bene e` che sanza termine si doglia PAR-chant15-11 chi, per amor di cosa che non duri, PAR-chant15-12 etternalmente quello amor si spoglia. PAR-chant15-13 Quale per li seren tranquilli e puri PAR-chant15-14 discorre ad ora ad or subito foco, PAR-chant15-15 movendo li occhi che stavan sicuri, PAR-chant15-16 e pare stella che tramuti loco, PAR-chant15-17 se non che da la parte ond'e' s'accende PAR-chant15-18 nulla sen perde, ed esso dura poco: PAR-chant15-19 tale dal corno che 'n destro si stende PAR-chant15-20 a pie` di quella croce corse un astro PAR-chant15-21 de la costellazion che li` resplende; PAR-chant15-22 ne' si parti` la gemma dal suo nastro, PAR-chant15-23 ma per la lista radial trascorse, PAR-chant15-24 che parve foco dietro ad alabastro. PAR-chant15-25 Si` pia l'ombra d'Anchise si porse, PAR-chant15-26 se fede merta nostra maggior musa, PAR-chant15-27 quando in Eliso del figlio s'accorse. PAR-chant15-28 <>. PAR-chant15-31 Cosi` quel lume: ond'io m'attesi a lui; PAR-chant15-32 poscia rivolsi a la mia donna il viso, PAR-chant15-33 e quinci e quindi stupefatto fui; PAR-chant15-34 che' dentro a li occhi suoi ardeva un riso PAR-chant15-35 tal, ch'io pensai co' miei toccar lo fondo PAR-chant15-36 de la mia gloria e del mio paradiso. PAR-chant15-37 Indi, a udire e a veder giocondo, PAR-chant15-38 giunse lo spirto al suo principio cose, PAR-chant15-39 ch'io non lo 'ntesi, si` parlo` profondo; PAR-chant15-40 ne' per elezion mi si nascose, PAR-chant15-41 ma per necessita`, che' 'l suo concetto PAR-chant15-42 al segno d'i mortal si soprapuose. PAR-chant15-43 E quando l'arco de l'ardente affetto PAR-chant15-44 fu si` sfogato, che 'l parlar discese PAR-chant15-45 inver' lo segno del nostro intelletto, PAR-chant15-46 la prima cosa che per me s'intese, PAR-chant15-47 <>, fu, <>. PAR-chant15-49 E segui`: <>. PAR-chant15-70 Io mi volsi a Beatrice, e quella udio PAR-chant15-71 pria ch'io parlassi, e arrisemi un cenno PAR-chant15-72 che fece crescer l'ali al voler mio. PAR-chant15-73 Poi cominciai cosi`: <>. PAR-chant15-88 <>: PAR-chant15-90 cotal principio, rispondendo, femmi. PAR-chant15-91 Poscia mi disse: <>. PAR-chant16 Paradiso: Canto XVI PAR-chant16-1 O poca nostra nobilta` di sangue, PAR-chant16-2 se gloriar di te la gente fai PAR-chant16-3 qua giu` dove l'affetto nostro langue, PAR-chant16-4 mirabil cosa non mi sara` mai: PAR-chant16-5 che' la` dove appetito non si torce, PAR-chant16-6 dico nel cielo, io me ne gloriai. PAR-chant16-7 Ben se' tu manto che tosto raccorce: PAR-chant16-8 si` che, se non s'appon di di` in die, PAR-chant16-9 lo tempo va dintorno con le force. PAR-chant16-10 Dal 'voi' che prima a Roma s'offerie, PAR-chant16-11 in che la sua famiglia men persevra, PAR-chant16-12 ricominciaron le parole mie; PAR-chant16-13 onde Beatrice, ch'era un poco scevra, PAR-chant16-14 ridendo, parve quella che tossio PAR-chant16-15 al primo fallo scritto di Ginevra. PAR-chant16-16 Io cominciai: <>. PAR-chant16-28 Come s'avviva a lo spirar d'i venti PAR-chant16-29 carbone in fiamma, cosi` vid'io quella PAR-chant16-30 luce risplendere a' miei blandimenti; PAR-chant16-31 e come a li occhi miei si fe' piu` bella, PAR-chant16-32 cosi` con voce piu` dolce e soave, PAR-chant16-33 ma non con questa moderna favella, PAR-chant16-34 dissemi: <>. PAR-chant17 Paradiso: Canto XVII PAR-chant17-1 Qual venne a Climene', per accertarsi PAR-chant17-2 di cio` ch'avea incontro a se' udito, PAR-chant17-3 quei ch'ancor fa li padri ai figli scarsi; PAR-chant17-4 tal era io, e tal era sentito PAR-chant17-5 e da Beatrice e da la santa lampa PAR-chant17-6 che pria per me avea mutato sito. PAR-chant17-7 Per che mia donna <>, mi disse, <>. PAR-chant17-13 <>. PAR-chant17-28 Cosi` diss'io a quella luce stessa PAR-chant17-29 che pria m'avea parlato; e come volle PAR-chant17-30 Beatrice, fu la mia voglia confessa. PAR-chant17-31 Ne' per ambage, in che la gente folle PAR-chant17-32 gia` s'inviscava pria che fosse anciso PAR-chant17-33 l'Agnel di Dio che le peccata tolle, PAR-chant17-34 ma per chiare parole e con preciso PAR-chant17-35 latin rispuose quello amor paterno, PAR-chant17-36 chiuso e parvente del suo proprio riso: PAR-chant17-37 <>; e disse cose PAR-chant17-93 incredibili a quei che fier presente. PAR-chant17-94 Poi giunse: <>. PAR-chant17-100 Poi che, tacendo, si mostro` spedita PAR-chant17-101 l'anima santa di metter la trama PAR-chant17-102 in quella tela ch'io le porsi ordita, PAR-chant17-103 io cominciai, come colui che brama, PAR-chant17-104 dubitando, consiglio da persona PAR-chant17-105 che vede e vuol dirittamente e ama: PAR-chant17-106 <>. PAR-chant17-121 La luce in che rideva il mio tesoro PAR-chant17-122 ch'io trovai li`, si fe' prima corusca, PAR-chant17-123 quale a raggio di sole specchio d'oro; PAR-chant17-124 indi rispuose: <>. PAR-chant18 Paradiso: Canto XVIII PAR-chant18-1 Gia` si godeva solo del suo verbo PAR-chant18-2 quello specchio beato, e io gustava PAR-chant18-3 lo mio, temprando col dolce l'acerbo; PAR-chant18-4 e quella donna ch'a Dio mi menava PAR-chant18-5 disse: <>. PAR-chant18-7 Io mi rivolsi a l'amoroso suono PAR-chant18-8 del mio conforto; e qual io allor vidi PAR-chant18-9 ne li occhi santi amor, qui l'abbandono: PAR-chant18-10 non perch'io pur del mio parlar diffidi, PAR-chant18-11 ma per la mente che non puo` redire PAR-chant18-12 sovra se' tanto, s'altri non la guidi. PAR-chant18-13 Tanto poss'io di quel punto ridire, PAR-chant18-14 che, rimirando lei, lo mio affetto PAR-chant18-15 libero fu da ogne altro disire, PAR-chant18-16 fin che 'l piacere etterno, che diretto PAR-chant18-17 raggiava in Beatrice, dal bel viso PAR-chant18-18 mi contentava col secondo aspetto. PAR-chant18-19 Vincendo me col lume d'un sorriso, PAR-chant18-20 ella mi disse: <>. PAR-chant18-22 Come si vede qui alcuna volta PAR-chant18-23 l'affetto ne la vista, s'elli e` tanto, PAR-chant18-24 che da lui sia tutta l'anima tolta, PAR-chant18-25 cosi` nel fiammeggiar del folgor santo, PAR-chant18-26 a ch'io mi volsi, conobbi la voglia PAR-chant18-27 in lui di ragionarmi ancora alquanto. PAR-chant18-28 El comincio`: <>. PAR-chant18-37 Io vidi per la croce un lume tratto PAR-chant18-38 dal nomar Iosue`, com'el si feo; PAR-chant18-39 ne' mi fu noto il dir prima che 'l fatto. PAR-chant18-40 E al nome de l'alto Macabeo PAR-chant18-41 vidi moversi un altro roteando, PAR-chant18-42 e letizia era ferza del paleo. PAR-chant18-43 Cosi` per Carlo Magno e per Orlando PAR-chant18-44 due ne segui` lo mio attento sguardo, PAR-chant18-45 com'occhio segue suo falcon volando. PAR-chant18-46 Poscia trasse Guiglielmo e Rinoardo PAR-chant18-47 e 'l duca Gottifredi la mia vista PAR-chant18-48 per quella croce, e Ruberto Guiscardo. PAR-chant18-49 Indi, tra l'altre luci mota e mista, PAR-chant18-50 mostrommi l'alma che m'avea parlato PAR-chant18-51 qual era tra i cantor del cielo artista. PAR-chant18-52 Io mi rivolsi dal mio destro lato PAR-chant18-53 per vedere in Beatrice il mio dovere, PAR-chant18-54 o per parlare o per atto, segnato; PAR-chant18-55 e vidi le sue luci tanto mere, PAR-chant18-56 tanto gioconde, che la sua sembianza PAR-chant18-57 vinceva li altri e l'ultimo solere. PAR-chant18-58 E come, per sentir piu` dilettanza PAR-chant18-59 bene operando, l'uom di giorno in giorno PAR-chant18-60 s'accorge che la sua virtute avanza, PAR-chant18-61 si` m'accors'io che 'l mio girare intorno PAR-chant18-62 col cielo insieme avea cresciuto l'arco, PAR-chant18-63 veggendo quel miracol piu` addorno. PAR-chant18-64 E qual e` 'l trasmutare in picciol varco PAR-chant18-65 di tempo in bianca donna, quando 'l volto PAR-chant18-66 suo si discarchi di vergogna il carco, PAR-chant18-67 tal fu ne li occhi miei, quando fui volto, PAR-chant18-68 per lo candor de la temprata stella PAR-chant18-69 sesta, che dentro a se' m'avea ricolto. PAR-chant18-70 Io vidi in quella giovial facella PAR-chant18-71 lo sfavillar de l'amor che li` era, PAR-chant18-72 segnare a li occhi miei nostra favella. PAR-chant18-73 E come augelli surti di rivera, PAR-chant18-74 quasi congratulando a lor pasture, PAR-chant18-75 fanno di se' or tonda or altra schiera, PAR-chant18-76 si` dentro ai lumi sante creature PAR-chant18-77 volitando cantavano, e faciensi PAR-chant18-78 or D, or I, or L in sue figure. PAR-chant18-79 Prima, cantando, a sua nota moviensi; PAR-chant18-80 poi, diventando l'un di questi segni, PAR-chant18-81 un poco s'arrestavano e taciensi. PAR-chant18-82 O diva Pegasea che li 'ngegni PAR-chant18-83 fai gloriosi e rendili longevi, PAR-chant18-84 ed essi teco le cittadi e ' regni, PAR-chant18-85 illustrami di te, si` ch'io rilevi PAR-chant18-86 le lor figure com'io l'ho concette: PAR-chant18-87 paia tua possa in questi versi brevi! PAR-chant18-88 Mostrarsi dunque in cinque volte sette PAR-chant18-89 vocali e consonanti; e io notai PAR-chant18-90 le parti si`, come mi parver dette. PAR-chant18-91 'DILIGITE IUSTITIAM', primai PAR-chant18-92 fur verbo e nome di tutto 'l dipinto; PAR-chant18-93 'QUI IUDICATIS TERRAM', fur sezzai. PAR-chant18-94 Poscia ne l'emme del vocabol quinto PAR-chant18-95 rimasero ordinate; si` che Giove PAR-chant18-96 pareva argento li` d'oro distinto. PAR-chant18-97 E vidi scendere altre luci dove PAR-chant18-98 era il colmo de l'emme, e li` quetarsi PAR-chant18-99 cantando, credo, il ben ch'a se' le move. PAR-chant18-100 Poi, come nel percuoter d'i ciocchi arsi PAR-chant18-101 surgono innumerabili faville, PAR-chant18-102 onde li stolti sogliono agurarsi, PAR-chant18-103 resurger parver quindi piu` di mille PAR-chant18-104 luci e salir, qual assai e qual poco, PAR-chant18-105 si` come 'l sol che l'accende sortille; PAR-chant18-106 e quietata ciascuna in suo loco, PAR-chant18-107 la testa e 'l collo d'un'aguglia vidi PAR-chant18-108 rappresentare a quel distinto foco. PAR-chant18-109 Quei che dipinge li`, non ha chi 'l guidi; PAR-chant18-110 ma esso guida, e da lui si rammenta PAR-chant18-111 quella virtu` ch'e` forma per li nidi. PAR-chant18-112 L'altra beatitudo, che contenta PAR-chant18-113 pareva prima d'ingigliarsi a l'emme, PAR-chant18-114 con poco moto seguito` la 'mprenta. PAR-chant18-115 O dolce stella, quali e quante gemme PAR-chant18-116 mi dimostraro che nostra giustizia PAR-chant18-117 effetto sia del ciel che tu ingemme! PAR-chant18-118 Per ch'io prego la mente in che s'inizia PAR-chant18-119 tuo moto e tua virtute, che rimiri PAR-chant18-120 ond'esce il fummo che 'l tuo raggio vizia; PAR-chant18-121 si` ch'un'altra fiata omai s'adiri PAR-chant18-122 del comperare e vender dentro al templo PAR-chant18-123 che si muro` di segni e di martiri. PAR-chant18-124 O milizia del ciel cu' io contemplo, PAR-chant18-125 adora per color che sono in terra PAR-chant18-126 tutti sviati dietro al malo essemplo! PAR-chant18-127 Gia` si solea con le spade far guerra; PAR-chant18-128 ma or si fa togliendo or qui or quivi PAR-chant18-129 lo pan che 'l pio Padre a nessun serra. PAR-chant18-130 Ma tu che sol per cancellare scrivi, PAR-chant18-131 pensa che Pietro e Paulo, che moriro PAR-chant18-132 per la vigna che guasti, ancor son vivi. PAR-chant18-133 Ben puoi tu dire: <>. PAR-chant19 Paradiso: Canto XIX PAR-chant19-1 Parea dinanzi a me con l'ali aperte PAR-chant19-2 la bella image che nel dolce frui PAR-chant19-3 liete facevan l'anime conserte; PAR-chant19-4 parea ciascuna rubinetto in cui PAR-chant19-5 raggio di sole ardesse si` acceso, PAR-chant19-6 che ne' miei occhi rifrangesse lui. PAR-chant19-7 E quel che mi convien ritrar testeso, PAR-chant19-8 non porto` voce mai, ne' scrisse incostro, PAR-chant19-9 ne' fu per fantasia gia` mai compreso; PAR-chant19-10 ch'io vidi e anche udi' parlar lo rostro, PAR-chant19-11 e sonar ne la voce e <> e <>, PAR-chant19-12 quand'era nel concetto e 'noi' e 'nostro'. PAR-chant19-13 E comincio`: <>. PAR-chant19-19 Cosi` un sol calor di molte brage PAR-chant19-20 si fa sentir, come di molti amori PAR-chant19-21 usciva solo un suon di quella image. PAR-chant19-22 Ond'io appresso: <>. PAR-chant19-34 Quasi falcone ch'esce del cappello, PAR-chant19-35 move la testa e con l'ali si plaude, PAR-chant19-36 voglia mostrando e faccendosi bello, PAR-chant19-37 vid'io farsi quel segno, che di laude PAR-chant19-38 de la divina grazia era contesto, PAR-chant19-39 con canti quai si sa chi la` su` gaude. PAR-chant19-40 Poi comincio`: <>. PAR-chant19-91 Quale sovresso il nido si rigira PAR-chant19-92 poi c'ha pasciuti la cicogna i figli, PAR-chant19-93 e come quel ch'e` pasto la rimira; PAR-chant19-94 cotal si fece, e si` levai i cigli, PAR-chant19-95 la benedetta imagine, che l'ali PAR-chant19-96 movea sospinte da tanti consigli. PAR-chant19-97 Roteando cantava, e dicea: <>. PAR-chant19-100 Poi si quetaro quei lucenti incendi PAR-chant19-101 de lo Spirito Santo ancor nel segno PAR-chant19-102 che fe' i Romani al mondo reverendi, PAR-chant19-103 esso ricomincio`: <>. PAR-chant20 Paradiso: Canto XX PAR-chant20-1 Quando colui che tutto 'l mondo alluma PAR-chant20-2 de l'emisperio nostro si` discende, PAR-chant20-3 che 'l giorno d'ogne parte si consuma, PAR-chant20-4 lo ciel, che sol di lui prima s'accende, PAR-chant20-5 subitamente si rifa` parvente PAR-chant20-6 per molte luci, in che una risplende; PAR-chant20-7 e questo atto del ciel mi venne a mente, PAR-chant20-8 come 'l segno del mondo e de' suoi duci PAR-chant20-9 nel benedetto rostro fu tacente; PAR-chant20-10 pero` che tutte quelle vive luci, PAR-chant20-11 vie piu` lucendo, cominciaron canti PAR-chant20-12 da mia memoria labili e caduci. PAR-chant20-13 O dolce amor che di riso t'ammanti, PAR-chant20-14 quanto parevi ardente in que' flailli, PAR-chant20-15 ch'avieno spirto sol di pensier santi! PAR-chant20-16 Poscia che i cari e lucidi lapilli PAR-chant20-17 ond'io vidi ingemmato il sesto lume PAR-chant20-18 puoser silenzio a li angelici squilli, PAR-chant20-19 udir mi parve un mormorar di fiume PAR-chant20-20 che scende chiaro giu` di pietra in pietra, PAR-chant20-21 mostrando l'uberta` del suo cacume. PAR-chant20-22 E come suono al collo de la cetra PAR-chant20-23 prende sua forma, e si` com'al pertugio PAR-chant20-24 de la sampogna vento che penetra, PAR-chant20-25 cosi`, rimosso d'aspettare indugio, PAR-chant20-26 quel mormorar de l'aguglia salissi PAR-chant20-27 su per lo collo, come fosse bugio. PAR-chant20-28 Fecesi voce quivi, e quindi uscissi PAR-chant20-29 per lo suo becco in forma di parole, PAR-chant20-30 quali aspettava il core ov'io le scrissi. PAR-chant20-31 <>, incominciommi, PAR-chant20-33 <>. PAR-chant20-73 Quale allodetta che 'n aere si spazia PAR-chant20-74 prima cantando, e poi tace contenta PAR-chant20-75 de l'ultima dolcezza che la sazia, PAR-chant20-76 tal mi sembio` l'imago de la 'mprenta PAR-chant20-77 de l'etterno piacere, al cui disio PAR-chant20-78 ciascuna cosa qual ell'e` diventa. PAR-chant20-79 E avvegna ch'io fossi al dubbiar mio PAR-chant20-80 li` quasi vetro a lo color ch'el veste, PAR-chant20-81 tempo aspettar tacendo non patio, PAR-chant20-82 ma de la bocca, <>, PAR-chant20-83 mi pinse con la forza del suo peso: PAR-chant20-84 per ch'io di coruscar vidi gran feste. PAR-chant20-85 Poi appresso, con l'occhio piu` acceso, PAR-chant20-86 lo benedetto segno mi rispuose PAR-chant20-87 per non tenermi in ammirar sospeso: PAR-chant20-88 <>. PAR-chant20-139 Cosi` da quella imagine divina, PAR-chant20-140 per farmi chiara la mia corta vista, PAR-chant20-141 data mi fu soave medicina. PAR-chant20-142 E come a buon cantor buon citarista PAR-chant20-143 fa seguitar lo guizzo de la corda, PAR-chant20-144 in che piu` di piacer lo canto acquista, PAR-chant20-145 si`, mentre ch'e' parlo`, si` mi ricorda PAR-chant20-146 ch'io vidi le due luci benedette, PAR-chant20-147 pur come batter d'occhi si concorda, PAR-chant20-148 con le parole mover le fiammette. PAR-chant21 Paradiso: Canto XXI PAR-chant21-1 Gia` eran li occhi miei rifissi al volto PAR-chant21-2 de la mia donna, e l'animo con essi, PAR-chant21-3 e da ogne altro intento s'era tolto. PAR-chant21-4 E quella non ridea; ma <>, PAR-chant21-5 mi comincio`, <>. PAR-chant21-19 Qual savesse qual era la pastura PAR-chant21-20 del viso mio ne l'aspetto beato PAR-chant21-21 quand'io mi trasmutai ad altra cura, PAR-chant21-22 conoscerebbe quanto m'era a grato PAR-chant21-23 ubidire a la mia celeste scorta, PAR-chant21-24 contrapesando l'un con l'altro lato. PAR-chant21-25 Dentro al cristallo che 'l vocabol porta, PAR-chant21-26 cerchiando il mondo, del suo caro duce PAR-chant21-27 sotto cui giacque ogne malizia morta, PAR-chant21-28 di color d'oro in che raggio traluce PAR-chant21-29 vid'io uno scaleo eretto in suso PAR-chant21-30 tanto, che nol seguiva la mia luce. PAR-chant21-31 Vidi anche per li gradi scender giuso PAR-chant21-32 tanti splendor, ch'io pensai ch'ogne lume PAR-chant21-33 che par nel ciel, quindi fosse diffuso. PAR-chant21-34 E come, per lo natural costume, PAR-chant21-35 le pole insieme, al cominciar del giorno, PAR-chant21-36 si movono a scaldar le fredde piume; PAR-chant21-37 poi altre vanno via sanza ritorno, PAR-chant21-38 altre rivolgon se' onde son mosse, PAR-chant21-39 e altre roteando fan soggiorno; PAR-chant21-40 tal modo parve me che quivi fosse PAR-chant21-41 in quello sfavillar che 'nsieme venne, PAR-chant21-42 si` come in certo grado si percosse. PAR-chant21-43 E quel che presso piu` ci si ritenne, PAR-chant21-44 si fe' si` chiaro, ch'io dicea pensando: PAR-chant21-45 'Io veggio ben l'amor che tu m'accenne. PAR-chant21-46 Ma quella ond'io aspetto il come e 'l quando PAR-chant21-47 del dire e del tacer, si sta; ond'io, PAR-chant21-48 contra 'l disio, fo ben ch'io non dimando'. PAR-chant21-49 Per ch'ella, che vedea il tacer mio PAR-chant21-50 nel veder di colui che tutto vede, PAR-chant21-51 mi disse: <>. PAR-chant21-52 E io incominciai: <>. PAR-chant21-61 <>, PAR-chant21-62 rispuose a me; <>. PAR-chant21-73 <>, diss'io, <>. PAR-chant21-79 Ne' venni prima a l'ultima parola, PAR-chant21-80 che del suo mezzo fece il lume centro, PAR-chant21-81 girando se' come veloce mola; PAR-chant21-82 poi rispuose l'amor che v'era dentro: PAR-chant21-83 <>. PAR-chant21-103 Si` mi prescrisser le parole sue, PAR-chant21-104 ch'io lasciai la quistione e mi ritrassi PAR-chant21-105 a dimandarla umilmente chi fue. PAR-chant21-106 <>. PAR-chant21-112 Cosi` ricominciommi il terzo sermo; PAR-chant21-113 e poi, continuando, disse: <>. PAR-chant21-136 A questa voce vid'io piu` fiammelle PAR-chant21-137 di grado in grado scendere e girarsi, PAR-chant21-138 e ogne giro le facea piu` belle. PAR-chant21-139 Dintorno a questa vennero e fermarsi, PAR-chant21-140 e fero un grido di si` alto suono, PAR-chant21-141 che non potrebbe qui assomigliarsi; PAR-chant21-142 ne' io lo 'ntesi, si` mi vinse il tuono. PAR-chant22 Paradiso: Canto XXII PAR-chant22-1 Oppresso di stupore, a la mia guida PAR-chant22-2 mi volsi, come parvol che ricorre PAR-chant22-3 sempre cola` dove piu` si confida; PAR-chant22-4 e quella, come madre che soccorre PAR-chant22-5 subito al figlio palido e anelo PAR-chant22-6 con la sua voce, che 'l suol ben disporre, PAR-chant22-7 mi disse: <>. PAR-chant22-22 Come a lei piacque, li occhi ritornai, PAR-chant22-23 e vidi cento sperule che 'nsieme PAR-chant22-24 piu` s'abbellivan con mutui rai. PAR-chant22-25 Io stava come quei che 'n se' repreme PAR-chant22-26 la punta del disio, e non s'attenta PAR-chant22-27 di domandar, si` del troppo si teme; PAR-chant22-28 e la maggiore e la piu` luculenta PAR-chant22-29 di quelle margherite innanzi fessi, PAR-chant22-30 per far di se' la mia voglia contenta. PAR-chant22-31 Poi dentro a lei udi': <>. PAR-chant22-52 E io a lui: <>. PAR-chant22-61 Ond'elli: <>. PAR-chant22-97 Cosi` mi disse, e indi si raccolse PAR-chant22-98 al suo collegio, e 'l collegio si strinse; PAR-chant22-99 poi, come turbo, in su` tutto s'avvolse. PAR-chant22-100 La dolce donna dietro a lor mi pinse PAR-chant22-101 con un sol cenno su per quella scala, PAR-chant22-102 si` sua virtu` la mia natura vinse; PAR-chant22-103 ne' mai qua giu` dove si monta e cala PAR-chant22-104 naturalmente, fu si` ratto moto PAR-chant22-105 ch'agguagliar si potesse a la mia ala. PAR-chant22-106 S'io torni mai, lettore, a quel divoto PAR-chant22-107 triunfo per lo quale io piango spesso PAR-chant22-108 le mie peccata e 'l petto mi percuoto, PAR-chant22-109 tu non avresti in tanto tratto e messo PAR-chant22-110 nel foco il dito, in quant'io vidi 'l segno PAR-chant22-111 che segue il Tauro e fui dentro da esso. PAR-chant22-112 O gloriose stelle, o lume pregno PAR-chant22-113 di gran virtu`, dal quale io riconosco PAR-chant22-114 tutto, qual che si sia, il mio ingegno, PAR-chant22-115 con voi nasceva e s'ascondeva vosco PAR-chant22-116 quelli ch'e` padre d'ogne mortal vita, PAR-chant22-117 quand'io senti' di prima l'aere tosco; PAR-chant22-118 e poi, quando mi fu grazia largita PAR-chant22-119 d'entrar ne l'alta rota che vi gira, PAR-chant22-120 la vostra region mi fu sortita. PAR-chant22-121 A voi divotamente ora sospira PAR-chant22-122 l'anima mia, per acquistar virtute PAR-chant22-123 al passo forte che a se' la tira. PAR-chant22-124 <>, PAR-chant22-125 comincio` Beatrice, <>. PAR-chant22-133 Col viso ritornai per tutte quante PAR-chant22-134 le sette spere, e vidi questo globo PAR-chant22-135 tal, ch'io sorrisi del suo vil sembiante; PAR-chant22-136 e quel consiglio per migliore approbo PAR-chant22-137 che l'ha per meno; e chi ad altro pensa PAR-chant22-138 chiamar si puote veramente probo. PAR-chant22-139 Vidi la figlia di Latona incensa PAR-chant22-140 sanza quell'ombra che mi fu cagione PAR-chant22-141 per che gia` la credetti rara e densa. PAR-chant22-142 L'aspetto del tuo nato, Iperione, PAR-chant22-143 quivi sostenni, e vidi com'si move PAR-chant22-144 circa e vicino a lui Maia e Dione. PAR-chant22-145 Quindi m'apparve il temperar di Giove PAR-chant22-146 tra 'l padre e 'l figlio: e quindi mi fu chiaro PAR-chant22-147 il variar che fanno di lor dove; PAR-chant22-148 e tutti e sette mi si dimostraro PAR-chant22-149 quanto son grandi e quanto son veloci PAR-chant22-150 e come sono in distante riparo. PAR-chant22-151 L'aiuola che ci fa tanto feroci, PAR-chant22-152 volgendom'io con li etterni Gemelli, PAR-chant22-153 tutta m'apparve da' colli a le foci; PAR-chant22-154 poscia rivolsi li occhi a li occhi belli. PAR-chant23 Paradiso: Canto XXIII PAR-chant23-1 Come l'augello, intra l'amate fronde, PAR-chant23-2 posato al nido de' suoi dolci nati PAR-chant23-3 la notte che le cose ci nasconde, PAR-chant23-4 che, per veder li aspetti disiati PAR-chant23-5 e per trovar lo cibo onde li pasca, PAR-chant23-6 in che gravi labor li sono aggrati, PAR-chant23-7 previene il tempo in su aperta frasca, PAR-chant23-8 e con ardente affetto il sole aspetta, PAR-chant23-9 fiso guardando pur che l'alba nasca; PAR-chant23-10 cosi` la donna mia stava eretta PAR-chant23-11 e attenta, rivolta inver' la plaga PAR-chant23-12 sotto la quale il sol mostra men fretta: PAR-chant23-13 si` che, veggendola io sospesa e vaga, PAR-chant23-14 fecimi qual e` quei che disiando PAR-chant23-15 altro vorria, e sperando s'appaga. PAR-chant23-16 Ma poco fu tra uno e altro quando, PAR-chant23-17 del mio attender, dico, e del vedere PAR-chant23-18 lo ciel venir piu` e piu` rischiarando; PAR-chant23-19 e Beatrice disse: <>. PAR-chant23-22 Pariemi che 'l suo viso ardesse tutto, PAR-chant23-23 e li occhi avea di letizia si` pieni, PAR-chant23-24 che passarmen convien sanza costrutto. PAR-chant23-25 Quale ne' plenilunii sereni PAR-chant23-26 Trivia ride tra le ninfe etterne PAR-chant23-27 che dipingon lo ciel per tutti i seni, PAR-chant23-28 vid'i' sopra migliaia di lucerne PAR-chant23-29 un sol che tutte quante l'accendea, PAR-chant23-30 come fa 'l nostro le viste superne; PAR-chant23-31 e per la viva luce trasparea PAR-chant23-32 la lucente sustanza tanto chiara PAR-chant23-33 nel viso mio, che non la sostenea. PAR-chant23-34 Oh Beatrice, dolce guida e cara! PAR-chant23-35 Ella mi disse: <>. PAR-chant23-40 Come foco di nube si diserra PAR-chant23-41 per dilatarsi si` che non vi cape, PAR-chant23-42 e fuor di sua natura in giu` s'atterra, PAR-chant23-43 la mente mia cosi`, tra quelle dape PAR-chant23-44 fatta piu` grande, di se' stessa uscio, PAR-chant23-45 e che si fesse rimembrar non sape. PAR-chant23-46 <>. PAR-chant23-49 Io era come quei che si risente PAR-chant23-50 di visione oblita e che s'ingegna PAR-chant23-51 indarno di ridurlasi a la mente, PAR-chant23-52 quand'io udi' questa proferta, degna PAR-chant23-53 di tanto grato, che mai non si stingue PAR-chant23-54 del libro che 'l preterito rassegna. PAR-chant23-55 Se mo sonasser tutte quelle lingue PAR-chant23-56 che Polimnia con le suore fero PAR-chant23-57 del latte lor dolcissimo piu` pingue, PAR-chant23-58 per aiutarmi, al millesmo del vero PAR-chant23-59 non si verria, cantando il santo riso PAR-chant23-60 e quanto il santo aspetto facea mero; PAR-chant23-61 e cosi`, figurando il paradiso, PAR-chant23-62 convien saltar lo sacrato poema, PAR-chant23-63 come chi trova suo cammin riciso. PAR-chant23-64 Ma chi pensasse il ponderoso tema PAR-chant23-65 e l'omero mortal che se ne carca, PAR-chant23-66 nol biasmerebbe se sott'esso trema: PAR-chant23-67 non e` pareggio da picciola barca PAR-chant23-68 quel che fendendo va l'ardita prora, PAR-chant23-69 ne' da nocchier ch'a se' medesmo parca. PAR-chant23-70 <>. PAR-chant23-76 Cosi` Beatrice; e io, che a' suoi consigli PAR-chant23-77 tutto era pronto, ancora mi rendei PAR-chant23-78 a la battaglia de' debili cigli. PAR-chant23-79 Come a raggio di sol che puro mei PAR-chant23-80 per fratta nube, gia` prato di fiori PAR-chant23-81 vider, coverti d'ombra, li occhi miei; PAR-chant23-82 vid'io cosi` piu` turbe di splendori, PAR-chant23-83 folgorate di su` da raggi ardenti, PAR-chant23-84 sanza veder principio di folgori. PAR-chant23-85 O benigna vertu` che si` li 'mprenti, PAR-chant23-86 su` t'essaltasti, per largirmi loco PAR-chant23-87 a li occhi li` che non t'eran possenti. PAR-chant23-88 Il nome del bel fior ch'io sempre invoco PAR-chant23-89 e mane e sera, tutto mi ristrinse PAR-chant23-90 l'animo ad avvisar lo maggior foco; PAR-chant23-91 e come ambo le luci mi dipinse PAR-chant23-92 il quale e il quanto de la viva stella PAR-chant23-93 che la` su` vince come qua giu` vinse, PAR-chant23-94 per entro il cielo scese una facella, PAR-chant23-95 formata in cerchio a guisa di corona, PAR-chant23-96 e cinsela e girossi intorno ad ella. PAR-chant23-97 Qualunque melodia piu` dolce suona PAR-chant23-98 qua giu` e piu` a se' l'anima tira, PAR-chant23-99 parrebbe nube che squarciata tona, PAR-chant23-100 comparata al sonar di quella lira PAR-chant23-101 onde si coronava il bel zaffiro PAR-chant23-102 del quale il ciel piu` chiaro s'inzaffira. PAR-chant23-103 <>. PAR-chant23-109 Cosi` la circulata melodia PAR-chant23-110 si sigillava, e tutti li altri lumi PAR-chant23-111 facean sonare il nome di Maria. PAR-chant23-112 Lo real manto di tutti i volumi PAR-chant23-113 del mondo, che piu` ferve e piu` s'avviva PAR-chant23-114 ne l'alito di Dio e nei costumi, PAR-chant23-115 avea sopra di noi l'interna riva PAR-chant23-116 tanto distante, che la sua parvenza, PAR-chant23-117 la` dov'io era, ancor non appariva: PAR-chant23-118 pero` non ebber li occhi miei potenza PAR-chant23-119 di seguitar la coronata fiamma PAR-chant23-120 che si levo` appresso sua semenza. PAR-chant23-121 E come fantolin che 'nver' la mamma PAR-chant23-122 tende le braccia, poi che 'l latte prese, PAR-chant23-123 per l'animo che 'nfin di fuor s'infiamma; PAR-chant23-124 ciascun di quei candori in su` si stese PAR-chant23-125 con la sua cima, si` che l'alto affetto PAR-chant23-126 ch'elli avieno a Maria mi fu palese. PAR-chant23-127 Indi rimaser li` nel mio cospetto, PAR-chant23-128 'Regina celi' cantando si` dolce, PAR-chant23-129 che mai da me non si parti` 'l diletto. PAR-chant23-130 Oh quanta e` l'uberta` che si soffolce PAR-chant23-131 in quelle arche ricchissime che fuoro PAR-chant23-132 a seminar qua giu` buone bobolce! PAR-chant23-133 Quivi si vive e gode del tesoro PAR-chant23-134 che s'acquisto` piangendo ne lo essilio PAR-chant23-135 di Babillon, ove si lascio` l'oro. PAR-chant23-136 Quivi triunfa, sotto l'alto Filio PAR-chant23-137 di Dio e di Maria, di sua vittoria, PAR-chant23-138 e con l'antico e col novo concilio, PAR-chant23-139 colui che tien le chiavi di tal gloria. PAR-chant24 Paradiso: Canto XXIV PAR-chant24-1 <>. PAR-chant24-10 Cosi` Beatrice; e quelle anime liete PAR-chant24-11 si fero spere sopra fissi poli, PAR-chant24-12 fiammando, a volte, a guisa di comete. PAR-chant24-13 E come cerchi in tempra d'oriuoli PAR-chant24-14 si giran si`, che 'l primo a chi pon mente PAR-chant24-15 quieto pare, e l'ultimo che voli; PAR-chant24-16 cosi` quelle carole, differente- PAR-chant24-17 mente danzando, de la sua ricchezza PAR-chant24-18 mi facieno stimar, veloci e lente. PAR-chant24-19 Di quella ch'io notai di piu` carezza PAR-chant24-20 vid'io uscire un foco si` felice, PAR-chant24-21 che nullo vi lascio` di piu` chiarezza; PAR-chant24-22 e tre fiate intorno di Beatrice PAR-chant24-23 si volse con un canto tanto divo, PAR-chant24-24 che la mia fantasia nol mi ridice. PAR-chant24-25 Pero` salta la penna e non lo scrivo: PAR-chant24-26 che' l'imagine nostra a cotai pieghe, PAR-chant24-27 non che 'l parlare, e` troppo color vivo. PAR-chant24-28 <>. PAR-chant24-31 Poscia fermato, il foco benedetto PAR-chant24-32 a la mia donna dirizzo` lo spiro, PAR-chant24-33 che favello` cosi` com'i' ho detto. PAR-chant24-34 Ed ella: <>. PAR-chant24-46 Si` come il baccialier s'arma e non parla PAR-chant24-47 fin che 'l maestro la question propone, PAR-chant24-48 per approvarla, non per terminarla, PAR-chant24-49 cosi` m'armava io d'ogne ragione PAR-chant24-50 mentre ch'ella dicea, per esser presto PAR-chant24-51 a tal querente e a tal professione. PAR-chant24-52 <>. Ond'io levai la fronte PAR-chant24-54 in quella luce onde spirava questo; PAR-chant24-55 poi mi volsi a Beatrice, ed essa pronte PAR-chant24-56 sembianze femmi perch'io spandessi PAR-chant24-57 l'acqua di fuor del mio interno fonte. PAR-chant24-58 <>, PAR-chant24-59 comincia' io, <>. PAR-chant24-61 E seguitai: <>. PAR-chant24-67 Allora udi': <>. PAR-chant24-70 E io appresso: <>. PAR-chant24-79 Allora udi': <>. PAR-chant24-82 Cosi` spiro` di quello amore acceso; PAR-chant24-83 indi soggiunse: <>. PAR-chant24-86 Ond'io: <>. PAR-chant24-88 Appresso usci` de la luce profonda PAR-chant24-89 che li` splendeva: <>. E io: <>. PAR-chant24-97 Io udi' poi: <>. PAR-chant24-100 E io: <>. PAR-chant24-103 Risposto fummi: <>. PAR-chant24-106 <>, PAR-chant24-107 diss'io, <>. PAR-chant24-112 Finito questo, l'alta corte santa PAR-chant24-113 risono` per le spere un 'Dio laudamo' PAR-chant24-114 ne la melode che la` su` si canta. PAR-chant24-115 E quel baron che si` di ramo in ramo, PAR-chant24-116 essaminando, gia` tratto m'avea, PAR-chant24-117 che a l'ultime fronde appressavamo, PAR-chant24-118 ricomincio`: <>. PAR-chant24-124 <>, PAR-chant24-127 comincia' io, <>. PAR-chant24-148 Come 'l segnor ch'ascolta quel che i piace, PAR-chant24-149 da indi abbraccia il servo, gratulando PAR-chant24-150 per la novella, tosto ch'el si tace; PAR-chant24-151 cosi`, benedicendomi cantando, PAR-chant24-152 tre volte cinse me, si` com'io tacqui, PAR-chant24-153 l'appostolico lume al cui comando PAR-chant24-154 io avea detto: si` nel dir li piacqui! PAR-chant25 Paradiso: Canto XXV PAR-chant25-1 Se mai continga che 'l poema sacro PAR-chant25-2 al quale ha posto mano e cielo e terra, PAR-chant25-3 si` che m'ha fatto per molti anni macro, PAR-chant25-4 vinca la crudelta` che fuor mi serra PAR-chant25-5 del bello ovile ov'io dormi' agnello, PAR-chant25-6 nimico ai lupi che li danno guerra; PAR-chant25-7 con altra voce omai, con altro vello PAR-chant25-8 ritornero` poeta, e in sul fonte PAR-chant25-9 del mio battesmo prendero` 'l cappello; PAR-chant25-10 pero` che ne la fede, che fa conte PAR-chant25-11 l'anime a Dio, quivi intra' io, e poi PAR-chant25-12 Pietro per lei si` mi giro` la fronte. PAR-chant25-13 Indi si mosse un lume verso noi PAR-chant25-14 di quella spera ond'usci` la primizia PAR-chant25-15 che lascio` Cristo d'i vicari suoi; PAR-chant25-16 e la mia donna, piena di letizia, PAR-chant25-17 mi disse: <>. PAR-chant25-19 Si` come quando il colombo si pone PAR-chant25-20 presso al compagno, l'uno a l'altro pande, PAR-chant25-21 girando e mormorando, l'affezione; PAR-chant25-22 cosi` vid'io l'un da l'altro grande PAR-chant25-23 principe glorioso essere accolto, PAR-chant25-24 laudando il cibo che la` su` li prande. PAR-chant25-25 Ma poi che 'l gratular si fu assolto, PAR-chant25-26 tacito coram me ciascun s'affisse, PAR-chant25-27 ignito si` che vincea 'l mio volto. PAR-chant25-28 Ridendo allora Beatrice disse: PAR-chant25-29 <>. PAR-chant25-34 <>. PAR-chant25-37 Questo conforto del foco secondo PAR-chant25-38 mi venne; ond'io levai li occhi a' monti PAR-chant25-39 che li 'ncurvaron pria col troppo pondo. PAR-chant25-40 <>. PAR-chant25-48 Cosi` segui` 'l secondo lume ancora. PAR-chant25-49 E quella pia che guido` le penne PAR-chant25-50 de le mie ali a cosi` alto volo, PAR-chant25-51 a la risposta cosi` mi prevenne: PAR-chant25-52 <>. PAR-chant25-64 Come discente ch'a dottor seconda PAR-chant25-65 pronto e libente in quel ch'elli e` esperto, PAR-chant25-66 perche' la sua bonta` si disasconda, PAR-chant25-67 <>, diss'io, <>. PAR-chant25-79 Mentr' io diceva, dentro al vivo seno PAR-chant25-80 di quello incendio tremolava un lampo PAR-chant25-81 subito e spesso a guisa di baleno. PAR-chant25-82 Indi spiro`: <>. PAR-chant25-88 E io: <>. PAR-chant25-97 E prima, appresso al fin d'este parole, PAR-chant25-98 'Sperent in te' di sopr'a noi s'udi`; PAR-chant25-99 a che rispuoser tutte le carole. PAR-chant25-100 Poscia tra esse un lume si schiari` PAR-chant25-101 si` che, se 'l Cancro avesse un tal cristallo, PAR-chant25-102 l'inverno avrebbe un mese d'un sol di`. PAR-chant25-103 E come surge e va ed entra in ballo PAR-chant25-104 vergine lieta, sol per fare onore PAR-chant25-105 a la novizia, non per alcun fallo, PAR-chant25-106 cosi` vid'io lo schiarato splendore PAR-chant25-107 venire a' due che si volgieno a nota PAR-chant25-108 qual conveniesi al loro ardente amore. PAR-chant25-109 Misesi li` nel canto e ne la rota; PAR-chant25-110 e la mia donna in lor tenea l'aspetto, PAR-chant25-111 pur come sposa tacita e immota. PAR-chant25-112 <>. PAR-chant25-115 La donna mia cosi`; ne' pero` piue PAR-chant25-116 mosser la vista sua di stare attenta PAR-chant25-117 poscia che prima le parole sue. PAR-chant25-118 Qual e` colui ch'adocchia e s'argomenta PAR-chant25-119 di vedere eclissar lo sole un poco, PAR-chant25-120 che, per veder, non vedente diventa; PAR-chant25-121 tal mi fec'io a quell'ultimo foco PAR-chant25-122 mentre che detto fu: <>. PAR-chant25-130 A questa voce l'infiammato giro PAR-chant25-131 si quieto` con esso il dolce mischio PAR-chant25-132 che si facea nel suon del trino spiro, PAR-chant25-133 si` come, per cessar fatica o rischio, PAR-chant25-134 li remi, pria ne l'acqua ripercossi, PAR-chant25-135 tutti si posano al sonar d'un fischio. PAR-chant25-136 Ahi quanto ne la mente mi commossi, PAR-chant25-137 quando mi volsi per veder Beatrice, PAR-chant25-138 per non poter veder, benche' io fossi PAR-chant25-139 presso di lei, e nel mondo felice! PAR-chant26 Paradiso: Canto XXVI PAR-chant26-1 Mentr'io dubbiava per lo viso spento, PAR-chant26-2 de la fulgida fiamma che lo spense PAR-chant26-3 usci` un spiro che mi fece attento, PAR-chant26-4 dicendo: <>. PAR-chant26-13 Io dissi: <>. PAR-chant26-19 Quella medesma voce che paura PAR-chant26-20 tolta m'avea del subito abbarbaglio, PAR-chant26-21 di ragionare ancor mi mise in cura; PAR-chant26-22 e disse: <>. PAR-chant26-25 E io: <>. PAR-chant26-46 E io udi': <>. PAR-chant26-52 Non fu latente la santa intenzione PAR-chant26-53 de l'aguglia di Cristo, anzi m'accorsi PAR-chant26-54 dove volea menar mia professione. PAR-chant26-55 Pero` ricominciai: <>. PAR-chant26-67 Si` com'io tacqui, un dolcissimo canto PAR-chant26-68 risono` per lo cielo, e la mia donna PAR-chant26-69 dicea con li altri: <>. PAR-chant26-70 E come a lume acuto si disonna PAR-chant26-71 per lo spirto visivo che ricorre PAR-chant26-72 a lo splendor che va di gonna in gonna, PAR-chant26-73 e lo svegliato cio` che vede aborre, PAR-chant26-74 si` nescia e` la subita vigilia PAR-chant26-75 fin che la stimativa non soccorre; PAR-chant26-76 cosi` de li occhi miei ogni quisquilia PAR-chant26-77 fugo` Beatrice col raggio d'i suoi, PAR-chant26-78 che rifulgea da piu` di mille milia: PAR-chant26-79 onde mei che dinanzi vidi poi; PAR-chant26-80 e quasi stupefatto domandai PAR-chant26-81 d'un quarto lume ch'io vidi tra noi. PAR-chant26-82 E la mia donna: <>. PAR-chant26-85 Come la fronda che flette la cima PAR-chant26-86 nel transito del vento, e poi si leva PAR-chant26-87 per la propria virtu` che la soblima, PAR-chant26-88 fec'io in tanto in quant'ella diceva, PAR-chant26-89 stupendo, e poi mi rifece sicuro PAR-chant26-90 un disio di parlare ond'io ardeva. PAR-chant26-91 E cominciai: <>. PAR-chant26-97 Talvolta un animal coverto broglia, PAR-chant26-98 si` che l'affetto convien che si paia PAR-chant26-99 per lo seguir che face a lui la 'nvoglia; PAR-chant26-100 e similmente l'anima primaia PAR-chant26-101 mi facea trasparer per la coverta PAR-chant26-102 quant'ella a compiacermi venia gaia. PAR-chant26-103 Indi spiro`: <>. PAR-chant27 Paradiso: Canto XXVII PAR-chant27-1 'Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo', PAR-chant27-2 comincio`, 'gloria!', tutto 'l paradiso, PAR-chant27-3 si` che m'inebriava il dolce canto. PAR-chant27-4 Cio` ch'io vedeva mi sembiava un riso PAR-chant27-5 de l'universo; per che mia ebbrezza PAR-chant27-6 intrava per l'udire e per lo viso. PAR-chant27-7 Oh gioia! oh ineffabile allegrezza! PAR-chant27-8 oh vita integra d'amore e di pace! PAR-chant27-9 oh sanza brama sicura ricchezza! PAR-chant27-10 Dinanzi a li occhi miei le quattro face PAR-chant27-11 stavano accese, e quella che pria venne PAR-chant27-12 incomincio` a farsi piu` vivace, PAR-chant27-13 e tal ne la sembianza sua divenne, PAR-chant27-14 qual diverrebbe Iove, s'elli e Marte PAR-chant27-15 fossero augelli e cambiassersi penne. PAR-chant27-16 La provedenza, che quivi comparte PAR-chant27-17 vice e officio, nel beato coro PAR-chant27-18 silenzio posto avea da ogne parte, PAR-chant27-19 quand'io udi': <>. PAR-chant27-28 Di quel color che per lo sole avverso PAR-chant27-29 nube dipigne da sera e da mane, PAR-chant27-30 vid'io allora tutto 'l ciel cosperso. PAR-chant27-31 E come donna onesta che permane PAR-chant27-32 di se' sicura, e per l'altrui fallanza, PAR-chant27-33 pur ascoltando, timida si fane, PAR-chant27-34 cosi` Beatrice trasmuto` sembianza; PAR-chant27-35 e tale eclissi credo che 'n ciel fue, PAR-chant27-36 quando pati` la supprema possanza. PAR-chant27-37 Poi procedetter le parole sue PAR-chant27-38 con voce tanto da se' trasmutata, PAR-chant27-39 che la sembianza non si muto` piue: PAR-chant27-40 <>. PAR-chant27-67 Si` come di vapor gelati fiocca PAR-chant27-68 in giuso l'aere nostro, quando 'l corno PAR-chant27-69 de la capra del ciel col sol si tocca, PAR-chant27-70 in su` vid'io cosi` l'etera addorno PAR-chant27-71 farsi e fioccar di vapor triunfanti PAR-chant27-72 che fatto avien con noi quivi soggiorno. PAR-chant27-73 Lo viso mio seguiva i suoi sembianti, PAR-chant27-74 e segui` fin che 'l mezzo, per lo molto, PAR-chant27-75 li tolse il trapassar del piu` avanti. PAR-chant27-76 Onde la donna, che mi vide assolto PAR-chant27-77 de l'attendere in su`, mi disse: <>. PAR-chant27-79 Da l'ora ch'io avea guardato prima PAR-chant27-80 i' vidi mosso me per tutto l'arco PAR-chant27-81 che fa dal mezzo al fine il primo clima; PAR-chant27-82 si` ch'io vedea di la` da Gade il varco PAR-chant27-83 folle d'Ulisse, e di qua presso il lito PAR-chant27-84 nel qual si fece Europa dolce carco. PAR-chant27-85 E piu` mi fora discoverto il sito PAR-chant27-86 di questa aiuola; ma 'l sol procedea PAR-chant27-87 sotto i mie' piedi un segno e piu` partito. PAR-chant27-88 La mente innamorata, che donnea PAR-chant27-89 con la mia donna sempre, di ridure PAR-chant27-90 ad essa li occhi piu` che mai ardea; PAR-chant27-91 e se natura o arte fe' pasture PAR-chant27-92 da pigliare occhi, per aver la mente, PAR-chant27-93 in carne umana o ne le sue pitture, PAR-chant27-94 tutte adunate, parrebber niente PAR-chant27-95 ver' lo piacer divin che mi refulse, PAR-chant27-96 quando mi volsi al suo viso ridente. PAR-chant27-97 E la virtu` che lo sguardo m'indulse, PAR-chant27-98 del bel nido di Leda mi divelse, PAR-chant27-99 e nel ciel velocissimo m'impulse. PAR-chant27-100 Le parti sue vivissime ed eccelse PAR-chant27-101 si` uniforme son, ch'i' non so dire PAR-chant27-102 qual Beatrice per loco mi scelse. PAR-chant27-103 Ma ella, che vedea 'l mio disire, PAR-chant27-104 incomincio`, ridendo tanto lieta, PAR-chant27-105 che Dio parea nel suo volto gioire: PAR-chant27-106 <>. PAR-chant28 Paradiso: Canto XXVIII PAR-chant28-1 Poscia che 'ncontro a la vita presente PAR-chant28-2 d'i miseri mortali aperse 'l vero PAR-chant28-3 quella che 'mparadisa la mia mente, PAR-chant28-4 come in lo specchio fiamma di doppiero PAR-chant28-5 vede colui che se n'alluma retro, PAR-chant28-6 prima che l'abbia in vista o in pensiero, PAR-chant28-7 e se' rivolge per veder se 'l vetro PAR-chant28-8 li dice il vero, e vede ch'el s'accorda PAR-chant28-9 con esso come nota con suo metro; PAR-chant28-10 cosi` la mia memoria si ricorda PAR-chant28-11 ch'io feci riguardando ne' belli occhi PAR-chant28-12 onde a pigliarmi fece Amor la corda. PAR-chant28-13 E com'io mi rivolsi e furon tocchi PAR-chant28-14 li miei da cio` che pare in quel volume, PAR-chant28-15 quandunque nel suo giro ben s'adocchi, PAR-chant28-16 un punto vidi che raggiava lume PAR-chant28-17 acuto si`, che 'l viso ch'elli affoca PAR-chant28-18 chiuder conviensi per lo forte acume; PAR-chant28-19 e quale stella par quinci piu` poca, PAR-chant28-20 parrebbe luna, locata con esso PAR-chant28-21 come stella con stella si colloca. PAR-chant28-22 Forse cotanto quanto pare appresso PAR-chant28-23 alo cigner la luce che 'l dipigne PAR-chant28-24 quando 'l vapor che 'l porta piu` e` spesso, PAR-chant28-25 distante intorno al punto un cerchio d'igne PAR-chant28-26 si girava si` ratto, ch'avria vinto PAR-chant28-27 quel moto che piu` tosto il mondo cigne; PAR-chant28-28 e questo era d'un altro circumcinto, PAR-chant28-29 e quel dal terzo, e 'l terzo poi dal quarto, PAR-chant28-30 dal quinto il quarto, e poi dal sesto il quinto. PAR-chant28-31 Sopra seguiva il settimo si` sparto PAR-chant28-32 gia` di larghezza, che 'l messo di Iuno PAR-chant28-33 intero a contenerlo sarebbe arto. PAR-chant28-34 Cosi` l'ottavo e 'l nono; e chiascheduno PAR-chant28-35 piu` tardo si movea, secondo ch'era PAR-chant28-36 in numero distante piu` da l'uno; PAR-chant28-37 e quello avea la fiamma piu` sincera PAR-chant28-38 cui men distava la favilla pura, PAR-chant28-39 credo, pero` che piu` di lei s'invera. PAR-chant28-40 La donna mia, che mi vedea in cura PAR-chant28-41 forte sospeso, disse: <>. PAR-chant28-46 E io a lei: <>. PAR-chant28-58 <>. PAR-chant28-61 Cosi` la donna mia; poi disse: <>. PAR-chant28-79 Come rimane splendido e sereno PAR-chant28-80 l'emisperio de l'aere, quando soffia PAR-chant28-81 Borea da quella guancia ond'e` piu` leno, PAR-chant28-82 per che si purga e risolve la roffia PAR-chant28-83 che pria turbava, si` che 'l ciel ne ride PAR-chant28-84 con le bellezze d'ogne sua paroffia; PAR-chant28-85 cosi` fec'io, poi che mi provide PAR-chant28-86 la donna mia del suo risponder chiaro, PAR-chant28-87 e come stella in cielo il ver si vide. PAR-chant28-88 E poi che le parole sue restaro, PAR-chant28-89 non altrimenti ferro disfavilla PAR-chant28-90 che bolle, come i cerchi sfavillaro. PAR-chant28-91 L'incendio suo seguiva ogne scintilla; PAR-chant28-92 ed eran tante, che 'l numero loro PAR-chant28-93 piu` che 'l doppiar de li scacchi s'inmilla. PAR-chant28-94 Io sentiva osannar di coro in coro PAR-chant28-95 al punto fisso che li tiene a li ubi, PAR-chant28-96 e terra` sempre, ne' quai sempre fuoro. PAR-chant28-97 E quella che vedea i pensier dubi PAR-chant28-98 ne la mia mente, disse: <>. PAR-chant29 Paradiso: Canto XXIX PAR-chant29-1 Quando ambedue li figli di Latona, PAR-chant29-2 coperti del Montone e de la Libra, PAR-chant29-3 fanno de l'orizzonte insieme zona, PAR-chant29-4 quant'e` dal punto che 'l cenit inlibra PAR-chant29-5 infin che l'uno e l'altro da quel cinto, PAR-chant29-6 cambiando l'emisperio, si dilibra, PAR-chant29-7 tanto, col volto di riso dipinto, PAR-chant29-8 si tacque Beatrice, riguardando PAR-chant29-9 fiso nel punto che m'avea vinto. PAR-chant29-10 Poi comincio`: <>. PAR-chant30 Paradiso: Canto XXX PAR-chant30-1 Forse semilia miglia di lontano PAR-chant30-2 ci ferve l'ora sesta, e questo mondo PAR-chant30-3 china gia` l'ombra quasi al letto piano, PAR-chant30-4 quando 'l mezzo del cielo, a noi profondo, PAR-chant30-5 comincia a farsi tal, ch'alcuna stella PAR-chant30-6 perde il parere infino a questo fondo; PAR-chant30-7 e come vien la chiarissima ancella PAR-chant30-8 del sol piu` oltre, cosi` 'l ciel si chiude PAR-chant30-9 di vista in vista infino a la piu` bella. PAR-chant30-10 Non altrimenti il triunfo che lude PAR-chant30-11 sempre dintorno al punto che mi vinse, PAR-chant30-12 parendo inchiuso da quel ch'elli 'nchiude, PAR-chant30-13 a poco a poco al mio veder si stinse: PAR-chant30-14 per che tornar con li occhi a Beatrice PAR-chant30-15 nulla vedere e amor mi costrinse. PAR-chant30-16 Se quanto infino a qui di lei si dice PAR-chant30-17 fosse conchiuso tutto in una loda, PAR-chant30-18 poca sarebbe a fornir questa vice. PAR-chant30-19 La bellezza ch'io vidi si trasmoda PAR-chant30-20 non pur di la` da noi, ma certo io credo PAR-chant30-21 che solo il suo fattor tutta la goda. PAR-chant30-22 Da questo passo vinto mi concedo PAR-chant30-23 piu` che gia` mai da punto di suo tema PAR-chant30-24 soprato fosse comico o tragedo: PAR-chant30-25 che', come sole in viso che piu` trema, PAR-chant30-26 cosi` lo rimembrar del dolce riso PAR-chant30-27 la mente mia da me medesmo scema. PAR-chant30-28 Dal primo giorno ch'i' vidi il suo viso PAR-chant30-29 in questa vita, infino a questa vista, PAR-chant30-30 non m'e` il seguire al mio cantar preciso; PAR-chant30-31 ma or convien che mio seguir desista PAR-chant30-32 piu` dietro a sua bellezza, poetando, PAR-chant30-33 come a l'ultimo suo ciascuno artista. PAR-chant30-34 Cotal qual io lascio a maggior bando PAR-chant30-35 che quel de la mia tuba, che deduce PAR-chant30-36 l'ardua sua matera terminando, PAR-chant30-37 con atto e voce di spedito duce PAR-chant30-38 ricomincio`: <>. PAR-chant30-46 Come subito lampo che discetti PAR-chant30-47 li spiriti visivi, si` che priva PAR-chant30-48 da l'atto l'occhio di piu` forti obietti, PAR-chant30-49 cosi` mi circunfulse luce viva, PAR-chant30-50 e lasciommi fasciato di tal velo PAR-chant30-51 del suo fulgor, che nulla m'appariva. PAR-chant30-52 <>. PAR-chant30-55 Non fur piu` tosto dentro a me venute PAR-chant30-56 queste parole brievi, ch'io compresi PAR-chant30-57 me sormontar di sopr'a mia virtute; PAR-chant30-58 e di novella vista mi raccesi PAR-chant30-59 tale, che nulla luce e` tanto mera, PAR-chant30-60 che li occhi miei non si fosser difesi; PAR-chant30-61 e vidi lume in forma di rivera PAR-chant30-62 fulvido di fulgore, intra due rive PAR-chant30-63 dipinte di mirabil primavera. PAR-chant30-64 Di tal fiumana uscian faville vive, PAR-chant30-65 e d'ogne parte si mettien ne' fiori, PAR-chant30-66 quasi rubin che oro circunscrive; PAR-chant30-67 poi, come inebriate da li odori, PAR-chant30-68 riprofondavan se' nel miro gurge; PAR-chant30-69 e s'una intrava, un'altra n'uscia fori. PAR-chant30-70 <>: PAR-chant30-75 cosi` mi disse il sol de li occhi miei. PAR-chant30-76 Anche soggiunse: <>. PAR-chant30-82 Non e` fantin che si` subito rua PAR-chant30-83 col volto verso il latte, se si svegli PAR-chant30-84 molto tardato da l'usanza sua, PAR-chant30-85 come fec'io, per far migliori spegli PAR-chant30-86 ancor de li occhi, chinandomi a l'onda PAR-chant30-87 che si deriva perche' vi s'immegli; PAR-chant30-88 e si` come di lei bevve la gronda PAR-chant30-89 de le palpebre mie, cosi` mi parve PAR-chant30-90 di sua lunghezza divenuta tonda. PAR-chant30-91 Poi, come gente stata sotto larve, PAR-chant30-92 che pare altro che prima, se si sveste PAR-chant30-93 la sembianza non sua in che disparve, PAR-chant30-94 cosi` mi si cambiaro in maggior feste PAR-chant30-95 li fiori e le faville, si` ch'io vidi PAR-chant30-96 ambo le corti del ciel manifeste. PAR-chant30-97 O isplendor di Dio, per cu' io vidi PAR-chant30-98 l'alto triunfo del regno verace, PAR-chant30-99 dammi virtu` a dir com'io il vidi! PAR-chant30-100 Lume e` la` su` che visibile face PAR-chant30-101 lo creatore a quella creatura PAR-chant30-102 che solo in lui vedere ha la sua pace. PAR-chant30-103 E' si distende in circular figura, PAR-chant30-104 in tanto che la sua circunferenza PAR-chant30-105 sarebbe al sol troppo larga cintura. PAR-chant30-106 Fassi di raggio tutta sua parvenza PAR-chant30-107 reflesso al sommo del mobile primo, PAR-chant30-108 che prende quindi vivere e potenza. PAR-chant30-109 E come clivo in acqua di suo imo PAR-chant30-110 si specchia, quasi per vedersi addorno, PAR-chant30-111 quando e` nel verde e ne' fioretti opimo, PAR-chant30-112 si`, soprastando al lume intorno intorno, PAR-chant30-113 vidi specchiarsi in piu` di mille soglie PAR-chant30-114 quanto di noi la` su` fatto ha ritorno. PAR-chant30-115 E se l'infimo grado in se' raccoglie PAR-chant30-116 si` grande lume, quanta e` la larghezza PAR-chant30-117 di questa rosa ne l'estreme foglie! PAR-chant30-118 La vista mia ne l'ampio e ne l'altezza PAR-chant30-119 non si smarriva, ma tutto prendeva PAR-chant30-120 il quanto e 'l quale di quella allegrezza. PAR-chant30-121 Presso e lontano, li`, ne' pon ne' leva: PAR-chant30-122 che' dove Dio sanza mezzo governa, PAR-chant30-123 la legge natural nulla rileva. PAR-chant30-124 Nel giallo de la rosa sempiterna, PAR-chant30-125 che si digrada e dilata e redole PAR-chant30-126 odor di lode al sol che sempre verna, PAR-chant30-127 qual e` colui che tace e dicer vole, PAR-chant30-128 mi trasse Beatrice, e disse: <>. PAR-chant31 Paradiso: Canto XXXI PAR-chant31-1 In forma dunque di candida rosa PAR-chant31-2 mi si mostrava la milizia santa PAR-chant31-3 che nel suo sangue Cristo fece sposa; PAR-chant31-4 ma l'altra, che volando vede e canta PAR-chant31-5 la gloria di colui che la 'nnamora PAR-chant31-6 e la bonta` che la fece cotanta, PAR-chant31-7 si` come schiera d'ape, che s'infiora PAR-chant31-8 una fiata e una si ritorna PAR-chant31-9 la` dove suo laboro s'insapora, PAR-chant31-10 nel gran fior discendeva che s'addorna PAR-chant31-11 di tante foglie, e quindi risaliva PAR-chant31-12 la` dove 'l suo amor sempre soggiorna. PAR-chant31-13 Le facce tutte avean di fiamma viva, PAR-chant31-14 e l'ali d'oro, e l'altro tanto bianco, PAR-chant31-15 che nulla neve a quel termine arriva. PAR-chant31-16 Quando scendean nel fior, di banco in banco PAR-chant31-17 porgevan de la pace e de l'ardore PAR-chant31-18 ch'elli acquistavan ventilando il fianco. PAR-chant31-19 Ne' l'interporsi tra 'l disopra e 'l fiore PAR-chant31-20 di tanta moltitudine volante PAR-chant31-21 impediva la vista e lo splendore: PAR-chant31-22 che' la luce divina e` penetrante PAR-chant31-23 per l'universo secondo ch'e` degno, PAR-chant31-24 si` che nulla le puote essere ostante. PAR-chant31-25 Questo sicuro e gaudioso regno, PAR-chant31-26 frequente in gente antica e in novella, PAR-chant31-27 viso e amore avea tutto ad un segno. PAR-chant31-28 O trina luce, che 'n unica stella PAR-chant31-29 scintillando a lor vista, si` li appaga! PAR-chant31-30 guarda qua giuso a la nostra procella! PAR-chant31-31 Se i barbari, venendo da tal plaga PAR-chant31-32 che ciascun giorno d'Elice si cuopra, PAR-chant31-33 rotante col suo figlio ond'ella e` vaga, PAR-chant31-34 veggendo Roma e l'ardua sua opra, PAR-chant31-35 stupefaciensi, quando Laterano PAR-chant31-36 a le cose mortali ando` di sopra; PAR-chant31-37 io, che al divino da l'umano, PAR-chant31-38 a l'etterno dal tempo era venuto, PAR-chant31-39 e di Fiorenza in popol giusto e sano PAR-chant31-40 di che stupor dovea esser compiuto! PAR-chant31-41 Certo tra esso e 'l gaudio mi facea PAR-chant31-42 libito non udire e starmi muto. PAR-chant31-43 E quasi peregrin che si ricrea PAR-chant31-44 nel tempio del suo voto riguardando, PAR-chant31-45 e spera gia` ridir com'ello stea, PAR-chant31-46 su per la viva luce passeggiando, PAR-chant31-47 menava io li occhi per li gradi, PAR-chant31-48 mo su`, mo giu` e mo recirculando. PAR-chant31-49 Vedea visi a carita` suadi, PAR-chant31-50 d'altrui lume fregiati e di suo riso, PAR-chant31-51 e atti ornati di tutte onestadi. PAR-chant31-52 La forma general di paradiso PAR-chant31-53 gia` tutta mio sguardo avea compresa, PAR-chant31-54 in nulla parte ancor fermato fiso; PAR-chant31-55 e volgeami con voglia riaccesa PAR-chant31-56 per domandar la mia donna di cose PAR-chant31-57 di che la mente mia era sospesa. PAR-chant31-58 Uno intendea, e altro mi rispuose: PAR-chant31-59 credea veder Beatrice e vidi un sene PAR-chant31-60 vestito con le genti gloriose. PAR-chant31-61 Diffuso era per li occhi e per le gene PAR-chant31-62 di benigna letizia, in atto pio PAR-chant31-63 quale a tenero padre si convene. PAR-chant31-64 E <>, subito diss'io. PAR-chant31-65 Ond'elli: <>. PAR-chant31-70 Sanza risponder, li occhi su` levai, PAR-chant31-71 e vidi lei che si facea corona PAR-chant31-72 reflettendo da se' li etterni rai. PAR-chant31-73 Da quella region che piu` su` tona PAR-chant31-74 occhio mortale alcun tanto non dista, PAR-chant31-75 qualunque in mare piu` giu` s'abbandona, PAR-chant31-76 quanto li` da Beatrice la mia vista; PAR-chant31-77 ma nulla mi facea, che' sua effige PAR-chant31-78 non discendea a me per mezzo mista. PAR-chant31-79 <>. PAR-chant31-91 Cosi` orai; e quella, si` lontana PAR-chant31-92 come parea, sorrise e riguardommi; PAR-chant31-93 poi si torno` a l'etterna fontana. PAR-chant31-94 E 'l santo sene: <>, disse, <>. PAR-chant31-103 Qual e` colui che forse di Croazia PAR-chant31-104 viene a veder la Veronica nostra, PAR-chant31-105 che per l'antica fame non sen sazia, PAR-chant31-106 ma dice nel pensier, fin che si mostra: PAR-chant31-107 'Segnor mio Iesu` Cristo, Dio verace, PAR-chant31-108 or fu si` fatta la sembianza vostra?'; PAR-chant31-109 tal era io mirando la vivace PAR-chant31-110 carita` di colui che 'n questo mondo, PAR-chant31-111 contemplando, gusto` di quella pace. PAR-chant31-112 <>, PAR-chant31-113 comincio` elli, <>. PAR-chant31-118 Io levai li occhi; e come da mattina PAR-chant31-119 la parte oriental de l'orizzonte PAR-chant31-120 soverchia quella dove 'l sol declina, PAR-chant31-121 cosi`, quasi di valle andando a monte PAR-chant31-122 con li occhi, vidi parte ne lo stremo PAR-chant31-123 vincer di lume tutta l'altra fronte. PAR-chant31-124 E come quivi ove s'aspetta il temo PAR-chant31-125 che mal guido` Fetonte, piu` s'infiamma, PAR-chant31-126 e quinci e quindi il lume si fa scemo, PAR-chant31-127 cosi` quella pacifica oriafiamma PAR-chant31-128 nel mezzo s'avvivava, e d'ogne parte PAR-chant31-129 per igual modo allentava la fiamma; PAR-chant31-130 e a quel mezzo, con le penne sparte, PAR-chant31-131 vid'io piu` di mille angeli festanti, PAR-chant31-132 ciascun distinto di fulgore e d'arte. PAR-chant31-133 Vidi a lor giochi quivi e a lor canti PAR-chant31-134 ridere una bellezza, che letizia PAR-chant31-135 era ne li occhi a tutti li altri santi; PAR-chant31-136 e s'io avessi in dir tanta divizia PAR-chant31-137 quanta ad imaginar, non ardirei PAR-chant31-138 lo minimo tentar di sua delizia. PAR-chant31-139 Bernardo, come vide li occhi miei PAR-chant31-140 nel caldo suo caler fissi e attenti, PAR-chant31-141 li suoi con tanto affetto volse a lei, PAR-chant31-142 che ' miei di rimirar fe' piu` ardenti. PAR-chant32 Paradiso: Canto XXXII PAR-chant32-1 Affetto al suo piacer, quel contemplante PAR-chant32-2 libero officio di dottore assunse, PAR-chant32-3 e comincio` queste parole sante: PAR-chant32-4 <>. PAR-chant32-88 Io vidi sopra lei tanta allegrezza PAR-chant32-89 piover, portata ne le menti sante PAR-chant32-90 create a trasvolar per quella altezza, PAR-chant32-91 che quantunque io avea visto davante, PAR-chant32-92 di tanta ammirazion non mi sospese, PAR-chant32-93 ne' mi mostro` di Dio tanto sembiante; PAR-chant32-94 e quello amor che primo li` discese, PAR-chant32-95 cantando 'Ave, Maria, gratia plena', PAR-chant32-96 dinanzi a lei le sue ali distese. PAR-chant32-97 Rispuose a la divina cantilena PAR-chant32-98 da tutte parti la beata corte, PAR-chant32-99 si` ch'ogne vista sen fe' piu` serena. PAR-chant32-100 <>. PAR-chant32-106 Cosi` ricorsi ancora a la dottrina PAR-chant32-107 di colui ch'abbelliva di Maria, PAR-chant32-108 come del sole stella mattutina. PAR-chant32-109 Ed elli a me: <>. PAR-chant32-151 E comincio` questa santa orazione: PAR-chant33 Paradiso: Canto XXXIII PAR-chant33-1 <>. PAR-chant33-40 Li occhi da Dio diletti e venerati, PAR-chant33-41 fissi ne l'orator, ne dimostraro PAR-chant33-42 quanto i devoti prieghi le son grati; PAR-chant33-43 indi a l'etterno lume s'addrizzaro, PAR-chant33-44 nel qual non si dee creder che s'invii PAR-chant33-45 per creatura l'occhio tanto chiaro. PAR-chant33-46 E io ch'al fine di tutt'i disii PAR-chant33-47 appropinquava, si` com'io dovea, PAR-chant33-48 l'ardor del desiderio in me finii. PAR-chant33-49 Bernardo m'accennava, e sorridea, PAR-chant33-50 perch'io guardassi suso; ma io era PAR-chant33-51 gia` per me stesso tal qual ei volea: PAR-chant33-52 che' la mia vista, venendo sincera, PAR-chant33-53 e piu` e piu` intrava per lo raggio PAR-chant33-54 de l'alta luce che da se' e` vera. PAR-chant33-55 Da quinci innanzi il mio veder fu maggio PAR-chant33-56 che 'l parlar mostra, ch'a tal vista cede, PAR-chant33-57 e cede la memoria a tanto oltraggio. PAR-chant33-58 Qual e` colui che sognando vede, PAR-chant33-59 che dopo 'l sogno la passione impressa PAR-chant33-60 rimane, e l'altro a la mente non riede, PAR-chant33-61 cotal son io, che' quasi tutta cessa PAR-chant33-62 mia visione, e ancor mi distilla PAR-chant33-63 nel core il dolce che nacque da essa. PAR-chant33-64 Cosi` la neve al sol si disigilla; PAR-chant33-65 cosi` al vento ne le foglie levi PAR-chant33-66 si perdea la sentenza di Sibilla. PAR-chant33-67 O somma luce che tanto ti levi PAR-chant33-68 da' concetti mortali, a la mia mente PAR-chant33-69 ripresta un poco di quel che parevi, PAR-chant33-70 e fa la lingua mia tanto possente, PAR-chant33-71 ch'una favilla sol de la tua gloria PAR-chant33-72 possa lasciare a la futura gente; PAR-chant33-73 che', per tornare alquanto a mia memoria PAR-chant33-74 e per sonare un poco in questi versi, PAR-chant33-75 piu` si concepera` di tua vittoria. PAR-chant33-76 Io credo, per l'acume ch'io soffersi PAR-chant33-77 del vivo raggio, ch'i' sarei smarrito, PAR-chant33-78 se li occhi miei da lui fossero aversi. PAR-chant33-79 E' mi ricorda ch'io fui piu` ardito PAR-chant33-80 per questo a sostener, tanto ch'i' giunsi PAR-chant33-81 l'aspetto mio col valore infinito. PAR-chant33-82 Oh abbondante grazia ond'io presunsi PAR-chant33-83 ficcar lo viso per la luce etterna, PAR-chant33-84 tanto che la veduta vi consunsi! PAR-chant33-85 Nel suo profondo vidi che s'interna PAR-chant33-86 legato con amore in un volume, PAR-chant33-87 cio` che per l'universo si squaderna: PAR-chant33-88 sustanze e accidenti e lor costume, PAR-chant33-89 quasi conflati insieme, per tal modo PAR-chant33-90 che cio` ch'i' dico e` un semplice lume. PAR-chant33-91 La forma universal di questo nodo PAR-chant33-92 credo ch'i' vidi, perche' piu` di largo, PAR-chant33-93 dicendo questo, mi sento ch'i' godo. PAR-chant33-94 Un punto solo m'e` maggior letargo PAR-chant33-95 che venticinque secoli a la 'mpresa, PAR-chant33-96 che fe' Nettuno ammirar l'ombra d'Argo. PAR-chant33-97 Cosi` la mente mia, tutta sospesa, PAR-chant33-98 mirava fissa, immobile e attenta, PAR-chant33-99 e sempre di mirar faceasi accesa. PAR-chant33-100 A quella luce cotal si diventa, PAR-chant33-101 che volgersi da lei per altro aspetto PAR-chant33-102 e` impossibil che mai si consenta; PAR-chant33-103 pero` che 'l ben, ch'e` del volere obietto, PAR-chant33-104 tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella PAR-chant33-105 e` defettivo cio` ch'e` li` perfetto. PAR-chant33-106 Omai sara` piu` corta mia favella, PAR-chant33-107 pur a quel ch'io ricordo, che d'un fante PAR-chant33-108 che bagni ancor la lingua a la mammella. PAR-chant33-109 Non perche' piu` ch'un semplice sembiante PAR-chant33-110 fosse nel vivo lume ch'io mirava, PAR-chant33-111 che tal e` sempre qual s'era davante; PAR-chant33-112 ma per la vista che s'avvalorava PAR-chant33-113 in me guardando, una sola parvenza, PAR-chant33-114 mutandom'io, a me si travagliava. PAR-chant33-115 Ne la profonda e chiara sussistenza PAR-chant33-116 de l'alto lume parvermi tre giri PAR-chant33-117 di tre colori e d'una contenenza; PAR-chant33-118 e l'un da l'altro come iri da iri PAR-chant33-119 parea reflesso, e 'l terzo parea foco PAR-chant33-120 che quinci e quindi igualmente si spiri. PAR-chant33-121 Oh quanto e` corto il dire e come fioco PAR-chant33-122 al mio concetto! e questo, a quel ch'i' vidi, PAR-chant33-123 e` tanto, che non basta a dicer 'poco'. PAR-chant33-124 O luce etterna che sola in te sidi, PAR-chant33-125 sola t'intendi, e da te intelletta PAR-chant33-126 e intendente te ami e arridi! PAR-chant33-127 Quella circulazion che si` concetta PAR-chant33-128 pareva in te come lume reflesso, PAR-chant33-129 da li occhi miei alquanto circunspetta, PAR-chant33-130 dentro da se', del suo colore stesso, PAR-chant33-131 mi parve pinta de la nostra effige: PAR-chant33-132 per che 'l mio viso in lei tutto era messo. PAR-chant33-133 Qual e` 'l geometra che tutto s'affige PAR-chant33-134 per misurar lo cerchio, e non ritrova, PAR-chant33-135 pensando, quel principio ond'elli indige, PAR-chant33-136 tal era io a quella vista nova: PAR-chant33-137 veder voleva come si convenne PAR-chant33-138 l'imago al cerchio e come vi s'indova; PAR-chant33-139 ma non eran da cio` le proprie penne: PAR-chant33-140 se non che la mia mente fu percossa PAR-chant33-141 da un fulgore in che sua voglia venne. PAR-chant33-142 A l'alta fantasia qui manco` possa; PAR-chant33-143 ma gia` volgeva il mio disio e 'l velle, PAR-chant33-144 si` come rota ch'igualmente e` mossa, PAR-chant33-145 l'amor che move il sole e l'altre stelle. PAR-chant33-146 POSTSCRIPT PAR-chant33-147 'Ich habe unter meinen Papieren ein Blatt gefunden, PAR-chant33-148 wo ich die Baukunst eine erstarrte Musik nenne.' PAR-chant33-149 (Johann Wolfgang Goethe, 1829 March 23) PAR-chant33-150 I found Dante in a bar. The Poet had indeed lost the True Way to be found PAR-chant33-151 reduced to party chatter in a Capitol Hill basement, but I had found him at PAR-chant33-152 last. I must have been drinking in the Dark Tavern of Error, for I did not PAR-chant33-153 even realize I had begun the dolorous path followed by many since the PAR-chant33-154 Poet's journey of A.D. 1300. Actually no one spoke a word about Dante or PAR-chant33-155 his Divine Comedy, rather I heard a second-hand Goethe call architecture PAR-chant33-156 "frozen music." Soon I took my second step through the gate to a people PAR-chant33-157 lost; this time on a more respectable occasion--a lecture at the Catholic PAR-chant33-158 University of America. Clio, the muse of history, must have been aiding PAR-chant33-159 Prof. Schumacher that evening, because it sustained my full three-hour PAR-chant33-160 attention, even after I had just presented an all-night project. There I PAR-chant33-161 heard of a most astonishing Italian translation of 'la Divina Commedia' di PAR-chant33-162 Dante Alighieri. An Italian architect, Giuseppi Terragni, had translated PAR-chant33-163 the Comedy into the 'Danteum,' a projected stone and glass monument to Poet PAR-chant33-164 and Poem near the Basilica of Maxentius in Rome. PAR-chant33-165 Do not look for the Danteum in the Eternal City. In true Dantean form, PAR-chant33-166 politics stood in the way of its construction in 1938. Ironically this PAR-chant33-167 literature-inspired building can itself most easily be found in book form. PAR-chant33-168 Reading this book I remembered Goethe's quote about frozen music. Did PAR-chant33-169 Terragni try to freeze Dante's medieval miracle of song? Certainly a PAR-chant33-170 cold-poem seems artistically repulsive. Unflattering comparisons to the PAR-chant33-171 lake of Cocytus spring to mind too. While I cannot read Italian, I can read PAR-chant33-172 some German. After locating the original quotation I discovered that PAR-chant33-173 'frozen' is a problematic (though common) translation of Goethe's original PAR-chant33-174 'erstarrte.' The verb 'erstarren' more properly means 'to solidify' or 'to PAR-chant33-175 stiffen.' This suggests a chemical reaction in which the art does not PAR-chant33-176 necessarily chill in the transformation. Nor can simple thawing yield the PAR-chant33-177 original work. Like a chemical reaction it requires an artistic catalyst, a PAR-chant33-178 muse. Indeed the Danteum is not a physical translation of the Poem. PAR-chant33-179 Terragni thought it inappropriate to translate the Comedy literally into a PAR-chant33-180 non-literary work. The Danteum would not be a stage set, rather Terragni PAR-chant33-181 generated his design from the Comedy's structure, not its finishes. PAR-chant33-182 The poem is divided into three canticles of thirty-three cantos PAR-chant33-183 each, plus one extra in the first, the Inferno, making a total of PAR-chant33-184 one hundred cantos. Each canto is composed of three-line tercets, PAR-chant33-185 the first and third lines rhyme, the second line rhymes with the PAR-chant33-186 beginning of the next tercet, establishing a kind of overlap, PAR-chant33-187 reflected in the overlapping motif of the Danteum design. Dante's PAR-chant33-188 realms are further subdivided: the Inferno is composed of nine PAR-chant33-189 levels, the vestibule makes a tenth. Purgatory has seven PAR-chant33-190 terraces, plus two ledges in an ante-purgatory; adding these to PAR-chant33-191 the Earthly Paradise yields ten zones. Paradise is composed of PAR-chant33-192 nine heavens; Empyrean makes the tenth. In the Inferno, sinners PAR-chant33-193 are organized by three vices--Incontinence, Violence, and PAR-chant33-194 Fraud--and further subdivided by the seven deadly sins. In PAR-chant33-195 Purgatory, penance is ordered on the basis of three types of PAR-chant33-196 natural love. Paradise is organized on the basis of three types PAR-chant33-197 of Divine Love, and further subdivided according to the three PAR-chant33-198 theological and four cardinal virtues. PAR-chant33-199 (Thomas Schumacher, "The Danteum," PAR-chant33-200 Princeton Architectural Press, 1993) PAR-chant33-201 By translating the structure, Terragni could then layer the literal and the PAR-chant33-202 spiritual meanings of the Poem without allowing either to dominate. These PAR-chant33-203 layers of meaning are native to the Divine Comedy as they are native to PAR-chant33-204 much medieval literature, although modern readers and tourists may not be PAR-chant33-205 so familiar with them. They are literal, allegorical, moral, and PAR-chant33-206 anagogical. I offer you St. Thomas of Aquinas' definition of these last PAR-chant33-207 three as they relate to Sacred Scripture: PAR-chant33-208 . . .this spiritual sense has a threefold division. . .so far as PAR-chant33-209 the things of the Old Law signify the things of the New Law, PAR-chant33-210 there is the allegorical sense; so far as the things done in PAR-chant33-211 Christ, or so far as the things which signify Christ, are types PAR-chant33-212 of what we ought to do, there is the moral sense. But so far as PAR-chant33-213 they signify what relates to eternal glory, there is the PAR-chant33-214 anagogical sense. (Summa Theologica I, 1, 10) PAR-chant33-215 Within the Danteum the Poet's meanings lurk in solid form. An example: the PAR-chant33-216 Danteum design does have spaces literally associated with the Comedy--the PAR-chant33-217 Dark Wood of Error, Inferno, Purgatorio, and the Paradiso--but these spaces PAR-chant33-218 also relate among themselves spiritually. Dante often highlights a virtue PAR-chant33-219 by first condemning its corruption. Within Dante's system Justice is the PAR-chant33-220 greatest of the cardinal virtues; its corruption, Fraud, is the most PAR-chant33-221 contemptible of vices. Because Dante saw the papacy as the most precious of PAR-chant33-222 sacred institutions, corrupt popes figure prominently among the damned in PAR-chant33-223 the Poet's Inferno. In the Danteum the materiality of the worldly Dark Wood PAR-chant33-224 directly opposes the transcendence of the Paradiso. In the realm of error PAR-chant33-225 every thought is lost and secular, while in heaven every soul's intent is PAR-chant33-226 directed toward God. The shadowy Inferno of the Danteum mirrors the PAR-chant33-227 Purgatorio's illuminated ascent to heaven. Purgatory embodies hope and PAR-chant33-228 growth where hell chases its own dark inertia. Such is the cosmography PAR-chant33-229 shared by Terragni and Dante. PAR-chant33-230 In this postscript I intend neither to fully examine the meaning nor the PAR-chant33-231 plan of the Danteum, but rather to evince the power that art has acted as a PAR-chant33-232 catalyst to other artists. The Danteum, a modern design inspired by a PAR-chant33-233 medieval poem, is but one example. Dante's poem is filled with characters PAR-chant33-234 epitomizing the full range of vices and virtues of human personalities. PAR-chant33-235 Dante's characters come from his present and literature's past; they are PAR-chant33-236 mythological, biblical, classical, ancient, and medieval. They, rather than PAR-chant33-237 Calliope and her sisters, were Dante's muses. PAR-chant33-238 'La Divina Commedia' seems a natural candidate to complete Project PAR-chant33-239 Gutenberg's first milleditio and to begin its second thousand e-texts. PAR-chant33-240 Although distinctly medieval, its continuum of influence spans the PAR-chant33-241 Renaissance and modernity. Terragni saw his place within the Comedy as PAR-chant33-242 surely as Dante saw his own. We too fit within Dante's understanding of the PAR-chant33-243 human condition; we differ less from our past than we might like to PAR-chant33-244 believe. T. S. Eliot understood this when he wrote "Dante and Shakespeare PAR-chant33-245 divide the modern world between them, there is no third." So now Dante PAR-chant33-246 joins Shakespeare (e-text #100) in the Project Gutenberg collection. Two PAR-chant33-247 works that influenced Dante are also part of the collection: The Bible PAR-chant33-248 (#10) and Virgil's Aeneid (#227). Other major influences--St. Thomas of PAR-chant33-249 Aquinas' Summa Theologica, The Metamorphoses of Ovid, and Aristotle's PAR-chant33-250 Nicomachean Ethics--are available in electronic form at other Internet PAR-chant33-251 sites. If one searches enough he may even find a computer rendering of the PAR-chant33-252 Danteum on the Internet. By presenting this electronic text to Project PAR-chant33-253 Gutenberg it is my hope that in will not rest in a computer unknown and PAR-chant33-254 unread; it is my hope that artists will see themselves in the Divine Comedy PAR-chant33-255 and be inspired, just as Dante ran the paths left by Virgil and St. Thomas PAR-chant33-256 that lead him to the stars. PAR-chant33-257 Dennis McCarthy, July 1997 PAR-chant33-258 Atlanta, Georgia USA PAR-chant33-259 imprimatur@juno.com PAR-chant33-260 TECHNICAL NOTES PAR-chant33-261 This edition has been rendered in 7-bit ASCII. Special Italian characters PAR-chant33-262 that require an 8-bit format have been transcribed into multiple characters. PAR-chant33-263 Below is a chart with the 8-bit character (which may not display properly), PAR-chant33-264 its written description, and how it has been rendered in this 7-bit version. PAR-chant33-265 « guillemot left << PAR-chant33-266 » guillemot right >> PAR-chant33-267 à a grave accent a` (at the end of a word, otherwise: a) PAR-chant33-268 è e grave accent e` (at the end of a word, otherwise: e) PAR-chant33-269 é e acute accent e' (at the end of a word, otherwise: e) PAR-chant33-270 ì i grave accent i` (at the end of a word, otherwise: i) PAR-chant33-271 ï i diaresis/umlaut ii PAR-chant33-272 ò o grave accent o` (at the end of a word, otherwise: o) PAR-chant33-273 ó o acute accent o' (at the end of a word, otherwise: o) PAR-chant33-274 ù u grave accent u` (at the end of a word, otherwise: u) PAR-chant33-275 Italic text, displayed with mark-up tags (italic) in the 8-bit PAR-chant33-276 version, has has not been rendered here. To view the italics and PAR-chant33-277 special characters please refer to the 8-bit or HTML version of this PAR-chant33-278 e-text. PAR-chant33-279 End of this Project Gutenberg E-text of PAR-chant33-280 Divina Commedia di Dante: Paradiso [7-bit text]